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Riletture. Francesco Forlani, Parigi, senza passare dal via. Marino Magliani, Amsterdam è una farfalla.

di
Roberto Plevano

Questi di Francesco e Marino sono due libri belli, personali, ottimamente scritti, soprattutto autentici e veritieri, nel senso che qui la finzione letteraria mantiene solide relazioni, e risuona, con realtà che sono parte dell’esperienza di molti lettori, e non è posticcio infingimento.

A prenderli in mano a qualche tempo dalla pubblicazione, nella prospettiva dunque dello scenario, ultimamente un po’ difficile da caratterizzare, della narrativa italiana, questi due testi possono essere letti come variazioni – tra le prime forse – su un tema che – è facile prevedere – sarà visitato in futuro assai spesso: la vita e la condizione dell’intellettuale italiano (anzi, meglio cominciare a definirlo homme de belles lettres, intellectual, Intellektueller, che si esprime perlopiù in lingua italiana) a cui capita di essere formato – spesso assai bene – in Italia e di proseguire naturaliter il corso della sua vita, appunto intellettuale – spesso assai produttiva – fuori dall’Italia, permanentemente.
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Amsterdam che luce c’era?

Introduzione di Giovanni Agnoloni, testo narrativo di Marino Magliani

Da Postpopuli.it

Prendete questo testo sulla luce di Amsterdam, di Marino Magliani – autore italiano nato nell’entroterra di Imperia ma residente da molto tempo ad IJmuiden, vicino ad Haarlem – come un’introduzione o un’ouverture del suo romanzo Amsterdam è una farfalla (Ediciclo): una storia che ha per protagonista quello che è un suo doppio, un alter ego letterario che dopo tutto è lui, incaricato, com’è veramente successo, di scrivere un libro sulla sua città. Così si è immaginato immerso in tante diverse sfaccettature e direi quasi rifrazioni luminose della capitale olandese, con i suoi canali, la sua pioggia e i suoi squarci di luce. Guidato dal suo Virgilio-Caronte, un traduttore espertissimo di storia locale, in sella a una bicicletta.

Una storia ardita e lumpen, archeologica e bolañiana, degna di una penna raffinata, che, dopo aver prodotto opere del calibro di Quella notte a Dolcedo, La tana degli Alberibelli (entrambe edite da Longanesi) e La spiaggia dei cani romantici (Instar), con questo libro torna a uscire dal suo universo d’elezione, la Liguria della sua infanzia rivisitata da lontano, per immedesimarsi in quel mondo, l’Olanda, che la vita lo ha portato a scegliere, così diverso, con la sua orizzontalità, dalle terrazze delle colline liguri.

Ne risulta un itinerario parzialmente dentro, ma soprattutto fuori dagli schemi, che lambisce la Amsterdam turistica per immergersi in luoghi che i più non conoscono, svelando retroscena storici, architettonici, sociali, urbanistici e gastronomici di quella che resta una delle capitali europee più affascinanti e imprevedibili.

Accompagnano queste righe delle foto di vari scorci di Amsterdam scattate da Bart Bokslag, fotografo olandese.

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“Amsterdam è una farfalla”, di Marino Magliani

Recensione di Angelo Ricci (da qui)

Se pensate ad Amsterdam è una farfalla come a una tranquilla guida della città olandese compilata per l’occasione, e a uso e consumo degli amanti della bicicletta, da uno scrittore italiano che in Olanda ci vive, ebbene vi state sbagliando.
Marino Magliani, con la sua scrittura dalle pieghe inquiete e dall’incedere ritmico, amalgama i piani di lettura, i personaggi, gli avvenimenti. Continua a leggere

Marino Magliani e la sua Amsterdam a Pavia

 

 

 

 

Segnalo con piacere la prossima presentazione del nuovo romanzo di Marino Magliani Amsterdam è una farfalla, edito da Ediciclo, in programma domenica 27 novembre alle ore 17,30 presso la libreria “Le mille e una pagina” a Pavia (C.so Garibaldi 7 – Mortara).
Introdurrà e modererà l’incontro lo scrittore pavese Angelo Ricci. Ecco la locandina.