Archivi tag: E’ ancora possibile scrivere un romanzo?

47. Un uomo libero

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– Signor Leopoldo!
Lui è stufo di essere chiamato. Dall’inizio del romanzo è una altalena ininterrotta di speranze e delusioni e la sua tachicardia comincia a risentirne. In fondo è un tipo schivo e se ne starebbe tranquillo in uno di quei quartieri ricchi dove nessuno ti disturba. Ma è il personaggio di una scrittrice di borgata e, come tale, esposto a tutti i venti.
– Mi dica, Calipso.
– Come fa a conoscere il mio nome?
Di fronte alle domande difficili, preferisce essere evasivo:
– Non so, ha una faccia da Calipso. Continua a leggere→

46. Insabbiamenti

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Ciò che succede nella Centraal Station, dopo lo scatenarsi del boato, non sarà oggetto di descrizioni puntuali, più adatte, in questo caso, al genere romanzo dell’orrore. In sintesi, una scavatrice penetra nell’antro e distrugge tutto quanto gli capiti a tiro, preceduta da un fascio di luce che abbaglia senza dare scampo. I cammelli sono travolti dalla furia, mentre biascicano ancora le loro frasi incomprensibili. Geenna, tentando di proteggerli, è sollevato in alto e ricade a corpo morto con la testa su uno zoccolo, naturalmente duro. Continua a leggere→

45. Colombe

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Maria si rigira nel letto di un albergo non lontano dal quartiere latino: non riesce a prender sonno. Dalla finestra giungono le luci della città notturna che, come lei, soffre d’insonnia e cerca nella penombra le risposte che di giorno si disperdono in un abbaglio di frammenti luminosi. Si alza, vaga in pigiama nella camera dalle pareti chiare e la moquette bordeaux, si sofferma su un quadro in cui appaiono, su uno sfondo blu, due colombe di colore nero con una luna bianca e due stelle che replicano lo spettacolo al di là della finestra – come se del mondo restasse solo uno squarcio di notte al quale chiedere conto del senso della vita. Continua a leggere→

44. Ritorni

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Si sente chiamare da una voce fonda e rauca:
– Leopoldo!
Alza la testa faticosamente e scorge un uomo dalla barba folta che sale in riccioli rampicanti verso il cranio calvo.
– Chi è lei?
– Devi essere veramente rimbambito per non riconoscermi: l’amore gioca brutti scherzi.
– Quale amore? Continua a leggere→

43. Parole

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Saulo ha ingoiato l’ennesimo rospo:
– Hai ragione, viviamo in tempi bui. Il vero intellettuale (non quello dei salotti infarciti di nani e ballerine) è perseguitato dal potere. Gli scrittori autentici vivono nascosti nelle catacombe, come te, nell’inferno della sperimentazione. Mi sembra di capire il significato dei cammelli: la necessità di macerarsi prima di affidare alla pagina o allo schermo una parola; le gobbe rappresentano riserve di cultura e di sapienza, utili per la traversata nel deserto dell’indifferenza e del cinismo. Continua a leggere→

42. Foglie

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Maria si sente leggermente sollevata: l’incontro con Gabriele le ha ridato un po’ di fiducia nella vita e, forse, anche nella sua scrittura. Decide di partire, per disintossicarsi ulteriormente. E dove andare se non a Parigi, per ritrovare l’ispirazione persa? Il corridoio dell’aeroporto le sembra meno lungo, la invade una strana frenesia, come si accingesse a scrivere la prima pagina della sua vita. Si sente in paradiso, libera, anche dagli impacci dell’arte che le hanno insegnato fino a ora: ha il desiderio di cominciare un’opera radicalmente nuova. Continua a leggere→

41. Straccio

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Leopoldo è più perplesso che mai: Saulo Cioccolati, che sembrava possedere un segreto in grado di sciogliere i nodi della storia, è stato ingoiato dalle fogne e non ne è più riemerso. Di Maria non c’è più traccia: l’ultima volta l’hanno vista in compagnia di uno scrittore con un diario infantile ritrovato a decenni di distanza dalla sua composizione. Giulio da Padova è invischiato nella neonata bottega di scrittura. Leopoldo ha nostalgia di quelle apparizioni che, per quanto inconsistenti, sembravano arricchirlo e sostenerlo nelle esigenze più profonde. Decide di tornare al pub. La ragazza con lo straccio fa la faccia offesa, perché era tanto che lui non si vedeva.
– Non ce l’abbia con me, non immagina quante ne ho passate.
–Pensavo ci avesse tradito con un locale alternativo.
– Sono fedele al mio ruolo, come tutti i personaggi. E come loro, torno sempre sul luogo del delitto.
– Ricomincia con le sette birre?
– E perché no? Ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario.
– Mi sembra di averlo già sentito.
– E’ una battuta di un libro di Calvino, in cui s’incrociano i destini.
– Vorrei che il mio destino s’incrociasse con qualcuno.
– A chi sta pensando?
– Anch’io ho letto un libro di Calvino: c’è una suora che scrive la storia e nel finale fugge con uno dei personaggi principali. In fondo, anch’io sto ascoltando un racconto: non potrebbe succedermi lo stesso?
– E a quale personaggio pensa?
– Di tutta la storia, ne conosco personalmente solo uno.
– Leopoldo arrossisce all’improvviso: guarda fisso lo straccio bagnato che la ragazza tiene in mano e si identifica a tal punto con l’oggetto che sviene, sbattendo la faccia contro il tavolo.

40. Geenna

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Saulo sta per sputare l’altro rospo quando il tombino su cui poggia i piedi si apre e lui precipita con un grido soffocato. Si ritrova in una galleria in penombra, fatica a distinguere le forme di ciò che lo circonda. A pochi passi da sé scorge un cartello chiaro con la scritta: Geenna, Centraal Station.
– Geenna, sussurra Saulo, mi ricorda qualcosa. Non era la valle dove bruciavano i rifiuti, e prima ancora si consumavano sacrifici umani? Continua a leggere→

39. Rospi

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Due isolati più in là, Saulo decide di fermarsi. Leopoldo lo raggiunge, con la lingua di fuori per la corsa:
– Perché ti sei fermato?
– Mi è venuta un’idea.
– Sputa il rospo.
Dalla bocca di Saulo esce uno di quei rospi che s’intravedono di notte sulla strada, con possibilità minime di sopravvivere al passaggio delle auto.
– Non prendermi alla lettera! Continua a leggere→

38. Da bambino

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Maria comincia a preoccuparsi: è giusto che la campagna contro le scuole di scrittura diventi una guerra di tutti contro tutti? E’ impossibile una collaborazione che metta insieme le varie posizioni, prendendo il buono e scartando l’inutile e il dannoso? Potrebbe uscirne una guida geniale, con l’estro dei grandi autori e la disciplina dei maestri navigati, iniziati a ogni segreto della narrazione. Decide di rivolgersi a un critico-scrittore, uno dallo sguardo vigile sui due versanti dell’arte e del pensiero. Sfoglia l’agendina e trova il nome: Gabriele Fontana Di Trevi. Le viene da sorridere, immaginandolo come la sorgente cui attingere la soluzione tanto attesa. Compone il numero sul telefonino: Continua a leggere→

37. Recensioni

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Leopoldo è di fronte all’ingresso di un edificio squallido, di colore scuro, o forse è solo la notte che rende tutto triste e tenebroso. E’ attratto dalla porta aperta; scende dalla bicicletta, l’appoggia al muro e, varcata la soglia, comincia a percorrere un lungo corridoio completamente spoglio. Sente rumori strani e sinistri che si susseguono ininterrottamente, come un rosario di colpi sordi. Alla fine del corridoio c’è una porta chiusa: è da lì che proviene la litania dei suoni. Leopoldo è intimidito: che ci sarà là dietro? quale spettacolo lo aspetta?  Continua a leggere→

36. Tavolette

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Dopo i fatti del Gunong Tahan – e la scoperta che il Bidello d’oro non era affatto morto, grazie alla faccia di bronzo resistente agli urti – Giulio da Padova decide di tenere una conferenza stampa in cui mettere i puntini sulle i – una sua specialità – in tema di scuole di scrittura. Ritiene, infatti, che la vicenda possa nuocere gravemente alla reputazione dei maestri autentici, quelli che lavorano nel campo da una vita. Ha scelto come sede una sala prestigiosa al Campidoglio, per dare più risalto alle precisazioni. L’ambiente è sfarzoso: sedie imbottite di velluto rosso, un tavolo di noce e un soffitto alto che aggiungerà solennità alle sue parole. Continua a leggere→

35. Lei è felice?

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Cosa sia successo, Leopoldo non lo sa: era seduto al tavolo del pub quando ha sentito un colpo alla testa, ha perduto conoscenza e adesso è qui, legato e imbavagliato in una stanza senza mobili dalle pareti bianche e il soffitto più basso del normale, al punto che sente sopraggiungere un attacco di claustrofobia. Davanti a lui, un uomo vestito di nero con un cappello a visiera gli toglie lentamente il bavaglio dalla bocca:
– Andiamo al sodo: lei sta diventando pericoloso per l’organizzazione.
– Quale, se posso permettermi? Leopoldo è turbato, comprensibilmente.
– Siamo un’agenzia privata che lavora per le scuole di scrittura. Ormai pubblica chiunque, per cui sono richieste alcune regole che noi facciamo rispettare, costi quel che costi. I libri degli autori che non accettano il sistema vengono bruciati. Continua a leggere→

34. Patacche

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– Quale dossier?, chiede Maria.
Il conte Scheltri Dell’Armadio si aggiusta gli occhialetti tondi e riempie i polmoni d’aria il più possibile.
– Lei saprà certamente che la scrittura creativa è diventato un business redditizio. Uno si sveglia la mattina e decide di diventare insegnante di scrittura, butta giù un manuale in pochi giorni e lo rivende ai polli in cerca di becchime. Potrei farle un elenco di libri scritti con i piedi, zeppi di errori sintattici e banalità, privi di una pur inconsistente luce intellettuale e lanciati, nonostante tutto, come l’ultima perla di saggezza del creative writing nazionale. Continua a leggere→

33. Biglietti da visita

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Leopoldo ha molte cose a cui pensare: è giusto che ci siano delle regole per la stesura di un romanzo o di un racconto? In caso affermativo, chi può dire quali siano le migliori? Ha letto, sul tema, pubblicazioni su pubblicazioni, ma si è reso conto che si trattava spesso di semplici rifacimenti di lavori altrui, oppure di opere che si contraddicevano a vicenda. In qualità di personaggio, si sente in dovere d’informarsi, per sapere come verrà centrifugato nella fantasia del suo inventore. Che fare per chiarirsi le idee? Decide di tornare al pub, chissà che non s’imbatta in qualche altra stella della letteratura. Mentre sta per salire sul marciapiede antistante il locale, sente un rombo improvviso e avverte come un’ombra che gli piomba addosso a gran velocità. Continua a leggere→

32. Dossier

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Il conte Littorio Scheltri Dell’Armadio indossa una giacca nera e una camicia bianca con ampio colletto. Si sta dando da fare intorno a un uomo visibile di spalle, seduto, con una specie di casco asciugacapelli sulla testa. Cappellacci e Borgovecchio, dalla soglia, chiedono a cenni se possono far entrare la scrittrice. Il conte annuisce, e continua ad armeggiare intorno al copricapo.
– Buonasera: sta per assistere a un esperimento interessante. Il critico Pierino dovrà stendere un decalogo di scuola di scrittura; in realtà, è assolutamente refrattario a un’operazione come questa. Sto cercando le condizioni adatte perché possa sbloccarsi e rispondere al quesito anche contro il suo volere. Continua a leggere→

31. Le tavole

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Leopoldo è alle falde del Gunong (o Gunung) Tahan, una via di mezzo fra il Gran Sasso e il Circeo. Intorno a lui c’è una folla di giornalisti e cineoperatori, pronti a cogliere l’attimo in cui Giulio da Padova apparirà, emergendo dal suo ritiro misterioso. La gente è assiepata in ordine sparso coi cellulari pronti a catturare immagini da mostrare agli amici (che, nella maggior parte dei casi, ne farebbero a meno). Un bambino dai riccioli dorati chiede alla mamma perché stiano lì da ore e ore; lei è confusa, lo domanda al marito, ma neanche lui ha le idee chiare al riguardo. Continua a leggere→

30. Il castello

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Anche Maria è in viaggio; ha deciso di prendersi una pausa, di tirare le fila di ciò che è successo fino a oggi e, se possibile, cominciare a sciogliere la matassa ingarbugliata. In realtà, non sa nemmeno quanto tempo sia passato: le scuole di scrittura raccomandano precisione riguardo a tempi e luoghi, ma gli eventi si sono succeduti troppo in fretta, tra fantasmi e alcol la lucidità ha lasciato il posto alla confusione più totale. Sentendo parlare un’amica di un castello eretto in cima a un monte, le è sembrato il posto migliore per ritemprare lo spirito messo a dura prova. Continua a leggere→

29. Irresistibile stretta

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Di Giulio da Padova non si sa più nulla. Si organizzano spedizioni in tutto il mondo, ma senza risultato. Leopoldo è sorpreso e amareggiato per la sua scomparsa; ci sta ragionando sopra, mentre il barbiere gli taglia i capelli (non troppo corti, lo sai!) e lui sfoglia le solite riviste, guardando soprattutto le figure. E’ il turno del Bollettino Malesiano, che riporta vicende politico-sociali-religiose di regioni dell’Asia a lui completamente sconosciute; intravede la notizia del ritrovamento di uno scrittore italiano sulla cima del Gunong Tahan, il monte più alto del paese: Giulio da Padova! Come sarà finito fra le tigri e i bufali della Malesia? Che abbia scoperto il segreto delle apparizioni, istruito dal fantasma di Salgari? Continua a leggere→

28. L’isola dei Barbosi

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Giovanni Paolo Pierino sta spiegando a Leopoldo perché pensa di andare all’Isola dei Barbosi.
– E’ l’ultima frontiera della degradazione letteraria: macchiette prefabbricate che affollano le fiction postmoderne, prevedibili in ogni singola manifestazione. E’ la caricatura del formalismo: Vladimir Propp scoprì sette personaggi tipo, quattro fasi e trentuno funzioni: in questo schema, a suo parere, sarebbero rientrati tutti i possibili racconti. Oggi si semplifica: basta descrivere i luoghi, mettere in relazione i personaggi , creare lo sfondo, organizzare il tempo, inserire qualche anticipazione al posto giusto, giocare col punto di vista, montare il tutto ed è pronto il romanzo del millennio. Continua a leggere→