[youtube=https://youtu.be/NISuLnwQ7No]
Archivi tag: Luigi Maria Corsanico
Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda
Luigi Maria Corsanico legge Derek Walcott. 2
Luigi Maria Corsanico legge Giuseppe Ungaretti. 2
Luigi Maria Corsanico legge Jacques Prévert
È necessaria anche l’onestà esteriore
Luigi Maria Corsanico legge Derek Walcott
[youtube=https://youtu.be/m0536Nw2HWg]
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Derek Walcott
Migranti
St. Lucia, Caraibi, 16 giugno 2000
(Traduzione di Luigi Sampietro)
dalla rivista “Poesia”, Anno XXIX, Ottobre 2016,
N. 319, Crocetti Editore
Opera pittorica di Edgar Caracristi ©
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Astor Piazzolla – Soledad
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Luigi Maria Corsanico legge Nâz?m Hikmet
[youtube=https://youtu.be/OO_P1dOOOuU]
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Nâz?m Hikmet
Prima che bruci Parigi
Parigi, 1958
(Traduzione di Joyce Lussu)
da “Nâz?m Hikmet, Poesie d’amore”, A. Mondadori Editore, 1991
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Ryuichi Sakamoto
Snake Eyes (Short Version) Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 22
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=DtWekDJtAII&feature=youtu.be]
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[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=zh7sV0sx2xs&feature=youtu.be]
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Federico García Lorca
Libro de poemas
Leído por Luigi Maria Corsanico
Capricho Arabe – Francisco Tárrega
Evangelos Assimakopoulos, guitarra
Pinturas de Van Gogh y Monet
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Luigi Maria Corsanico legge David Maria Turoldo
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6rdS79dgo-4&feature=youtu.be]
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a cura di Luigi Maria Corsanico
Nel centenario della nascita di David Maria Turoldo
Frate, poeta e profeta
Coderno di Sedegliano (Udine), 22 novembre 1916 Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 2
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=-OPsERM-DKA&feature=youtu.be]
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a cura di Luigi Maria Corsanico
Rainer Maria Rilke
Annunciazione (Le parole dell’Angelo)
Verkündigung / Die Worte des Engels
Il libro delle immagini (Das Buch der Bilder, 1902) che apparve poi in nuova edizione ampliata nel 1906.
Traduzione di Giaime Pintor Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges
[youtube=https://youtu.be/FalqzDHM6Iw]
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Jorge Luis Borges
Le cose
da Elogio dell’ombra, Einaudi, Torino, 1971
(Traduzione di Francesco Tentori Montalto) Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Clemente Rebora
[youtube=https://youtu.be/hVFmDIwSKJ4]
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a cura di Luigi Maria Corsanico
Clemente Rebora
Dall’immagine tesa (1920)
Canti anonimi – 1922
Edizioni “Il Convegno di Milano“ Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Rudyard Kipling
[youtube=https://youtu.be/T1eO_YR2uWg]
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a cura di Luigi Maria Corsanico
Rudyard Kipling
SE (If)
da R. Kipling, Poesie, a cura di Ornella De Zordo,
Milano, Mursia, 1987 Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Dino Campana
[youtube=https://youtu.be/QTRYjgT-gZ0]
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Dino Campana (1885-1932)
La Chimera
Canti Orfici (1914) Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa
[youtube=https://youtu.be/OvqMwCVzCyA]
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Fernando Pessoa
Ode alla Notte
da: Fernando Pessoa, Poesie di Álvaro de Campos, a cura di Maria José de Lancastre, traduzione di Antonio Tabucchi, Biblioteca Adelphi, 1993.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Spiegel im Spiegel , Arvo Pärt
Vieni, Notte antichissima e identica,
Notte Regina nata detronizzata,
Notte internamente uguale al silenzio,
Notte con le stelle, lustrini rapidi sul tuo vestito frangiato di Infinito.
Vieni vagamente, vieni lievemente,
vieni sola, solenne, con le mani cadute lungo i fianchi,
vieni e porta i lontani monti a ridosso degli alberi vicini,
fondi in un campo tuo tutti i campi che vedo,
fai della montagna un solo blocco del tuo corpo,
cancella in essa tutte le differenze che vedo da lontano di giorno,
tutte le strade che la salgono,
tutti i vari alberi che la fanno verde scuro in lontananza,
tutte le case bianche che fumano fra gli alberi
e lascia solo una luce, un’altra luce e un’altra ancora,
nella distanza imprecisa e vagamente perturbatrice,
nella distanza subitamente impossibile da percorrere.
Nostra Signora delle cose impossibili che cerchiamo invano,
dei sogni che ci visitano al crepuscolo, alla finestra,
dei propositi che ci accarezzano sulle ampie terrazze
degli alberghi cosmopoliti sul mare,
al suono europeo delle musiche e delle voci lontane e vicine,
e che ci dolgono perché sappiamo che mai li realizzeremo.
Vieni e cullaci,
vieni e consolaci,
baciaci silenziosamente sulla fronte,
cosi lievemente sulla fronte che non ci accorgiamo d’essere baciati
se non per una differenza nell’anima
e un vago singulto che parte misericordiosamente
dall’antichissimo di noi laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia
i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,
perché li sappiamo senza relazione con ciò che ci può essere nella vita.
Vieni solennissima,
solennissima e colma di una nascosta voglia di singhiozzare,
forse perché grande è l’anima e piccola è la vita,
e non tutti i gesti possono uscire dal nostro corpo,
e arriviamo solo fin dove arriva il nostro braccio
e vediamo solo fin dove vede il nostro sguardo.
Vieni, dolorosa,
Mater Dolorosa delle Angosce dei Timidi,
Turris Eburnea delle Tristezze dei Disprezzati,
fresca mano sulla fronte-febbricitante degli Umili,
sapore d’acqua di fonte sulle labbra riarse degli Stanchi.
Vieni, dal fondo dell’orizzonte livido,
vieni e strappami dal suolo dell’angustia in cui io vegeto,
dal suolo di inquietudine e vita-di-troppo e false sensazioni
dal quale naturalmente sono spuntato.
Coglimi dal mio suolo, margherita trascurata,
e fra erbe alte margherita ombreggiata,
petalo per petalo leggi in me non so quale destino
e sfogliami per il tuo piacere,
per il tuo piacere silenzioso e fresco.
Un petalo di me lancialo verso il Nord,
dove sorgono le città di oggi il cui rumore ho amato come un corpo.
Un altro petalo di me lancialo verso il Sud
dove sono i mari e le avventure che si sognano.
Un altro petalo verso Occidente,
dove brucia incandescente tutto ciò che forse è il futuro,
e ci sono rumori di grandi macchine e grandi deserti rocciosi
dove le anime inselvatichiscono e la morale non arriva.
E l’altro, gli altri, tutti gli altri petali
– oh occulto rintocco di campane a martello nella mia anima! –
affidali all’Oriente,
l’Oriente da cui viene tutto, il giorno e la fede,
l’Oriente pomposo e fanatico e caldo,
l’Oriente eccessivo che io non vedrò mai,
l’Oriente buddhista, bramanico, scintoista,
l’Oriente che è tutto quanto noi non abbiamo,
tutto quanto noi non siamo,
l’Oriente dove – chissà – forse ancor oggi vive Cristo,
dove forse Dio esiste corporalmente imperando su tutto..
Vieni sopra i mari,
sopra i mari maggiori,
sopra il mare dagli orizzonti incerti,
vieni e passa la mano sul suo dorso ferino,
e calmalo misteriosamente,
o domatrice ipnotica delle cose brulicanti!
Vieni, premurosa, vieni, materna,
in punta di piedi, infermiera antichissima che ti sedesti
al capezzale degli dei delle fedi ormai perdute,
e che vedesti nascere Geova e Giove,
e sorridesti perché per te tutto è falso, salvo la tenebra e il silenzio,
e il grande Spazio Misterioso al di la di essi.. Vieni, Notte silenziosa ed estatica,
avvolgi nel tuo mantello leggero
il mio cuore… Serenamente, come una brezza nella sera lenta,
tranquillamente, come un gesto materno che rassicura,
con le stelle che brillano (o Travestita dell’Oltre!),
polvere di oro sui tuoi capelli neri,
e la luna calante, maschera misteriosa sul tuo volto.
Tutti i suoni suonano in un altro modo quando tu giungi
Quando tu entri ogni voce si abbassa
Nessuno ti vede entrare
Nessuno si accorge di quando sei entrata,
se non all’improvviso, nel vedere che tutto si raccoglie,
che tutto perde i contorni e i colori,
e che nel cielo alto, ancora chiaramente azzurro e bianco all’orizzonte,
già falce nitida, o circolo giallastro, o mero diffuso biancore, la luna comincia il suo giorno.
Luigi Maria Corsanico legge “Io sono il Sud”, di Orazio Nastasi
Ricordare
[youtube=https://youtu.be/2cMrAA-s-yE]
da qui
HO VISTO © di Enrico Toso
Appunti su un viaggio che ci riguarda Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Giuseppe Ungaretti
[youtube=https://youtu.be/9BLP3cAy03Y]
da qui
LA MADRE – Giuseppe Ungaretti
Da:
G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di L. Piccioni, Milano, Mondadori, 1970, p. 539. Continua a leggere
