Archivi tag: resistenza

Marino Magliani, Elio Lanteri: un dibattito al Gabinetto Vieusseux

Testo introduttivo e filmati di Giovanni Agnoloni
Foto di Mauro Baldrati

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Il 29 aprile, al Gabinetto Vieusseux, presso Palazzo Strozzi (Firenze), si è tenuto un incontro sul tema “Viaggio tra il paesaggio e la memoria”, incentrato sui due romanzi “La tana degli Alberibelli” di Marino Magliani (ed. Longanesi) e “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri (ed. Transeuropa). Continua a leggere

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

25aprile

Dall’album: Il seme e la speranza (2006) . The Gang

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

All’alba del 4 di Maggio
arrivarono le orde assassine
portavano croci uncinate
la feccia del terzo regime

Li guidavano i cani da guardia
la guardia dei repubblichini
in tanti più di duemila
duemila vili aguzzini
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Il cacciatore splendido splendente

di Mauro Baldrati

Giampaolo Pansa mi ricorda i cacciatori romagnoli degli anni Settanta, appassionati fino al limite del fanatismo, aggressivi e furiosi con chiunque si azzardava a mettere in dubbio che sparare ai pennuti e alle lepri fosse uno sport.
Il cacciatore Pansa ha scelto come terreno di attività l’editoria, i giornali, i libri. La sua riserva privata è una rubrica che esce ogni settimana sull’Espresso, il Bestiario. Da questa postazione bracca soprattutto gli esponenti dell’opposizione, che sono le sue prede preferite. I cacciatori romagnoli si dilettavano in varie specialità, il fagiano, la lepre, la starna; lui va a oppositori. Ha cacciato per anni nella riserva protetta della Resistenza, scrivendo libri che hanno suscitato le reazioni dell’Anpi, che ha scritto, in un documento: “L’aspetto più anacronistico di La grande bugia è che il suo autore sembra avere come riferimento una produzione storiografica ormai decisamente superata e forse da lui poco o per nulla conosciuta”. E lui, forse per una sorta di ritorno alle vecchie passioni, o per vendetta, ha definito l’Anpi “una piccola setta di fanatici che non conta niente.”

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INTRODUZIONE di Sergio Luzzatto a “Via Rasella. La storia mistificata” di Rosario Bentivegna.

  [A futura memoria…]

 

di Sergio Luzzatto

Bruno Vespa non si accontenta, con la trasmissione «Porta a porta», di tenere semi-quotidiana compagnia ai nottambuli del Belpaese. Verso la fine di ogni anno, pensa bene di offrire a tutti gli italiani – ai dormiglioni come ai tiratardi – qualcosa come un libro-strenna da regalarsi a Natale. Così, per una manciata di euro i più devoti fra gli aficionados possono disporre, fra i variopinti pacchetti sotto l’albero, di una versione rilegata del brunovespismo televisivo.
I titoli dei volumi firmati da Vespa fra il 1994 e il 2001, cioè fra il primo e il secondo governo Berlusconi, sono istruttivi in se stessi: bastano da soli a testimoniare – oltreché ovvie esigenze di richiamo commerciale – una certa maniera di pensare la storia dell’Italia contemporanea. Il cambio (1994), Il duello (1995), La svolta (1996), La sfida (1997), La corsa (1998), Dieci anni che hanno sconvolto l’Italia (1999), Scontro finale (2000), La scossa (2001): presi uno per uno, i titoli dei libri di Vespa scandiscono ogni volta un presunto momento epocale, quando non suggeriscono un’emergenza nazionale o addirittura una crisi rivoluzionaria. Presi in serie, viceversa, essi alludono alla consolante evidenza per cui più tutto cambia, più tutto è la stessa cosa… Se poi si guarda ai titoli delle ultime due strenne, la Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi (2004) e Vincitori e vinti (2005), si scopre come l’ambizione dell’autore non si limiti più alla volontà, propria di un giornalista, di raccontare il presente in un modo più disteso di quanto lo consenta la stampa quotidiana o periodica. Da un anno a questa parte, Bruno Vespa ha voluto aggiungere al proprio un secondo mestiere: si è messo in testa di parlare agli italiani da storico. E a giudicare dai numeri delle vendite, in molti gli hanno riconosciuto le carte in regola per farlo.

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