Archivio mensile:Gennaio 2008

Bozza di Manifesto

Bozza di Manifesto a cura di Danilo Dolci.
DECIDIAMO RASSEGNARCI AL SUICIDIO?

Notevoli opportunità di resistere, scegliere e inventare vengono evase da chi poi si lamenta vittima: il conformismo gregario deriva, dovremmo ormai sapere, tanto dalla mancanza di autodeterminazione come dalla paura.

Mentre studiamo di regolare interazione bi e pluriunivoche proviamo intendere le interazioni globali (concepire la cultura dell’ambiente, la struttura ecologica, il sistema della biosfera), non confondendo la capacità di incontrarsi a concepire puntuali programmi di liberazione e logorrea predicatoria, l’epidemia delle trasmissioni, come sovente avviene.

I dipendenti delle vaste fabbriche (non esclusa la scuola), estraniati dalle finalità e dall’insieme dei progetti, risultano sempre più invischiati, pilotati dalle circoscritte “istruzioni” delle minoranze dominanti che riescono a fingersi legali maggioranze.

Nella selva mercantile il consumo acritico potenzia i produttori-padroni, sovente potenzia i virus del dominio.

L’inaudita complessità dei problemi in un mondo che si dibatte tra la morte ed una nuova vita, richiede analisi e intuizioni approfondite per le quali ognuno può arrecare il suo apporto personale.

Non è possibile comunicare senza impegno sincero, nonviolento, creativo, mentre d’altronde lo sviluppo della creatività richiede effettiva capacità di comunicare, connettere.

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Etty Hillesum, per il Giorno della Memoria

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Olanda, campo di Westerbork.
Da qui ogni settimana partono i convogli per Auschwitz.
Da qui scrive Etty Hillesum. Luglio-agosto 1943.

Di pomeriggio avevo fatto ancora un giro nella mia baracca d’ospedale, passando da un letto all’altro. Quali letti saranno vuoti domani? Le liste dei deportati sono divulgate all’ultimissimo momento, ma certuni sanno in anticipo di dover partire. Una ragazzina mi chiama. E’ seduta nel suo letto, diritta come una candela e con gli occhi spalancati. E’ una ragazzina dai polsi sottili e dal faccino magro e diafano. E’ parzialmente paralizzata, aveva appena ricominciato a camminare tra due infermiere, passo dopo passo. “Hai sentito? Devo partire” sussurra. “Come, anche tu?”. Ci guardiamo per un po’ senza riuscire a parlare. Il suo visino è svanito, è solo occhi. Finalmente dice con una monotona vocina grigia: “Che peccato, eh? Pensare che quanto hai imparato nella tua vita è stata fatica sprecata”, e, “Però com’è difficile morire, eh?. D’un tratto la rigidità innaturale del suo visino cede alle lacrime e al grido: “Oh, dover partire dall’Olanda è la cosa peggiore”, “Oh, perché non siamo morti prima!”. Più tardi nella notte la rivedrò per l’ultima volta. Continua a leggere

Tana per la Tragedia

utn_cop_maestrale.jpgtanarizzoli1.jpgIl 23 gennaio e il 25 gennaio sono rispettivamente usciti, in tutte le librerie del regno, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola (Rizzoli), e Una tragedia negata, di Demetrio Paolin (Il Maestrale), ovviamente nella loro versione cartacea. Sono i primi due libri di vibrisselibri che approdano alla carta.
A entrambi sono legata in modo particolare. Monica Viola è una mia cara amica, e ho letto – e amato – il manoscritto sin dalla prima volta in cui vi ho posato sopra i miei candidi occhietti. E, all’epoca, vibrisselibri non era nemmeno nata. Credo che la Gioviana (nel senso di GioveZeus) mente di Giulio non l’avesse nemmeno concepita.
Il secondo libro lo considero un po’ anche una mia creatura, avendoci lavorato per tanti mesi in veste di editor. E, naturalmente, alla Tragedia negata mi lega una grande amicizia con il PaSo, suo mirabolante autore.
Un’altra novità però c’è: a partire dal 21 gennaio, con cadenza settimanale, è iniziata, sul sito di vibrisselibri, la pubblicazione di nuovi materiali relativi all’argomento trattato dal saggio di Paolin: si tratta di materiali che per ovvie ragioni di quantità non potevano essere inclusi nell’edizione cartacea prodotta da Il Maestrale.
Buona lettura.

Poesia “Com’è”

Com’è facile essere soli
com’è difficile essere soli sempre
com’è comune essere soli dopo i 40 anni
com’è comune non esserlo
com’è unico l’amore da ragazzi, com’è conturbante
com’è difficile e comune l’amore giovane
com’è banale chiamare amore quello da grandi
se per decenni hai creduto amore quello da giovani
come la primavera e la morte ti distruggeranno l’amore
come ne getteranno le fondamenta
la primavera inseguirà l’inverno
e l’inverno la primavera
si ricorderanno
si rincorreranno
come sarà eterno l’amore a nessuna età
tuffato nella solitudine
tuffato nella morte sua antagonista
Orfeo guarderà sempre avanti
Euridice sempre indietro
com’è difficile sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita!
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Come si diventa (a volte) scrittori

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Probabilmente non ve ne fregherà niente, ma lo racconto lo stesso, ho tempo da perdere. Sono diventato scrittore perché non avevo più niente da fare, e soprattutto da perdere. Prima avevo fatto di tutto, o quasi. Intanto scrivevo ma credendoci fino a un certo punto, anzi non credendoci per niente, spinto solamente da una passione pura. Poi, dopo aver mandato a fare in culo tre principali in tre anni per la famosa incompatibilità di carattere, ho deciso che non sarei più stato alla stanga. Continua a leggere

Nicola Ponzio alla Galleria di Ermanno Tedeschi

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NICOLA PONZIO

A Milano dal 5 febbraio al 3 marzo 2008
Via Santa Marta 15 (entrata da Via San Maurilio)
Inaugurazione: martedì 5 febbraio 2008 dalle ore 18.30

Le opere di Nicola Ponzio presentate nella Galleria milanese di Ermanno Tedeschi sono oggetti geometricamente definiti, rigorosi, ottenuti operando per sottrazione.
Questo lavoro di spoliazione della forma ha consentito all’artista di prendere le dovute distanze sia da un certo soggettivismo lirico, che poggia buona parte delle sue ipotesi ai gesti espressivi e alle decorazioni manieristiche, sia dalla mera tautologia che contraddistingue la ricerca dell’arte minimalista e concettuale. Continua a leggere

Pierre Assouline su Esquisse

Inizia oggi la pubblicazione su Esquisse, con cadenza settimanale, di una serie di articoli scritti dal critico, scrittore e giornalista francese Pierre Assouline e tradotti dal sottoscritto.

Il primo articolo è dedicato all’editore francese Christian Bourgois(scomparso il 20 dicembre del 2007), con la pubblicazione di un testo che lo stesso avrebbe dovuto leggere alla Fiera del libro di Guadalajara in Messico, in occasione della consegna del Prix Merito editorial 2007.

Leggi l’articolo: Il testamento di un grande editore.

Portami al mare

di Emanuele Kraushaar

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Mi muovo di rado da Roma. L’estate anche se fa caldo me la cavo, tra una granita al limone e una cedrata. E poi quest’anno ho comprato il condizionatore e lo metto sempre al massimo.
Di solito mi alzo sul presto e faccio una passeggiata a Villa Pamphili, che non è lontana da casa mia.
Poi mi guardo qualche programma alla televisione. E più sono stupidi e più tempo li sto a guardare.
Sono uno che piace e ogni tanto mi telefona qualche ragazza e così la invito a casa, le offro da bere e me la porto a letto.
Spesso dopo aver fatto l’amore qualcuna mi dice: “Portami al mare”.
Io la accompagno delicatamente verso la porta e la spingo fuori con un sorriso di commiato che significa: “Non mi chiamare, tanto domani o dopodomani o fra tre giorni me ne trovo un’altra”.
Giovedì mi è capitata una che non mi ha chiesto niente e così ho pensato di richiamarla sabato.
E’ stata puntuale e me la sono proprio divertita. Di nuovo non ha avuto pretese di gite fuori porta.
Credo che la chiamerò di nuovo la prossima settimana. D’altronde l’ho detto che mi muovo di rado da Roma.

Ne varietur # 3

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A las cinco de la tarde, un giovedì di mezz’inverno, sul corso Imperatrice, a Sanremo, bevendo Berlucchi con Giuseppe Conte, che distrattamente guarda il mare. Qualche signora appena un po’ desmoronada roams, in the roamings of her fan, improbabile Infanta marina, ma al massimo sorride; e il poeta, gitano legìtimo, ricambia. Si riferisce di poesia, chiacchiericci mondano-letterarî , Leopoldo Carra e, più che altro, di spirito o Spirito. Quello, minuscolo, dei tempi che corrono, sfilacciati (il copyright è di S. E. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita in Genova); e quello, maiuscolo, di Rino Fisichella (Nel mondo dei credenti, Milano, Mondadori, 2008) e di S.S. il Papa Benedetto XVI. Ci fosse Roberto Pepe Coggiola, ritrarrebbe la scena in uno dei suoi blanco y negro che sanno della Repùblica Orientàl de Uruguay. Roberto, però, lavora, et c’est encore une raison pourquoi Allah et Antonio Silva sont grands.

Gesù Nazareno

Gesù Nazareno. Un colloquio con Mauro Pesce. A cura di Cristiana Facchini.

Inchiesta su Gesù è un libro di carattere divulgativo, scritto a quattro mani con Corrado Augias. Dopo tanti anni di ricerca accademica sul Gesù storico, come sei giunto all’idea di scrivere questo libro? Come è stato il rapporto tra domande e risposte al di fuori degli ambienti di specialisti?

Il mio libro Le parole dimenticate di Gesù (Mondadori-Lorenzo Valla) del settembre 2004 aveva avuto un successo inaspettato nonostante si trattasse di una voluminosa antologia in greco e in latino con un commento molto tecnico. Ho intuito perciò che un vasto pubblico aveva un interesse a conoscere i risultati scientifici delle indagini storiche su Gesù. Quando Augias mi propose un’intervista su Gesù ero quindi in qualche modo già pronto ad accettare.

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Poesie di Paola Renzetti

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Approdo

Mi piacciono le case

con l’approdo sul monte.

Profumano di pietra corrosa

e l’ortica sugli scalini tiene

i villeggianti un po’ a bada.

Le piane in bilico sul tetto

spioventi, non cadono mai.

Le porte di legno consunto

si lasciano staccare schegge

sbiadite, di antichi colori.

L’occhio alla serratura

respira, di una fresca

aria notturna di ragnatela.

Nella luce del mattino,

vaga il polline giallo

di fiori quasi invisibili.

Sullo stelo è rimasto

poco colore, solo strette foglie

di verde accarezzate dal sole.

***

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Rette

Bisceglie è un’ottima meta. Fantàstico di raggiungerla ed eleggervi il mio nuovo domicilio. Il tribunale ha sancito il mio fallimento l’altro ieri. Mi sento, in modo incommensurabile, felice. A modo mio.
Carla se ne farà una ragione. Basta spese faraoniche al supermarket dell’Ipermercato, giusto fuoriporta. Riscopriremo l’orto. E basta anche le code sulla tangenziale mentre alla radio Shakira ci ammannisce le palle, coi suoi fiati latini e la sua voce stentorea e malinconica, insieme. Baratteremo il pozzetto dei surgelati con un motofalciatore, usato. Cosi come la Suv, e la domestica rumena, che alla fine, potrà dedicarsi ad una famiglia più felice. Continua a leggere

Un abbraccio a Maria Pia

Se ne è andato il papà della nostra carissima Maria Pia Quintavalla. Un caro abbraccio da tutti gli amici della redazione di LPELS e un ricordo – quale migliore ricordo che “Come potere trattenerti”, il poemetto di Maria Pia stessa dedicato alla sua figura così amata, così antica e così complessa. Ciao. Continua a leggere

Il disincanto delle Sirene, ovvero metamorfosi degenerativa dell’Arte attraverso i paradigmi mitici greci.

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di Fabrizio Corselli

Come una eco lontana e sepolta tra le vetuste macerie del pensiero, che s’insinua tra le parole della Pizia mentre sé interroga sulla verità delle cose, così cade il timone e la chiglia della ragione al pari di una nave durante la tempesta, naufragando quieta tra le illusorie parole di Cassandra, sibilla. Un’illusorietà, questa, che ben s’addice alla condizione artistica, contesa dall’una e dall’altra parte, da una molteplicità di falsi profeti che parlano con tracotanza per bocca dei loro superiori. Uno stato dell’incubazione quasi in deliquio per l’agognato accesso a quell’enkoimeterion dove i sogni prendono forma e le volontà dell’atto superiore conseguono il proprio corso; Continua a leggere

Poesia e Rivoluzione, di Marco Guzzi

Loretto Rafanelli ha curato per “I quaderni del battello ebbro”, un volume collettivo dal titolo Le voci, il coro – La poesia italiana e straniera dell’ultima parte del Novecento.
Il libro contiene una quarantina di interventi dei maggiori poeti e critici viventi. e apre le sue Considerazioni generali con questo mio testo.

Un mondo in disfacimento e la sua rivoluzione

1. Se dovessimo valutare l’attuale situazione del mondo poetico soltanto in base a ciò che ne vediamo, dovremmo ritenere di trovarci entro una fase di decadimento definitivo, di spappolamento e liquidazione di qualsiasi residua istituzione letteraria dotata di senso. Continua a leggere