Ho letto uno di quei pseudo-manuali americani in cui un praticone tenta di spiegare i rudimenti della sua arte. In questo caso il praticone è uno psicoterapeuta e il tema che cerca di illustrare è il concetto junghiano di “sincronicità”. Carl Gustav Jung diede l’avvio a questa linea di pensiero scrivendo un saggio intitolato “Sincronicità come principio di nessi acausali” (che già dal titolo fa venire in mente l’Ufficio Complicazione Affari Semplici). Continua a leggere
Archivio mensile:Gennaio 2008
Antipodi, di Gaja Cenciarelli
[Questo racconto è apparso nell’antologia natalizia di vibrisselibri, liberamente scaricabile dal sito della casa editrice]
Ma sai com’è, ultimamente mi piace fraintendere.
Mi chiedo ancora se ci sia un motivo valido per cui sono qui, ora. Non capisco la sua insistenza a voler restare sola. Sono a venticinque ore di volo da casa solo perché lei non ha voluto sentire le mie ragioni.
Quando sono arrivato a Rotorua la prima cosa che mi ha colpito è stato l’odore di zolfo che permeava tutto. Ogni millimetro quadrato, ogni immagine. Persino i cigni neri che ondeggiavano vicino alle sponde del grande lago.
Orribili, appena li ho visti ho rabbrividito. Forse perché mi sembravano l’immagine dell’inerzia: si lasciavano portare dal flusso dell’acqua senza opporre resistenza.
Naturalmente sarei potuto rimanere nei paraggi, quantomeno in Europa.
Guarda che me ne vado dall’altra parte del mondo!
Quello che fai non mi riguarda più, aveva risposto lei, stringendosi nelle spalle. Mi ha rivolto la schiena e ha continuato a scrivere al computer. Se solo avessi cancellato le e-mail ricevute nelle ultime due settimane, Alice non avrebbe scoperto nulla. Avrei avuto voglia di piantare un pugno in mezzo allo schermo del computer. In effetti, però, quella che avrei desiderato mandare in frantumi era la faccia imperturbabile di Alice.
Eppure lo sapeva che erano solo avventure senza importanza. Glielo avevo detto.
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Simone Weil, Quaderni, volume secondo, a cura di Giancarlo Gaeta, Adelphi, 2. ed. 1991
L’invenzione matematica è trascendente. Essa procede da analogie assolutamente non rappresentabili, delle quali è possibile constatare solo le conseguenze.
E’ perché la matematica è chiara per eccellenza e in grado unico che in essa si prende il mistero nella rete.
Ciò a cui il genio autentico, a differenza degli uomini comuni, accede è puramente e semplicemente il trascendente, che è anche l’oggetto della santità.
Come mai la moralità sembra molto meno necessaria all’incontro col trascendente sotto la forma del genio che sotto la forma della santità?
Sulla possibilità di un cattolicesimo moderno in Italia
Lettera aperta sulla possibilità di un cattolicesimo moderno in Italia (pubblicata su Micromega di Giugno 2007 con dieci risposte di personalità cattoliche italiane) di Mauro Pesce
Da tempo sono convinto che le religioni sono quello che gli uomini decidono di farne. Nessuna religione è condannata ad essere intollerante o contro l’esercizio della ragione e della libertà. Lo stanno a dimostrare non solo grandi personalità come Ghandi e Martin Luther King, ma anche tante persone credenti di ieri e di oggi, più modeste e meno note
Questa lettera è rivolta ad un certo numero di personalità cattoliche italiane, ma anche a chiunque condivida l’esigenza di domandarsi perché il cattolicesimo di oggi sia in Italia troppo monolitico e troppo arroccato su posizioni conservatrici. E’ possibile che rinasca in Italia un movimento cattolico che sia autenticamente cristiano, ma anche profondamente democratico e moderno?
Tutto il calcio della mia vita – di Franz Krauspenhaar
Saturi di sangue saltavamo sulle gradinate
come canguri bianchi, alla ricerca del posto.
Forte, sotto la pancia del balenottero, a miglia
di distanza dall’erba cucita al campo, voglia
stonata di prateria, immusurabile. Per venire lì
facevo la via Capacelatro, gambe a serramanico,
il cuscinetto a strisce sotto l’ascella, come
la baguette mattutina di un francese. Continua a leggere
Un fulmine, un pugnale
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Da qualche giorno è in libreria il volume 68 lettere d’amore, curato da Marina Visentin per Ponte alle Grazie (conta 202 pagine e costa 10 euro). Sono love letters di grandi scrittori e scrittrici, pubblicate con un certo anticipo rispetto alla data canonica di San Valentino. Mi avevano chiesto una prefazione, io ho scritto un racconto. Questo.
Intervista a Denis Donikian, di Stefania Nardini
Il genocidio dimenticato che “ispiro’ Hitler
E’ stato il primo genocidio del Novecento. Un milione e mezzo di cristiani armeni sterminati. Una tragedia che ispirò Hitler in un suo celebre discorso del 1939: «Chi mai si ricorda», si chiese, «dei massacri degli armeni?». Gli armeni non hanno dimenticato, nonostante per molto tempo questa orribile pagina della storia sia stata rimossa. Il primo paese a riconoscerla fu la Francia, dove ancora oggi vive una grande comunità. A stendere un velo è ancora oggi la Turchia, alla quale l’UE chiese come condizione per un suo ingresso nella coalizione il riconoscimento di quegli orrori datati 1915. A Denis Donikian , scrittore di origine armena, che per “Le Monde” cura un sito ulla memoria, chiediamo: perché quel genocidio è stato dimenticato per tanto tempo?
Un anno fa Hrant Dink, fondatore e caporedattore della rivista Agos, giornale scritto in armeno e turco, fu assassinato. Ancora sangue, perché?
“Hrant Dink si diceva armeno di nascita, turco di nazionalità. Ha fondato il suo giornale per promuovere una vera democrazia in Turchia e per riconoscere alle minoranze lo stato di cittadini turchi. Ma tutto questo è stato interpretato come un’ingiuria contro l’identità turca.
Franco Loi, “Cume me pias el mund!”

7 poesie inedite e 5 edite
Cume me pias el mund! L’aria, el so fiâ!
j àrbur, l’èrba, el sû, quj câ, i bèj strâd,
la lüna che se sfalsa, l’èrga tra i câ,
me pias el sals del mar, i matt cinâd,
i càlis tra i amís, i abièss nel vent,
e tücc i ròbb de Diu, anca i munâd,
i spall che van de pressia cuj öcc bass,
la dònna che te svisa i sentiment: Continua a leggere
BABBO NATALE E LA BABY GANG
Racconto di
Guido Tedoldi
Quell’anno a Poffolo il Natale non fu una festa spensierata. La gente non aveva la voglia né i soldi per inseguire le solite nuove compere imposte dal consumismo, c’era in giro un’aria un po’ depressa. D’altra parte Poffolo era in Italia, nazione dove i cervelli erano in fuga, gli istituti di statistica scoprivano che eravamo immersi in una mucillagine e i mass media stranieri dicevano che eravamo in pieno declino.
Neanche nella redazione dell’Araldo le cose andavano bene. Per dirla tutta facevamo fatica a trovare di numero in numero dei titoli decenti con cui aprire la prima pagina. Per nostra fortuna, qualche giorno prima del 25 dicembre, Babbo Natale scomparve. Anche se in un primo tempo, nella concitazione, sembrò una storia del tutto diversa: il rapimento di un uomo politico
Mi fiondai alla caserma dei carabinieri per avere notizie. Continua a leggere
Tre persone che detesto
Al matrimonio di mia cugina c’erano molte persone che detesto. Innanzitutto suo marito: uno che aveva fatto i soldi vendendo uno strano attrezzo che importava dall’America e serviva per rafforzare gli addominali. E che girava con una Mercedes SLK e spesso diceva: “Adesso la vendo e mi faccio la Cayenne, però a questa sono affezionato e mi dispiace”.
Chi gira intorno a cosa
di Antonio Sparzani
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Le recenti vicende centrate attorno alla mancata visita del Papa all’Università La Sapienza di Roma hanno toccato anche questioni scientifiche centrate sulla figura di Galileo e sulla sua decennale vertenza con il Santo Uffizio dell’epoca. E hanno anche riguardato la posizione del noto epistemologo contemporaneo Paul Karl Feyerabend, da non molto scomparso, accreditandogli un po’ frettolosamente una posizione di incondizionato appoggio alla famosa condanna di Galileo.
Non intendo offrire qui alcuna valutazione complessiva sulla vicenda, che se mai ho già detto in altri luoghi, ma non riesco a trattenermi dal cercare di dire qualcosa che contribuisca a chiarire dal punto di vista della fisica queste problematiche, che non sono certo esauribili negli slogan purtroppo più diffusi, tipo “la chiesa oscurantista voleva fermare il progresso della scienza”, oppure “è ormai risaputo che è la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa”. Purtroppo, per ragioni storiche che non sono qui in grado di indagare e di mostrare, si è affermata nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, ma talvolta anche nel loro, una formulazione facile e sbrigativa della questione che appunto viene riassunta nei due slogan ora citati. Continua a leggere
Monologo, da Saffo. Di Massimo Sannelli
io voglio. veramente essere morta.
chi è come gli dèi ora
siede davanti
a te da vicino ti ascolta siede
ascolta, non ride, che parli dolce
sorridi dolce con l’amore anch’io
ti vedo nulla
della mia voce esce
da me
e la lingua si spezza un fuoco
acuto corre sotto
la pelle non
io vedo nulla
e le orecchie tuonano
e il sudore si scioglie
e il tremore mi invade
tutta.
io sono ora più verde dell’erba temo
la morte tremo io credo che a questo
morire mi manchi
solo poco: e voglio, veramente,
essere morta.
Per noi spettatori bambini
Un particolare che colpisce, mentre inizia Bianco e Nero, è che non appena compare Fabio Volo, ma proprio alla prima immagine del suo facciotto furbetto-smarrito, le persone iniziano a ridere. E ridono anche durante la proiezione per le sue espressioni, o qualche battuta, per quanto velata di blanda comicità. Accade anche coi film di Aldo Giovanni e Giacomo, addirittura basta un trailer con le loro facce e le persone iniziano a ridere. Non importa che pronuncino battute più o meno ironiche, è sufficiente che Aldo, o Giovanni, o Fabio Volo alzino le sopracciglia per scatenare le risate. Sembriamo un pubblico di spettatori bambini con tanta voglia di concederci risate facili, poco impegnative. Poco importa se la recitazione è improbabile o stentata, se manca di naturalezza. Ci basta il facciotto furbetto-smarrito per essere contenti.
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Michele RANCHETTI – Poesie
Da La mente musicale (1988 )
Non abbiate un amico sulla terra
che dovete lasciare, sulla soglia
non trattenetevi oltre, la partenza
sia violenta ed irata.
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Jean-Michel c’è, e lotta insieme a noi
Ecco l’amico Jean-Michel Vitrolles, dj, rapper e poeta francese.
Chiunque voglia comunicare direttamente con lui può scrivere a [email protected] o a [email protected] nel caso Jean-Michel fosse in tour e
quindi impossibilitato a scaricare la posta elettronica. Al più presto verrà riattivato il sito personale del nostro artista, dove troverete notizie di tutti i tipi sulla sua attività. Continua a leggere
Renata Morresi. Album di famiglia II.
Vita di coppia I
O que tu desiro
attorce e storto gode mi
plasiro zaratino coloniale:
è la maschera del bonding
surrogato di potere o narrazione,
come riccio di cuspidi coperto
acciaio scintillante, bestia,
hooking, fascio o neo-
preme, che nell’insacco tiene
molle e lullaby l’informe
l’Unheimlich,
la favola e l’affitto,
io, too, lieve
nausea e l’uovo e voi
il vov, il lei e lie
to me.
Canticchio
il midrash del culo –
“famiglia”,
fa scena,
ma si strappa nel dettato
la guaina impossibile
di chi è ha letto, a lato.
***
Contro gli idoli (Scuola di poesia, 6), di Massimo Sannelli
1
non è bella come te questa Luna, è una sottana americana questa Luna – chi cita Lucio Dalla [e non Kurtág] farà brutta figura. Eppure, lettore: se ascolti *Blow* di Donatoni, musica colta – ha un andamento jazz, a tratti. Berio compose dei *Folk Songs*. I musicisti, ancora, i musicisti. I danzatori come Davide, santo. E tutto questo fa parte di un altro mondo, comunque: in cui improvvisazione e solennità non sono i due corni opposti di un dramma, ma i campanili tra cui potresti stendere corde, e danzare, come Rimbaud. L’autodidatta ispirato e il superintellettuale si incontrerebbero a mezz’aria, «senza pensieri come gli angeli». Continua a leggere
VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA
VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA
A partire da oggi, iniziamo a raccogliere, via mail i testi sul primo tema.
Primo tema: L’amore virtuale (vedi sotto il regolamento).
Data di scadenza: entro e non oltre le ore 24.00 del 12 febbraio 2008.
Con VOCI IN PROSA, la nuova iniziativa coordinata da Anna 58 , vogliamo che Ibridamenti, sugli stessi temi attorno ai quali dal 3 ottobre scorso stiamo lavorando nell’ambito del nostro progetto di ricerca, dia spazio a modalità espressive diverse rispetto a quelle del discorso più strettamente scientifico.
Vogliamo perciò raccogliere e selezionare voci in prosa sui temi del virtuale.
DUE PIU’ DUE FA CINQUE di Valter Binaghi

Comunque si voglia rubricare la vicenda di Ratzinger a La Sapienza, è difficile non trarne una conclusione: come già nella questione della 194, ormai il dialogo tra pezzi di società e saperi diversi è diventato impossibile, la soluzione è data sempre più spesso da atti di forza.
Le donne decidono non solo cosa è vivo, ma chi deve vivere.
Gli scienziati non solo cosa è certo, ma cosa è vero.
I banchieri non solo ciò che è utile, ma ciò che è legittimo.
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l’amore NSCB può tutto – di Jean-Michel Vitrolles
bruni carla bruni carla carla bruni carla bruni da ceat mangia biscotti cani
sarkozy i maiali
delizioso evento mondiale, le fette di sangue d’oro
spalmano di pasta panzani le orecchie gli occhi dei francesi. Continua a leggere
