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Marco Polo secondo Gianluca Barbera

di Guido Michelone

Lo scrittore reggiano, ma senese d’adozione, è in libreria con il suo nuovo romanzo Marco Polo, in cui descrive le avventure del celebre viaggiatore veneziano nel periodo della trasversata asiatica e della permanenza cinese, che dura circa un quarto di secolo di peripezie, scoperte, esperienze, abilmente tradotte in un romanzo del quale parla volentieri lo stesso autore in quest’intervista esclusiva per La Poesia e Lo Spirito.


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Il mistero

A offrire non è solo Gesù, bensì anche noi. È il mistero del dolore, che dalla notte dei tempi l’umanità ha provato a investigare, con successi modesti. La questione è che il successo di Cristo è nella Croce, tema fra i più ostici per le nostre corde. L’unica è lasciarsi guidare dal Maestro: il mistero nascosto si svelerà davanti ai nostri occhi.

Prospettive

di Giampaolo Centofanti

La tuttora non di rado forte separazione tra cultura e vita puo’ comportare la formazione di caste di intellettuali ognuna con il suo vivisezionato compitino da svolgere a tavolino. La societa’ attuale sta vivendo inconsapevolmente le conseguenze di questa, talora, sistematizzazione omologante a tutto campo.

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Amabilità

Siamo tentati di rispondere a tono: se qualcuno è sgarbato, lo siamo anche noi. Ma, dice il Cristo alla Bossis, il cristiano è amabile, anche se l’altro non lo è. Se siamo i più amabili, Lui sarà felice.

Il cuore

Gesù si dona tutto intero, e desidera che facciamo altrettanto, che smettiamo di concedergli i ritagli di tempo tra un impegno e l’altro. Occorre dargli il cuore, qualsiasi altra cosa è insufficiente.

Il segreto

La seconda riflessione estiva riguarda Silvano del Monte Athos. Il mistico russo sosteneva che trova la pace solo chi, per grazia, ama i nemici. Niente di più vero. Se coltiviamo l’inimicizia, viviamo di diffidenza e di sospetti: mi sarà favorevole o contrario? Parlerà bene o male? Mi avverserà o soccorrerà? In questo modo, la pace diventa un’utopia. Ma se, per grazia, amo i nemici, nulla potrà turbarmi, avrò trovato la pace che non passa. Questo è il segreto.

Il nome

Maria è la bontà, dice il Cristo alla Bossis. È bello sapere che, da qualche parte, c’è un rifugio, l’ultima Thule della nostra speranza. Maria è il nome che dovremmo pronunciare quando intorno vediamo soltanto cattiveria.

Lo sguardo

Vedere Dio: è tanto difficile? Solo per chi non guarda il cielo. Bisogna alzarsi presto, la mattina, restare davanti alla finestra, in attesa dell’alba. Ogni giorno è un colore diverso, uno sguardo pieno di sorprese inesauribili.

Capolavori

Il tempo estivo favorisce le riflessioni estemporanee. Oggi vi propongo questa. La qualità di una relazione non dipende dalla sua facilità, ma dalla capacità di superare gli ostacoli che si frappongono. I matrimoni più riusciti sono quelli in cui i coniugi coltivano l’arte difficile della conoscenza di sé e dell’altro. I problemi cominciano quando si vorrebbe che la riuscita fosse spontanea: nella vita umana, i risultati che contano sono frutto di un duro lavoro. Il cuore ha bisogno di artisti che confezionino pazientemente il capolavoro necessario.

Le feste

Celebriamo le feste del Signore senza coglierne il senso fino in fondo. Per quanto riguarda il Corpus Domini, dice il Cristo alla Bossis, sarà autentico quando avrà le preferenze di tutte le anime. A Lui interessa la salvezza, più che il rito.

Finalmente

Ci sentiamo feriti dalla fragilità, spaventati dalla nostra insufficienza. Tendiamo a lasciarci invadere da un sentimento di resa, di scoraggiamento. È questo che vuole il Signore: che ci arrendiamo, che ci abbandoniamo, che diciamo, una volta per tutte e finalmente: pensaci Tu.