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La sostanza

Senza la misericordia non saremmo. Poi ci possiamo illudere sulle nostre forze, le capacità, i programmi che sembrano invincibili, assicurati contro ogni accidente. Il fatto è che l’accidente siamo noi: la sostanza è Cristo, la misericordia in Persona, che ci tiene in vita.

Restare

Abbiamo parlato tanto della sofferenza. Sta qui il pregiudizio verso il Cristianesimo: dicono sia una fede doloristica, al limite del masochismo. Ma l’egoista, di fronte alle contrarietà, non trova niente di meglio che fuggire, mentre chi ama è capace di restare là, sotto la croce, come Maria.

Camillo Fonte. Una prosa e le poesie d’amore.

a cura di Francesco Dalessandro

Breve prosa metrica

Non ho mai creduto alla favola del poeta invasato dal dio; /
piuttosto a un interiore rovello imbrigliato dalla necessità della forma. /
E per aver perso l’esercizio (il vizio, se si vuole; magari l’istinto) /
dei versi – la fede, per così dire, nella loro necessità –, /
non potevo non stupirmi del dono ricevuto la mattina di Natale. /
M’ero svegliato presto, con la vaga sensazione che dovesse accadermi /
qualcosa; o forse con l’inquietudine che tutto, mio malgrado, fosse /
già accaduto durante il sonno. Passato l’attimo in cui la coscienza, /
non ancora vigile, fluttua come una bolla di sapone, fatica a rientrare /
nel suo alveo di certezze e il pensiero mette a fuoco i dettagli /
(i bersagli) quotidiani; passato, dico, lo spaesamento del risveglio, /
sentii come un ronzio nelle orecchie, un suono interiore crescente /
a poco a poco e che, dapprima distante, via via avvicinandosi, /
prendeva corpo e, facendosi chiaro, diventava comprensibile. /
La mente, allora, dal suono, riconobbe trattarsi di una breve /
sequenza di parole, e il ritmo, scandito da cesure decise e precise, /
rivelò quel che erano: versi. Perché io, che non avevo mai creduto /
al dono del canto; io, poeta ridotto al silenzio, ricevevo un tale dono? /
Stentavo a crederlo. Tuttavia, temendo di perderli, quei versi, /
nelle pieghe delle riflessioni, m’affrettai ad alzarmi e a trascriverli, /
rinviando a dopo ogni analisi:/

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Tenerezza

I bambini hanno bisogno di tenerezza, dice il Cristo alla Bossis. Quante volte ci è mancata, in nome di principi educativi, di discipline arcane, di strategie ineffabili. Ma spesso la verità è molto più concreta di un programma: le basta una carezza per diventare operativa.

Lev shomea

Ci accorgiamo della differenza tra le parole e la Parola? È un buon test per verificare lo stato spirituale in cui versiamo. L’anima aperta ha un’antenna infallibile, in grado di captare la Parola che è all’origine di tutto. Signore, dacci un lev shomea (1Re 3,9), un cuore che sappia ascoltare.

Gli amori

Quanti sono gli amori della vita! Ci innamoriamo di tutto, a cominciare dalle cotte di bambini un po’ cresciuti. Lascia gli amori per l’Amore, dice il Cristo alla Bossis. Ecco un consiglio da tenersi stretto.

Poesia di musicista: Elisabetta Piras

di Guido Michelone

Estrosa, simpatica, affascinante, è la pianista del momento: la cagliaritana Elisabetta Piras, quarantenne, cosmopolita per vocazione, è in grado di eseguire, allo strumento, grandi partiture ottocentesche e soprattutto contemporanee, privilegiando compositori sia notissimi sia da riscoprire.

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Raffaela Fazio legge Cinzia Marulli “La casa delle fate” (La Vita Felice, 2017)

«Si ferma il tempo/ nel percorso che mi avvicina»: così inizia La casa delle fate (La Vita Felice 2017), raccolta in cui Cinzia Marulli affronta il tema della vecchiaia in una casa di riposo, e ne parla in “presa diretta”, partendo dalla relazione con la madre, che rimane il fulcro di questo libro e il motivo della sua scrittura.

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Piccolo manuale di spiritualità

di Barbara Pesaresi

Al pensiero di leggere un trattato di spiritualità dopo gli agghiaccianti fatti di cronaca di questi giorni – una banda di minorenni che, per noia, sevizia per mesi un anziano solo sino ad arrivare a ucciderlo, lo stupratore che dopo la violenza manda un video al padre vantandosi dello stupro compiuto – , si potrebbe, per un attimo, avvertire una sensazione di spaesamento e arrivare a sospettare che gli autori provengano da Marte e, pertanto, siano del tutto all’oscuro di quello che accade sulla terra.

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Siamo noi

La predicazione di Gesù comincia con una informazione: il regno dei cieli è vicino. Non è di poco conto, perché spesso Dio ci è estraneo, indifferente. Sembra che si dimentichi di noi, che abbia troppo da fare. Invece, è vicino in un modo che non riusciamo a concepire. Sono nel tuo cuore, dice il Cristo alla Bossis. Forse siamo noi a dimenticarlo.