Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

29. La miscela

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Facendo un poco d’ordine tra le carte accatastate sopra il tavolo, mi venne incontro un’immagine che mai avrei supposto di trovare: un Gesù misericordioso uguale a quello rinvenuto nel santuario abruzzese, che nel frattempo si andava rivelando una presenza decisiva nel nostro percorso verso Dio. Continua a leggere→

27. L’immagine

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Non che tutti i problemi fossero risolti: restavano residui di senso di possesso e gelosia, l’umanità che urla nei fatti concreti della vita, quando il bene sembra messo a repentaglio e si viene lambiti da un senso acuto d’inadeguatezza, dalla paura che assume volti e nomi e ti fissa con piglio minaccioso. Continua a leggere→

Ballate di Lagosta, di Christian Sinicco

copertina (1)
Poesia ad un tempo periferica ed europea, se ne è possibile una, questa delle sue ultime ballate si estende da Trieste alle terre slave, per consolidarsi attorno al topos prediletto del mare. La riempie, la motiva e soprattutto la muove un istinto forte delle sovrapposizioni e delle metamorfosi, grazie a un principio irresistibilmente dinamico, musicale, in non pochi passaggi narrativo, che affonda radici nella propensione per così dire naturale della Mitteleuropa al concerto babelico delle voci e dei suoni, delle lingue e delle storie, tra i microcosmi del suo inesausto destino migratorio.
(Dalla nota di Alberto Bertoni)

Christian Sinicco è nato a Trieste nel 1975. Nel 1999 organizza una serie di letture nella sua città assieme a molti poeti della sua generazione Continua a leggere→

25. Pietra miliare

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Una mattina eravamo ai ferri corti: lei fermamente intenzionata a mantenere un contegno distaccato, reprimendo ogni minima traccia di affetto o tenerezza; io che sondavo il terreno per capire cosa fosse accaduto, quali affronti avessero causato una condotta così dura. Continua a leggere→

24. Bruttezza

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I dialoghi tra noi si facevano più fluidi, ci capivamo meglio; la verità delle nostre paure e dei nostri desideri emergeva senza suscitare attriti o incomprensioni; le parole s’inseguivano non più per sprofondare negli stessi gorghi, ma per giungere a una meta condivisa. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Massimo Barbiero su Pietas e Gabbia

barbiero massimo x  centofanti
Uno sguardo sulla contemporaneità

Lo ‘sguardo sulla contemporaneità’ è quello che afferma il percussionista eporediese Massimo Barbiero della propria recente opera: in questi giorni infatti è uscito il nuovo disco Pietas, a nome Enten Eller, il quartetto con Alberto Mandarini, Giovanni Maier, Maurizio Brunod (più l’argentino Javier Girotto come ospite), che da un quarto di secolo propone un jazz sperimentale di ottima fattura. Pietas fa seguito di pochi mesi a Gabbia, un altro cd che Barbiero ha cofirmato in prima persona assieme alla cantante romana Marta Raviglia, per dar vita a un duo anch’esso basato sulla ricerca sonora. Se ne parla ora, in esclusiva per ‘La Poesia e lo Spirito’ con lo stesso Barbiero, ponendo l’accento in particolare sulle componenti letterarie, che nella sua musica costituiscono un aspetto non indifferente, in un legame sempre più stretto fra la creatività interdisciplinare dei vari linguaggi espressivi. Continua a leggere→

18. Amati

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La svolta spirituale era avvenuta: me lo sentivo, e le mail lo confermarono. Il Signore lavorava, trasformando il nostro cuore, sintonizzandolo ogni giorno di più col suo Progetto. Anche gli apparenti passi indietro erano scrolloni temporanei, che abbattevano i muri residui di separazione. Più si scendeva nel profondo, più diveniva necessaria una delicatezza nuova di gesti e di pensieri. Non era più ammessa l’approssimazione, che a volte dipendeva soltanto dallo stress, da una vita parrocchiale complessa e faticosa. Era chiaro che la Pasqua compariva in primo piano, ci invitava ad accogliere il sacrificio della volontà non come perdita o diminuzione, ma come epifania di orizzonti sconosciuti, scenari inediti di gran lunga più attraenti di quelli sperimentati fino allora. Era questo che mi dava forza, di fronte all’assedio di questuanti al limite della delinquenza, di beghe, apprensioni e controversie d’ogni ordine e grado. Stavo approdando alla tanto sospirata indipendenza dello Spirito, che non era cinismo o indifferenza, ma certezza che al di sotto delle acque agitate permanesse la calma inalterabile della pace di Dio. Erano queste le parole che tornavano ogni volta nelle mail: vi lascio la pace, vi do la mia pace, come se il massacro del venerdì e il silenzio del sabato santo fossero ancora travasati nell’aura rarefatta e luminosa dell’alba della domenica mattina, e lei si avvicinasse come un’altra Maddalena, per capire se il giardino del Risorto fosse l’Eden progettato per noi dai secoli dei secoli, come niente accadesse che non fosse previsto o prevedibile da un Dio che assisteva commosso all’agonia di un passero. E noi, che valevamo più di molti passeri, ci sentivamo amati come mai ci era accaduto nella vita.

Negozi chiusi e capannoni industriali

bais ander FOTO
Riflessioni attorno a sei libri (e sei percorsi)

di Guido Michelone

Negli ultimi mesi, la lettura di alcuni libri stimola nel lettore, anche a distanza di tempo, alcune riflessioni da condividere, da dibattere e controbattere, magari. I libri in questione sono, in ordine di percorso tematico L’altro architetto, Art Parks, Tangenziali, 50 grandi eventi futuro, Elogio della scienza, 50 grandi eventi guerra. Continua a leggere→

16. La mano del Signore

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Dopo l’ offerta per i sacerdoti, non riuscendo nell’intento di farmi desistere, il demonio mi disse: ma chi te lo fa fare? Non vedi che il tuo Dio mi consente di darti il tormento, se segui questa strada? Questo è il tuo Dio, questo è il suo amore tanto sbandierato! Continua a leggere→

La poesia e lo spirito

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L’ultimo giorno ha qualcosa di strano:
l’idea di abbandonare, di venire
traditi da qualcosa, o da qualcuno.
La montagna è sempre lì, la superficie
dell’acqua si scompone ancora in righe
minuscole, le foglie della felce
annuiscono al vento, nella fede
semplice delle cose che rimangono
quello che sono. È questo l’argomento:
il divenire dell’uomo plasmato
dallo Spirito, che lascia qualcosa
ed è lasciato, che trova la vita
perdendola, che ama abbandonato,
poesia che nasce solo dalla prosa.

Spirito

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La massa delle nubi s’è addensata sul golfo,
tentando di violare la purezza
del cielo di Sirolo. Nella lotta
fra la tenebra e il sole, la campana
della chiesa rinfranca la falange
dei piccoli, la folla dei questuanti,
sorpresa tra il Mar Rosso e il faraone,
l’occhio spento dell’odio e la passione
dell’Uomo, che si curva lungo il Golgota
del tempo. Sarà solo un accidente
del caso, un ghiribizzo del destino,
ma la massa di nubi se n’è andata,
trascinata dal Vento, alzato in volo.