Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Fiuto

[youtube=https://m.youtube.com/watch?v=DyDRXbP1MaY]

da qui

Metànoia, diceva, non significa
cambiare, bensì spingere più in là
lo sguardo, decifrare la realtà
profonda di ogni cosa. Per esempio,
l’andirivieni di formiche rosse
sul bordo del terrazzo, l’esplorare
con pazienza il terreno, sasso dopo
sasso, monitorare un buco, un angolo,
dove si annida la mollica, il torsolo
di mela da spolpare. Anch’io ricerco
in te la piega giusta, il punto dove
fiuto la traccia di fiducia, il ponte
d’aghi di pino, aereo, che ci allaccia.

Cambio di scena

[youtube=https://m.youtube.com/watch?v=kf0HYeQp760]

da qui

Non ci fu mai un confine così netto
tra le fasce di mare, come oggi:
una linea di schiuma, come a riva,
come ci fosse un altro mare, là,
oltre il muso del Conero. Tremolii
di luci sulla superficie azzurra
ricordano da dove viene il tempo,
lo spazio, e questo fremito improvviso
che è la vita con te. Se quella fascia
divisa dalla schiuma è la membrana
che filtra la pioggia, la luce bianca
dello Spirito Santo, oggi è il giorno,
il cambio di scena, in cui il passato sfuma.

Guido Michelone intervista Eleonora Beddini

beddini al painoforte
Un ‘doppio gioco’ fra tanta musica (e letteratura)

Nata a Foligno ma attiva a Bologna, la trentenne Eleonora Beddini, è un’artista che merita rispetto e attenzione, dopo la recente uscita dell’album “Doppio Gioco” (2014) che fa seguito ad “Across The Road” (2012) a nome “Mama’s Gan”, un progetto da lei curato, tutto al femminile, sulla riscrittura del celebre lp “Abbey Road” dei Beatles. Nonostante l’aspetto sbarazzino e giovanilissimo, Eleonora è una musicista seria, colta e preparata, dalla curiosità intellettuale spinta, al punto da ottenere ben quattro lauree in ambito musicale e da agire su diversi fronti in ambito creativo, come lei stessa spiega in quest’intervista in esclusiva per ‘La Poesia e lo Spirito’. Continua a leggere→

Fin lì

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=dyP9sut7clM]

da qui

Come s’intrecciano sogni e parole
nella camera fuori d’ogni tempo,
dove il ricordo passa a tradimento,
dagli scuri, ancora bagnati dalla
pioggia. Come si fa a pensare solo
al rombo delle auto, oppure al canto
degli uccelli risorti in questo sole
incredulo, nel vento che si porta
correndo i miei pensieri, o la paura
che s’impunta fin lì, dove Lui sosta
con lo sguardo mansueto dal divano,
o dal tavolo beige, o il comodino
dove allungo la mano alla bottiglia
d’aqua, per rendere più dolce l’attimo
straziante del saluto, del rumore
di macchine che proprio come il vento
passano, sfumano in sogni o parole,
intravisti fra le tende di velluto.

Io sosia di Monicelli

Monicelli
di Augusto Benemeglio

1. Muoiono solo le teste di cazzo

Anche oggi, per l’ennesima volta , una bella infermiera bionda mi ha detto, Chissà quante volte l’avranno scambiata per Monicelli, vero?.
Già, dico io, abbiamo tutti almeno sette sosia, sette vite da vivere , sette possibilità di essere perdonati , sette Avatar, sette città da visitare , città invisibili con panorami incredibili, il segno la memoria il desiderio , gli scambi, gli occhi, gli odori ,la morte. La cosa strana lo sa qual è ? E’ che mi succede sempre negli ospedali , dove lui non ha voluto aspettare la morte , ma ha preferito anticiparla , buttandosi dal quinto piano . E a dire il vero, un po’ lo capisco, anche se a 95 anni non si suicida nessuno. Questo lo ha detto Umberto Veronesi , che avrà fatto le sue brave ricerche in merito, anche se il tempo in lui – il grande Mario Monicelli, dico – si era come cristallizzato . si era bloccato, sospeso, ambiguo, in bilico costante, tra un tenace passato e un indecifrabile futuro, tant’è che a un certo punto – pur con tutta la sua ironia e il suo umorismo – forse cominciava davvero a credere che non sarebbe morto, perché, in fondo, come amava ripetere , Muoiono solo le teste di cazzo! Continua a leggere→

Ghibli

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da qui

C’è una musica che torna soltanto
se l’aspetti, se guardi dove niente
è com’è. La senti salire a poco
a poco, come l’albero che cresce,
o il nostro sentimento, che si forma
tra dune spettinate dalla forza
del ghibli polveroso, l’incosciente
insorgere del male. Ma la musica
sale, se l’aspetti, se in controtempo
la immagini viaggiare, nella mente.

Sfiorendo

Pretto
di Rossella Pretto

La vedo, un giorno, fare capolino nella vetrina di un negozio.
Bella nella sua fissità.
Immagine di donna che oltrepassa il tempo.
Non resisto. Seguo l’impulso di fermarmi e tornare un pochino indietro: giusto qualche passo per dare una sbirciatina dentro. Le lancio sguardi impertinenti ma così, girando gli occhi all’intorno quasi senza farmene accorgere. Come se non fosse lei l’oggetto del mio desiderio.

– Desiderio immediato puro e fulmineo.
Che non lascia dubbi-.

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10. Obiettivi

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da qui

Anni fa mi chiesero di partecipare a una messa di guarigione tenuta da un notissimo esorcista. Arrivai in ritardo e trovai la chiesa vuota; entrata nella sacristia, colei che mi aveva invitata si diresse verso me e mi prese per un braccio, guidandomi in una sala attigua senza tanti complimenti. Continua a leggere→

Il Brasile, Pastorin, i Mondiali e altro ancora

pastorin darwin
di Guido Michelone

Sono in pieno svolgimento i Mondiali di Calcio in Brasile e il mondo si divide manicheisticamente in due fazioni: chi li ama e chi li odia o più gentilmente chi i segue e chi li ignora. Non ci sono (purtroppo?) vie di mezzo nel mondo del calcio, football, soccer o pallone che dir si voglia. Continua a leggere→

Romain Gary, Una pagina di storia e altri racconti

Romain Gary FOTO
di Guido Michelone

Di Romain Gary fino al 2000 in Italia si sa poco o nulla, niente a che fare con il mito che ancora perdura in Francia, come succede ad altri eccellenti scrittori e intellettuali (ad esempio Boris Vian) misconosciuti nel Paese di Dante, Petrarca, Boccaccio: Lo storico editore Neri Pozza però decide di intraprenderne la pubblicazione con ottime traduzioni, che fanno conoscere un artista di prim’ordine, nato come Roman Kacew da una famiglia ebreo-russa a Vilnius l’8 maggio 1914, e morto suicida a Parigi il 2 dicembre 1980. Continua a leggere→

Il mio nome è Jimi Hendrix

Jimi front
Venerdì 13 giugno, alle ore 17,30, Mauro Baldrati presenterà il suo nuovo romanzo “Il mio nome è Jimi Hendrix”, al Biografilm Festival di Bologna, in Via Azzo Gardino 65. Moderatori Pierfrancesco Pacoda e Maria Agostinelli. Si tratta di una storia ambientata in un paese della Bassaromagna nell’inverno del 1969, che vede l’incontro-scontro di due (sub)culture giovanili: un manipolo di adolescenti freak, “guidati” da Toni, detto Jimi Hendrix, e un gruppo di coetanei militanti in un collettivo marxista-leninista. Durante un capodanno in Val Gardena, complicato dall’arrivo delle bellissime femministe di Cervia, se ne vedono delle belle.

Le tre storie quasi d’amore di Augusto Bianchi Rizzi

bianchirizzi augusto foto
di Guido Michelone

Augusto Bianchi Rizzi è tra i maggiori artisti italiani. Definirlo solo scrittore forse sarebbe riduttivo, giacché la sua attività risulta poliedrica. Al di là della professione di avvocato, fin da giovane si esprime nel teatro e nel cabaret, come interprete e drammaturgo e oggi, da oltre vent’anni con i famosi ‘Giovedì’, nel salotto di casa, raduna ogni settimana il meglio dell’intellighenzia milanese pronta a condividere idee, passioni, cultura e un recital con un musicista o un attore dopo la convivialità della cena. Continua a leggere→