Non si distinguono più la lingua e l’occhio bello. Ora la luce è dall’altra parte: non più sulla tavola, tra le pagine del libro, che è ancora aperto. Non hai faccia, nella mia direzione! *Non hai faccia!* Sei straniero. Se vuoi, ti do da bere, anche se aspetti altro. Senti, senti il profumo che vìola le stanze. E le piccole cose stanno lì, sul divano vecchio, tra sedia e sedia. Solo ai miei gatti permetto di salire – i gatti sono assorti. Non aspettarti nulla, dico. Non aspettarmi, se ti dico che torno. Voglio perderti. *Vuoi perdermi*.
Archivi autore: fabrizio centofanti
La Morte del Cigno, ovvero Fuggitiva Bellezza
Di Fabrizio Corselli
«Più tranquilla è la positura del corpo e più esso è atto ad esprimere il vero carattere dell’anima: in tutte quelle posizioni che troppo si discostano dalla tranquillità, l’anima non è nella condizione che le è più propria, ma in uno stato di violenza e di costrizione. L’anima si conosce e si caratterizza maggiormente nelle passioni violente; grande però e nobile lo è solo nello stato dell’unità, della tranquillità».( Johann Joackim Winckelmann, Pensieri sull’Imitazione, a cura di Michele Cometa, Palermo, Aesthetica Edizioni, 2001, p.38) Continua a leggere
Nota non noiosa sullo “Spirito” (a sessant’anni dalla Costituzione italiana)
di Beppe Sebaste
pubblicato Qui
Non so se avete visto in giro che c’è l’anniversario, il sessantesimo, della Costituzione italiana. L’Unità, versione online, ha riproposto degli articoli usciti qualche anno fa, in tempi di vistose minacce e revisionismi (secondo governo Berlusconi) in realtà mai sopiti, e anzi in parte introiettati dalla sinistra. Un degli interventi lo firmai io, e lo ripropongo linkato. Io mi occupai dell’articolo 8, sulla religione e la libertà dei culti (ancora molto attuale), anche se nella titolazione sembra riguardare solo l’articolo 4. Continua a leggere
Saffo, traduzione di Massimo Sannelli.
POESIA DI STRADA
Altri libertini (Scuola di poesia, 7), di Massimo Sannelli
1. E *ora*, lettore? Tre esempi. Puoi accettarli e rifiutarli. Io non sono né il padrone né il servo di questi esempi: ho solo cercato di ascoltarli, perché hanno [o sono] il quadrato che *amo* [Potenza Inusualità Maestà Furore] e le condizioni necessarie per restare [ritmo coerenza totalità musica leggerezza profondità]. E poi: le proprietà di un suono sono ancora, e sempre, le stesse: altezza durata intensità timbro. Anche la tua voce è suono. E anche la tua voce deve cantare. Dunque *anche* il testo, che – se consideri *magistrale* madonna Dickinson – inizia a vivere quando è detto: il giorno in cui la parola è pronunciata, con un’espirazione [che senti – meraviglia dei miei piccoli a scuola – se poni le dita davanti alla bocca, quando parli]. Senza fiato, nessuna voce. E chi non ha fiato – è *spirato*, e tace.
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Di Myanmar non si parla più, di Antonio Consoli.
Ma sono oltre settecento le persone prigioniere delle carceri birmane.
Min Ko Naing è un attivista pro-democrazia. E’ uno dei pochi coraggiosi che ad agosto ha sfidato il regime e ha contribuito a far scendere in piazza migliaia e migliaia di birmani, compresi i monaci buddisti il cui abito rosso è diventato simbolo della lotta all’oppressione.
Nicola Ponzio alla Galleria di Ermanno Tedeschi
NICOLA PONZIO
A Milano dal 5 febbraio al 3 marzo 2008
Via Santa Marta 15 (entrata da Via San Maurilio)
Inaugurazione: martedì 5 febbraio 2008 dalle ore 18.30
Le opere di Nicola Ponzio presentate nella Galleria milanese di Ermanno Tedeschi sono oggetti geometricamente definiti, rigorosi, ottenuti operando per sottrazione.
Questo lavoro di spoliazione della forma ha consentito all’artista di prendere le dovute distanze sia da un certo soggettivismo lirico, che poggia buona parte delle sue ipotesi ai gesti espressivi e alle decorazioni manieristiche, sia dalla mera tautologia che contraddistingue la ricerca dell’arte minimalista e concettuale. Continua a leggere
Pierre Assouline su Esquisse
Inizia oggi la pubblicazione su Esquisse, con cadenza settimanale, di una serie di articoli scritti dal critico, scrittore e giornalista francese Pierre Assouline e tradotti dal sottoscritto.
Il primo articolo è dedicato all’editore francese Christian Bourgois(scomparso il 20 dicembre del 2007), con la pubblicazione di un testo che lo stesso avrebbe dovuto leggere alla Fiera del libro di Guadalajara in Messico, in occasione della consegna del Prix Merito editorial 2007.
Leggi l’articolo: Il testamento di un grande editore.
Poesie di Paola Renzetti
Approdo
Mi piacciono le case
con l’approdo sul monte.
Profumano di pietra corrosa
e l’ortica sugli scalini tiene
i villeggianti un po’ a bada.
Le piane in bilico sul tetto
spioventi, non cadono mai.
Le porte di legno consunto
si lasciano staccare schegge
sbiadite, di antichi colori.
L’occhio alla serratura
respira, di una fresca
aria notturna di ragnatela.
Nella luce del mattino,
vaga il polline giallo
di fiori quasi invisibili.
Sullo stelo è rimasto
poco colore, solo strette foglie
di verde accarezzate dal sole.
***
Il disincanto delle Sirene, ovvero metamorfosi degenerativa dell’Arte attraverso i paradigmi mitici greci.
di Fabrizio Corselli
Come una eco lontana e sepolta tra le vetuste macerie del pensiero, che s’insinua tra le parole della Pizia mentre sé interroga sulla verità delle cose, così cade il timone e la chiglia della ragione al pari di una nave durante la tempesta, naufragando quieta tra le illusorie parole di Cassandra, sibilla. Un’illusorietà, questa, che ben s’addice alla condizione artistica, contesa dall’una e dall’altra parte, da una molteplicità di falsi profeti che parlano con tracotanza per bocca dei loro superiori. Uno stato dell’incubazione quasi in deliquio per l’agognato accesso a quell’enkoimeterion dove i sogni prendono forma e le volontà dell’atto superiore conseguono il proprio corso; Continua a leggere
Monologo, da Saffo. Di Massimo Sannelli
io voglio. veramente essere morta.
chi è come gli dèi ora
siede davanti
a te da vicino ti ascolta siede
ascolta, non ride, che parli dolce
sorridi dolce con l’amore anch’io
ti vedo nulla
della mia voce esce
da me
e la lingua si spezza un fuoco
acuto corre sotto
la pelle non
io vedo nulla
e le orecchie tuonano
e il sudore si scioglie
e il tremore mi invade
tutta.
io sono ora più verde dell’erba temo
la morte tremo io credo che a questo
morire mi manchi
solo poco: e voglio, veramente,
essere morta.
Renata Morresi. Album di famiglia II.
Vita di coppia I
O que tu desiro
attorce e storto gode mi
plasiro zaratino coloniale:
è la maschera del bonding
surrogato di potere o narrazione,
come riccio di cuspidi coperto
acciaio scintillante, bestia,
hooking, fascio o neo-
preme, che nell’insacco tiene
molle e lullaby l’informe
l’Unheimlich,
la favola e l’affitto,
io, too, lieve
nausea e l’uovo e voi
il vov, il lei e lie
to me.
Canticchio
il midrash del culo –
“famiglia”,
fa scena,
ma si strappa nel dettato
la guaina impossibile
di chi è ha letto, a lato.
***
Contro gli idoli (Scuola di poesia, 6), di Massimo Sannelli
1
non è bella come te questa Luna, è una sottana americana questa Luna – chi cita Lucio Dalla [e non Kurtág] farà brutta figura. Eppure, lettore: se ascolti *Blow* di Donatoni, musica colta – ha un andamento jazz, a tratti. Berio compose dei *Folk Songs*. I musicisti, ancora, i musicisti. I danzatori come Davide, santo. E tutto questo fa parte di un altro mondo, comunque: in cui improvvisazione e solennità non sono i due corni opposti di un dramma, ma i campanili tra cui potresti stendere corde, e danzare, come Rimbaud. L’autodidatta ispirato e il superintellettuale si incontrerebbero a mezz’aria, «senza pensieri come gli angeli». Continua a leggere
VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA
VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA
A partire da oggi, iniziamo a raccogliere, via mail i testi sul primo tema.
Primo tema: L’amore virtuale (vedi sotto il regolamento).
Data di scadenza: entro e non oltre le ore 24.00 del 12 febbraio 2008.
Con VOCI IN PROSA, la nuova iniziativa coordinata da Anna 58 , vogliamo che Ibridamenti, sugli stessi temi attorno ai quali dal 3 ottobre scorso stiamo lavorando nell’ambito del nostro progetto di ricerca, dia spazio a modalità espressive diverse rispetto a quelle del discorso più strettamente scientifico.
Vogliamo perciò raccogliere e selezionare voci in prosa sui temi del virtuale.
Ibrida@poesia. L’amore virtuale.
IBRID@POESIA. L’amore virtuale.
A partire da oggi, iniziamo a raccogliere, via mail i testi sul primo tema.
Primo tema: L’amore virtuale (vedi sotto il regolamento).
Data di scadenza: entro e non oltre le ore 24.00 dell’11 febbraio 2008.
Con VOCI DELLA POESIA, la nuova iniziativa coordinata da Marco Saya.
vogliamo che Ibridamenti, sugli stessi temi attorno ai quali dal 3 ottobre scorso stiamo lavorando nell’ambito del nostro progetto di ricerca, dia spazio a modalità espressive diverse rispetto a quelle del discorso più strettamente scientifico.
Vogliamo perciò raccogliere e selezionare voci della poesia sui temi del virtuale.
VOCI DELLA POESIA – IBRID@POESIA
a cura di Ibrid@menti
Senza tregua – In attesa delle Olimpiadi del 2008
di Fabrizio Corselli
Come ben ci insegna la tradizione storica, il cerchio (in quanto versione bidimensionale della sfera, poiché percepita tale a causa della limitatezza della comprensione umana) sta a indicare il concetto di perfezione. Ma se da un lato tale situazione è coerentemente definita da una sola forma geometrica, è pur vero dall’altro che è impensabile se non impossibile applicare lo stesso ragionamento a ben cinque di queste. Continua a leggere
Vito Mancuso: A destra e sinistra manca un’idea
Perché la storia politica dell’occidente è una storia teologica e di passione per la giustizia, giunta a un punto morto
In questo articolo sostengo che la lacerazione che attraversa la politica italiana dipende da una crisi culturale dovuta essenzialmente a due motivi: 1) il non riconoscimento della legittimità etica e culturale della posizione avversa; 2) l’incapacità sia della destra sia della sinistra contemporanee di fondare la propria idea-guida.
L’idea-guida di ogni concezione politica degna di questo nome è la giustizia. Continua a leggere
Una collana su Tolkien scrittore. Finalmente.
Restituire Tolkien a Tolkien. Dopo decenni di disinvolte e superficiali appropriazioni, rifiuti di prammatica o sterili dispute ideologiche nasce finalmente uno strumento d’approfondimento rigoroso e assieme divulgativo per spostare l’attenzione su Tolkien dal gossip paraculturale all’ambito della letteratura e dell’indagine filologica. La casa editrice Marietti 1820, una delle più antiche d’Italia, ha inaugurato nel 2007 una nuova collana, denominata Tolkien e dintorni.
Tratto da qui
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La ‘monnezza’ raccontata dagli scrittori
Tre testi e un’indicazione per vedere come la scrittura letteraria si è cimentata col tema dei rifiuti: da Calvino a oggi.
Tratto da qui: ![]()
Molto, molto prima della cronaca la letteratura aveva già raccontato tutto. Del resto, volendo – per vocazione – sporcarsi le mani col mondo gli scrittori hanno trovato nei rifiuti, nell’immondizia, nella discarica un terreno di riflessione in cui, senza troppo cercare forzate profezie, si possono leggere molti tormenti dell’oggi, e cioè di un mondo sovraccarico, confuso, perfino assediato da ciò che produce e scarta, dalle scorie del proprio desiderio di durare e dalla certezza che molto, anzi quasi tutto, deve abbandonare e gettare.
