Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Baffi di cacao, di Eva Carriego

di Giorgioflavio Pintus

Arbitrio e destino, amore e odio, passioni e ragioni, solitudine eappartenenza, convinzioni e convenzioni, lotta e rassegnazione, figli
e padri: a generare le grandi storie, quando ben narrate, sono sempre le antinomie che nutrono la vita e ne rappresentano l’essenza. E proprio questo è il materiale con il quale Lina Dettori, alla sua seconda prova di scrittrice dopo l’esordio dello scorso anno con La famiglia immaginaria, ha deciso ambiziosamente di misurarsi in Baffi di cacao, il suo nuovo libro, pubblicato come il precedente per i tipi della Iris Edizioni. Continua a leggere→

Roberto Corsi presenta Michele Brancale

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L’amico Michele Brancale mi ha chiesto di partecipare ad un incontro di presentazione delle sue recenti uscite: non solo la silloge La fontana d’acciaio, ma anche il racconto breve Soave e invecchiato, arricchito dalle illustrazioni di Paolo Penko.

All’incontro con l’Autore, che si svolgerà martedì 19 con inizio ore 18.30, presso la Libreria Edison di Piazza della Repubblica, il mio (suppongo breve) intervento sarà preceduto da quelli di Gabriele Ametrano e Anna Benedetti.

Una nuova esperienza per me; la accolgo con entusiasmo sperando di esserne all’altezza. E vi aspetto.

Biagio Cepollaro – Nicola Ponzio due lettere

Su Nicola Ponzio, a Milano dal 5 febbraio al 3 marzo 2008, Ermanno Tedeschi Gallery, via Santa Marta 15.

Caro Nicola,

volevo ancora dirti che la mostra inaugurata ieri mi è piaciuta e anche il clima che c’era tra noi lì.
Ti dicevo, alla fine della visita, di aver ‘letto’. C’erano libri usati come tasselli di colore, come pezzi di mosaico o, spolpati, come gusci colorati. Libri tagliati ‘illeggibili’ di cui restava il disegno formato dalle macchie di nero sulla sommità delle pagine, spessore di pagine in bianco e nero. Continua a leggere→

Ma Elisa cammina, di Barbara Gozzi

L’acqua è rumorosa. Scroscia e si infrange sul fondo della doccia dalle pareti di plastica.
Elisa si spoglia con calma. Entrando in bagno ha chiuso la porta, attenta a girare una sola volta la chiave.
Lei piange. In quel modo ossessivo, cadenzato ma adesso non può, proprio non riesce a darle retta. Per questo si è chiusa dentro, da lì è meno forte, il pianto. Apre l’acqua che scorre veloce, i primi vapori salgono mentre osserva la faccia riflessa nel piccolo specchio quadrato. Il pianto continua ma è meno pressante, sembra vicina ad addormentarsi. Sembra.

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Luigia Sorrentino, Poesie.

CONTRADA SORA

sommersa dalle acque
dalle pietre erose
l’odore del mare portato ai nostri ante-
nati,
entrando dal retro
da via san Giuseppe alle paludi
verso la torre di Bassano
le teste insanguinate dei garofani
sul petto, nel segno del padre
lampade votive
verso quel poco di mare
guadagnato dalle ringhiere
in mezzo alle foto e alle nicchie
una concessione
la scala
in cima
i nostri gesti
la gloria, sui resti di Villa Sora Continua a leggere→

«La vita è adesso» (Scuola di poesia, 8, di Massimo Sannelli)

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Lettore, io non ti ho mai nascosto nulla: né della strada (e di quello che succede sulla strada, e che cosa si possa trovare nella spazzatura – *volendo*) né della vita. C’era una volta un bambino (o una bambina) malaticcio e timido (malaticcia e timida: nella versione-femmina è più timida che malata, nel caso maschile la malattia – un problema respiratorio e una lieve dislessia – prevale sulla timidezza e ne è la causa). Nessun pudore, se devo dirti che quel bambino (quella bambina) giurava: non ho la forza per difendermi, mi difenderò *domani*, dicendo i nomi di chi mi insulta, di chi appoggia la mano sul mio sesso per vedere se ne ho uno, di chi e di chi e di chi, ecc. Il pudore dice di non farlo mai. Continua a leggere→

Sanvalentinata fuori programma

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di Maria Grazia Calandrone

La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata

dei finimenti muscolari, le valvole

che l’hanno finalmente abbandonata

sulla terra, l’angolo umile che fa la testa

per celare il sorriso

sulla cruda colonna del corpo

dice: ti ho aspettato per tutta la vita

ho visto la tua vita

nei miei sogni e tutta, notte

dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte

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Enzo Galastri, poesie.

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Amore

Ma cos’è quest’amore

che improvviso ti coglie

senza lasciarti pensare.

Ti ruba il corpo e l’anima,

il tempo scorre senza ore,

può volare,fermarsi,rallentare,

ogni cosa funziona come vuole.

Questa notte ti sognerò

preparati all’incontro

non ci sono limiti o barriere

non sei persona ma spirito.

Puoi svanire,ma non lo fare.

***

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Microfilm di Andrea Zanzotto. Di Tonino Pintacuda.

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Sono state date dozzine di diverse interpretazioni di Microfilm
(http://tinyurl.com/yrv6cu), che costituisce – non esitiamo a dirlo –
il precipitato dell’esperienza poetica zanzottiana.

Partiamo da un dato incontestabile: Microfilm costituisce il punto di raccordo tra le due parti di Pasque (i dodici MISTERI DELLA PEDAGOGIA e altrettante PASQUE).

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Fotografie in bianco e nero, di Lucia Marchitto.

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(monologo nato dall’intervista che feci a Lorenzo Pinto, fratello di Luigi morto nella strage di piazza della Loggia a Brescia, una sera che piovigginava davanti alla stele col nome delle vittime).

Bianco
L’occupazione delle terre

Ho diciassette anni e tanti sogni.
Cambiare il mondo.
Una palla rotonda che gira.
Posso fermarla quando voglio.
Salire o scendere.
Farla girare di nuovo.
Ascolto la tesi sull’occupazione delle terre.
Questa terra.
Questa città.
Foggia.
Si può cambiare.
Cambierà.

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Le reliquie della scienza, di Francesca E. Magni.

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Scienza, religione, tutta umanità, nient’altro che umanità. Percorro le pagine di saggi scientifici medio alti sia per numero di pagine sia in quanto ad argomento e finalità e scopro che anche i musei della scienza esibiscono le proprie reliquie.

Iniziamo con il dito di Galileo. Sì, il dito medio della mano destra, conservato all’Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze [http://brunelleschi.imss.fi.it/museum/isim.asp?c=404010]. È accompagnato dalla nobile ode di Tommaso Perelli (1704-1783) posta nella base di alabastro della teca:

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Spoglie di biscotti, di Sabrina Campolongo

biscotti.jpg Mi hai portato dei biscotti.

Sono senza burro senza zucchero senza uova senza conservanti senza coloranti senza grassi vegetali idrogenati, hai detto.

Ti ho guardato. Hai abbassato lo sguardo.

Non ti faranno ingrassare, hai detto, la testa bassa e un mezzo sorriso.

Ti ho mai detto che sono a dieta? mi domando.

Hai voglia di fare due passi? mi domandi, tendendomi la mano.

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Il palco è nudo, di Chiara Daino.

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Il palco è nudo. E *c’era una volta un re che disse alla sua serva*: «raccontami una storia». E la storia incominciò. E la Storia si ripete: la *solita*. La solfa che odora di zolfo: «l’Arte è morta!». Premesso che – *morire è un’Arte* – , che è molto, troppo comodo – per molti, troppi – accettare e subire: *rebus sic stantibus* [e rivendicare lo *status* e rimpiangere *lo status quo*].

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Lettera ai poeti (che erano bimbi nell’estate dell’80)

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di Alessandro Seri

Cari poeti che comparite in questo spazio virtuale dove discutere di poesia e tanto altro, nel 1980 avevo nove anni e mi fa persino effetto scriverlo perché con una certa immodestia intima mi vedo sensibile allora forse più che oggi solo che quello era il tempo dell’ascolto, il tempo in cui le antenne erano puntate ed impegnate nell’intercettare il mondo dal quale volevo imparare. Ascoltavo i grandi litigare, programmare le loro vite e tanta televisione che tra un cartone animato e un telefilm mi lasciava ascoltare i fatti.

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