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Viva la scuola. Il mio maestro unico

Questa settimana: una lettera di Donata Glori, il racconto di Donato Salzarulo Il mio maestro, informazioni e valutazioni sull’incontro Governo-sindacati dell’11 dicembre, segnalazioni, appelli

Buon Natale, povera scuola pubblica
di Donata Glori

Carissimi tutti, ieri mi hanno telefonato dall’Attacco, quotidiano della provincia di Foggia, pieni di entusiasmo perché sembrava che il maestro unico fosse rientrato, ho subito chiarito che non era vero. Ho dovuto spegnere diversi entusiasmi, ho dovuto dire a colleghe e amici, che in fretta si erano entusiasmati per il passo indietro della Gelmini, che bisognava andarci più che cauti e che ciò che viene distrutto e su cui non torneranno indietro è proprio il modulo che tanto abbiamo difeso in questi anni nella nostra scuola e nelle scuole soprattutto del sud. Continua a leggere→

“Poesia e Spiritualità” n. 2

Giovedì 11 dicembre alle ore 21 presso lo Spazio Tadini, in via Jommelli 24 a Milano, sarà presentato il secondo numero della rivista Poesia e Spiritualità (Viennepierre edizioni). Saranno presenti per la rivista Donatella Bisutti, Sandro Boccardi, Alberto Casiraghi, Paola Lagazzi, Carlo Maria Marinoni, Daniela Muti, Giancarlo Pontiggia, Luciano Ragozzino. Con la partecipazione di Guido Oldani e Mario Santagostini. Letture di Livia Candiani, Franco Loi e Cesare Viviani. Seguirà proiezione e reading.

Ringraziando per la gentile concessione, presentiamo le poesie inedite di Livia Candiani presenti nel presente numero della rivista.

Livia Candiani, da Versi d’asino

Mio rifugio
mia rondine senza capo né coda
puro volo; Continua a leggere→

Viva la scuola. Tremonti dà i numeri; la scuola, giudizi

L’on. Gelmini va su you tube e si dice disponibile a confronto e critiche (?), il 12 dicembre la scuola va in piazza e gliene dice tante (vedi qui, qui, qui, qui, qui). Bisogna vedere se anche la scuola pubblica è un “diritto inalienabile” (?). Vivalascuola propone un appello sulla valutazione, un articolo di Daniela Bertocchi sulla storia della valutazione nella scuola italiana, confronti e segnalazioni.

Alcune considerazioni sulla valutazione degli apprendimenti nella storia della nostra scuola
di Daniela Bertocchi

Correva l’anno 1993 quando le molte sperimentazioni (già in corso dalla fine degli Anni Settanta, a partire dalla Legge 517/77, per sostituire la “pagella con voti” con uno strumento capace non solo e non tanto di “quantificare” i risultati finali quanto di descrivere processi e risultati nella loro evoluzione) trovarono una ufficializzazione e codificazione nella cosiddetta “scheda di valutazione” impiegata dal 1993-94 in tutte le scuole elementari e medie. Continua a leggere→

Avola, 2 dicembre 1968

Rrèpitu per il 2 dicembre
Memoria breve in cinque tempi
di Sebastiano Burgaretta
(edito nella sezione Le piume da Libreria Editrice Urso, Avola 2008)

A quarant’anni dal 2 dicembre 1968 la verità dei tragici fatti di Avola continua a rimanere occultata tra le millanta carte della Res publica nata dalla Resistenza.

Quel 2 dicembre
Quel 2 dicembre fu di lunedì.
Bloccata la vita tutta nel paese.
Gelo nella decima notte vuota
e ancora al fuoco caldo dei falò
pane tostato e olive per operai,
braccianti e poliziotti amici. Continua a leggere→

Viva la scuola. Il precariato non è un’emergenza, è un’idea di scuola e di società

Precarietà delle strutture, precarietà dei fondi, precarietà dei lavoratori… di precarietà si muore (qui e qui). La legge Finanziaria per il 2009 approvata alla Camera e al Senato conferma i tagli per la scuola. E taglia anche il Ministro. Mentre piovono denaro pubblico sulle scuole private e “sussidi” alle famiglie benestanti. Questa è la foto dell’emergenza, e questa…

Precario e mazziato
di Francesco Accattoli

Sin dai tempi della specializzazione all’insegnamento non mi aveva mai spaventato l’idea che dovessi farmi quei quattro o cinque anni di gavetta, di apprendistato, di anticamera. Continua a leggere→

Franco Romanò, L’epoca e i giorni

Lunedì 1 dicembre alle ore 18, nella sede di Quintocortile in via Col di Lana 8, a Milano, presentazione della nuova raccolta poetica di Franco Romanò, L’epoca e i giorni, Viennepierre edizioni 2008.

Insieme all’autore ne discuterà il poeta Guido Oldani, prefatore dell’opera. Intermezzi musicali di Beno Fignon.

“Non c’è un testo o un verso in più del necessario. Starei per dire, neppure pausa in più del dovuto… La scrittura di Romanò, certamente apparentata a quella del suo romanzare altrove coevo, si modula secondo una sapienzialità minima, quasi di bisbiglio…” (dalla Prefazione di Guido Oldani)

Viva la scuola. Apartheid a scuola? No, grazie!

Si appresta a diventare legge la mozione Cota, che prevede “classi ponte” per studenti stranieri. Il Presidente continua a fare opera di informazione. Intanto si vedono i risultati dell’attenzione del governo per la scuola, la quale il 29 novembre torna in piazza.

Una scuola di tutti e per tutti
di Daniela Bertocchi

La mozione Cota, presentata dal capogruppo della Lega alla Camera e approvata il 14 ottobre, è diventata (tristemente) famosa come norma sulle classi-ponte per gli immigrati (anche se in realtà la mozione parla di “classi di inserimento”). Molti ne hanno sentito parlare in Tv o letto sui giornali, molti fortunatamente l’hanno anche disapprovata o si sono indignati, ma in realtà pochi ne hanno letto il testo originale, come spesso capita con i provvedimenti legislativi. Continua a leggere→

Alessandra Paganardi, Capelli d’angelo

Il turno di notte è sempre stato il mio preferito. Soprattutto d’inverno, quando il vapore di condensa sopra le risaie le fa sembrare piccole insospettabili fabbriche di vita, come fossero stagni, o alveari visti da lontano. Mi ricordano le ghiacciaie cariche di gelati, alte e massicce, di quando ero bambina: si aprivano dall’alto e sprigionavano nebbia fresca e buona, che già da lontano profumava di vaniglia e cioccolato e ci diceva di correre al bancone del bar, di afferrarla sopra un cono variopinto, di morderla finalmente dal vero. Continua a leggere→

Viva la scuola. Prima Storace, poi Tremonti e Gelmini. Nuovo attacco ai libri di testo

Articoli di Pietro Cataldi, Marilena Aveni, Roberto Carnero, Romano Luperini; inoltre informazioni, segnalazioni dalla rete, appelli, le leggi contestate

da La politica del governo e l’editoria scolastica
di Pietro Cataldi

… All’interno dell’attacco frontale (e strategico) alla scuola e all’università si colloca la delegittimazione del lavoro intellettuale; e si colloca la brutale aggressione all’editoria scolastica. Ecco: meno scuola, meno lavoro, meno studio; e dunque meno libri. Ora, senza dubbio alcune case editrici hanno gestito poco responsabilmente il proprio ruolo, in modi che potrebbero essere pacatamente denunciati e contenuti con accordi e interventi legislativi. Ma questo attacco ai libri di testo è nel suo insieme del tutto ingiustificato, ed esprime un’alleanza fra il senso comune più volgare e la strategia della destra. Continua a leggere→

Caro Franz

Caro Franz,
sì, come tu dici: “siamo vivi”, e forse è per questo che siamo sempre in formazione. Ho pensato a questo leggendo in Era mio padre come il quarantasettenne Franz viva ancora, pagina dopo pagina, la sua formazione. Quarantasettenne ma non ancora pacificato. Egli stesso nello stesso tempo il soggetto – e l’oggetto – di un esperimento. Giorno dopo giorno, sempre impreparato nel suo corpo a corpo con la vita. Sarà perché, come dice Wislawa Szymborska, “Nulla due volte accade/né accadrà. Per tal ragione/si nasce senza esperienza,/si muore senza assuefazione”. Continua a leggere→

Viva la scuola. “Il futuro è di chi lo ricerca”

Una testimonianza di Renata Morresi, una lettera di ricercatori non strutturati di Firenze agli studenti che vogliono studiare, una dei ricercatori diversamente strutturati di Milano; inoltre segnalazioni, esempi di disinformazione, proposte

Ecco un punto della situazione. Nonostante chiose, rettifiche e smentite, nella mobilitazione della scuola di questo autunno l’informazione, e internet per veicolarla, sono stati fondamentali come mai prima. L’informazione ha innescato mobilitazione e la mobilitazione ha provocato curiosità e desiderio di informarsi. Il movimento degli studenti ha avuto una limpidezza che gli ha permesso di superare provocazioni come questa e come questa. L’ispiratore dei disordini è stato denunciato alla magistratura, eppure insiste; mentre lo stesso Presidente della Repubblica ha ritenuto di dover intervenire dichiarandosi vicino agli studenti. Difatti nella scuola il governo ha incontrato il primo serio intoppo e adesso frena e propone nuovi provvedimenti leggermente modificati. Il ministro non si fa più vedere in giro, continua però a far discutere. Studenti e docenti continuano le proteste e scenderanno ancora in piazza il 14 novembre per lo sciopero generale dell’Università e della Ricerca. Continua a leggere→

Viva la scuola. I mali dell’università…

… i danni del dl 133 e possibili soluzioni, in una lettera di eccezionale chiarezza del Rettore del Politecnico di Milano; Michele Corsi ci dice perché siamo solo all’inizio; inoltre confronti, segnalazioni, informazioni, appelli.

Il decreto Gelmini è stato approvato (qui un’esposizione dettagliata), la ricetta di Cossiga è stata messa in pratica (qui una testimonianza), mentre il ministro Maroni ha una nuova ricetta. Il 30 ottobre la scuola ha scioperato e più di un milione di disinformati facinorosi sono scesi in piazza. Il Presidente si scandalizza e dice che bisogna aumentare i fondi alla scuola privata, si scandalizzano anche gli insegnanti, che guadagnano un aumento contrattuale di 61 euro lordi. Intanto alcuni pensano a un referendum abrogativo, l’università si prepara a scioperare il 14 novembre e in tanti dicono che il bello viene adesso. Anche il ministro Gelmini, che annuncia prossima una riforma dell’università. E sarebbe il caso di cominciare a dare un’occhiata alla proposta di legge Aprea n. 953… Ultima ora: il Presidente ci ha ripensato: slitta l’approdo in Parlamento di riforma universitaria e legge Aprea… comunque un’occhiata alla legge Aprea è assolutamente il caso di darla. Continua a leggere→

A “Impronte sull’acqua” il Premio Renato Giorgi 2008

Accolgo con gioia la notizia che il Premio Renato Giorgi 2008 è stato assegnato a Impronte sull’acqua di Francesco Marotta. Il premio consiste nella pubblicazione in volume della raccolta vincitrice, che da oggi, giornata della premiazione, è pertanto disponibile anche su carta, per le edizioni de Le voci della luna. Approfitto dell’occasione per proporre un testo critico di Luigi Metropoli tratto dall’antologia Leggere variazioni di rotta e riproporre una selezione dell’opera premiata.

La liquidità del verso: Francesco Marotta
di Luigi Metropoli

«Tutto quello che ho scritto a partire dalla metà degli anni Novanta, non è altro che un “tentativo” di dare corpo […] a un’ipotesi teorica scaturita […] da tutta una serie di letture, di riflessioni e di studi incentrati sulla possibilità di investigare, e dare voce, agli spazi che si aprono tra pensiero e canto» (da qui). Continua a leggere→

Viva la scuola. In sciopero

Notizie sulla protesta, un confronto, un intervento di Marina Massenz, le ultime del governo, segnalazioni dalla rete, appelli… e la risposta alla domanda: a chi dobbiamo il proliferare di università e corsi di laurea in Italia?

La protesta della scuola è esplosa e si diffonde. Qui si possono trovare notizie sugli eventi, una mappa delle proteste, foto, video. Queste sono le leggi contestate. La disponibilità del governo è stata questa (e qui si può sentire dalla viva voce del Presidente; dei tanti commenti, ne propongo uno di Carla Benedetti, uno di Beppe Sebaste e uno di Peter Gomez), poi il Presidente rettifica, poi ci ripensa. Con una lettera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita al dialogo, mentre l’ex presidente Francesco Cossiga in un’intervista incita al massacro (e anche per Francesco Cossiga propongo un commento; ma c’è anche chi propone una petizione). Intanto una prova di dialogo è fallita e il 30 ottobre la scuola scende in sciopero, mentre per il 14 novembre è fissato uno sciopero dell’università. E c’è anche chi pensa a dopo. Continua a leggere→

Viva la scuola. Ricominciare a pensare

Un articolo di Luigi Monti, la proposta di una maestra arrabbiata, le ultime dal governo, segnalazioni, appelli

Dopo la scuola
di Luigi Monti

Autunno. Per la scuola è stagione di riforme che non possono riformare e di dibattiti che non vogliono spiegare. Le vere e allarmanti novità del ministro Gelmini in materia di scuola e istruzione, più che nel contenuto (tagli, voto in condotta, maestro unico, educazione civica: si tratta, al massimo, di retrive ottusità, più che di inedite perversità), stanno nel metodo e negli intenti. Per quanto riguarda il primo, lo abbiamo visto all’opera fin dall’esordio di questo esecutivo: decreti legge, maxiemendamenti, voti di fiducia che creano false emergenze e nulla hanno a che vedere con quelle vere, del paese come del mondo. Atti di forza che sfibrano gli ultimi scampoli di partecipazione democratica rimasti e confermano quel potere taumaturgico di cui un blocco sociale sempre più consistente sembra aver investito il cavaliere e i suoi vassalli. Continua a leggere→

Viva la scuola. Lettera a una non professoressa

Lettere al ministro, due scioperi (17 e 30 ottobre), appelli, nuovo decreto, nuovi tagli, email al Presidente della Repubblica

Una lettera di Marilena Salvarezza

Si torna a parlare di scuola

Nel tanto vituperato ’68, l’anno del male, fonte di tutti i nostri guai passati presenti e futuri (perbacco, è bello sapere da storici che tutti i nostri guai hanno un inizio e un responsabile certo, basterebbe forse eliminare per decreto l’anno incriminato), usciva un libretto, Lettera a una professoressa, che allora colpì molto, scritto dai ragazzi di uno sperduto paesino toscano, figli di contadini, arrivati alla dignità della scuola grazie ad un prete scomodo, don Milani. Una scuola dove non c’era il maestro unico, ma i ragazzi più grandi insegnavano agli altri, il che è anche il modo migliore per imparare. La lettera partiva da un’istanza di giustizia e uguaglianza, quella che ora è considerata archeologia da non disseppellire. Continua a leggere→

“Leggere variazioni di rotta” e “Corale”

Roma. Il 9 ottobre, alla Biblioteca Vallicelliana (Piazza della Chiesa Nuova, 18, ore 16,30), presentazione delle antologie poetiche Leggere variazioni di rotta. 20 poeti dal blog liberinversi (Le voci della luna, 2008) e Corale: 22 voci poetiche per 10 anni di Voci della luna, a cura di Fabiano Alborghetti (Le Voci della Luna, 2007). Letture di Cristina Annino, Maria Grazia Calandrone, Daniela Monreale, Alfonso Maria Petrosino, Adam Vaccaro; interventi di Fabrizio Bianchi e Luigi Metropoli.

Viva la scuola. Tempo dei bambini, politica del governo

Due interventi di Marina Massenz e Michele Crudo, l’ultima del ministro, proposte, esperienze, appelli

Il tempo dei bambini
di Marina Massenz

A scuola non esiste e non deve esistere solo il tempo per imparare.

E’ necessario anche un tempo in cui potersi conoscere, sperimentare, avvicinare all’altro; un tempo per accogliere e sentirsi accolti, per ascoltare e sentirsi ascoltati; un tempo in cui poter imparare ad accettare l’altro, nella sua diversità, e conoscere il “piacere” di giocare e collaborare.

Cogliere l’importanza e il ruolo fondamentale del tempo nella vita del bambino, consente di effettuare una riflessione sulla dicotomia tra tempo perso e tempo guadagnato.

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Viva la scuola. Gelmini a “Porta a porta”

di Donato Salzarulo

Invece di Gelmini in Collegio pare che abbia detto Gelmonti. Non so. Non ricordo. Però, se davvero è successo, il lapsus è perfetto.

La maestra a Porta a porta

L’avesse fatta parlare, gliele avrebbe dette e ridette di santa ragione, gliele avrebbe spiegate a
dovere con la pazienza di Giobbe. Mi riferisco alla maestra romana, in studio lunedì notte con la sua classe a Porta a porta.

Vespa, il chierico del governo in carica, l’ha tirata in ballo soltanto due volte e tutte e due è rimasto disorientato. S’aspettava risposte di conferma e, invece, tranquilla e sorridente, la maestra ha mandato in soffitta le propensioni ideologiche del conduttore.

La prima volta le ha chiesto se i suoi alunni, quando varca la soglia dell’aula, scattino in piedi.
«No», ha risposto con calma e sicura di sé la bella e brava maestra, «non lo fanno perché a scuola non è necessario rispettarsi in quel modo». Non è, infatti, una direttrice d’orchestra abituata al cerimoniale degli orchestrali che, dovendo dare spettacolo a teatro o in una pubblica piazza, s’alzano in piedi; né è caporale di una squadra. Continua a leggere→