Altre due poesie tratte dalla raccolta – pubblicata da Le Lettere – Mattino nella casa bruciata, la cui traduzione è a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti.
La smetterò, prima o poi. Cercherò di controllarmi. Cercherò di non invadere questo blog con la mia passione per la Atwood, per i suoi scritti. Cercherò di non parlare più diffusamente del Racconto dell’Ancella, di quando e del perché lo lessi, di quali libri metabolizzai insieme a quello, del fatto che – all’improvviso – quegli stessi libri si sono materializzati davanti a me per tutt’altro motivo che un esame universitario. [Mi sono chiesta perché. Che strano. Sarà forse che, a volte, si ha bisogno di rientrare un poco dentro noi stessi e ricercare le parole che hanno scacciato, anche solo per un attimo, anche su un solo centimetro di superficie della coscienza, la nebbia rassicurante del non-sapere].
Sì, insomma, la smetterò. [Forse].
La prima poesia, Lingue di palude, è percorsa da un argomento a me molto caro. Una poesia in cui le lingue, nell’accezione di idioma, perdono la loro connotazione “astratta” di linguaggio, per diventare sempre più lingua che si muove nella bocca, tra i denti, sul palato. Una lingua che è, disperatamente, anche negazione.
E la seconda, Cressida a Troilo: un dono, è di nuovo la Atwood del corpo.
In realtà queste due poesie – e con esse, l’intera raccolta – sono molto di più di quanto ho appena scritto.
Mi piacerebbe sapere che tipo di sensazioni, che genere di riflessioni suscitano in voi, che le leggerete.
Solitamente, quando un luogo per me è particolarmente importante, lo definisco “luogo dell’anima”. La Atwood, per me, è più di una scrittrice dell’anima.
È il corpo che si fa parola. In lei, nella sua prosa e nella sua poesia.
[Nota a margine: in parte è in onore di Margaret Atwood che la protagonista del mio romanzo si chiama Margherita. L’altro motivo è che uno dei libri-pilastro della mia vita (oltre al Racconto dell’ancella) è “Il Maestro e Margherita”.]
Marsh Languages
The dark soft languages are being silenced:
Mothertongue Mothertongue Mothertongue
falling one by one back into the moon
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