Archivi categoria: Poesia

SLAM ITALIA: le prossime gare poetiche in Italia!

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Il calendario vi propone alcune gare del campionato italiano poetry slam 2015 / 2016 fino a novembre di quest’anno. Molte altre competizioni sono previste in tutta Italia per mettere la poesia in gioco e vivere assieme questa emozionante esperienza che unisce poeti e pubblico. Seguiteci alla nostra pagina FB SLAM ITALIA

> TORINO – 16 Ottobre 2015, ore 21. Murazzi Poetry Slam. Magazzino sul Po. Murazzi del Po 14 (lato sinistro guardando la Gran Madre). MCs Max Ponte e Bruno Rullo Continua a leggere→

Cinque poesie di Daniele Mencarelli

Mencarelli
Cinque poesie di Daniele Mencarelli, da Storia d’amore, collana gialla Pordenonelegge-Lietocolle

Undici ottobre novantadue
sedici gli anni appena scoppiati
mille i cazzotti mille i baci
strappati dalle labbra di un paese
sgranato passo dopo passo,
senza mai soddisfarla veramente
questa fame infelice
questo desiderio cane di carne e vita
di voglie ubriache sempre in festa.
Non arriverà il sonno ma una perdita di sensi
un corpo sfinito che s’arrende
a qualcosa dentro di feroce. Continua a leggere→

Stranieri

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di Nino Alecci

Camminano in silenzio
Lentamente
Uno accanto all’altro
Per la città sconosciuta
Una pioggerellina fastidiosa
Accompagna i loro passi
sulla strada lastricata
di amarezza e false speranze
han tarpato loro le ali
han tagliato i loro rami
han reciso le radici
traditi dai loro stessi fratelli
puzzano di miseria e povertà
naufraghi in terra straniera
vagano nella notte scura
ombre di un sole diverso alla deriva
figli di nessuno
si guardano attorno impauriti
il vento soffia forte, gelido
per le vie senza nome
i due si tengono per mano per non cadere
si stringono l’uno all’altro
per ricordarsi ancora di esistere
si guardano per ritrovarsi
si guardano
per non dimenticare di essere.

Il quadro è di Francesco Balsamo. S’intitola “Insonni”

CINDY LYNN BROWN, POESIA DANESE AL FEMMINILE

Testo introduttivo e traduzione di Giovanni Agnoloni

Cindy Lynn Brown (foto di Camilla Hey)

Cindy Lynn Brown (foto di Camilla Hey)

Quarta puntata della serie dedicata agli scrittori (danesi e non) da me conosciuti durante la residenza letteraria presso H.A.L.D. Hovedgaard.

Oggi vi presento Cindy Lynn Brown, scrittrice danese-statunitense. Ha pubblicato cinque raccolte poetiche e un romanzo e contribuito a varie riviste in Danimarca, Francia e Stati Uniti. È tradotta in francese, croato e bengalese, e nel 2013 ha ricevuto il premio letterario per la poesia della Fondazione Agro-culturale Danese. È anche l’organizzatrice del festival poetico internazionale di Odense “Lyrik”, che si svolge ogni anno a marzo. Il suo sito internet è www.cindylynnbrown.com.

Segue una sua poesia, “Miss Reading”, da me tradotta dalla versione inglese. Continua a leggere→

KENNETH KRABAT: POESIA, FANTASCIENZA E RETE

Traduzione dall’inglese e testo introduttivo di Giovanni Agnoloni

Kenneth Krabat è il terzo scrittore, da me conosciuto durante la residenza letteraria H.A.L.D., che desidero presentarvi. Nato nel 1963, è poeta e narratore, autore di racconti di fantascienza (particolarmente interessato al tema del viaggio nel tempo) e performer, ed è tra i primi e più attivi blogger danesi in ambito letterario. Nei suoi scritti ha particolarmente approfondito la tematica delle relazioni umane. Le sue prime pubblicazioni risalgono al 1996.

Kenneth Krabat

Kenneth Krabat

Qui una sua poesia – scritta proprio nel corso della succitata residenza – che esplora il tema della morte con rapidi accostamenti di immagini, unendo al gusto della sperimentazione poetica la profondità lancinante degli attimi di angoscia, che proprio in virtù di quella intellettualizzazione – lungi dal perdere la propria forza d’impatto emotiva – riescono a disvelare un orizzonte di significato. Continua a leggere→

KIM SIMONSEN, POESIA E PAESAGGIO DALLE ISOLE FAR OER

Testo introduttivo e traduzioni dall’inglese di Giovanni Agnoloni

Kim Simonsen in una foto di Vónbjørt Vang

Kim Simonsen in una foto di Vónbjørt Vang

Con oggi inizia una serie di miei articoli di presentazione di alcuni autori che ho avuto il piacere di conoscere durante la recente residenza letteraria presso H.A.L.D., in Danimarca. Cominciamo con un poeta e saggista delle Isole Far Oer, Kim Simonsen, nato nel 1970, le cui opere sono state pubblicate in faroese, danese, inglese, portoghese, svedese, macedone e russo.

Lavora presso l’Università di Amsterdam, dove studia i fenomeni dei nazionalismi. È stato insignito del “Faroese Literary Award” del 2014 per la raccolta poetica Hvat hjálpir einum menniskja at vakna ein morgun hesumegin hetta áratúsundi (“Che cosa aiuta un essere umano a svegliarsi una mattina di questo millennio”).

Tra le sue altre opere, ricordiamo le raccolte di versi Kodakmyndir frá sjeytiárunum (“Kodak degli Anni Settanta”), del 2005, e Náðisólin  (“Il sole della grazia”), del 2006. Profondo conoscitore della letteratura faroese, danese e non solo, Kim Simonsen scrive versi che sono istantanee di vita in contesti paesaggistici nordici, e sanno calare profondamente il lettore nella situazione descritta. Carichi di una tridimensionalità immediata, questi brevi spaccati di vita si inseriscono, in realtà, in sequenze idealmente senza fine, e realizzano un’illuminante fusione di poesia e prosa, imperniata sul lirismo e sulla compenetrazione con le vibrazioni ambientali. Continua a leggere→

CRESTOMAZIA 11: “Io non me la rido della morte ” di JAVIER HERAUD

“Io non me la rido della morte ” di JAVIER HERAUD

 

Tu hai voluto riposare
in terra morta ed in oblio.
Credevi di poter vivere da solo
nel mare, o nei monti.
Poi hai saputo che la vita
è solitudine tra gli uomini
e solitudine tra le valli.
Che i giorni che circolavano
nel tuo petto erano solo campioni
di dolore tra il tuo pianto. Povero
amico. Non sapevi niente e non piangevi niente.

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Klaus Martens : Tre poesie

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Ich durfte lesen

Ich durfte lesen, während
ich langsam älter wurde
in gemieteten Zimmern,
teils unterirdisch, im Keller,
teils unterm heißen Dach,
aber allein gelassen mit mir,
Musik und neuen Büchern,
in unerreichbaren Zeiten ?
höchstens mal ein Brief,
zutiefst bewegt von Trakl,
in Regenwanderungen Stadt
und Land erobernd, lesend
aneignend, an Ostern mit
dem Text in der Hand vor
dem Tor, voll innerer Musik
und gesungenen Zeilen,
die eigene Hitze erzeugend
bei äußerlicher Kälte, wie
eine Kompassnadel in jede
Richtung tastend, fahrend ?
es war eine erlesene Jugend.

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CRESTOMAZIA 9: “RIMPROVERO” di HUMBERTO AK’ABAL

RIMPROVERO

La luna era una grande casa
seduta sulla schiena della collina.

Quando mio padre mi rimproverava,
io andavo dalla luna
e lì dormivo.

(da Tessitore di parole, Le Lettere, Firenze 1998, a cura di Emanuela Jossa).


 

“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

CRESTOMAZIA 8: “Aiére” di Albinio Pierro

Aiére

Aiére nun ha’ vinute,

e a mmi ca t’aspittèj cannijànne

passàite ‘a morte cchi ncolle

e si facìte u fridde cchiù grane.

Pò come nda nu mère di nive

si fècete citte u munne:

avì schitte nu passarelle

cch’i scille tise a lu funne.

 

(da un pianto nascosto)


 

“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

CRESTOMAZIA 7: “Le mani giunte” di KIKUO TAKANO

LE MANI GIUNTE

Quando la scimmia col suo piccolo in braccio
corre sconvolta ma non fa in tempo
a fuggire, né trova il suo rifugio,
verso chi le punta il fucile
giunge le mani e implora

di lasciarla andare, di salvarla,
piangendo disperata, strofinandosi
le mani con tutte le forze.
Il suo gesto nel chiedere pietà
al cacciatore, è come quello dell’uomo.

Per quanto esperto, il cacciatore di scimmie
non se la sente allora di sparare.
“Su, fuggi, fa presto!” Chiusi gli occhi
scoppia a piangere – così ci racconta.

Sebbene non ricordi più il nome
del vecchio che mi ha raccontato
con amarezza quel suo lugubre lavoro
dicendomi di non volere mai più affrontare,
né in campagna né sui monti,
la tragedia del cacciatore di scimmie,
non posso scordare le mani giunte
della scimmia, quel tremolio di mani
che ad altre somigliano.

(KIKUO TAKANO, da Nel cielo alto, Oscar Mondadori, 2003)

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CRESTOMAZIA 6: “Mi alzo con le palpebre infuocate” di Pier Paolo Pasolini

Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne
smagrita, si fissa con la luce
fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata
dall’eternità; così mi brucio, è inutile
– pensando – essere altrimenti, imporre
limiti al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore…

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CRESTOMAZIA 5: “Strambotti” di Niccolò Machiavelli

I

Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

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