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Coscienza

L’esame di coscienza è un’abitudine che va perdendosi. È difficile persino, nel XXI secolo, mettersi d’accordo sul termine coscienza. Eppure sarebbe semplice: interrogarsi sul bene e sull’amore a Gesù. Perché non cominciare?

Intervista ad Alessandro Pertosa

 

 

In una nostra primissima conversazione, hai menzionato due termini: “filosofia poetica” e “poesia filosofica”. Quale significato e importanza rivestono per te?

Definire qualcosa è sempre problematico, e lo è ancor più quando si tratta di poesia. Provo a spiegare però in che senso ti ho parlato di «poesia filosofica». Dico spesso ai miei allievi, che – per fare un esempio – non amo l’Infinito di Leopardi perché leggendo quei quindici endecasillabi sciolti comprendo meglio il modo in cui il poeta recanatese intendeva l’infinito. Non mi interessa nulla dell’infinito di Leopardi. A me interessa l’infinito che risuona e balugina nel mio cuore, ogni volta che quei versi me lo schiantano davanti agli occhi. È il rifiorire delle immagini; è il sentire l’eco di quel vento e di quelle foglie, a spalancare in me la voragine sublime e vorticosa dell’infinito.

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Noi stessi

Ci dobbiamo nutrire, e ciò è scontato. Anche chi sta a dieta o digiuna si nutre, in qualche modo. Per sopravvivere bisogna mangiare. E per vivere? Dobbiamo cibarci della Vita. La svolta sta in questa comprensione: da allora in poi, più niente è come prima, perché siamo noi stessi, veramente.

Esercizio

Dio si sente e non si sente: a volte ci sembra vicinissimo, altre lontano o totalmente assente. Questo ci turba, ci scoraggia, insinua una vena pessimistica che intristisce le giornate. Bisogna sapere, tuttavia, che Gesù è sempre lì, non ci lascia un momento. L’esercizio spirituale è sempre un esercizio di presenza.

Di là

È il 5 maggio, il compleanno di don Mario. Ci sono presenze e ricorrenze da onorare, perché non solo hanno riempito la vita, ma sono la tua vita. Don Mario è qui, davanti a me, con Gesù e Maria. Insieme facciamo grandi cose, che nessuno vede. Perché le cose veramente grandi restano invisibili: il distillato dell’anima che solo Dio conosce. In questo giorno, per me così importante, auguro anche a voi di trovare qualcosa di vero e potente, che nemmeno  impegnandovi allo stremo potreste contraddire. Per me è lo spirito che don Mario mi ha trasmesso, per cui non finirò di ringraziarlo. Neanche di là.

La scintilla

Alla fine restano in due, la misera e la Misericordia: la folgorante conclusione di Agostino, nel commento all’episodio dell’adultera, riguarda tutti noi. Grandezza di Dio e piccolezza dell’uomo si incontrano, con risultati imprevedibili. È lì che scocca la scintilla, è lì che si accende la speranza.

Il materiale

Gesù ci chiede un po’ di sofferenza, perché in Cielo non potremo più dargliene. A pensarci sul serio, è una gran cosa. Qualcosa che solo noi possiamo fare, perché il dolore è quanto di più personale c’è da offrirgli. Si potrebbe cominciare da oggi, da adesso: a qualcuno manca forse il materiale?

L’attesa

Gesù è luminoso: peccato non vederlo. La vita è soprattutto attesa. Chi non sa attendere, si fa vittima della materia, della maledizione implicita nel tutto e subito. La verità è cammino, pazienza necessaria per vedere l’invisibile.

Impegno

Gesù vorrebbe vederci infiammati d’amore e accesi di speranza, ma c’è un ostacolo: noi. Eroi della resistenza, facciamo di tutto per spegnere il Suo incendio, ci impegniamo a fondo per restare tristi, per sopprimere la gioia.

Passione

La passione di Gesù è sempre attuale: la via crucis si ripete ogni momento, finché l’ultimo peccatore della terra non resti ancora in vita. L’amore è sentirsi in sintonia, condividere quest’ansia di salvezza, la certezza che l’amore può strappare alla morte chiunque stia per esserne ghermito.

La vita nuova

Addormentarsi nell’amore: questo è morire. Dal punto di vista di Dio, ogni cosa è diversa, è un alfabeto da imparare. La vita nuova comincia dalle parole e dalle immagini: a poco a poco trasforma i pensieri, le abitudini, ci restituisce alla nostra identità.

La fede

La fede, oltre che comunitaria, è personale. Ci sono tanti modi di credere quanti sono gli abitanti del mondo. È bello scoprire le sfumature infinite, le pieghe nascoste del rapporto con Dio, la sensibilità investita da ciascuno nell’opera preziosa della conversione.