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Don Antoine Metin: “La scelta dell’ignoranza o la volontà di non sapere”

Don Antoine Metin, sacerdote originario del Benin, è vicario presso la mia parrocchia, San Lorenzo e Quirico, a Firenze (nella foto, la chiesa di San Lorenzo a Ponte a Greve). Si trova qui in missione “fidei donum”, ovvero invitato dal vescovo per svolgere la sua missione pastorale.

Ho avuto modo di leggere alcuni suoi testi molto interessanti. Eccone di seguito uno decisamente attuale (e che ho apprezzato anche per la qualità linguistica, dato che Don Antoine è originariamente francofono).

“La scelta dell’ignoranza o la volontà di non sapere”

Il rapporto tra i popoli rimane segnato da una incomprensibile disuguaglianza in un mondo globalizzato. Come possiamo accettare che nel XXI secolo, nonostante la cultura digitalizzata e il movimento delle popolazioni, le persone continuino a ignorare ciò che ritengono non meritevole fino al punto di ignorarsi a vicenda?

Dal latino ignorantia, ignorare significa mancare di conoscenza in un determinato campo. La mancanza di conoscenza è un vuoto, una debolezza, una limitazione. Da questo punto di vista, l’ignoranza non nobilita né l’ignorante né coloro che hanno la responsabilità di educarlo e renderlo un uomo giusto e ragionevole.

Non c’è nulla di straordinario nella mancanza di conoscenza. Non si può sapere tutto e non si può essere colti in ogni campo. Ecco perché l’ignoranza è perfino un segno della nostra umanità limitata, rispetto ai campi della conoscenza a cui si applica l’intelligenza.

Il fatto che un’istituzione manchi di conoscenza può anche essere inteso come il fatto che essa si occupi di un determinato campo e non debba interessarsi ad altri che non rientrano nelle sue competenze e che non richiedono alcuna attenzione da parte sua.

La Chiesa, come famiglia di Dio, non è un’istituzione incentrata su un solo ambito. Ha come centro d’interesse l’intera umanità e come campo d’azione il mondo intero. È quindi inammissibile che il suo modo di agire e il suo linguaggio diffondano i difetti di una società che mantiene deliberatamente ‘‘l’ignoranza voluta” come criterio di gestione degli affari. Continua a leggere

“IL SOLE DENTRO”, DI PAOLO BIANCHINI

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il sole dentro è un film scritto da Paolo Bianchini e Paola Rota e prodotto da Alveare Cinema. L’opera racconta la tragica storia di Yaguine e Fodé, due ragazzi guineani che nel 1999 morirono in un volo tanto carico di speranza quanto disperato, che speravano li avrebbe portati a Bruxelles, dove volevano consegnare una lettera alle autorità europee per sensibilizzarle ai problemi della loro gente. Alla loro storia fa da “contraltare” quella di Thabo e Rocco, due giovanissimi rispettivamente africano e italiano, che dallo Stivale viaggiano verso l’Africa, sull’onda di una triste vicenda di mercato di baby-calciatori.

Oggi ho il piacere di intervistare Paolo Bianchini, che è anche il regista di quest’opera tanto delicata quando drammatica, tra i cui protagonisti ricordiamo Angela Finocchiaro e Francesco Salvi. Continua a leggere

L’onore dei Kéita di Moussa Konaté: un afro-noir

Mi è stato chiesto di leggere un libro e io l’ho letto, incuriosita perchè mi è stato presentato come un noir africano. Un afro-noir, per dire; insomma, un nero che più nero non si può. Imperdibile.

Ho cominciato ad amare l’Africa, letterariamente parlando, quand’ero più giovane, grazie a Wilbur Smith e ai suoi incredibili romanzi, ma al di fuori di Smith non avevo avuto modo di leggere altro. Questa è stata l’occasione.
Il libro che mi hanno suggerito si intitola L’onore dei Kéita, di Moussa Konaté, pubblicato da Del Vecchio. Il nome dell’autore, il titolo e perfino la copertina parlano subito di Africa, perciò mi sono sentita molto bendisposta. Del resto ho una predilezione, una delle tante, per la letteratura straniera, quando per straniero s’intende qualcosa di molto lontano e diverso. Cinese, giapponese, finlandese, russa, israeliana… tanto per capirci. Continua a leggere

Grandi esploratori: intervista a Mirella Tenderini

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Mirella Tenderini è una scrittrice-viaggiatrice che viaggia attraverso i viaggi.
Sembra un gioco di parole, ma è solo un modo per rendere la ricchezza e la complessità dei suoi interessi e delle sue opere. È infatti autrice di numerose biografie sulla vita di famosi esploratori del passato, oltre che curatrice della collana di narrativa di viaggio “Le Tracce” della Casa Editrice CDA&Vivalda (ora diventata Vivalda) e traduttrice di numerose opere. Continua a leggere