Recensione di Valter Binaghi (da qui)
Cominciamo con una collocazione fin troppo facile, di quelle che piacciono ai distributori e ai librai (“Di che parla questo libro? D’amore o di morti ammazzati?” “Tutt’e due signora mia”). Abituati ai paesaggi liguri di Magliani, dove echeggiano i passi del maestro Biamonti (ma Magliani è ormai a sua volta un maestro, non deve più niente a nessuno), qui ci troviamo di fronte a un romanzo che si potrebbe definire post-coloniale. Come si vendica il colonizzato, una volta che ha nel mirino l’europeo supponente e colonizzatore, sparando una pallottola di grosso calibro o meglio distruggendone la prole a cui smercia droga purissima? Continua a leggere



