Archivi tag: Lo specchio

79. In diritto

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E’ incredibile Parigi, vista da qui: un reticolo ordinato, un disegno fatto di triangoli in cui si stipano le case tutte bianche, almeno così sembra, ed è normale: tutto quello che appare da lontano ha una forma soffice, neutra, un aspetto piacevole e indolore; Continua a leggere→

78. Sulla soglia

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Che fine ha fatto Filippo? Ti sembrava di aver trovato la persona giusta e invece ti ritrovi nella stanza dalle luci blu, con un letto sospeso a mezza altezza, lampade a grappoli che calano dall’alto come meteoriti, messaggi d’altri mondi, che non riesci a decifrare. Continua a leggere→

77. Fuochi d’artificio

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Dicono che certe vite si decidano in una notte sola. Ti chiedi se possa valere per Futura. T’illudi che per lei sia lo stesso che per te: che la spiaggia deserta e i vostri abbracci e i sogni che nascono dal buio vigile dei corpi siano stati per entrambi il principio ispiratore di quello che è accaduto dopo. E se invece fosse ancora innamorata del crucco, della sua aria da dandy distratto che non riesci a digerire? Continua a leggere→

76. Prima o poi

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– E finì lì?
– Finire è una parola impegnativa. Il ménage con Eleonora era sempre più complesso, faticoso. Gli unici momenti sereni erano quelli nella casa al mare, le ore passate sotto il sole a sognare chissà cosa, perché non sai mai se i sogni dell’uno incontrino quelli dell’altra. Continua a leggere→

74. Fino a oggi

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– Vuoi proprio saperlo?
– Sì, voglio saperlo.
Sei emozionato: oltre il ponte, le immagini sfumano, ormai sono una nebbia fitta che avvolge ogni cosa, tranne la parte della balaustra dove puoi leggere più distintamente, forse per contrasto: Fofner, sei la mia vita. Continua a leggere→

73. Un filo

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Ci sono giorni in cui ti svegli e non ricordi nulla del passato, la vita è un sogno svanito con le luci del mattino. Riparti da zero, faticheresti troppo a mettere insieme tutti i pezzi, a ricordare chi ami, chi odi, quali siano le passioni e le allergie che porti addosso da sempre. Continua a leggere→

72. Ancora non sai

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– Credo che Eleonora non ti abbia lasciato per il tango.
Che tipo, Nino: sembra distratto, poi se ne esce con le sue intuizioni folgoranti.
– Perché dici questo?
Lo guardi bene. Non gli daresti un soldo: il viso magro, i capelli impomatati, gli occhi tristi di chi pensa troppo.
– Secondo me, avevi ancora in mente Sonia. Continua a leggere→

71. Come sempre

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Sei andato via, Nino titubava troppo. Forse ha perso la speranza di tirarti fuori. Fuori da dove? Vaghi come un disperato, qualcosa dovrà pur succedere prima che sia troppo tardi. Hai pensato davvero di lanciarti da sei piani? E se ci ripensassi in volo? Ti sei chiesto spesso che cosa provi uno che si pente all’ultimo momento, fuori tempo massimo. Continua a leggere→

70. Per nessun motivo

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– Conosce questa scritta?
Gli occhi hanno lo stesso colore dell’acqua: ci si possono vedere barche che vanno alla deriva o il muschio che si abbarbica al bordo estremo e smozzicato della banchina grigia. Sotto la balaustra, le foglie secche si spostano ogni tanto, al passare del vento. Sulla strada, in fondo, le macchine procedono in due file, in processione verso dèi ostili e sconosciuti. Continua a leggere→

66. Immagini

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Dormiva, quando l’hai lasciata. Hai bisogno di uscire, di stare un po’ da solo. Arrivi al ponte, mentre i passanti vanno ognuno verso il suo destino; solo tu sei fermo, con i gomiti sulla pietra bianca della balaustra, gli occhi fissi sull’acqua che scorre lentamente, come il tempo e la vita. Continua a leggere→

65. Ogni volta

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Una cosa unica, non accadrà mai più: se perdi il treno, il prossimo sarà in un’altra vita. Sei immobile, non dici una parola. E’ lì vicino, sembra che faccia un leggero movimento per vedere se hai voglia di parlare, se il mutismo si sciolga in qualche confidenza, in uno sfogo. Continua a leggere→

63. La parola

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Potresti descriverla a memoria, Parigi, da quando l’avete percorsa in lungo e in largo, cercando legami imprevedibili tra scorci, dettagli, prospettive e gli angoli nascosti del tuo mondo, di una storia che più la guardi più ti sembra indecifrabile, e non puoi meravigliarti che la lettura s’interrompa, perché questo è diventata la tua vita: arrivare a una soglia e lasciare o essere lasciato, perché la gente si accorge quando chi ha davanti è inconcludente, quando viene attanagliato da una paura senza nome – senza nome! Continua a leggere→

62. Come uno specchio

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Quanto avete camminato? Sai solo che si è fatta sera: è l’unica donna con la quale il tempo passa e neanche te ne accorgi. Vi siete raccontati tutto, ma c’è sempre qualcosa dopo il tutto: uno sguardo, un gesto, fanno nascere ancora un’altra immagine, un altro desiderio. Saranno le luci di Montmartre, le tende rosse che sembrano di fuoco, investite dai raggi dei lampioni. Continua a leggere→

61. A dirlo

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Cominci a chiederti se valga la pena continuare a scrivere. Se non sia più utile allungare l’orario di lavoro, rischiare di litigare con la signora di turno perché sei più stanco, più nervoso; ma almeno potresti provare a sistemare la tua vita, fare progetti di più ampio respiro, pensare perfino a un matrimonio, non importa con chi, magari con Futura, se la smettesse di rincorrere i fantasmi del partito, gli incubi della lotta armata. Continua a leggere→

60. L’ultima volta

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– Dimmi ancora di Sonia.
– E’ una storia strana. La figlia del dottore è enigmatica, per certi versi incomprensibile, come tutti i nati il 29 febbraio: originali, imprevedibili; come potrebbe essere altrimenti, visto che festeggiano un anno su quattro il compleanno? Continua a leggere→