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In libreria “Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm”, a cura di Wu Ming 4

Dal sito dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani

È in libreria la nuova edizione del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) a cura di Wu Ming 4. Oltre al testo di Tolkien, emendato da alcuni smaccati errori di traduzione presenti nella precedente edizione (Albero e Foglia, 2000), il libro contiene la traduzione italiana del poema breve La Battaglia di Maldon e un articolo monografico di Tom Shippey, massimo esperto tolkieniano vivente. Qui di seguito l’intervista al curatore (di Roberto Arduini), pubblicata su L’Unità del 21 dicembre 2010. Continua a leggere

Tolkien, il “coraggio nordico” e… quel piccolo ignorante di Adolf Hitler

Articolo di Wu Ming 4

(prefazione all’opera di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, appena uscita per Bompiani – già pubblicata in rete sul sito della Wu Ming Foundation)

[E’ in libreria la nuova edizione del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) a cura di Wu Ming 4. Oltre al testo di Tolkien, emendato da alcuni smaccati errori di traduzione presenti nella precedente edizione (Albero e Foglia, 2000), il libro contiene la traduzione italiana del poema breve La Battaglia di Maldon e un articolo monografico di Tom Shippey, massimo esperto tolkieniano vivente.
Di seguito, la prefazione di Wu Ming 4, che oltre a riprendere ed estendere le argomentazioni già presenti in Un giorno a Maldon (L’eroe imperfetto, Bompiani 2010), passa in rassegna alcuni dei più marchiani equivoci su Tolkien accumulatisi nel corso dei decenni.] Continua a leggere

Tolkien e i Cohabiters

Ovvero: il romanzo come incanto e comunità

Articolo di Wu Ming 4

(pubblicato per la prima volta su Endore – n°12, anno 2009, e in seguito su Carmilla e su Lipperatura)

Se vuoi la mia opinione, il fascino [del Signore degli Anelli] consiste in parte nell’intuizione dell’esistenza di altre leggende e di una storia più ampia, di cui quest’opera non contiene che un accenno. (J.R.R. Tolkien, lettera 151, settembre 1954)
Senza falsa modestia è stato lo stesso Tolkien a riconoscere uno dei segreti del proprio successo di pubblico. Da studioso della letteratura antica e medievale sapeva quale enorme attrattiva possa esercitare su chi legge l’ingresso in un mondo e in un’epoca sconosciuti. Nella sua opera ha infatti saputo rendere quella che Tom Shippey chiama la “beowulfiana impressione di profondità”, riscontrabile nelle grandi epopee letterarie. Continua a leggere