Archivio mensile:Febbraio 2008

Giancarlo Consonni, Disegni 1974-2003

Dal 21 febbraio al 10 aprile Giancarlo Consonni, urbanista e poeta, espone in una mostra antologica alla Fondazione Corrente (via Carlo Porta 5, Milano) la ricca produzione artistica che ha contrappuntato dagli anni Settanta il suo percorso intellettuale. Fra i motivi conduttori del pensiero per immagini che Consonni costruisce attraverso i suoi disegni, affiora significativa e costante la presenza della natura. Continua a leggere→

Etere 2: i secoli “bui” e anche no.

di Antonio Sparzani

statuta di Giordano  Bruno a piazza Campo dei Fiori, Roma

Dopo un inizio all’insegna della poesia, l’etere s’inoltra proteiforme nelle tenebre dei cosiddetti secoli bui, che bui non furon poi tanto, intrufolandosi negli scritti degli scienziati e dei filosofi, parole a quei tempi davvero equivalenti. Questi secoli vanno dall’ottavo al quattordicesimo, molto approssimativamente dico, perché distinguere il buio dalla luce non è agevole per nessuno, con quella retina poi così limitata che abbiamo tutti. Limitata realmente perché mentre è in grado di percepire i meravigliosi colori dell’iride, è invece del tutto cieca a tutte le altre radiazioni elettromagnetiche, infrarosso, ultravioletto, e su su fino ai raggi X, raggi gamma, e, d’altra parte, alle onde radio di tutte le frequenze possibili. Del resto pensate che spavento se la retina “vedesse” le onde radio, le UHF e tutto il resto, non vivremmo più – la televisione in diretta continua. Ma ancor più limitata metaforicamente, perché come facciamo a percepire le sconosciute latitudini dei pensieri di uomini così lontani da noi, se già facciamo così fatica a percepire quelli di chi ci sta a due passi.
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Luigia Sorrentino intervista Franco Loi su RaiUno

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“Scrittori per un anno: Franco Loi”,
intervista di Luigia Sorrentino realizzata per Rai Edu
in onda su RaiUno alle 1.45 di stanotte.

Franco Loi è nato a Genova nel 1930, da padre sardo.
Vive a Milano dal 1937. Poeta italiano in dialetto
milanese, ha pubblicato una ventina di libri in lingua
milanese, tradotte in molti paesi d’Europa e negli
Stati Uniti.

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FERRARA, MOZZI E LE MUTANDE ARCOBALENO di V. Binaghi

mozzi giulio

Al voto! Al voto! Le sirene cercano di ringalluzzire il cadavere del corpo elettorale come una cocotte da trivio ottocentesco si dà da fare intorno al mollusco del vecchio nobiluomo, ma non incantano più nessuno, perchè quello che ci aspetta in cabina elettorale, è fin troppo chiaro. Sbobba bicolore di centro, sostanziale adesione alle necessità del capitalismo avanzato con un paio di eccezioni: a destra quelli che sono ancora al saluto romano, a sinistra quelli che hanno lasciato la stinta camicia garibaldina per indossare mutande arcobaleno.
Ma – direte – c’è Ferrara con la moratoria sull’aborto, e quella lista (si farà non si farà) che sembra movimentare la campagna elettorale. Eh, già.
Mentre le donne giustamente s’indignano per chi vuole portare il corpo femminile ad essere luogo di contrattazione e scontro politico, un po’ meno giustamente si cade nel trappolone teo-con accusando di questa offensiva la Chiesa o i cattolici in quanto tali. E allora ecco che su Nazione Indiana (che non è ancora una riserva delle mutande arcobaleno, ma è un buon punto di osservazione) Andrea Inglese sfodera l’ennesimo sermone da seminarista dell’ateismo militante, mentre Sparzani ridisotterra la mummia di Giordano Bruno.
Qualcuno però fa osservare che tra queste strumentalizzazioni politiche e l’essere credenti ci passa notevole differenza. Giulio Mozzi, per esempio, scrive in un commento su NI:
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una poesia

Io vado con il blues delle filacce
che il macellaio toglie dalla carne
sono i miei talismani nella tasca
portafortuna stopposi di bianco

l’anima mia va giù come un cavallo
quando si azzoppa i garretti su un fiume
sia la pietraia del torrente Torre
sia l’alzaia e la ripa del Naviglio

ecco i miei fiumi della prima guerra
come Ungaretti con il basco nero
vedo scolpite sotto la memoria
delle figure a ulcera nel sasso

la vita me la salvano le bestie
l’oro ed i nervi affioranti da terra
il sogno, il buio, il soprassalto, il tedio
le rughe che si formano sul collo.

Ora il congedo, amici. Io vi saluto.
E il macellaio, e il cavallo, e Ungaretti,
e sassi, e pietre, e bestie, e sogno, e nervi,
ed oro, e buio, e talismani, e stoppa,

ho visto tutto ed ora me ne vado:
e rughe, e blues, e carne, e le figure,
e la memoria, e il basco, e la salvezza,
e i garretti, ed il tedio, e la fortuna!

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Sesta edizione de “Lo scrittore della porta accanto” all’Istituto Panzini di Senigallia (AN)

Il progetto dell’istituto Panzini “Lo scrittore della porta accanto”, coordinato da Isabella Balducci, Gianna Cataffo e Giuseppe D’Emilio, giunto alla sesta edizione, anche quest’anno presenta incontri interessanti. Il primo, che avrà come filo conduttore gli anni Settanta, si svolgerà giovedì 21 febbraio alle ore 18, presso la Sala Incontri dell’istituto, e avrà come ospite Stefano Tassinari, che parlerà del suo romanzo L’amore degli insorti (Tropea). Venerdì 22, alle ore 11.30, Stefano Tassinari incontrerà gli studenti del Panzini assieme a Demetrio Paolin, autore “scoperto” dalla casa editrice online vibrisselibri, di cui Il Maestrale ha appena pubblicato Una tragedia negata, saggio sugli “anni di piombo”. Interverranno anche Alfonso Benvenuto e Fabrizio Marcantoni.

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Baffi di cacao, di Eva Carriego

di Giorgioflavio Pintus

Arbitrio e destino, amore e odio, passioni e ragioni, solitudine eappartenenza, convinzioni e convenzioni, lotta e rassegnazione, figli
e padri: a generare le grandi storie, quando ben narrate, sono sempre le antinomie che nutrono la vita e ne rappresentano l’essenza. E proprio questo è il materiale con il quale Lina Dettori, alla sua seconda prova di scrittrice dopo l’esordio dello scorso anno con La famiglia immaginaria, ha deciso ambiziosamente di misurarsi in Baffi di cacao, il suo nuovo libro, pubblicato come il precedente per i tipi della Iris Edizioni. Continua a leggere→

Sara e il sangue

cerchio_big.gif[Questo brano è tratto dal mio primo romanzo, Il cerchio, Edizioni Empiria, Roma 2003]

Si era abbassata i jeans e quello che aveva visto le aveva fatto gocciolare due lacrime che sembravano voler rimanere appese alle palpebre per sempre, a penzolare avanti e indietro. Succedeva sempre così. Piangeva ogni mese, ogni volta che il suo corpo produceva sangue.
Aveva tredici anni e la prima volta si sentì strappare ogni piccolo filo che teneva unito un muscolo all’altro. Non aveva capito lì per lì gli occhi lucidi di sua madre e un po’ si era spaventata. Fino a quel momento un pizzico d’invidia l’aveva solleticata quando si fermava a scrutare di sottecchi le sue amiche: le guardava come se fossero improvvisamente cresciute di dieci centimetri. Continua a leggere→

Roberto Corsi presenta Michele Brancale

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L’amico Michele Brancale mi ha chiesto di partecipare ad un incontro di presentazione delle sue recenti uscite: non solo la silloge La fontana d’acciaio, ma anche il racconto breve Soave e invecchiato, arricchito dalle illustrazioni di Paolo Penko.

All’incontro con l’Autore, che si svolgerà martedì 19 con inizio ore 18.30, presso la Libreria Edison di Piazza della Repubblica, il mio (suppongo breve) intervento sarà preceduto da quelli di Gabriele Ametrano e Anna Benedetti.

Una nuova esperienza per me; la accolgo con entusiasmo sperando di esserne all’altezza. E vi aspetto.

Guida pratica all’eternità

Stanno per essere pubblicati diciannove racconti di Fabrizio Centofanti (Guida pratica all’eternità. Racconti fra cielo e terra). Per leggerli ho impiegato il tempo che di solito si dedica a un romanzo, perché non c’è modo di leggerli senza mettersi a pensare. Uno legge il singolo racconto e si accorge che al di sotto sta prendendo forma qualcos’altro. A dispetto della sua apparenza sparpagliata, il libro ha una architettura, un senso e la giusta dose di furberia autoriale. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 49

Quando Giobbe era giovane andava a fare provviste in una bottega piccola ma piena d’ogni ben di Dio. Il padrone era burbero e bizzoso; a volte sembrava facesse strani scherzi col peso o con i conti, e i due si accapigliavano; però alla fine s’intendevano sempre, e Giobbe usciva dalla bottega carico di buone cose, in particolare d’un vino che faceva scordare le tristezze e invitava a far festa con gli amici, ballando e battendo le mani.
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Biagio Cepollaro – Nicola Ponzio due lettere

Su Nicola Ponzio, a Milano dal 5 febbraio al 3 marzo 2008, Ermanno Tedeschi Gallery, via Santa Marta 15.

Caro Nicola,

volevo ancora dirti che la mostra inaugurata ieri mi è piaciuta e anche il clima che c’era tra noi lì.
Ti dicevo, alla fine della visita, di aver ‘letto’. C’erano libri usati come tasselli di colore, come pezzi di mosaico o, spolpati, come gusci colorati. Libri tagliati ‘illeggibili’ di cui restava il disegno formato dalle macchie di nero sulla sommità delle pagine, spessore di pagine in bianco e nero. Continua a leggere→

Ma Elisa cammina, di Barbara Gozzi

L’acqua è rumorosa. Scroscia e si infrange sul fondo della doccia dalle pareti di plastica.
Elisa si spoglia con calma. Entrando in bagno ha chiuso la porta, attenta a girare una sola volta la chiave.
Lei piange. In quel modo ossessivo, cadenzato ma adesso non può, proprio non riesce a darle retta. Per questo si è chiusa dentro, da lì è meno forte, il pianto. Apre l’acqua che scorre veloce, i primi vapori salgono mentre osserva la faccia riflessa nel piccolo specchio quadrato. Il pianto continua ma è meno pressante, sembra vicina ad addormentarsi. Sembra.

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Tutta mia la città.

E’ tempo di revival. O di cover. Qualcuno potrebbe malignare che è un segno dei tempi, che l’inventiva sta a zero, che “non ci sono più le canzoni di una volta…”.Da qualche giorno, sulle radio nazionali (e loro addentellato, MTV) impazza una versione riveduta e corretta del famoso hit dell’Equipe84. Chi non li ricorda ? Tracciarono un solco, con il loro sound accattivante, con la portata innovativa dei loro testi, con la capacità di saper interpretare, in chiave italiana, la musica che arrivava dal regno unito e dagli states, in quella manciata di anni a cavallo del 68. Ho conosciuto una volta, in un bar non ricordo neanche più dove, presentato da un amico, Maurizio Vandelli . Se non avesse avuta la voce che ha, avrebbe avuto un futuro nel mondo del basket, altissimo. Come alto è il livello dei suoi testi (ricordo, a braccio, Applausi e l’ancora più bella Angelo Blu, (versione italiana di Can’t Maggie go, di non ricordo più quale gruppo straniero). Tutta mia la città, tuttavia, per il suo testo, per la semplicità delle parole, che sembrano magicamente disporsi in un ordine felice, autorizza ad una lettura semiseria che qui propongo. Continua a leggere→

Luigia Sorrentino, Poesie.

CONTRADA SORA

sommersa dalle acque
dalle pietre erose
l’odore del mare portato ai nostri ante-
nati,
entrando dal retro
da via san Giuseppe alle paludi
verso la torre di Bassano
le teste insanguinate dei garofani
sul petto, nel segno del padre
lampade votive
verso quel poco di mare
guadagnato dalle ringhiere
in mezzo alle foto e alle nicchie
una concessione
la scala
in cima
i nostri gesti
la gloria, sui resti di Villa Sora Continua a leggere→

L’alienazione, la colpa, e il perdono – di Marco Guzzi

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La via verso la propria integrità

In un tempo di violenti conflitti politici e culturali e di perenne e drammatica agitazione sociale può sembrare ingenuo parlare di perdono o di riconciliazione. Sembra molto più efficace e ragionevole schierarsi a tambur battente, come si dice, creare fronti di combattimento, preparare le proprie milizie per le prossime battaglie: di qua il centrodestra e di là il centrosinistra, di qua i cattolici e di là i laicisti, di qua i tradizionalisti con la loro messa tridentina e di là i modernisti con le loro chitarre e le danze africane, di qua l’Occidente e di là l’Islam, ma anche di qua l’Inter e di là la Roma, da questa parte della barricata io e dall’altra l’inquilina del piano di sopra che continua a far gocciolare il suo bucato sulle mie piante. L’importante è odiarsi, escludersi a vicenda, condannarsi in blocco e senza appello, gridare le proprie ragioni in faccia all’altro. Continua a leggere→