Sorge una nave dal mare,
nera, immensa come la notte,
fa tremare monti e case,
i nostri figli nizàm chiede il re.
Lascia stare o re, i nostri figli,
sono teneri come fiori,
perché portarli nei deserti?
Sorge una nave dal mare,
nera, immensa come la notte,
fa tremare monti e case,
i nostri figli nizàm chiede il re.
Lascia stare o re, i nostri figli,
sono teneri come fiori,
perché portarli nei deserti?
di Andrea Sartori
Contro il lavoro
È senz’altro lodevole che al giorno d’oggi si guardi al problema del lavoro cercando di cogliere il bicchiere mezzo pieno. Tuttavia il rischio che si corre è di confondere la realtà con il sentimento che la vorrebbe diversa. Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Comitato Unitario delle Professioni, si sente in dovere di nutrire pensieri felici, nel suo libretto da poco edito da Laurana – 10 idee per il lavoro dei nostri figli – anche perché è madre e in lei gli imperativi della conservazione della vita e della protezione che prelude al conseguimento dell’autonomia, la inducono a guardare con occhi limpidi e sereni al futuro, nella speranza che il medesimo sguardo si trasmetta alla figlia, ormai sulla soglia dell’esperienza professionale. Continua a leggere

Molti, troppi maldicenti criticano la politica scolastica del governo. Scuole che crollano, lavoratori a cui si bloccano contratto e persino scatti d’anzianità, risorse inesistenti, classi-pollaio: forse è vero, ma le vere emergenze vengono affrontate! (Giovanna Lo Presti, Natale Alfonso)
“D’ora in poi sarà più difficile notare sportivi che rimangono in silenzio o persone che inseriscono parole a caso mentre suona l’inno di Mameli: impararlo a scuola è obbligatorio. Il Senato, infatti, tra le accese proteste della Lega, ha dato il via libera definitivo al ddl che prevede l’insegnamento dell’inno tra i banchi. La norma, che è passata con 208 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti, istituisce inoltre il 17 marzo giornata nazionale dell’Unità d’Italia, della Costituzione, dell’inno nazionale e della bandiera” (la Repubblica, 8 novembre 2012)
Inno di Mameli, tablet e manganello
di Donato Salzarulo
Soffermati sull’arida sponda (A. Manzoni, Marzo 1821)
1. – Nei cinque anni di scuola elementare non ricordo bene se il maestro ci abbia mai fatto cantare in coro l’Inno di Mameli. Ricordo che ci fu proposto in prima media Continua a leggere
C’era così tanto da scrivere su questo film che l’unico modo che ho avuto per farlo serenamente è stato partire con l’idea che sarebbe stato impossibile dire tutto. E nonostante le mie migliori intenzioni, questo post non è affatto breve, e non è neanche una recensione quanto più una critica, perciò più adatta a chi il film l’ha già visto. Mi appello alla clemenza della corte augurandomi di riuscire a farvi arrivare in fondo a bordo delle mie montagne russe di associazioni di idee, frantumi di suggestioni, lacerti di reminiscenze scolastiche, poesia, e qualche milione di metri di pellicole. E ora partiamo! :o)
Per quanto non si direbbe, a conoscermi, io sono una fan acritica dei Bond movies: ho visto quasi tutti i film, almeno tre volte, con punte di una dozzina di ripetizioni. Non li distinguo uno dall’altro, volutamente: per me Bond è un archetipo a prescindere dall’attore che lo interpreta, una sorta di noumeno platonico. È un agente segreto che esiste realmente, e che anche in questo istante è in missione da qualche parte; quale sia, lo scoprirò nel prossimo film. La premessa solo per far capire che quanto sto per dichiarare non ha nessun contenuto denigratorio o sminuente, per me. Lo dico: Skyfall è molto più di un Bond movie. Continua a leggere
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da qui
Più procedi, più comprendi che il tempo e lo spazio sono fili che s’intrecciano in modo inestricabile: è impossibile tracciare confini ragionevoli tra il qui e il là, tra il prima e il dopo. Ora, per esempio, ti tornano in mente le immagini di te, tuo fratello e Ferruccio Ferranti che scorrazzate in Viale Europa, in attesa del colpo che sognate da tanto e avete preparato nei minimi dettagli. Continua a leggere

Il silenzio della musica
di Lia Albricci
Le ultime note del preludio di Debussy rimasero sospese nell’aria, perfette come gocce di pioggia lucenti, acini di lacrime immobili inanellati da un filo di ricordi.
Il silenzio improvviso fu così intenso che sembrò poter contenere solo se stesso, lentamente e per uno straordinario tempo dilatato avvolse tutto quello che era intorno, immobilizzò terra e cielo, poi si infranse, repentino, per un rumore lontano.
Rimase il vuoto e riuscì a ricordare. Continua a leggere
di Anna Elisa De Gregorio
Qualcuno che ci racconti come eravamo.
Appunti su Dai campi di granturco ai gelsomini di Ombretta Ciurnelli,
Fabrizio Fabbri editore, 2012.
Ombretta Ciurnelli, perugina di San Martino in Campo per cuore e lingua, è sempre stata, in vocazione, cantambanca o, con bellissima parola di mediazione umbra, “cerretana”: ama parole che prendono vita per dirle ad alta voce, come appunto la poesia in dialetto (dialetto arcaico, nel suo caso, che si aggirava per le stanze di casa della nonna). Ha pubblicato nel 2008 L’arcontastorie, edizioni Guerra, dove si muovono donne (voci senza voce) di San Martino, che urlano d’essere raccontate, drammatizzate, così come i suoi precedenti acrostici di Badarellasse nelle parole, volume licenziato ancora per Guerra nel 2007. Continua a leggere
Comunque vada domenica l’esito del voto, si intravede un ticket Bersani-Renzi con l’asse del centrosinistra spostato ancora più a destra, malgrado gli sforzi di Vendola. E intanto domani a Roma l’assemblea nazionale di Cambiare si può per costruire un soggetto alternativo al montismo e di vera “sinistra” nel Paese.
DA MICROMEGA
di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena
Volano parole grosse: «Su di me accusa bulgare» dice uno. «Caro Matteo non inquinare il voto» replica l’altro.
In vista del voto di domenica si alza il livello dello scontro tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, il quale incassa per il ballottaggio l’endorsement (abbastanza scontato) di Nichi Vendola. Continua a leggere