
Il profeta è inascoltato per principio. Pensiamo, per un attimo, se accadesse il contrario: un mondo in cui la voce nel deserto fosse presa per buona, il cuore di ognuno si aprisse al suo messaggio, la trascendenza trovasse inopinatamente credito nell’intera umanità. Un mondo, insomma, come lo vuole Dio, rispettoso dei comandamenti, sollecito della sorte altrui, pago solo della giustizia e della verità. Niente omicidi, furti, stupri, niente talk show in cui litigare su chi ha ragione o torto né telegiornali funestati da ogni sorta di disgrazie. La maggior parte di ciò che facciamo, vediamo, ascoltiamo, svanirebbe nel nulla. Mestieri cancellati perché inutili: il secondino, il vigilante, il buttafuori; istituzioni e complessi aziendali polverizzati dal cambio di paradigma inaspettato: l’esercito, la polizia, i carabinieri, i servizi segreti, le industrie delle armi, l`antiterrorismo, tutte le attività legate all’infrazione del codice stradale, arti e professioni collegate al “peccato”: case chiuse, bische clandestine, esercizi commerciali sorti per alimentare mafie, ‘ndranghete, sacre corone unite; e poi culti satanici, sedute spiritiche, maghi, cartomanti, oroscopari, ciarlatani della prima e dell’ultima ora, truffatori, bari, spacciatori, azioni e reazioni conseguenti a tradimenti, adulteri, investigazioni più o meno private, business nati dallo sfruttamento dei sette peccati capitali o degli otto pensieri cattivi…
Se, di punto in bianco, il profeta venisse ascoltato dovrebbero fare, non c’è dubbio, una nuova edizione delle Pagine Gialle.