Archivio mensile:Gennaio 2020

La lettrice sognatrice

di Barbara Pesaresi

La lettrice sognatrice è un blog tenuto da una giovanissima donna di appena quattordici anni, Sara Ciafardoni. Sara è una appassionata lettrice e scrive bellissime recensioni.
Poco prima di Natale è uscito il suo primo romanzo, Con tutto l’amore che so, edito da Terra Santa. Qui e qui troverete recensioni al libro.
Non aggiungo altro e invito chi ancora non conoscesse Sara a visitare il suo blog, sono sicura che ne rimarrà incantato come è successo a me.

Cielo e terra

Il Cristo raccomanda alla Bossis di fare attenzione al santo del giorno, di unirsi alle feste del cielo, perché ci sono grazie per noi, se le chiediamo. Ancora un perno della tradizione: è proprio vero che lo Spirito guida il cammino sulla terra.

La poesia della settimana. Sergej Esenin

O Madre di Dio,
Cadi come una stella
Là dove non ci sono strade,
Nel burrone remoto.

Versa, come olio,
I capelli della luna
Nelle greppie dei contadini
Della mia terra

Il corso della notte è lungo.
Là dorme il tuo figlio.
Fa scendere, come una cortina,
L’alba sul turchino.

Avvolgi come un sorriso
Il villaggio dei mortali
È come una culla
Appendi il sole agli arbusti.

E che si metta a suonare
In esso, glorificando il giorno,
Del paradiso terrestre
Il santo bambino.

Sergej Esenin, La fiamma delle labbra, Milano, Corriere della sera, 2012, p. 57.

Vivalascuola. Il mito digitale. Retorica e realtà della scuola 2.0

Giovedì 23 gennaio 2020, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il Liceo Scientifico “A. Volta”, Via Juvarra, 14, Torino, si svolgerà il corso di formazione per tutto il personale della scuola Il mito digitale. Retorica e realtà della scuola 2.0, promosso dall’Associazione culturale e professiona Scuola e Società.

L’avvento del digitale non è avvenuto senza conseguenze. Molti vedono nell’introduzione delle nuove tecnologie la soluzione dei problemi che affrontiamo ogni giorno a scuola; voci autorevoli sostengono invece che l’uso massiccio dei dispositivi digitali influisca in modo gravemente negativo sulle funzioni cruciali dell’apprendimento. È giunto il tempo di chiedersi quale impatto abbia avuto la “rivoluzione digitale” sui processi educativi e quale peso abbiano assunto nei percorsi scolastici i pluriennali progetti di sperimentazione di cui la “Scuola 2.0” è soltanto l’ultimo esempio. Continua a leggere→

Andrea Leone. Lieder

1.

Voi infiniti specchi scritti, ritratti esatti, voi date entusiasmate dalla martellante arte attuale, voi infinite lingue antiche, ferite dove sto per fiorire. Voi sismi e stemmi e nomi, monologhi, metronomi, libri ebbri oggi, cieli di epicentri battenti, racconti dei compiti e dei corpi, lettere perfette dell’incidente di sempre, Dèi dove crei e sei, letterature di tutte le notturne nature distrutte, formule e fortune, scosse sconosciute. Voi individui indicibili, volti vinti, verbi visti, celebri cieli vivi dei pericoli infiniti, accecanti acciai apparsi, contagi contemplati, compleanni dei cieli immutabili. Voi soli sconvolti dei corpi, sussulti eccelsi, alti traumi salvi, nomi di spasmi e armi, strati delle stragi. Continua a leggere→

Il passato

A volte siamo più realisti del re: ci maceriamo nel ricordo del passato, che appesantisce il cuore. Gesù dice a Gabrielle di evitare questo errore, di gettarsi fiduciosa, così com’è, spontaneamente, tra le Sue braccia, per gustarne la gioia. E aggiunge: posso darti altro?

EMILY BRONTË, il potere dell’immaginazione

a cura di Barbara Pesaresi

da Emily Brontë – Poesie
ed. Einaudi
a cura di Ginevra Bompiani

Sono felice quanto più lontana
sospingo la mia anima dalla casa di argilla
nella notte spazzata dal vento e dalla luna,
e per mondi di luce l’occhio vagabonda –

Quand’io non sono e nessuno accanto –
né terra né mare né cieli puliti –
ma solo spirito che erra nell’aperto
e percorre l’immenso, l’infinito.

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Pensieri

La vita dipende dai pensieri, dicevano i Padri. Per questo raccomandavano di chiedere sempre: sei dei nostri o sei dell’avversario? Anche il Cristo dice alla Bossis: abbi solo bontà nei tuoi pensieri, i tuoi atti saranno migliori. È quella che il Vangelo chiama vigilanza: la vita dipende dai dettagli, ci vuole molta cura.

Fede

Le nostre preghiere, spesso, sono inutili, perché mancano di fede: moltiplichiamo le parole, ma come se non fossero udite. Gesù ascolta ed esaudisce, a modo suo, per vie misteriose. Chiediamo innanzitutto la fiducia: ne basta pochissima, come insegna il Vangelo.

Il Padre

Siamo un po’ intimiditi dal Padre. Lo confida Gabrielle a Gesù, il Figlio per antonomasia. Il quale la rassicura: tutto ciò che il Figlio ha fatto, lo ha voluto il Padre. Chi è amico del Figlio, chi lo ama, ama anche il Padre. Notizie che, come un balsamo, scendono nell’anima.

Il pensiero di Cristo

La sindrome di Marta è l’affannarsi per molte cose. È una forma di mondanità. Gesù dice a Gabrielle di prestare attenzione a questo rischio, di non tornare al mondo se diventa mondana, perché non avrebbe più il Suo pensiero. Noi abbiamo il pensiero di Cristo, scriveva san Paolo, che aveva capito molte cose.

La poesia della settimana. Wis?awa Szymborska. 2

Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dov’è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come all’ancora d’un corrimano.

Wis?awa Szymborska, Elogio dei sogni, Milano, Corriere della sera, 2011, p. 175.

Semplice

Gesù insiste molto con Gabrielle sul fatto di rivolgersi a Lui in semplicità. Pensiamo, spesso, di doverlo fare con un linguaggio mediato, in forme preconfezionate. Ci convinceremo del contrario, prima o poi: Gesù tiene più di quanto immaginiamo al nostro affetto.

Fuori dal tuo sonno

di Stefanie Golisch

Fuori dal tuo sonno ti ho atteso, eri non laddove pensavo che
fossi, ma nemmeno laddove non pensavo che fossi, sapevo
che non ti avrei trovato da nessuna parte, non aveva senso
continuare ad aspettarti ovunque, ma speravo che un verso
come fuori dal tuo sonno ti avrebbe chiamato in vita, eppure,
mi sono sbagliata, non ci si trova dentro un verso se prima
non ci si trova fuori, laddove, appunto, noi due non ci siamo
mai trovati, a dire la verità, sono stata io ad inventare quella
persona da attendere fuori dal suo sonno, non suona male,
vero? perché fa pensare al sonno come la condizione naturale
del nostro essere uomini, e, se fosse davvero così, se davvero
potessimo essere stanchi senza sentirci in colpa, troppo stanchi
per combattere, per chiacchierare, per chiarire le cose una volta
per tutte, se davvero fosse la stanchezza la cosa più bella di te,
di me, allora forse non avrei atteso invano dentro e fuori dal
tuo, dal mio sonno, non avrebbe avuto nessuna importanza,
saremmo stati insieme così leggeri da non accorgerci
nemmeno

L’immagine è di Fritz Winter