Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

All’ultimo traguardo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=R_KbyDBvxrU]

da qui

Vorrei suonare così, senza sforzo
apparente, con mani vellutate
sui tasti della vita, pause lievi
sospese sulle gioie e sui dolori,
scatti improvvisi di rabbia e paura,
sussulti di passione, come due
che si amano nel bosco, mentre il sole
tramonta piano piano, nella mente,
lasciando che da dentro nasca un sogno
di note che s’inseguono cantando
canzoni solo nostre, variazioni
sul tema dell’amore e della morte,
tagliare il nastro all’ultimo traguardo
con il cuore che batte ancora forte,
danzando.

Solo ora

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Hvsgqo2E6vg]

da qui

Voglio scrivere, oggi, come viene,
come non fossero mie
le mie parole,
ma di uno che passi qui per caso,
che scelga di lasciare il suo ricordo
come un graffito sul muro di casa,
che trovi appena alzato, la mattina.
E vorresti imprecare, ma a rifletterci
bene, è quello che pensavi pure tu.
E’ te che voglio, non mi domandare
perché né come: io so che di quest’anno
si salva solo il sogno, l’intuizione
che sì, l’amore vince, che di tutto
questo correre da una meta all’altra,
solo il viaggio si salva, il desiderio
affamato di senso, l’emozione
di dirti ciò che sento. Solo ora
ti scrivo come viene: le parole
stavolta sono mie, come un graffito
sul muro del tuo cuore, del mio viaggio.

Guido Michelone intervista Simone Sarasso per “La poesia e lo spirito”

sarasso foto
Si intitola Il Paese che amo (editore Marsilio) il nuovo romanzo del vercellese Simone Sarasso, , il quale dalla Milano da Bere allo scandalo Tangentopoli, ritrae una nazione senza eroi, dopo Confine di Stato e Settanta, a completare la personale Trilogia sporca dell’Italia. Continua a leggere→

Lampedusa

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=cK1GbJdwI6s]

da qui

E’ come un masso che ti tira giù,
quando t’imbarchi dopo aver venduto
quello che avevi, col miraggio bello
di una minestra certa, di una notte
in cui dormire, libero dall’incubo
dell’affondo improvviso del machete.
T’illudi di trovare braccia aperte
sulla riva del mare. Ma soltanto
la morte ti saluta col suo sguardo
di sale, perché l’acqua sa bruciare,
senza l’amore, molto più del pianto.

La musica contemporanea. Riflessioni su un linguaggio dimenticato

??????????????????????????????????????????????????????
di Guido Michelone

Cosa pensiamo quando viene fuori un’espressione come ‘musica contemporanea’? ai Beatles, ai Radiohead, ai One Direction, a Laura Pausini, a Vasco Rossi? La maggior parte dei giovani d’oggi sono perlopiù disorientati verso questa domanda, essendo bombardati, attraverso i mass media, da un’unica colonna sonora imperante, la popular music, che ha pure grandiose eccellenze, ma che non è la sola a essere praticata sulla faccia della terra. Continua a leggere→

65. Fino al canto del gallo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=99c3aok-0uE]

da qui

Come fare a trasmettere un’urgenza? Come convincerli che il tempo è divenuto breve, che da quando hai parlato del regno il regno è qui, cresce mattone su mattone, e chi ne resta fuori rischia di morire assiderato, travolto da passioni fuorvianti, dalle tempeste invisibili dell’ambiguità? Continua a leggere→

Santa Maria in Monticelli

strada
di Domenico Tesseri

Sotto una Mercedes bianca
mia nonna prende il fresco,
seduta all’ osteria,
con il solito quartino di vino e una gazzosa.

Sotto un furgone, vicino al garage,
Egle e Teresa litigano per Fausto,
lo stagnaro amante e marito.

Davanti ai musi e ai motori delle auto
le cornici del doratore asciugano
appese ai chiodi nel muro delle monache.

Il bordo del marciapiedi,
tra le ruote delle auto parcheggiate,
è ancora una pista per i tappi della birra.

Sotto ogni auto un ricordo
in una strada
che viveva con noi.

[l’immagine è tratta da qui]

Dormire, forse sognare

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=p6pGYbkEB_U]

da qui

Ci sono momenti, nella vita, in cui ti chiedi se tu stia sognando, o sia tutto vero. Ti rigiri nel letto, la mattina, prima che la sveglia suoni, sicuro di stare dormendo, ed ecco, tra poco la sveglia suonerà, ed è stato solo un incubo, uno di quegli incubi di quando hai mangiato troppa carbonara. Sì, è così, c’è un governo normale, che lavora per il bene del Paese, un governo di gente normale che conosce il mestiere, che è pagata per questo: non essere l’incubo di chi si sveglia la mattina, sperando di stare dormendo, in verità. Drin! Drin! Che bello, farsi la barba in un Paese come tanti altri.

Crisi

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=bIqj8dFK16E]

da qui

Proviamo a giudicarci da lontano,
da un loggione chiassoso, dove i fischi
si abbattono in platea come rimorsi
e gli attori non sanno se restare
o fare le valigie. Perché andarsene
potrebbe rivelarsi lo spettacolo
migliore, il più sensato; o almeno dare
indietro il prezzo del biglietto. Appena
chiudi gli occhi ti viene un’immagine
alla mente: un sogno che finisce
col trillo della sveglia; il palcoscenico
è vuoto; c’è soltanto, lassù,
un mormorio d’attori che il loggione
trasforma in una scena che stupisce,
un’invettiva, che si cambia in canto.

Parigi, senza passare dal via, di Francesco Forlani

Forlani
di Massimo Rizzante

Il libro di Francesco Forlani è la storia della nascita di una rivista letteraria, La bête étrangère, avvenuta a Parigi agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso. Nulla di più improbabile, in apparenza. Ricordo che già all’epoca tutti gli agenti dell’informazione planetaria erano concordi: le riviste erano morte, avevano perso il loro fascino, la loro aura, la loro capacità di sobillare l’anima dei lettori, di condurli in qualche luogo ignoto alla ricerca di se stessi. A vent’anni di distanza, quel certificato di morte giace o meglio naviga, senza alcuna scialuppa di salvataggio, nel mare della Rete. Perché dunque raccontare oggi la nascita di qualcosa che tutti ritengono già defunto? Continua a leggere→

61. Il potere di salvarti

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6gYQJ9kgEq8]

da qui

In tanti t’invitano a tavola: è un onore incontrare un rabbi ormai famoso; o mirano a coglierti in fallo, a mostrare dove il tuo insegnamento si discosti da quello della tradizione; denunciarti, magari, perché il popolo non può essere traviato. Continua a leggere→

7 libri per sette poeti, chi si salva e chi no

7libri
Antonio Bux, Claudio Finelli, Riccardo Lanfranchi, Giorgio Mobili, Antonino Natale, Fausto Nicolini, Rosa Salvia

di Max Ponte

Benvenuti alla mia nuova serie di brevi recensioni o commenti sulle sortite poetiche di questi mesi, un modo per consigliare (e sconsigliare) libri per l’autunno e le stagioni che verranno. Schiettezza a partire dal titolo. Continua a leggere→

60. Delle tue parole

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=nkGDpy4JgZo]

da qui

Te ne accorgi, sì che te ne accorgi. Gli occhi scintillano, come vedessero qualcosa di stupendo; le bocche sono aperte, come quando si beve in un’oasi nel deserto; i corpi sono immobili, tesi nell’ascolto, decisi a non perdere nulla della tua espressione verbale e non verbale. Continua a leggere→