Archivi autore: fabrizio centofanti

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https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Le condizioni della luce, di Fabio Ciriachi

Fabio Ciriachi
di Rosa Salvia

Sin dalle prime pagine ho avuto sorpresa, curiosità e gusto di fronte a questo nuovo romanzo
di Fabio Ciriachi. E ci ho trovato la fluidità della penna, l’intensità dello sguardo, la coazione all’interpretazione, in un libro che si legge d’un fiato ma che ti lascia dentro una straordinaria quantità di sensazioni e di pensieri. Continua a leggere→

Co’ ‘sta concordia

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da qui

Raddrizzare la barca: un simbolo
potente di questi anni dedicati
ad affondarla, a replicare inchini
al parolaio di turno. Non sappiamo
se il fianco martoriato sia di nuovo
disposto a navigare, se il popolo
gabbato sia convinto a farsi ancora
gabbare e rigabbare. Ma sappiamo
che l’unica speranza, questa volta,
è che i piloti inetti,
finalmente, abbandonino la nave.

A lezione di poesia da Luigi Socci

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Per rovesciare il dolore, a lezione di poesia da Luigi Socci.

Il rovescio del dolore di Luigi Socci, edizioni italic pequod, 2013, pp.144, € 10,00.

di Anna Elisa De Gregorio

Soffermarsi sulla copertina è un buon modo per cominciare la lettura di un libro. Nel caso di Il Rovescio del dolore troviamo il disegno elegante di una caffettiera per masochisti (con il beccuccio posto dalla stessa parte del manico), uno dei tanti oggetti introvabili o improbabili di Jaques Carelman: si entra subito in un teatrino dell’assurdo, dell’ironico, dell’inquietante a rischio di grave scottatura. Continua a leggere→

Una giornata con gli Orsi grigi, di Augusto Benemeglio

Faber il poeta
1. Ecco la musica!

Mentre su “youtube” riascoltavo le loro canzoni di Faber il poeta, recital che abbiamo rappresentato al Teatro D. Mario Torregrossa il 7 luglio u.s., sono andato con la mente alle loro faticate prove, alla nota stonata, all’entrata sbagliata, alla parola che salta, al pensiero che si fa suono, al vitello di zolfo sulla parete della sala musica-bazar della villa di Palocco di via Apelle; ed eccoli, gli “Orsi Grigi”, in quei pomeriggi ancora invernali con gli accordi tra le dita e il ventre, il cervello che ricerca dappertutto le tracce da fiera o da circo della domenica appena svanita, il campanello che insiste , fino al vaffanculo al postino che suona sempre due volte … Continua a leggere→

55. Così vicina

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da qui

Cammina, cammina, non fermarti. Non pensare alle immagini che sempre più frequentemente ti assediano la mente, intorbidiscono la fantasia, appesantiscono i tuoi passi. Sai che dovrai passare per quella porta stretta, che dovrai morire, come il chicco di grano nella terra. Continua a leggere→

Intervento, di Giuseppe Granieri

uomo che scrive
Forse dovrei/potrei aspettare a scrivere queste righe. E, comunque, non è l’urgenza che mi spinge a scriverle. Piuttosto, sento che mettere per iscritto questo pensiero serva ORA. E, forse, potrebbe non servire più in là: sento che cogliere l’eccezionalità del momento, possa servire a qualcuno, me compreso. Continua a leggere→

Albertino

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da qui

Difficile pensare ad una festa
in cui non risuonino la tua voce
gracchiante, le tue grida
felici. Ecco: sarà la passione
ingenua, pura, quella convinzione
della bontà dell’altro, la certezza
che poteva venirti solo il bene
da chi ti stava accanto. Ora è tutto
finito, anzi, comincia, come sempre:
da qui al paradiso sarà un passo
per te, che sei crollato all’improvviso
come le torri, l’undici settembre.

Appunti su “Le Foglie del Giovedì”, di David Chiucconi

Cucchioni
Ogni parola una foglia, ogni foglia un vascello.

Le foglie del giovedì, di David Chiucconi, edizioni Pequod-Italic, Ancona, 2013

di Anna Elisa De Gregorio

Diciamo subito che David Chiucconi è uomo di mare a trecentosessanta gradi: ama andare in barca a vela nel tempo libero, e, nel tempo del lavoro, è un tecnico surveyor (in parole più semplici, si occupa di controlli sulle navi). Continua a leggere→

51. A quell’ora della notte

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da qui

Ai piedi del monte vedi molta gente che discute con vivacità. Ti avvicini per saperne di più. Ti viene incontro un uomo ancora giovane, segnato dal dolore: lo si capisce dalla linea delle labbra, tendente verso il basso, e da una ruga fissa in mezzo alle sopracciglia troppo folte. Continua a leggere→

Segnali

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da qui

Bandiere al vento nella piazza, come
segnali di vittoria: coi tamburi
di guerra andiamo incontro alla resa
dei conti col nemico, che non ha
più armi. Nell’azzurro di una fine
estate qualsiasi, di un qualsiasi
anno, ritti sul filo della vita nuova,
immaginiamo morire la morte,
riesplodere il respiro santo, tempo
tutto per noi, come bandiere al vento.
Mentre rullano i tamburi di Dio,
s’innalza, nella piazza, il nostro canto.