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Poesia italiana del XXI secolo

Alfredo Panetta è nato nel 1962 a Locri (R.C.). Nel 1981 si trasferisce a Milano dove tuttora vive, svolge l’attività di artigiano nel settore Infissi in Alluminio. Ha pubblicato su varie riviste (Nuovi Argomenti, Tratti, Il Segnale, Poesia, Atelier, Capoverso) e raccolte antologiche (L’Italia a Pezzi, Guardando per Terra, Con la stessa voce, Almanacco Raffaelli 2019, Sette voci in campo ecc.). Ha al suo attivo la pubblicazione di 5 libri di poesia, il primo dei quali Pethri ‘i limiti (Pietre di confine, Moretti & Vitali 2005) e il più recente Ponti sdarrupatu (Il crollo del ponte, Passigli 2021). Vincitore, tra gli altri, dei premi Montale, Pascoli, Gozzano, Noventa-Pascutto, Città di Lanciano, Lago Gerundo, Nosside. E’ membro di  alcune giurie di premi letterari. Ha coordinato dei laboratori di scrittura poetica presso le scuole primarie di Lecco e Gallarate. Cura una rubrica sulla poesia in dialetto nel blog della Casa della Poesia al Trotter di Milano.

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Poesia italiana del XXI secolo

Maurizio Evangelista è nato in Puglia nel 1980. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Suonatore di corno (La Vallisa, 2010) l’opera bilingue italiano/serbo-croato La città inventata (Secop edizioni, 2015) con cui ha ricevuto il premio della critica “Vrdnicke Venac Vile” (La corona della fata di Vrdnik) a Sremski Karlovci in Serbia e Mr. me (Arcipelago Itaca, 2022) con il quale è risultato vincitore della VII ed. del Premio naz.le editoriale di poesia indetto dalla stessa casa editrice nel 2021. Organizzatore e direttore artistico dal 2010 dell’evento Notte di Poesia al Dolmen della città di Bisceglie, Evangelista è presente in diverse antologie in Italia e all’estero. Ha partecipato, in qualità di ospite, a diversi incontri internazionali tra cui: la XVII edizione della Giornata Mondiale della Poesia di Varsavia; la XI e la  XVI edizione del Trireme della Poesia Ionica a Saranda in Albania. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Elisabetta Stragapede vive a Ruvo di Puglia e lavora nel campo dell’editoria. Ha fondato l’Associazione culturale In folio, per la quale si occupa dell’organizzazione di eventi, manifestazioni culturali e della realizzazione del format “Passeggiate letterarie”. Le sue poesie sono presenti su diverse antologie e enciclopedie poetiche. Ha partecipato all’album Anche se parto domani con il testo della canzone Se tornasse primavera, Osteria del mandolino Edizioni musicali Flipper/Cosmica (2020). Ha pubblicato La misura del tempo, Secop edizioni (2018) e La variabile umana Liberaria Editrice (2022).

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Frammenti di Cinema # 57

L’antropocene al cinema si declina in catastrofi o fantascienza. Impressionante è vedere il letto del Tevere completamente prosciugato nell’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità (2022). La trama è meno inedita. L’aridità è quella dei sentimenti. Quando riscopriremo la nostra umanità comincerà a piovere (ma può essere il contrario, comincerà a piovere quando ritroveremo la nostra anima autentica). Ridley Scott gioca con una suggestione opposta in Blade Runner (1982). Nel suo futuro piove sempre. Nel sequel, invece, Blade Runner 2049 (2017) di Denis Villeneuve, sopravviene la neve a ricoprire ogni residua traccia del nostro passaggio. Il mondo di Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, poi, sembra un contrappasso:  le guerre di oggi hanno l’acqua quale oggetto del contendere (Le guerre dell’acqua, Vandana Shiva, 2003). Il film, come si sa, fu un flop, ma non impedì allo sceneggiatore David Twohy di ritornare sulle catastrofi climatiche, questa volta da regista di The Arrival (1996). Con un particolare non secondario: il riscaldamento globale è stato provocato dagli alieni.

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Poesia italiana del XXI secolo

Francesco Marotta è nato a Nocera Inferiore (SA) nel1954. Laureato in Filosofia e in Lettere Moderne, insegna Storia e Filosofia e risiede in provincia di Milano. Ha tradotto Bachmann, Bolaño, Bonnefoy, Char, Celan, Jabès, Sachs, Bergeret. Autore di numerose raccolte poetiche. Da anni gestisce uno dei più autorevoli lit-blog, Rebstein – La dimora del tempo sospeso.

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Poesia italiana del XXI secolo

 

Franco Manzoni è nato a Milano nel 1957, da oltre 35 anni Franco Manzoni è firma del Corriere della Sera. Ha pubblicato numerose sillogi poetiche, tra cui Esausto amore, Totò, Padania, Verso la seta, Faccina, Lettere dal fronte, Figlio del padre, En sombra de grito, in fervida assenza. Nel 2018 è uscita per l’editore Eidon di Bucarest l’antologia  bilingue Înger de sânge (Angelo di sangue), traduzione di Eliza Macadan.

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Poesia italiana del XXI secolo

Ilaria Seclì, salentina nata a Ginevra, laureata in Letteratura moderna e contemporanea, insegnante, ha pubblicato D’indolenti dipendenze, Besa, 2005; Chiuderanno gli occhi, Diario a due voci con Federico Federici, Quaderni di Cantarena, 2007; Del pesce e dell’acquario, LietoColle, 2009; La sposa nera, I libri del’Arca, Joker, 2016; L’impero che si tace, Giuliano Ladolfi Editore, 2019. Ha collaborato, nel 2004 e nel 2005 in performance dal vivo, a Lecce e a Bologna, con Giovanni Lindo Ferretti. È stata ospite, nel 2005 a Ginevra, a la 5^ edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”. Del 2007 è lo spettacolo teatrale La sposa nera con Adamo Toma. Suoi scritti sono presenti, oltre che sui maggiori siti italiani di letteratura, anche in varie antologie, tra le quali: Poeti Circus, I nuovi poeti intorno ai trent’anni a cura di Giuseppe Goffredo, Poiesis edizioni, 2006; Il segreto delle fragole, a cura di Giampiero Neri e Fabiano Alborghetti, LietoColle, 2006; A sud del sud dei santi. Sinopsie, immagini e forme della Puglia poetica. Cento anni di storia letteraria, a cura di Michelangelo Zizzi, LietoColle, 2013), Come una mezza luna nel sole di maggio, Ricognizione della poesia pugliese (1975-1994), Fallone Editore, 2017. La silloge Finché vivrò non passerete è stata pubblicata sulla rivista online La foce e la sorgente, a cura di Marco Ercolani, 2018.  Nel 2014 è stata premiata con l’Apollo d’argento dal centro di cultura e Archivio storico “Il laboratorio” di Parabita. Continua a leggere→

Frammenti di Cinema # 56

In letteratura si è discusso in passato sul perché non sia sorta in Italia una tradizione del genere giallo. Poi, dagli anni ’90 del secolo scorso sono arrivati i magistrati, ed è nato il giallo italiano. Nel cinema, analogamente, ci si chiedeva come mai, pur avendo una storia nazionale ricca di spunti avventurosi, dal brigantaggio alla criminalità organizzata, non fosse nato un genere proprio di action movie, come il western nel cinema americano. Chiaramente gli spaghetti western non possono entrare in questa considerazione, perché lo scenario storico resta immutato, essendo stati solo riprodotto e riadattato con mezzi e stili italiani. Forse, l’unico regista italiano che ha tentato di costruire un’epica cinematografica con la nostra storia è stato Pasquale Scimeca (I briganti di Zabut, 1997).

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Poesia italiana del XXI secolo

Maria Pina Ciancio di origine lucana è nata in Svizzera nel 1965 e dopo aver vissuto tanti anni in Basilicata, si è è trasferita da circa due anni nella zona dei Castelli Romani. Viaggia fin da quand’era giovanissima alla scoperta dei luoghi interiori e dell’appartenenza, quelli solitamente trascurati dai grandi flussi turistici di massa, in un percorso di riappropriazione della propria identità e delle proprie radici. Ha pubblicato testi che spaziano dalla poesia, alla narrativa, alla saggistica. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo “La ragazza con la valigia” (Ed. LietoColle, 2008), “Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro” (Fara Editore 2009), “Assolo per mia madre” (Edizioni L’Arca Felice, 2014). E’ presidente dell’Associazione Culturale LucaniaArt.

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Poesia italiana del XXI secolo

Luciano Nota è nato ad Accettura in provincia di Matera. Docente di lettere, vive e lavora a Pordenone. Ha pubblicato sei sillogi poetiche. E’ laureato in Pedagogia ad indirizzo psicologico e in Lettere moderne. Intestatario di assenze, Campanotto 2008; Sopra la terra nera, Campanotto, 2010, prefazione di Giovanni Caserta, postfazione di Carlo Marcello Conti; Tra cielo e volto, Edizioni del Leone, 2012, prefazione di Paolo Ruffilli, postfazione di Giovanni Caserta; Dentro, Associazione culturale LucaniArt Onlus, 2013, prefazione di Abele Longo; La luce delle crepe, EdiLet 2016, prefazione di Dante Maffia, postfazione di Marco Onofrio; Destinatario di assenze, ArcipelagoItaca, 2020, nota di Anna Maria Curci. Sue prime poesie sono state pubblicate su varie riviste letterarie e in diverse antologie: “Solo buchi in un barattolo” (Ibiskos- Ulivieri 2011, a cura di Aldo Forbice); “Poesie del nuovo millennio” (Aletti 2011);  “Arbor poetica” (LietoColle 2011);  “Dedicato a…Poesie per ricordare” (Aletti 2011; “Parole in fuga” (Aletti 2011); “Tra un fiore colto e l’altro donato” (Aletti 2012); “Agenda 2012” (Ibiskos-Ulivieri): “Verba Agrestia” (LietoColle 2012); “Le strade della poesia ” (Delta 3 Edizioni, 2012); “Le strade della poesia” (Delta 3 – 2013 -); “La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio 1990 – 2012”, (Kairòs Edizioni, 2013, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo); il saggio critico “Dopo il Novecento” di Giorgio Linguaglossa (Società Editrice Fiorentina, 2013); “L’Amore ai tempi della collera” ( LietoColle, 2014). Nella trasmissione di Rai RadioUno Zapping a cura di Aldo Forbice sono state ospitate molte sue liriche. E’ presente sul blog di Poesia Rainews24 a cura di Luigia Sorrentino; sul blog di Nazario Pardini “Alla volta di Leucade”; il blog “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo; il blog “Moltinpoesia”; “LucaniArt Magazine”; “Il giardino dei poeti”; “WordSocialForum”; “Sagarana” rivista letteraria a cura diJulio Monteiro Martins; “Neobar”; “Poesia2.0”; “La Poesia e lo Spirito”; “Patria Letteratura”: Rivista internazionale di lingua e letteratura; “Poetarum Silva; 2 liriche sul sito di RaiRadioTre. Una sua lirica è stata ospitata nella trasmissione “L’uomo della notte” sezione “Poetando” condotta da Maurizio Costanzo.

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Poesia italiana del XXI secolo

Cinzia Demi, Laurea Magistrale in Italianistica, nata a Piombino vive a Bologna. Dirige con G. Pontiggia la collana Cleide (Minerva), cura la rubrica Missione Poesia, Altritaliani. Pubblicazioni con Pendragon, Prova d’Autore, Raffaelli, Fara, Puntoacapo, Carteggi Letterari, Minerva, Interno Libri,: Incontriamoci all’Inferno; Il tratto che ci unisce; Incontri e Incantamenti; Caterina Sforza. Una forza della natura fra mito e poesia; Ersilia Bronzini Majno. Immaginario biografico di un’italiana fra ruolo pubblico e privato; Ero Maddalena; Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri; Nel nome del mare; Voci Prime. Antologie: Tra Genova e Livorno: il poeta delle due citta?. Omaggio a Giorgio Caproni; Amori d’Amare; Ritratti di poeta. È tradotta in inglese, francese, romeno, ungherese, arabo, spagnolo, è traduttrice per la Puntoacapo. Tra gli eventi: Un the? con la poesia, Bologna; Festival Piombino in Arte. Tra i riconoscimenti: 2019, Acade?mie Mihai Eminescu Craiova: Me?daille pour ses me?rites dans la diffusion de la culture universelle e Prix Special pour l’excellence de sa cre?ation; 2020, Nomina a membro titolare de l’Acade?mie Tomitane di Costanza; 2021, Premio Inter.le Camaiore a Corpo impossibile di Attila F. Bala?s, da lei tradotto; 2021, Premio Narrativa INPS per Voci Prime e video su Rai Cultura Letteratura.

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Lo storiografo dei disguidi (Arkadia, 2022). Carola Guarnerio recensisce Paolo Codazzi.

 

Storiografo della commedia umana (o di una fugace danza di folli, ognuno con una propria mania) e dei falotici ed imprevedibili aspetti dell’esistenza, nella consapevolezza che ogni ricostruzione del reale è un’interpretazione soggettiva, intrisa di immaginazione, a dispetto o in concomitanza a una rigorosa acribia,  (si veda in particolare , “L’insonnia di Garibaldi”) l’autore con questi   quindici racconti  che pur nella loro individuale compiutezza strutturale costituiscono una produzione narrativa unitaria, perché presieduta da una poetica elaborata fin dagli esordi sia in prosa che  in versi, delinea la propria visione della storia e implicitamente del destino,  descrive attentamente e al contempo demistifica la realtà, in un processo di ecologia mentale,  spesso tramite l’arguto impiego del paradosso, racconta l’ordinaria straordinarietà quotidiana, l’epica odierna, paesana e cittadina,   con sfrangiamenti nel surreale, in qualche caso perfino nel grottesco, propone personaggi singolari, tratteggiati con sguardo ora mordace ora umanamente indulgente,  accosta il contesto culturale e temi sociali con sottile vis polemica, partecipata tramite sapida ironia.

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Poesia italiana del XXI secolo

Francesco Tomada è nato nel 1966 e vive a Gorizia. Ha pubblicato le raccolte L’infanzia vista da qui, Sottomondo, 2005, A ogni cosa il suo nome, Le Voci della Luna, 2008, Portarsi avanti con gli addii, Raffaelli, 2014, Non si può imporre il colore ad una rosa, Carteggi Letterari, 2016, Affrontare la gioia da soli, Pordenonelegge/Samuele, 2021. Per la collana Autoriale, Dot.Com Press, è stata edita nel 2016 una sua antologia ragionata. Ha curato un volume sulla produzione letteraria della Provincia di Gorizia dal 1861 ad oggi; è coinvolto in diverse iniziative di divulgazione della cultura ed è redattore del sito web “Perigeion” e della rivista “Smerilliana”. I suoi testi sono stati tradotti in una quindicina di lingue straniere. Una selezione dal titolo “Questo è il mio tempo” è stata edita dalla casa editrice Scalino di Sofia. Nel 2022 è stato pubblicato Il figlio della lupa, Bottega Errante Edizioni, un romanzo scritto a quattro mani assieme a Anton Špacapan Von?ina.

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Frammenti di Cinema # 55

Tutti danno per scontato che il balletto John Travolta e Uma Thruman in Pulp Fiction (1994) sia una citazione presa da 8½ (1963) di Federico Fellini. E se invece Quentin Tarantino si fosse ispirato a Totò di Notte n. 1 (1962) diretto da Mario Amendola? Non so, c’è qualcosa nella loro danza che li accomuna, nonostante la distanza tra i due film possa sembrare siderale. In entrambi i casi il passo è estraniato, mentre le movenze di Mario Pisu sono snob, dunque, reali, troppo presenti a se stesse. Insomma, penso che Totò sia più pulp che Fellini. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Mara Venuto è nata a Taranto nel 1978, vive a Ostuni. Tra le sue pubblicazioni: i monologhi teatrali Leggimi nei pensieri (2008), The Monster (2015, testo finalista al Mario Fratti Award 2014 di New York per la drammaturgia italiana); le raccolte poetiche Gli impermeabili (2016), Questa polvere la sparge il vento (2019), La lingua della città (2021). Ha curato e pubblicato numerose antologie, tra cui un ciclo di volumi al femminile; è presente in molte opere collettive di poesia, prosa e teatro. È inclusa in una trilogia di monografie dedicate alla poesia italiana femminile contemporanea, a cura di Bonifacio Vincenzi (Macabor Editore, 2017); in un volume critico sulla poesia delle donne in Puglia, a cura di Daniele Giancane (Tabula Fati, 2022); in una ricognizione critica della poesia a Taranto dai primi del Novecento ad oggi, a cura di Silvano Trevisani (Macabor Editore, 2022); in un’antologia sulla nuova poesia pugliese, a cura di Antonio Bux (Marco Saya Editore, 2022). È stata ospite di Festival internazionali di Poesia, tra cui il IX Festival di Poesia Slava a Varsavia nel 2016 e il XV Festival Trirema e poezisë Joniane a Saranda (Albania) nel 2021. Suoi testi originali e corti teatrali sono stati rappresentati con buon riscontro di pubblico e critica. Sue poesie sono state tradotte e pubblicate in sette lingue.

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Poesia italiana del XXI secolo

Marco Marangoni è nato nel 1961 a San Donà di Piave, per la poesia ha pubblicato cinque raccolte: Tempo e oltre (Campanotto Editore, 1994, Prefazione di Giuseppe Conte), Dove dimora la luce ( I quaderni del Battello Ebbro, 2002, Prefazione di Tomaso Kemeny), Per quale avventura ( Raffaelli Editore, 2007, prefazione di Milo De Angelis), Congiunzione amorosa ( Moretti &Vitali, 2013, prefazione di Giancarlo Pontiggia e nota critica di Maurizio Cucchi); La passione degli anni, Stampa 2009, Prefazione di Maurizio Cucchi) . E’ membro della giuria scientifica del Premio di poesia San Vito al Tagliamento, ha ideato e cura, con Alberto Bertoni, Ossigeno nascente/Atlante dei poeti contemporanei , on-line ( Università di Bologna). Collabora a poesia.blog.rainews.it. Su di lui hanno scritto: G. Conte, T. Kemeny, M. De Angelis, G. Pontiggia, M. Cucchi, E. Golino, A. Bertoni, D. Rondoni, G. Lauretano, M. Morasso, S. Aglieco, P. Di Palmo, S. Vitale, N. Bultrini.

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Poesia italiana del XXI secolo

Carla Saracino è di Maruggio (Taranto).  In poesia ha scritto I milioni di luoghi, LietoColle,  2007 (Premio Saba Opera prima), Il chiarore, LietoColle, 2013, Qualcosa di inabitato  insieme a Stelvio Di Spigno, Edb, 2014, Paesaggio, Gattili, 2018. Ha scritto anche dei libri per bambini, tra cui Gli orologi del paese di Zaulù, Lupo, 2012, Fiabe lombarde, Pane e Sale, 2018, Il mare è…, Kurumuny, 2021, Un giorno come gli altri, Kurumuny, 2021,Scrive per la rivista digitale Monolith monolithvolume.com.

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Poesia italiana del XXI secolo

Fabiano Alborghetti è nato nel 1970. Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all’estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr). Corpuscoli di Krase è la sua ultima raccolta, pubblicata per i tipi di Gabriele Capelli Editore (Mendrisio, Svizzera) nel 2022. http://www.fabianoalborghetti.ch.

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Frammenti di Cinema # 54

 

 

Quando Sorrentino non era Sorrentino snobbai Le conseguenze dell‘amore (2004). Lo ammetto, ho un pregiudizio nei confronti di un certo cinema italiano, in particolare quello che fa il verso a un certo cinema francese. Neanche l’endorsement di un mio amico, per niente cinefilo, e lontanissimo dai sentimentalismi da camera di questo cinema, mi aveva convinto. Anche se qualche dubbio cominciava ad affiorare. Arrivata l’occasione di guardarlo in tv, arriva la sorpresa. Il film gioca esplicitamente con certe atmosfere nouvelle vague, ma non parla proprio d’amore, almeno inteso letteralmente. E’ un film sulla perdizione. E’ un film molto bello, ben riuscito. Così ho scoperto Paolo Sorrentino. Qui, però, mi interessa riportarne l’esempio di scarto tra titolo del film e il suo contenuto.

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Poesia italiana del XXI secolo

SILVANA KÜHTZ è nata a Bari, ha il cognome del nonno tedesco (ha anche un nonno salentino!). È ricercatrice confermata all’Università della Basilicata a Matera al Dipartimento Culture Europee e del Mediterraneo, e docente di Estetica e di Ascolto, Comunicazione, Creatività, nel corso di laurea di Architettura ed Educazione, Ambiente e cultura della sostenibilità nel corso di laurea di Paesaggio. La sua ricerca fonde teatro, scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile. Conduce laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini. Ha creato www.poesiainazione.it.  Nel 2014 ha vinto il premio Gatto con 30 giorni, una Terra e una casa, pubblicato da Campanotto ed. Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una silloge tuttora inedita, VISCERA. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello, e una silloge poetica Manuale di Fisica Ostica da Musicaos. Collezione di piccole felicità, pubblicato da Casalta di Firenze è un volume con suoi testi e foto di Andrea Semplici. Da marzo 2021 dirige il Festival della Parola | Abitare Poeticamente la Città. Dal 2022 è responsabile cultura e creatività del Digilab, Politecnico di Bari.

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