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Poesia italiana del XXI secolo

Mauro Germani è nato a Milano nel 1954. Nel 1988 ha fondato la rivista “Margo”, che ha diretto fino al 1992. Ha pubblicato volumi di poesia e narrativa e si è occupato di numerosi autori classici e contemporanei. In ambito critico ha curato L’attesa e l’ignoto. L’opera multiforme di Dino Buzzati , L’arcolaio, 2012, inoltre ha pubblicato Giorgio Gaber, Il teatro del pensiero, Zona, 2013, e Margini della parola. Note di lettura su autori classici e contemporanei, La Vita Felice, 2014. Tra le sue opere in versi Luce del volto, Campanotto, 2002, Livorno, L’arcolaio, I ed. 2008; II ed. 2013, Terra estrema, L’arcolaio, 201, e Voce interrotta, Italic Pequod, 2016. Di recente ha pubblicato il libro di racconti Storie di un’altra storia , Calibano, 2022. Il suo blog personale, “in-certi confini”, è dedicato alla poesia, alla letteratura e alla filosofia. (http://www.maurogermani.blogspot.com).

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Poesia italiana del XXI secolo

Floriana Coppola, (1961) scrittrice napoletana, docente di Lettere negli studi statali superiori, counselor professionista in Analisi Transazionale e in Psicologia Esistenziale, perfezionata in Didattica e Cultura di genere e in Scrittura autobiografica. Iscritta alla Società Italiana delle Letterate e all’Osservatorio interreligioso contro la violenza sulle donne. Scrive articoli e recensioni sulle seguenti riviste letterarie on line: Menabò on line, Lo Spazio di Atena, ReadAction Magazine. I suoi testi, poesie e racconti, sono presenti in numerose antologie poetiche.  Nel 2020 ha coordinato il workshop e curato gli Atti del convegno di studi su Beatrice Hastings, ed. Le cicale operose, con Maristella Diotiaiuti e Federico Tortora. Nel 2020 è presente con un suo contributo nel saggio su Claudia Ruggeri, a cura di Anna Maria Farabbi, edito da Terra di Ulivi. Nel 2021 è presento con il racconto Storia di Anna nel libro Che c’entriamo con la mafia, a cura di Gisella Modica e Alessandra Dino, ed. Mimesis. Nel 2021 pubblica la silloge di prosa poetica, La vertigine del taglio, ed. Terra di ulivi. In via di pubblicazione il suo quarto romanzo, La bambina invisibile, ed. Terra di ulivi.

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Frammenti di Cinema # 53

Secondo alcuni i titoli di testa di Toro scatenato (1980) di Martin Scorsese sono i più belli nella storia del cinema. Robert De Niro, nel corpo di Jack La Motta, saltella sul ring. Di fatto è una danza triste sulle note di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Emozionante. I titoli, in effetti, sono importati, inseriti, secondo la scelta del regista, in testa o alla fine. Non fanno certo di un film mediocre una grande opera, tuttavia, possono renderlo memorabile, salvandolo in qualche modo. La Talpa (2011) di Tomas Alfredson è un film molto bello. Ma la sequenza musicale finale trasmette una commozione umana che lo porta quasi al limite del capolavoro, permettendogli di rompere gli argini del genere spy story. All’opposto, Animali notturni (2016) di Tom Ford è un film sopravvalutato. Eppure, gli opening credits, del tutto sconnessi con la storia, sono magnifici e misteriosi. Al centro, anche questa volta, un corpo che danza, è una majorette obesa che senza alcuna inibizione espone la propria nudità. Produce l’effetto ideologico della più naturale dichiarazione dei diritti dell’uomo. Rivendica un habeas corpus post-moderno e senza significati nascosti, puramente e semplicemente.

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Poesia italiana del XXI secolo

Niccolò Nisivoccia, vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1973. Avvocato e scrittore. Collabora stabilmente con varie riviste specializzate e, anche su argomenti culturali e come editorialista, con Il Sole 24 Ore e con il manifesto. È autore di tre raccolte di frammenti poetici: Sulla fragilità, Le Farfalle, 2019, con nota introduttiva di Eugenio Borgna, Variazioni sul vuoto, Le Farfalle, 2020, con nota introduttiva di Nadia Fusini e Quasi una cosmologia, Interno Libri, 2021, con nota introduttiva di Vittorio Lingiardi. È inoltre autore del saggio La rinascita del debitore, Il Sole 24 Ore, 2020 e coautore, con Adolfo Ceretti, di Il diavolo mi accarezza i capelli, il Saggiatore, 2020.

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Poesia italiana del XXI secolo

Loriana d’Ari è nata e vive a Genova nel 1979, dove lavora come psicoterapeuta. Ha pubblicato su diverse riviste e blog letterari, e ricevuto riconoscimenti in occasione di vari concorsi, tra cui il premio Gozzano, Bologna in Lettere, Poesia di Strada e la segnalazione per la raccolta inedita al Montano. La sua silloge d’esordio, silenzio soglia d’acqua, è risultata vincitrice del VI premio Arcipelago Itaca per la raccolta inedita (opera prima).

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Poesia italiana del XXI secolo

Stefano Guglielmin è nato a Schio nel 1961, laureato a Padova nel 1986 in filosofia. Tra gli ultimi libri pubblicati, troviamo le sillogi Maybe it’s raining. Selected poems 1985-2014 (2014), Ciao cari (2016) e Dispositivi (2022) e i saggi Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea, Voll. 1 e 2 (2011 e 2016) e La lingua visitata dalla neve. Scrivere poesia oggi (2019). Sue poesie e saggi critici sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Un suo racconto è uscito in AA.VV., L’occhio di vetro. Racconti del Realismo terminale (2020). Continua a leggere→

Frammenti di Cinema # 52

Dopo le lettere ci occupiamo delle telefonate. Abbiamo già visto in Frammenti n. 47 il legame tra telefono e claustrofobia. Ricordiamo due film, L’Amore (1948) di Roberto Rossellini e In linea con l’assassino (2002) di Joel Schumacher. L’idea di un film girato in tempo reale in una cabina telefonica era già venuta ad Alfred Hitchcock negli anni ’60, il quale, però, non la realizzò. È possibile che ne sia rimasta traccia nella scena de Gli Uccelli (1963) in cui Melania resta chiusa in una cabina telefonica per sfuggire all’attacco degli stormi in volo. Allo stesso tempo ci gira un messaggio inquietante sulla comunicazione: Melania ha a disposizione il telefono per chiedere aiuto. Ma non lo usa. Non servirebbe a nulla.

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Poesia italiana del XXI secolo

Adriana Libretti nasce a Milano, città in cui vive e lavora. Laureata in filosofia, studia mimo e teatro con il Metodo Lecoq. Affianca l’attività di attrice, doppiatrice e dialoghista a quella di scrittrice. Nel 2002 consegue il Master in drammaturgia presso la Scuola Nazionale di Drammaturgia Teatro di Gioia, diretta da Dacia Maraini. Oltre a essere presente in varie antologiche (Nuova Prosa n.19, Greco e Greco Editore; Crimine, Millelire, Stampa Alternativa; Nel vuoto arioso del mondo, Ellin Selae, Antologia della poesia erotica contemporanea, ATì Editore, 2006) ha pubblicato Incontri di stagione. Miniature, Zephyro Edizioni, 2004; Lettere a un cretino, ATì Editore, 2005; Un dolore senza fissa dimora, ATì Editore, 2008; LINFE. Romanzo vegetale, Vydia Editore, 2012. Per Le Mezzelane Casa Editrice ha pubblicato nel 2018 Parole Presenti e la silloge poetica Per quattro regni (almeno);  nel 2020 il testo teatrale Scambi. Di recente  pubblicazione è la raccolta poetica La conchiglia del tempo (marzo 2022). Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Vanni Schiavoni è nato a Manduria nel 1977, vive a Bologna. Ha pubblicato le raccolte poetiche Nocte. Nascita di un solstizio d’inverno, Firenze Libri, 1996, Il balcone sospeso, Lisi editore, 1998, Di umido e di giorni, Lietocolle, 2004. Nel 2006 ha dato avvio alla sua personale Trilogia delle radici, pubblicando Salentitudine, Lietocolle, e, successivamente, Guscio di noce, Lietocolle, 2012. Di  prossima pubblicazione  è il terzo e ultimo capitolo: Gli atleti. Nel 2020 ha dato alle stampe una sorta di spin-off della Trilogia, la plaquette Quaderno croato, Fallone editore. Ha curato l’antologia poetica Rosso. Tra erotismo e santità, Lietocolle, 2010. Ha pubblicato i romanzi Come gli elefanti in Indonesia, LiberArs, 2001, e Mavi, Emersioni, 2019.

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Poesia italiana del XXI secolo

Isabella Bignozzi è odontoiatra, autore di articoli medico-scientifici di rilevanza internazionale. Ha pubblicato racconti, prose e contributi critici su varie riviste letterarie. Alcune sue liriche sono apparse su «Inverso – Giornale di poesia», «Poesia del nostro tempo», «Versante ripido», «Atelier poesia», «rivista ClanDestino», «larosainpiu», «La foce e la sorgente», «Formicaleone». La sua prima silloge Le stelle sopra Rabbah, è uscita per Transeuropa nel maggio 2021, con una postfazione di Elio Grasso. Una sua prosa inedita è stata finalista alla 35^ edizione del Premio Lorenzo Montano. Con il romanzo storico a memoriale Il segreto di Ippocrate, edito da La Lepre edizioni, è stata finalista al premio Como 2020. La sua seconda silloge, Memorie fluviali, è nella collana Gli insetti di MC edizioni, curata da Pasquale di Palmo.

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Poesia italiana del XXI secolo

Federico Preziosi è nato ad Atripalda (AV) nel 1984, ma vive a Budapest, in Ungheria, dove insegna lingua e cultura italiana. È fondatore del gruppo di poesia su Facebook “Poienauti”, moderatore di “Poeti Italiani del ‘900 e contemporanei” e portavoce della comunità poetica Versipelle. Scrive di poesia per exlibris20 e Readaction Magazine, e si occupa della divulgazione di opere poetiche nella trasmissione web “La parola da casa” condotta sulla pagina Facebook della comunità poetica Versipelle insieme a Giuseppe Cerbino. Autore di Variazione Madre, edito da Controluna – Lepisma floema, i suoi versi sono stati pubblicati su alcune antologie (tra cui Nel corpo della voce, a cura di Elena Deserventi, Controluna, Poesia a Napoli voll. 1, 2, 3, con prefazione di Antonio Pietropaoli, Guida Editori e Distanze obliterate, a cura di Alma Poesia, Puntoacapo Editrice), riviste e blog online e quotidiani locali e nazionali (tra cui La Repubblica e Poesia, di Luigia Sorrentino sul sito della Rai). Di prossima pubblicazione la silloge Messa a dimora.

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Frammenti di Cinema # 51

Francamente non saprei dire quale delle due fa più ridere. La più famosa è la scena della lettera in Totò, Peppino e la… malaffemina (1956) di Camillo Mastrocinque. Meno noto, ma non meno esilarante è quella della lettera agli avvocati in Animal Crackers (1930) dei Fratelli Marx, diretto da Victor Heerman. Ne ho anche scovato un’epigona in Don Chisciotte e Sancio Panza (1968) di Giovanni Grimaldi, con Franco (Franchi) e Ciccio (Ingrassia). In realtà anche Massimo Troisi e Roberto Benigni si cimentano con questo sketch in Non ci resta che piangere (1984). Totò lo riprende nella lettera allo scrivano in Miseria e Nobiltà (1954) di Mario Mattoli. Va detto che di queste la più moderna è la più vecchia. Infatti, mentre tutte giocano sulla grammatica e la sintassi, solo Groucho Marx usa il meccanismo comico sul piano delle sconnessioni logiche e le associazioni demenziali.

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Poesia italiana del XXI secolo

Paola Silvia Dolci, è nata nel 1977 a Cremona, dove risiede, è ingegnere civile. Si è diplomata presso il Centro Nazionale di Drammaturgia. È armatrice e comandante dello sloop Noix de Coco. È giornalista, e collabora con diverse riviste letterarie e testate nazionali. È autrice, traduttrice, e direttrice responsabile della rivista indipendente di poesia e cultura «Niederngasse». Ha pubblicato: Bagarre, Lietocolle ed., 2007; NuàdeCocò, Manni ed., 2011; Amiral Bragueton, Italic Pequod ed., 2013; I processi di ingrandimento delle immagini, Oèdipus ed.,  2017; bestiario metamorfosi, Gattomerlino Superstripes ed., 2019; Portolano, Mattioli1885 ed., 2019; Diario del sonno, Le Lettere ed., 2021; un libro segreto sotto pseudonimo, 2021; Dinosauri Psicopompi, Anterem ed., 2022.

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Poesia italiana del XXI secolo

Italo Testa è nato nel 1972, vive a Milano. Tra i suoi libri di poesia: quattro, Oèdipus, 2021; Teoria delle rotonde, Valigie Rosse, 2020; L’indifferenza naturale, Marcos y Marcos, 2018; Tutto accade ovunque (Aragno, 2016); i camminatori, Valigie Rosse – Premio Ciampi, 2013; La divisione della gioia, Transeuropa, 2010; canti ostili, Lietocolle, 2007; Biometrie, Manni, 2005. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, tedesco e cinese, e sono inclusi nell’antologia di poesia europea Grand Tour. Eine Reise durch die junge Lyrik Europas, Hanser, 2019. Dirige la rivista di poesia L’Ulisse, ed è coordinatore del lit-blog leparoleelecose. Insegna Filosofia teoretica all’Università di Parma.

  • Foto di Dino Ignani.

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Frammenti di Cinema # 50

Il dio minore si è emancipato. L’Oscar 2022 al film CODA – I segni del cuore di Sian Heder è un riconoscimento ex post (un po’ anche postumo) a Figli di un dio minore (1986) di Randa Haines. Marlee Matlin, che nel primo vince l’oscar come attrice, unisce i due film. A parte questo, CODA, per giunta il remake del film francese La famiglia Bélier (2014) di Eric Lartigau, è un film progettato e costruito per “vincere”, utilizzando, neanche alla perfezione, tre format vincenti: il pietismo; l’entusiasmo di Saranno Famosi; il riscatto di Flash Dance-Cenerentola, con una pescivendola al posto della saldatrice. Insomma, il rischio di questi film è noto, molto alto, alla pari del successo, se il meccanismo funziona. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Gisella Blanco è nata a Palermo nel 1984 e vive a Roma da diversi anni. Ha iniziato a scrivere poesia da bambina e ha conseguito diversi premi letterari. E’ laureata in legge, si occupa di divulgazione letteraria poetica, collabora con blog, riviste cartacee e giornali per i quali scrive note critiche, recensioni, articoli, interviste e saggi. E’ vicedirettrice della rivista on line Le città delle donne, scrive per la rivista Leggere Tutti cartacea e on line, per Atelier Poesia, per Laboratori Poesia e per Liguria.Today. Conduce dirette, programmi e iniziative culturali fruibili su YouTube e sui principali social. Ha svolto, come relatrice, lezioni in ambito universitario sulla poesia (Università di Palermo – Dipartimento di Scienze Umanistiche, Corso di studio in Lettere, Insegnamento Istituzioni di Linguistica italiana); nel 2020 ha tenuto una lezione sulla poesia agli studenti di Linguistica Italiana della Sichuan International Studies University di Chongqing (Cina). E’ titolare di un sito personale (www.gisellablanco.com) in cui compaiono “Le recensioni del mattino” sulla grande poesia. Partecipa periodicamente come critico letterario poetico al programma culturale radiofonico “Affari di libri“. Particolarmente attenta ai temi sociali, filosofici e femministi, è autrice della silloge poetica Melodia di porte che cigolano, pubblicata da Eretica Edizioni (2020), compare nell’antologia Inno alla morte, pubblicata da Bertoni Editore (2021) e nell’antologia “Cuori a Kabul – Poesie per l’Afghanistan” di Graphe.it Edizioni. Fa parte di un team che offre servizi letterari, Scrivere Poesia, in cui si occupa di editing poetico.

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Sindaci (e) Poeti. Intervista a Max Ponte.

Quali motivazioni ti hanno indotto a candidarti?

Un forte senso del dovere. Come una sorta di missione civile. La politica come disse Calamandrei in un celebre discorso agli studenti “non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria”. Villanova D’Asti è un piccolo comune di 5500 abitanti, da qualche anno collaboro con la ProLoco del paese, e ho deciso di dare un contributo ancor più concreto a favore della terra dei miei avi. La lista per cui sono candidato sindaco si chiama “Rilanciamo Villanova D’Asti”. Villanova è uno dei centri più importanti dell’astigiano, un paese trainato da attività industriali e agricole ma senza una politica che aumenti i servizi e gli eventi, senza un rinnovato senso di appartenenza, rischia di perdersi fra le periferie del mondo.

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Poesia italiana del XXI secolo

Christian Sinicco è nato a Trieste nel 1975. Nel 2003 diviene caporedattore del magazine Fucine Mute, tra i primi periodici multimediali ad essere iscritto nel Registro Stampa (1998): firma articoli e interviste (ad esempio a Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Franco Loi, Maurizio Cucchi) e avvia il progetto di catalogazione delle opere di poesia delle generazioni nate a partire dagli anni Settanta, collaborando anche con Pordenonelegge.it per il Censimento dei poeti. Partecipa ai blog Absolute Poetry e Village di Libri Scheiwiller e, dopo la pubblicazione nel 2005 di Passando per New York (Lietocolle) numerose sono le sue letture, performance e concerti, anche con la rock band Baby Gelido, in Italia e all’estero. Nel 2008 vince il Trieste International Poetry Slam e nel 2013 diventa il primo presidente della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam. Nel 2008 inizia a collaborare con Argo per cui cura la ricerca sulla poesia dialettale italiana sfociata nel 2014 nell’antologia L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti in dialetto e in altre lingue minoritarie (1950-2013) (Gwynplaine edizioni). Sempre per la rivista Argo cura tre annuari di poesia internazionale e dal 2017 dirige il magazine Poesiadelnostrotempo.it. Nel 2019 pubblica Alter (Vydia editore) e nel 2022 Ballate di Lagosta (Donzelli editore). Dal 2019 è Presidente del Premio Letterario Internazionale Franco Fortini.

  • Foto di Daniele Ferroni

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Poesia italiana del XXI secolo

Iole Chessa Olivares è nata in Sardegna ma vive a Roma. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni dal 1991 al 2021 con la sua ultima raccolta Amore? No, il suo quasi, (Con traduzione in inglese a cura di Elisa Caprarella e Cristina Di Massimo) , Edizioni Ensemble. E’ presente in numerose antologie e raccolte di poesia contemporanea. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. E’ presente nell’antologia di saggi Il gatto di Schrödinger sonnecchia in Europa, Europa e cultura, verso un nuovo umanesimo, curata dalla Poetessa Anna Manna Clementi. Della sua attività si sono occupati, tra gli altri, Dante Maffia, Plinio Perilli, Vito Riviello, Giorgio Linguaglossa, Franca Alaimo. Alcune sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo e portoghese e altre sono state musicate dai cantautori Patrick Edera e Amedeo Morrone.

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Il cannocchiale del tenente Dumont. Intervista a Marino Magliani

 

Il cannocchiale del tenente Dumont, Marino Magliani, L’Orma, 2021.

Intervista a Marino Magliani. Il suo ultimo romanzo è tra i 12 finalisti del Premio Strega.

Al centro del romanzo c’è la diserzione. Per giunta, dentro un romanzo storico. Come mai? Mi incuriosisce che tu voglia proporre questo paradigma in un momento in cui la storia si sta prendendo la sua rivincita dopo la fine della guerra fredda. Davvero, la dimensione della libertà oggi è la fuga?

Uno, Pasquale, scrive di ciò che conosce. Credo di avere una buona esperienza come disertore, i miei personaggi lo considerano un valore, io non giungo a tanto, ma ci sono stati momenti in cui ho considerato la diserzione un culto. La diserzione non è fuga, anche se poi si potrebbero trovare decine di forme di diserzioni. 

Un’altra curiosità è la forte presenza del territorio, la Liguria, in particolare. Racconti un ambiente che non esiste più. La campagna che descrivi è lontana dal naturalismo pastorale come dall’attuale e un po’ retorica riscoperta della decrescita felice. E’ la campagna dei nostri padri, quella pura e dura, da cui fuggire. Dietro l’apparente anacronismo del tuo romanzo sembra che soffi l’impossibilità di riconciliarsi col passato. Preferisci rapportarti allo spazio (i luoghi) o al tempo (la storia e la contemporaneità)?

Ho sempre visto e raccontato una Liguria che crollava in mare e stavolta volevo semplicemente guardare e inventare una Liguria a me sconosciuta ma che in qualche modo è la stata la Liguria della mia infanzia. 

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