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Il cannocchiale del tenente Dumont. Intervista a Marino Magliani

 

Il cannocchiale del tenente Dumont, Marino Magliani, L’Orma, 2021.

Intervista a Marino Magliani. Il suo ultimo romanzo è tra i 12 finalisti del Premio Strega.

Al centro del romanzo c’è la diserzione. Per giunta, dentro un romanzo storico. Come mai? Mi incuriosisce che tu voglia proporre questo paradigma in un momento in cui la storia si sta prendendo la sua rivincita dopo la fine della guerra fredda. Davvero, la dimensione della libertà oggi è la fuga?

Uno, Pasquale, scrive di ciò che conosce. Credo di avere una buona esperienza come disertore, i miei personaggi lo considerano un valore, io non giungo a tanto, ma ci sono stati momenti in cui ho considerato la diserzione un culto. La diserzione non è fuga, anche se poi si potrebbero trovare decine di forme di diserzioni. 

Un’altra curiosità è la forte presenza del territorio, la Liguria, in particolare. Racconti un ambiente che non esiste più. La campagna che descrivi è lontana dal naturalismo pastorale come dall’attuale e un po’ retorica riscoperta della decrescita felice. E’ la campagna dei nostri padri, quella pura e dura, da cui fuggire. Dietro l’apparente anacronismo del tuo romanzo sembra che soffi l’impossibilità di riconciliarsi col passato. Preferisci rapportarti allo spazio (i luoghi) o al tempo (la storia e la contemporaneità)?

Ho sempre visto e raccontato una Liguria che crollava in mare e stavolta volevo semplicemente guardare e inventare una Liguria a me sconosciuta ma che in qualche modo è la stata la Liguria della mia infanzia. 

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Una scheggia di tristezza purissima. Remo Bassini intervista Simona Matraxia

Una violinista e la sua schiena. L’idea, che nasce durante un concerto, diventa parola. “La curva perfetta tra la scapola destra e la natica e? l’orlo del baratro. Una follia” è infatti la prima frase del giallo di Simona Matraxia, Una scheggia di tristezza purissima, uscito il 10 marzo per Golem Edizioni. Trentasei anni, scrittrice di racconti e di un libro segnalato dal Premio Calvino e poi autoprodotto, Simona Matraxia per qualche anno ha gestito una libreria e, al contempo, ha suonato il violoncello. E scritto, sempre. Vivere in mezzo ai libri, venderli. È nella tua libreria di Vercelli che ti ho conosciuta. Eri una libraia particolare. Avevi sempre un libro tra le mani, sorridevi, ma era raro vederti parlare con i clienti. Timidezza? Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Antonio Fiori è nato a Sassari nel 1955. Nel 2004 è tra i sette poeti vincitori per la silloge inedita al Premio Montale Europa e nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento ‘Per una vita in poesia’ al Premio Lorenzo Montano. Ha pubblicato: Sotto mentite spoglie, Manni, 2002, La quotidiana dose, Lietocolle, 2006, Trattare la resa, Lietocolle, 2009, In merceria, Carlo Delfino, 2012, Nel verso ancora da scrivere, Manni, 2018, I Poeti del sogno. Piccola antologia, Inschibboleth, 2020. Suoi testi sono apparsi su ‘L’immaginazione’, ‘Mathesis’ e ‘Gradiva’. Tra il 2005 e il 2010 è stato redattore nei blog letterari Via delle belle donne e Oboe sommerso. Dal 2015 al 2019 ha collaborato come recensore al mensile ‘Poesia’. Dal 2020 è redattore nelle riviste on line Avamposto poesia e Atelier poesia. Collabora inoltre con Menabò, quadrimestrale internazionale di cultura poetica e letteraria, Terra d’ulivi editore.

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Frammenti di Cinema # 49

Nella città l’inferno (1959) di Renato Castellani se non è il miglior film carcerario nella storia del cinema è il più attuale. Non ci sono protagonisti maschi. Il film è ambientato nel carcere femminile delle Mantellate, nella via romana omonima, alle spalle di Regina Coeli. Al centro c’è lo scontro tra due grandi attrici, Anna Magnani (nel progetto iniziale doveva esserci Silvana Mangano, ma chiese una cifra economica esorbitante) e Giulietta Masina, modelli femminili opposti. Sul piano antropologico, tuttavia, la nota che emerge, grazie alla bravura degli sceneggiatori e del regista, è che le regole e i legami della sopraffazione, esaltati dentro il claustrofobico universo carcerario, sono universali, più animaleschi che umani, e non hanno genere sessuale. L’idea è stata di recente ripresa dalla serie Netflix Vis a vis – il prezzo del riscatto (2015-2019) con alcune delle attrici provenienti dal successo dell’altra serie La casa di carta.

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Poesia italiana del XXI secolo

Renata Morresi è nata a Recanati nel 1972. Scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio, Aragno, 2019, Bagnanti, Perrone 2013, La signora W. Camera verde 2013, Cuore comune, peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis, Dieci bozze, Vydia, 2012, e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. Attualmente è ricercatrice di letteratura anglo-americana all’università di Padova.

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Enrico Barbieri, Meno di una pietra di calcare, Delta3, 2021

Mi ricordo perfettamente il dialogo con Gianmario Lucini. E’ una poesia di confine. Voglio pubblicare la sua prima raccolta. Se ti piace, vuoi scriverne la prefazione? Accettai. Così conosco la poesia di Enrico Barbieri dall’esordio con Il tremore della terra. Era il 2014 e della poesia di Barbieri sottolineavo l’oralità e l’avvio di un duro cammino di “reductio ad unicum” della sua scrittura. Sono passati 8 anni e nella nuova raccolta trovo una poesia che si è fatta testo per intero e un percorso duraturo e sempre più proteso verso un’opera matura. L’approdo, tuttavia, non è, come mi aspettavo, un verso compatto e solido come una noce, come sembrava preannunciarsi, ma fluviale e magmatico allo stesso tempo, disomogeneo per statuto, dunque, comunque, coerente.  Lucini, pertanto, aveva visto giusto. La sua era e resta una poesia di confine. E questa connotazione, in una stagione stretta tra realismo tardivo, più che terminale, ed elegia da twitter, rende la sua poesia diversa e ne legittima la scrittura. Non ci sono strade o voli/ creati in linea retta/ Le falesie, le crepe/ di calcarenite si attorcigliano/ poi divergono, sputano/ un’orbita improvvisa (…).

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Poesia italiana del XXI secolo

Franz Krauspenhaar, è nato a Milano nel 1960, è uno scrittore, poeta e musicista. Ha pubblicato finora di vari romanzi, tra i quali Le cose come stanno, Baldini & Castoldi, Cattivo sangue, Baldini Castoldi Dalai, Era mio padre, Fazi, L’inquieto vivere segreto, Transeuropa,  Le monetine del Raphael, Gaffi, Grandi momenti, Neo., Brasilia, Castelvecchi, La presenza e l’assenza, Arkadia. e due saggi narrativi, su Francis Bacon e il calcio. Ha partecipato a varie antologie ed è stato, tra le altre cose, redattore dei blog letterari collettivi Nazione Indiana e di La poesia e lo spirito, del quale è stato uno dei fondatori. Collabora con la rivista letteraria cartacea Il Maradagal. In poesia ricordiamo la silloge Franzwolf, Manifattura Torino Poesia, Effekappa, Zona, il poema Le belle stagioni, il monologo poetico Biscotti selvaggi, la silloge Capelli struggenti, questi ultimi per Marco Saya Edizioni; e la silloge Nella foresta, Ensemble. Nel 2008 ha vinto il Premio Palmi Speciale per la narrativa con il romanzo Era mio padre. Ha partecipato a varie antologie con suoi racconti inediti ed è presente nel Dizionario della poesia italiana 1945-2020 a cura di Mario Fresa, Società Editrice Fiorentina. Opera anche in campo musicale con dischi digitali prettamente di musica elettronica con distribuzione Believe Music con lo pseudonimo di Nerolux.

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NA NA N FRASTEIR/ non è forestiero. Inediti di Sergio Racanati

Sergio Racanati, nasce il 23 Settembre 1982 a Bisceglie (Bat) e vive e lavora tra Milano e Miami (IT, F). Fin da subito, la cifra predominante del suo percorso artistico ha seguito l’approfondimento e l’analisi delle pratiche creative afferenti il contesto urbano, sociale, politico ed architettonico. I suoi progetti coinvolgono i temi della sfera pubblica, i comportamenti politici delle comunità, i rapporti tra memoria individuale e memoria collettiva, affrontati con gli strumenti di alcuni linguaggi artistici (performance, situazioni, installazioni, video, film).
Tra le recenti residenze artistiche a cui l’artista ha partecipato si segnalano quelle presso: Museo Pino Pascali / Polignano a Mare – BA_I (2014); Harvard University a cura di Marcus Owens (2013); Z33 Contemporary Museum; Hasselt_B (2012), Performance Space / Londra_UK; Edge Zones Foundation / Miami_US a cura di Charo Oquet, promossa da GAI –
Associazione Giovani Artisti Italiani e MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (2013). Mostra personale, NA NA N FRASTEIR/ non è forestiero, presso Albumarte, Roma (2022).

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Poesia italiana del XXI secolo

Laura Cantelmo è nata a da decenni vive a Milano, dove ha insegnato Lingua e letteratura inglese al Liceo Scientifico. Ha pubblicato le raccolte poetiche Un luogo di presenze , Joker, 2005, e Geometrie scalene, Marco Saya, 2016. Interessata alla letteratura dell’area anglofona e a grandi poeti, come Ezra Pound (Invito alla lettura di Ezra Pound, Mursia 1978) e Marianne Moore (nel volume collettaneo Con la tua voce, La vita felice, 2010), ha pubblicato, anche in traduzione inglese, saggi e poesie in antologie e riviste (“Poesia”, “Il Monte Analogo”, “La Mosca di Milano”, “InOltre”, “Lo spazio umano” e “Traduzione tradizione”). Da anni svolge attività all’interno della Associazione Culturale Milanocosa, presieduta da Adam Vaccaro, con il quale, insieme a Luigi Cannillo, recensisce, sul sito dell’Associazione stessa, testi inediti di poeti contemporanei per la rubrica Anticipazioni, partecipando anche a eventi sperimentali basati su intrecci tra musica, arti visive, teatro e poesia.

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Poesia italiana del XXI secolo

Stefano Lorefice è nato nel 1977 in provincia di Sondrio ed ha vissuto diversi anni all’estero. Ha pubblicato le raccolte di poesia Frontenotte, Transeuropa Edizioni, 2011, L’esperienza della pioggia, Campanotto Editore, 2006, Budapest Swing Lovers, Edizioni Clandestine, 2004, e  Prossima fermata Nostalgiaplatz, Clinamen, 2002. Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il giorno della Iena, Eumeswil Edizioni, dopo la raccolta di racconti Cosmo Blues Hotel, Edizioni Clandestine, 2004. Nel 2014 Il giorno della Iena è stato riproposto in una nuova veste da Giraldi Editore. È presente in diverse raccolte di Autori Vari sia per la poesia che per la narrativa. Si occupa anche di fotografia.

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Frammenti di Cinema # 48

Tra i film politici ci sono quelli di un genere molto particolare. Aiutano a comprendere come funziona il sistema. Non lo denunciano, insomma, ma lo spiegano. Negli U.S.A. questo filone è molto prolifico, anche grazie alla singolarità della democrazia americana. All’opposto, in quasi tutta la produzione cinematografica mondiale, il cinema politico è sinonimo di cinema di denuncia. In Italia, per esempio, c’è stata una stagione di grazia negli anni ’70 con la linea Damiani-Lizzani-Rosi. Chissà perché? Sarà che il complesso meccanismo della (ex) principale potenza mondiale si presta più degli altri alla drammatizzazione. Con Fahrenheit 9/11 (2004) Michael Moore inaugura, dentro questa linea, il format del docu-film, e lancia un duro atto di accusa alla politica repubblicana di George W. Bush. Ma quello che rende davvero interessante il film è il racconto di come Al Gore in poche ore, nelle presidenziali del 2000, venne scippato della vittoria per una contorta combinazione tra l’obbligo di registrazione degli elettori votanti e il computo dei voti. Eppure, nella duplice veste di vice-presidente e di presidente del senato, Al Gore certifica l’elezione di Bush e applica la norma regolamentare (assurda) che impedisce di contestarla, in quanto la mozione di alcuni deputati del congresso non viene sostenuta da nessuno dei senatori.

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Poesia italiana del XXI secolo

Sonia Caporossi è nata a Tivoli nel 1973, musicista, poetessa, prosatrice, critica letteraria e saggista. Ha pubblicato numerosi libri. Tra gli ultimi ricordiamo il saggio critico Le nostre (de)posizioni. Pesi e contrappesi nella poesia contemporanea emiliano-romagnola, con E. Campi, Bonanno, Acireale 2020; la curatela su G. Leopardi, L’infinita solitudine. Antologia ragionata delle poesie, Marco Saya 2020; la raccolta di monologhi filosofici Opus Metamorphicum, A&B Editrice 2021; la trilogia poetica Taccuino dell’urlo, Marco Saya 2020, finalista al Premio Montano 2020; Taccuino della madre, Progetto Cultura 2021; Taccuino della cura, Terra d’Ulivi 2021. Dirige per Marco Saya Edizioni la collana di classici italiani e stranieri La Costante Di Fidia. Collabora con Poesia Del Nostro Tempo, Versante Ripido, Bibbia d’Asfalto e col festival Bologna In Lettere. Ha diretto per molti anni Critica Impura e Poesia Ultracontemporanea. Il suo blog personale è disartrofonie. Vive e lavora nei pressi di Roma.

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Le Muse nascoste di Nicola Vacca (Galaad Edizioni)

 

Cosa unisce Claudia Ruggeri ed Emiliy Dickinson, oppure Agota Kristof e Nadia Campana? Con il suo nuovo saggio militante, Nicola Vacca non azzarda un’antologia della poesia al femminile, facendo storcere il naso saccente di qualche accademico placido sulle proprie sicurezze letterarie. Muse nascoste – la rivolta poetica delle donne (Galaad Edizioni, 2021), è il catalogo di un Pantheon personale e intimo delle voci poetiche femminili più autentiche e per questo più lancinanti. Si intuisce, quasi in modo tattile, la consonanza delle esperienze che vengono proposte al lettore e la sensibilità dell’autore, poeta in rivolta egli stesso. L’importanza di questa raccolta di profili biografici si lascia apprezzare più intensamente se la si inserisce prospetticamente nel lavoro di ricerca e condivisione che Vacca conduce ormai da alcuni anni. I suoi saggi più recenti, infatti, ci permettono una ricostruzione non convenzionale del Novecento letterario, integrale, non amputata delle testimonianze più coraggiose e per questo più vivide e feconde. Le ricerche di Vacca non inseguono rassicuranti e pigre conferme, le sue letture contengono sempre delle pagine inedite e inattese. Insomma, non ci ripropone riscaldati pezzi del secolo scorso estratti dal congelatore alla bisogna. La lettura di questi bio-testi possiede essa stessa una stimolante carica di (ri) esplorazione.

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In ricordo di Cristina Annino

E’ venuta a mancare la poetessa e pittrice Cristina Annino. E’ stata un voce poetica discreta ma significativa. Vogliamo ricordarla riproponendo la sua poesia per Poesia italiana del XXI secolo, con una nota di Rosa Salvia e una riflessione di Stefano Guglielmin.

Cristina Annino, all’anagrafe Cristina Fratini (Arezzo 1941), a Firenze si laurea in Lettere moderne e frequenta il Caffè Paszkowski dove entra in contatto con il Gruppo 70. Nel 1969 con le Edizioni Tèchne di Firenze, pubblica il suo primo libro di poesia, Non me lo dire, non posso crederci. Nel 1984 Walter Siti la include nel terzo volume di Nuovi poeti italiani (Einaudi). Nel 1987, grazie ad Antonio Porta pubblica Madrid (ed. Corpo 10). Nel 2001 Franco Loi e Davide Rondoni la inseriscono nell’antologia Il pensiero dominante – Poesia Italiana 1970 – 2000 (Garzanti, 2001). Fra le sue raccolte poetiche più recenti Magnificat, raccolta antologica di tutta la sua produzione (puntoacapo, 2009 – Premio Lorenzo Montano nello stesso anno); Chanson turca (LietoColle, 2012); Poco prima di notte, plaquette (Arca felice, 2013); Anatomie in fuga (Donzelli, 2016). Le sue opere in prosa: Boiter, l’affarista della sua pace (Forum/Quinta generazione, 1979); Connivenza amorosa (Greco§Greco, 2017). Appassionata pittrice, ha curato numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Gianluca Garrapa è nato in provincia di Lecce nel 1975, si occupa di scrittura desiderante e counseling creativo; è conduttore radiofonico; scrittore cromatico e desiderante in prosa e in poesia, comico; sue cose, tra cui recensioni e interviste, su: Utsanga, GAMMM, Compostxt, Slowforward, Interno poesia, Nazione Indiana, Frequenze Poetiche, L’estroverso, Critica Impura, Poetarum Silva, Verde Rivista, Fara Poesia, Patrialetteratura, Larosainpiu, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore. Libri: di fantasmi e stasi. transizioni, poesie, postfazione Gabriele Frasca, Arcipelago Itaca, 2017); Il 23 agosto, un piattello di segreti, romanzo, Eretica, 2018); Un ronzio devastante e altre cose blu, racconti, prefazione Paolo Zardi, Terra d’Ulivi, 2018; La cosa, racconti, Ensemble, 2020; Pagina Bianca, poesie Miraggi ed., 2020; è in La parola informe, a cura di S. Caporossi, Saya, 2017; in Dizionario di Counseling e di Psicoanalisi laica, Clinamen, 2018; e in Counseling Psicoanalitico e Istituzione. Politiche e pratiche del counselor a orientamento psicoanalitico, Editrice Aracne, 2019. In passato performer di Situazioni: Voceluceburattini, reading di poesia e videoinstallazione, giugno 1998, Arsenale Cult, Pisa; Lettura di Maschere, reading di poesia e videoinstallazione, luglio 1998, Pontedera; Gli Assenti, tre atti sul concetto d’assenza, (installazione video-poetica e performance, dicembre 1998, Teatro del Tè, Pisa; performance musicale e videoproiezioni di opere digitali, 29 gennaio 2003, Centro Culturale IMAGO, Pisa; Spettacolo teatrale l’Abbandono, dicembre 2005, Lucca, regia di Bernardo Cirillo; Reading e videoproiezione nell’ambito dell’iniziativa Okkasioni del Centro Arte Moderna.

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Frammenti di Cinema # 47

 

Il cinema è per sua natura claustrofobico e corale. A differenza del teatro, per esempio, è raro vedere film interamente girati al chiuso e con un solo personaggio. Quando avviene, infatti, ci troviamo di fronte a sperimentazioni o a prove d’attore (o d’attrice). E lo spettatore, in genere, è diffidente. Ad esempio, molte attrici si sono misurate con un testo teatrale (appunto) di Jean Cocteau del 1930, La voce umana. La prima è stata Anna Magnani nel 1948 nell’omonimo episodio de L’amore di Roberto Rossellini.  Tutto il film ruota sul personaggio di una donna che parla al telefono con l’amante che l’ha abbandonata. Nel 1966 con questa prova si cimentò anche Ingrid Bergman in una versione di Ted Kocheff per la televisione britannica: un vero e proprio duello a distanza tra le due, dopo essersi contese il grande regista del neo-realismo. Nel 1988 ci provò anche Ornella Muti in Codice Privato di Citto Maselli. E per ultimo Tilda Swinton in The human voice, cortometraggio in inglese di Pedro Almodòvar del 2020. Alle prese col telefono sono Tom Hardy in Locke (2013) di Steven Knight e Jake Gyllenhaal in The guilty (2021) di Antoine Fuqua, remake de Il colpevole del 2018 esordio dello svedese Gustav Moller. Entrambi sono una riflessione sulla colpa e la responsabilità, il primo girato in tempo reale, senza stacchi di telecamera; il secondo interamente girato all’interno di un centralino di smistamento di chiamate urgenti della polizia. Infine, Colin Farrell riesce persino ad interpretare un thriller restando al telefono nel film In linea con l’assassino (Phone Booth) di Joel Schumacher (2002).

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Poesia italiana del XXI secolo

Rosa Salvia è nata a Picerno (PZ) nel 1952, ma vive a Roma dal 1986. Insegnante di filosofia e storia nei licei, ha esordito con il romanzo breve La parabola di Elsa, Osanna Edizioni 1991). Tra le sue successive pubblicazioni in versi: Intermittenze, Aletti Editore 2003, Luce e polvere, Aletti Editore 2005; Le parole del mare, LietoColle 2007, Premio Cinque terre – Siro Guerrieri; Mi sta a cuore la trasparenza dell’aria, La Vita Felice 2012, finalista Premio Alda Merini – Brunate 2017; Dolore dei Sassi, puntoacapo 2015, menzioni speciali al Premio Lorenzo Montano e al Premio Thesaurus – Matera 2016); Il giardino dell’attesa, Samuele Editore 2017, Premio Massa San Domenichino 2018, terza classificata, menzione speciale Premio Lorenzo Montano 2018; Tempo innocente, LietoColle, dicembre 2019, menzione d’onore Premio Lorenzo Montano 2019, finalista inediti Premio Europa in versi 2019; Premio Luciana Notari 2020, terza classificata; Quella strana assenza di gravità, Giuliano Ladolfi Editore, maggio 2021, Premio Arti Letterarie Metropoli di Torino 2021. Sue poesie edite e inedite nonché racconti e recensioni a testi di poeti contemporanei sono stati pubblicati in diverse antologie e riviste letterarie on line quali “La poesia e lo spirito” o cartacee quali “L’immaginazione” e “Poesia”.

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Poesia italiana del XXI secolo

Marco Giovenale è nato a Roma nel 1969. E’ tra i fondatori di gammm.org (sito nato nel 2006). Vive a Roma, dove svolge vari lavori, tra cui quello di docente per centroscritture.it. Cura la collana “SYN – scritture di ricerca” per le edizioni IkonaLíber. Tra i suoi libri di poesia: La casa esposta (Le Lettere, 2007), Criterio dei vetri, Oedipus, 2007, Shelter, Donzelli, 2010, Maniera nera, Aragno, 2015, Strettoie, Arcipelago Itaca, 2017, Delle osservazioni, Blonk, 2021. In prosa: Quasi tutti, Polìmata, 2010; Miraggi, 2018, Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens, 2016, Le carte della casa, Edizioni volatili, 2020, La gente non sa cosa si perde, TIC Edizioni, 2021. Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa, Le Lettere, 2009. Per Sossella nel 2008 ha curato una raccolta antologica di testi di Roberto Roversi. Ha tradotto Billy the Kid, di Jack Spicer, La camera verde, 2014. Il suo sito è slowforward.net (telegram: t.me/slowforward).

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Poesia italiana del XXI secolo

Annamaria Ferramosca è nata in Salento e vive a Roma, dove ha lavorato come biologa ricercatrice  e docente, al contempo coltivando lettura e scrittura poetiche. É stata per molti anni redattrice del portale poesia2punto0, dove ha ideato e curato la rubrica Poesia Condivisa, che ha diffuso in rete i testi di grandi poeti da tutto il mondo. Interessata alle sinestesie di poesia con varie arti, ha curato  progetti sinestetici di poesia e danza in aree naturali protette. É ambasciatrice per Italia e Puglia di Poetry Sound Library, mappa mondiale sonora delle voci poetiche.

Ha pubblicato 11 libri di poesia, tra cui il recente Per segni accesi, Giuliano Ladolfi Editore, Premio Voci Città di Roma, selezionato al Premio Camaiore, finalista al Premio Lorenzo Montano; Curve di livello, Marsilio, Premio Astrolabio, finalista al Premio Camaiore; Other Signs, Other Circles—Selected Poems1990-2008, libro antologico di percorso edito per Chelsea Editions di New York nella collana Poeti Italiani Contemporanei Tradotti (traduzioni di Anamaría Crowe Serrano e Riccardo Duranti), Premio Città di Cattolica; Andare per salti, Premio Speciale ”Una vita in Poesia”al Lorenzo Montano, rosa del Premio Elio Pagliarani, finalista al Premio Guido Gozzano; Ciclica, La Vita Felice, secondo classificato al Premio InediTo-Colline di Torino; Paso Doble, Empiria, volume bilingue di poesie a quattro mani, coautrice la poetessa irlandese Anamaría Crowe Serrano, che ha tradotto anche Porte/Doors, Edizioni del Leone, Premio Internazionale Forum-Den Haag. E’ presente con testi poetici in numerosi volumi collettanei e in antologie e su riviste italiane e straniere anche con recensioni e saggi critici. Sue poesie sono state tradotte e pubblicate, oltre che in inglese, in rumeno, greco, spagnolo, albanese, turco, arabo.

Sua è la cura della versione poetica italiana del libro antologico del poeta rumeno Gheorghe Vidican 3D-Poesie 2003-2013, CFR, che ha ricevuto il Premio Accademia di Romania per la traduzione.

Un ampio materiale bibliografico è disponibile nel sito personale www.annamariaferramosca.it

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Poesia italiana del XXI secolo

Prisco De Vivo è pittore, scultore e poeta, nato a Napoli nel 1971 e vive ad Avellino.  Ha pubblicato i volumi di poesie: Dell’amore del sangue e del ricordo (selezionato al Premio Pascoli 2005), Il Laboratorio/Le edizioni, 2004, prefazione di Plinio Perilli e postfazione di Raffaele Piazza), Segni e parole (In una notte oscura e uggiosa), Il Laboratorio/Le edizioni, 2006, lavoro di poesia/immagini a quattro mani con Raffaele Piazza), Dalla penultima soglia, Marcus edizioni, 2008, prefazione di Marcello Carlino, Ad Auschwitz, Il Laboratorio/le edizioni, 2009, prefazione di Enzo Rega e postfazione di Antonella  Cilento, ha ricevuto per la raccolta Il lume della follia il secondo posto del Premio Nazionale Minturnae XXIII edizione per l’inedito, 2009. Nel 2020 ha pubblicato il suo ultimo libro di poesie e opere dal titolo “Il lume della follia” Oèdipus edizioni, con una prefazione di Alfonso Guida. È stato incluso in varie antologie tra cui : Melodia della terra (Secondo Volume) 2006, Crocetti editore, a cura di Plinio Perilli, Da Napoli, Verso Kairos editore, a cura di Antonio Spagnuolo e Stelvio Di Di Spigno, 2007, Poeti e Pittori di [Secondo Tempo] 2013, Marcus Edizioni , a cura di Alessandro Carandente e Marcello Carlino. Collabora stabilmente con le   riviste come  Graphie, ‘Frequenze Poetiche e La Clessidra, e Blog letterari come Nazione Indiana e La poesia e lo spirito. Nel 2020  per le edizioni Ripostes  ha pubblicato  un  suo volume di saggistica illustrata dal titolo Rubina Giorgi, Sacrificio per la parola.

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