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La poesia di Yin Xiaoyuan

Yin Xiaoyuan è una poetessa d’avanguardia nonché una scrittrice “cross-genre”, che sperimenta generi letterari differenti e multilingue. Ha fondato la Scuola Enciclopedica di Poesia nel 2007. È progettista e visual designer del Papercube della Scuola Enciclopedica di Poesia A.I. (edizione speciale per il 10° anniversario). Dirige il Creative Writing & Integrated Art Workshop, i cui membri includono poeti, scrittori, drammaturghi, musicisti, artisti visivi/installativi, fotografi e calligrafi. È membro della Writers’ Association of China, della Translators’ Association of China e del Poetry Institute of China. Le sue opere scritte in cinese, inglese, giapponese, tedesco e francese e tradotte in italiano e spagnolo sono state pubblicate in patria e all’estero.

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20 righe (per niente) facili

 

Amare le donne, dolce il caffè. Nicola Vacca dedica la sua nuova raccolta ai caffè e al suo amore. In questi momenti domestici ma universali, ordinari e insieme unici, si svolge un discorso amoroso a due. Ed è poetico perché, come diceva Ezra Pound, la poesia è, appunto, semplicemente un discorso tra persone intelligenti. Nonostante tutti parlino d’amore, d’altra, parte, la poesia d’amore soffre di solitudine. Tutti se ne occupano, ma nessuno la sostiene. Intrappolati nella nostra afasia sociale, nessuno dialoga con l’amore, riconoscendone l’autonoma realtà. L’amore esiste sempre/ anche quando le finestre non si aprono.

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L’albero di rose. Premio Letterario. Festa del Maggio di Accettura.

Ritorna, con la sesta edizione,  il premio letterario L’albero di rose, dedicato alla festa del  Maggio di Accettura, ai culti arborei, a Leonardo Sinisgalli e alla Lucania tutta.
Il premio si compone di tre sezioni:
Sezione I “Essenza Lucano” – Poesia inedita ispirata ai temi naturalistici, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero.
Sezione II “Leonardo Sinisgalli” – Poesia inedita ispirata ai temi di Sinisgalli antropologo: la poesia che scaturisce dall’urto con gli oggetti, simboli di culti primordiali; la mitologia domestica, la mitologia del luogo grezzo e sobrio. È nel luogo che meglio si leggono “le formule semplicissime che regolano il mondo”.
Sezione III – Poesia edita; la silloge deve essere edita a partire dal giorno 1° gennaio 2020.
Il vincitore della Sezione I- Poesia inedita a tema riceverà la somma di euro 600,00 (seicento). Il secondo classificato riceverà la somma di euro 400,00 (quattrocento) e il terzo classificato la somma di euro 200,00 (duecento).
Il vincitore della Sezione II- Poesia inedita a tema “Leonardo Sinisgalli” riceverà la somma di euro 600,00 (seicento). Il secondo classificato riceverà la somma di euro 400,00 (quattrocento) e il terzo classificato la somma di euro 200,00 (duecento).
Il vincitore della Sezione III- Poesia edita riceverà la somma di euro 1.000,00 (mille). Il secondo classificato riceverà la somma di euro 600,00 (seicento) e il terzo classificato la somma di euro 400,00 (quattrocento).
Il termine per l’invio dei contributi è il 1° giugno 2023.
La giuria che seleziona i finalisti è composta da Luciano Nota, Claudio Damiani e Plinio Perilli.
Le opere vincitrici sarannò selezionate dalla una giuria d’onore di cui sono  altresì parte, oltre ai tre giurati sopra menzionati, membri designati dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dal Comitato di Matera della Società Dante Alighieri.
Per conoscere le modalità di partecipazione, si prega di prendere visione del bando al seguente link

 

Frammenti di Cinema # 61

Nel 2022 è uscito Living di Oliver Hermanus. È la storia di un impiegato che riscopre il senso della vita all’annuncio della malattia. Anche lo scenario collettivo nel quale si muove è malato, la guerra. Il film è un remake del capolavoro di Akira Kurosawa (1952), Vivere. A sua volta, l’idea centrale sembrerebbe derivare dal racconto La morte di Ivan Ilic di Lev Tolstoj. Mr. Williams e San Watanabe ci ricordano anche il sig. Umberto Domenico Ferrari di Vittorio De Sica. Ad interpretata l’umile impiegato Umberto D. (1952), dedicato alla memoria di suo padre, il regista chiama un attore non protagonista. Si chiama Carlo Battisti, insegna glottologia all’Università di Firenze. Chissà, allora i docenti universitari non erano ancora saliti al rango di baroni. Anche Totò ha vestito i panni del travet in una esilarante versione del racconto Morte di un impiegato di Anton Cechov. Il titolo del film Totò e i re di Roma (1951) cita la domanda che viene fatta al povero archivista durante l’esame tardivo per la licenza elementare. Con la regia di Steno e Mario Monicelli, è l’unico film in cui Alberto Sordi, che rischia il famoso “palliatone”, recita con Totò. Continua a leggere→

Diario di un avvocato di provincia

 

Ius est ars boni et aequi

                                                                                      (Celso, II secolo d.C.)

(A Lola,

mia amorevole compagna di vita)

Introduzione

*   *   *

Eravamo riuniti nella sala curatori del Tribunale … Eh va bè, lo so, ricorda l’inizio di Madame Bovary, ma che ci posso fare, eravamo riuniti lì …  Dicevo, eravamo riuniti nella sala curatori del Tribunale. C’era il Presidente della sezione, in piedi accanto al cancelliere che sedeva alla sua scrivania, davanti al computer. Era un martedì, giornata di ricevimento dei magistrati. Fu un incontro spontaneo, improvvisato, nato da una discussione intorno a una delle ultime, indesiderate riforme legislative. Anch’io ero lì, nascosto, incerto, quale giovane curatore beneficiato di alcuni incarichi minori, per farmi le ossa, nella speranza un giorno di entrare a far parte del gotha dei curatori fallimentari, di quelli cioè destinatari di liquidazioni a cinque zeri. I colleghi avvocati, e i commercialisti, si accalcavano nella stanza: il Presidente aveva preso la parola e bisognava farsi notare. Io invece mi nascondevo sempre di più, timoroso di incrociare gli sguardi degli altri giudici delegati, nel frattempo intervenuti, e di essere coinvolto in una discussione che aveva raggiunto il livello di un convegno, di un corso di alta formazione professionale; il che mi avrebbe creato molto imbarazzo e avrebbe turbato la mia serenità, già minacciata da quell’evento inatteso.

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Poesia italiana del XXI secolo

Vincenzo Errico è nato nel 1960, vive a Collepasso (LE). Ha vissuto a Roma dal 1991 al 2018. Sue poesie sono state pubblicate su riviste cartacee e on line, oltre che su testi antologici. Ha curato dal 1998 al 2011 la rubrica di poesia sulla rivista Aut del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. Fra le pubblicazioni: Retrovie, Ed. Madona Oriente, 1996, con G. Farinella; Cordiali saluti fermi, Ed. Il mio libro, 2020; Turbinando, Ed. Il mio libro, 2021; Fritti, Ed. Il mio libro, 2021, e Taccuino scarso, Ed. Il mio libro, 2021.

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Poesia italiana del XXI secolo

Maurizio Manzo è nato a Cagliari nel 1961. Ha pubblicato nel 1985 Coreografia del ghetto storico (Edizioni Castello) e nel 2014 Sette terribili ostriche e una perla (Edizioni Lepisma). Nel 2016 la raccolta RIZOMI E ALTRE GRAMIGNE. Alla XXVIII edizione del Premio nazionale di poesia Lorenzo Montano ha ricevuto una menzione speciale per la raccolta Anamorfiche e altre Distorsioni e per la poesia Traccheggio. Suoi lavori in prosa e poesia sono presenti in vari lit-blog.

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Poesia italiana del XXI secolo

Enrico De Lea è nato nel 1958, originario del messinese, vive in Lombardia, pur restando da sempre assai legato ai luoghi e alle comunità da cui proviene. Come autore di versi ha pubblicato: Pause, 1992, Edizioni del Leone, Ruderi del Tauro, 2009, L’arcolaio ed., Dall’intramata tessitura, 2011, Ed. Smasher, Da un’urgenza della terra-luce, 2012, Ass. La Luna, nella collana diretta da Eugenio De Signoribus, le plaquettes Suffragi del bianco (2014) e Sarmura (2015), per Officina Coviello- Milano,  La furia refurtiva (2016, Vydia editore), e da ultimo, nel 2022, la raccolta Giardini in occidente, 2022 Seri editore- MC. Suoi testi sono apparsi inoltre, fra le altre, nelle riviste Wimbledon,  Specchio (de La Stampa), Sud, Atelier, Tuttolibri, Poesia, Registro di Poesia, Caffé Michelangiolo e nelle antologie “Poesia di strada – Licenze Poetiche” – Vydia, 2011 – Seri Ed.,  2018), e Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – per Emilio Villa –– DotCom Press edizioni, 2013.  E’ presente altresì in vari siti online.

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Poesia italiana del XXI secolo

Giovanna Menegùs è nata a Milano nel 1969, vive tra San Vito di Cadore, Belluno e la provincia di Varese. Ha lavorato a lungo in ambito editoriale, e pubblicato tre libri di poesia: Quasi estate, MasterBook / ExCogita, 2017, Investitura di voci. 50 poesie (96, rue de-La-Fontaine, 2018, postfazione di Angelo Andreotti), L’occhio fotografico (Pietro Macchione, 2018, postfazione di Antonio Fiori). Fa parte della redazione di Avamposto. Rivista di poesia, nella versione cartacea e online, e del lit-blog collettivo La poesia e lo spirito. Un suo saggio è in uscita sulla fanzine di Versante ripido.

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Frammenti di Cinema # 60

Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975) di Chantal Akerman è il film più bello nella storia del cinema. Lo ha decretato la rivista Sight and Sound, pubblicata dal British Film Institute. Attenzione, però. La scelta si rinnova ogni decennio. Il primo film che ha ricevuto questo riconoscimento nel 1952 è Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica. Dieci anni dopo, nel 1962 in cima fu messo Quarto Potere – Citizen Kane (1941) di Orson Wells, e vi è rimasto per un periodo molto lungo. Infatti, solo nel 2012 viene scavalcato in classifica – restando comunque secondo – da La donna che visse due volte – Vertigo (1952) di Alfred Hitchcock.

Il film della Akerman è inconsueto. Riprende in tempo (quasi) reale la vita quotidiana di una casalinga, madre di un giovane studente, nel corso di tre giorni. Con un particolare, scandito con naturalezza, nella giornata ordinaria: Jeanne si prostituisce. Oltre ad essere considerato cinematograficamente un capolavoro, è un film fondamentale per la cultura femminista.

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Poesia italiana del XXI secolo

Simone di Biasio nasce a Fondi (LT) nel 1988. È dottore di ricerca in Pedagogia presso l’Università Roma Tre e insegna all’Università di Cagliari “Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza”. Giornalista culturale, collabora con Doppiozero, L’indiscreto, Minima&Moralia, Antinomie. È tra i fondatori dell’Associazione “Libero de Libero”, di cui ricopre la carica di Presidente, e ideatore del Festival poetico “Verso Libero”. Ha pubblicato Assenti ingiustificati, EdiLet, 2013, XXX Premio “Alfonso Gatto”, Partita, Fusibilia, 2016, e Panasonica , Il Ponte del Sale, 2020. È inoltre autore del saggio Guardare la radio, Mimesis, 2016. A novebre 2022 ha curato la II edizione del Festival di poesia italiana in Svizzera “verso Berna”. Nel luglio 2021 ha preso parte alla rassegna “Dante Assoluto” del Festival Letterature di Roma, da cui è tratta la foto nel post.

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Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – IX Edizione

Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio

Poeti “liberi” e poeti “protetti” in dialogo

 Il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio è un’iniziativa unica perché aperta, in due apposite sezioni, Vita di scienza e d’arte e L’ozio degli attivi, alla poesia di autori noti o esordienti, così come a quella di persone ospiti di strutture protette. Quest’anno, fino all’11 febbraio, sono aperte le iscrizioni alla nona edizione.  Il bando è pubblicato sul sito www.mantovapoesia.it.

I testi dei vincitori, dei segnalati e di coloro che riceveranno riconoscimenti speciali verranno inclusi in un volume edito da Gilgamesh Edizioni (Antologia – Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – IX edizione). Il libro, dotato di regolare codice ISBN, avrà distribuzione editoriale a livello nazionale. La raccolta poetica, suddivisa nelle due distinte sezioni, sarà corredata da riflessioni critiche. Il volume verrà promosso sui principali siti web tematici e sarà inoltre inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche.

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Poesia italiana del XXI secolo

 

Angela Greco AnGre è nata a Massafra nel 1976. Ha pubblicato un titolo in prosa e diversi titoli di poesia tra i quali Ananke, Ladolfi, 2021, introduzione di Fabrizio Bregoli e Aiguiller, Ladolfi, 2022, sono i più recenti. Presente in antologie, siti e blog è ideatrice e curatrice del lit-blog Il sasso nello stagno di AnGre (https://ilsassonellostagno.wordpress.com/); commenti e note critiche ai suoi lavori sono reperibili all’indirizzo https://angelagreco76.wordpress.com/. Continua a leggere→

Frammenti di Cinema # 59

Ci sono i remake e i sequel. Poi, sono arrivati i prequel, gli spin-off e i reboot. Infine, più modestamente, ci sono i film fotocopia, ovvero che hanno la stessa trama. Ma senza intenzione alcuna, almeno in apparenza. Clamoroso è il caso che riguarda Checco Zalone e Aldo Baglio. Nel 2020 il primo fa di nuovo il botto con Tolo Tolo. Il film parla di migrazioni e varia disumanità. Questa volta gli spettatori scoprono che la trama, come si dice in questi casi, fa riflettere. Infatti, escono dal cinema delusi. Un anno prima, Aldo, di Aldo, Giovanni e Giacomo, esordisce da solista in Scappo di casa di Enrico Lando. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Luca Pizzolitto nasce a Torino nel 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale. Da quasi vent’anni si interessa ed occupa di poesia. Nel 2008 vince il Premio Arezzo Poesia; nel 2014 si classifica primo al Concorso Letterario Internazionale Città di Moncalieri (“Una disperata tenerezza”, Ladolfi). Nel 2019 vince il Premio Internazionale Città di Latina (“Il tempo fertile della solitudine”, Campanotto). Nel 2021 è finalista al Premio di Poesia Onesta e Premio Prato Poesia (“La ragione della polvere”, peQuod). I suoi ultimi libri pubblicati sono: L’allontanarsi delle cose, Ladolfi, Il silenzio necessario, Transeuropa, Dove non sono mai stato, Campanotto, Il tempo fertile della solitudine, Campanotto, Tornando a casa, Puntoacapo. Con la casa editrice peQuod ha pubblicato, nella collana Rive: La ragione della polvere (2020) e Crocevia dei cammini (2022). Da fine 2021 dirige la collana di poesia portosepolto, sempre per conto della casa editrice peQuod.

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Poesia italiana del XXI secolo

Antonella Pizzo è nata a Palazzolo A. nel 54 e vive a Ragusa. Ha pubblicato le sillogi dialettali Strati, E su paroli nuovi, Comu ‘n ciumi lientu. Gli e-book Partenope (Biagio Cepollaro, 2006), I morti non sono nervosi (Feaci Edizioni, 2007). Ha pubblicato le raccolte in lingua A forza fui precipizio (Lietocolle, 2005), Catasto (Fara Editore, 2006), In Stasi irregolare (Le voci della Luna, 2007),  Il sogno è miele (DARS, 2009), Dentro l’abisso luccica la storia (L’arcolaio 2011). Presente in numerose antologie. Suoi testi sono apparsi su riviste cartacee e in rete. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari, tra i quali premio migliore sceneggiatura I corti di Mauri con Il passaggio, per la poesia edita il Premio Renato Giorgi 2007, Gorgone d’Argento 2009 per In stasi irregolare, Elsa Buiese 2009, Simone Cavarra 2010, per sonetto inedito premio Renato Fucini 2010. Seconda classificata,  Premio Ischitella-Pietro Giannone 2008 per la silloge dialettale inedita Trapassi, Nel 2022 per la poesia inedita finalista Lorenzo Montano, Premio Talamone 1 class. Evviva la mamma, per la narrativa inedita finalista Caffè letterario Moak,  Premio Pehnt – V edizione. Il suo sito personale è http://antonellapizzo.wordpress.com.

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Poesia italiana del XXI secolo

Fabio Franzin è nato nel 1963 a Milano. Vive a Motta di Livenza, in provincia di Treviso. È redattore della rivista di civiltà poetiche “Smerilliana”. Ha pubblicato le seguenti opere di poesia Il groviglio   delle   virgole, Stamperia   dell’arancio,   2005 (premio   “Sandro Penna”),  Pare (padre), Helvetia, 2006,  Muscio e roe (Muschio e spine), Le voci della luna, 2007 (premio “San Pellegrino”, premio “Insula Romana” e premio “Guido Gozzano”), Fabrica,  Atelier, 2009 (Premio “Pascoli”, Premio “Baghetta”), Rosario de siénzhi (Rosario di silenzi – Rožni venec iz tišine), Postaja Topolove, 2010, edizione trilingue con traduzione in sloveno di Marko Kravos,  Siénzhio e orazhión (Silenzio e preghiera), Edizioni Prioritarie, 2010, Co’e man monche (Con le mani mozzate), Le voci della luna, 2011 (premio “Achille Marazza”, finalista al premio “Antonio Fogazzaro”), Canti dell’offesa, Il Vicolo, 2011, Margini e rive, Città Nuova, 2012, Bestie e stranbi, Di Felice (I poeti di Smerilliana), 2013, Fabrica e altre poesie, Ladolfi editore, 2013, Sesti/Gesti,  Puntoacapo, 2015, Erba e aria, Vydia, 2017 (Premio “Thesaurus” 2017, premio “Luciana Notari” 2018);  Corpo dea realtà/Corpo della realtà, Puntoacapo, 2019 (Premio “Franco Fortini” 2019); Prà de paròe,  Sassiscritti, 2020; ‘A fabrica ribandonàdha, Arcipelago Itaca, 2021.

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Frammenti di Cinema # 58

Chi avrebbe mai pensato di utilizzare un film su Babbo Natale per un seminario sui rapporti tra Diritto e Letteratura? Mi è capitato di farlo (grazie al saggio di Bruno Cavallone, La Borsetta di Mrs Flite) abbinando Miracolo nella 34^ Strada (1947) di George Seaton al thema probandum nel processo.  Kris Kringle (Christ-Kindl) sostiene di essere davvero Babbo Natale. Dopo una colluttazione con lo psicologo del Grande Magazzino, dove veste i panni di Santa Claus per la meraviglia dei piccoli, viene arrestato. Le Poste, prendendo spunto da una lettera inviata in Tribunale, decidono di indirizzarle tutte presso il Palazzo di Giustizia. La corte, dunque, sentenzia: non dovendo provare se esista o meno Babbo Natale, risulta invece provato che la città di New York riconosce nel signor Kris Kringle Babbo Natale, a conferma che una sentenza non certifica la Verità ma una verità intersoggettivamente riconosciuta. Nel 1994 Les Mayfield ne ha fatto un remake con Richard Attenborough nel ruolo di Kingle, ma il risultato non è stato lo stesso. In Fatman di Ian e Eshom Nelms, Cris Cringle (Mel Gibson) subisce, dopo molti anni, la vendetta di un bambino viziato che aveva ricevuto un pezzo di carbone. Mandante e killer non hanno, però, fatto i conti col vizio inerente al piano criminale: Babbo Natale è immortale. L’idea di trasformare la leggenda di Santa Claus in una dark-story è suggestiva, benché il film sia stato dichiarato (a torto) il peggior film di Natale del 2020. Quest’anno è uscito Una notte violenta e silenziosa (Violent night) di Tommy Wirkola che utilizza lo stesso ribaltamento.

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Poesia italiana del XXI secolo

Annalisa Teodorani è nata Rimini  nel 1978 , vive a Santarcangelo di Romagna. Esordisce nel 1999 con la  raccolta di versi in dialetto romagnolo Par sénza gnént, Per nulla, Rimini, Luisè cui fanno seguito La chèrta da zugh, La carta da gioco, 2004 e Sòta la guàza, Sotto la rugiada, 2010 entrambe per i tipi del Ponte Vecchio di Cesena con cui, nel 2013, dà alle stampe la seconda edizione del libro d’esordio.  Nel 2014 esce, per i tipi di Carta Canta (Forlì), la sua quarta raccolta di poesie nel vernacolo di Santarcangelo ovvero La stasòun dagli amòuri biénchi La stagione delle more bianche.  Nel 2016 esce il suo primo e-book Nient’altro che parole edito da Feltrinelli nella collana Zoom poesia e nel 2017 Dei luoghi la natura: guida poetica del territorio di Poggio Torriana,  Maggioli Musei. È compresa nel saggio a cura di Pietro Civitareale, Poeti in romagnolo del secondo Novecento, Imola, La Mandragora, 2005 e, a cura dello stesso autore, nella selezione antologica eponima uscita nel 2006 per le edizioni Cofine di Roma. È presente anche nel Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di Gianni Fucci e Giuseppe Bellosi, Villa Verucchio, Pazzini, 2006.  È compresa anche nell’antologia in lingua inglese Poets from Romagna, uscita nel 2013 per la casa editrice gallese Cinnamon Press e nell’antologia Italia a pezzi, Gwynplaine. Ha partecipato a svariate rassegne e diversi festival di poesia e letteratura tra cui: Pordenonelegge,  Cabudanne de sos poeatas (Settembre dei poeti), La luna e i calanchi, La punta della lingua, Notturni diversi, L’importanza di essere piccoli, Il piccolo festival della Parola, Salerno Letteratura, Napoli Teatro Festival, Parco Poesia, Cantiere Poetico per Santarcangelo,  Nottilucente, Anteprima Sponzfest 2022. Continua a leggere→