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TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono

tu-non-dici-paroleBronte, 1638. Periodo di malcontento popolare e di Santa Inquisizione. Francisca Spitalieri è un’esposta dotata di una peculiare caratteristica: ama le parole belle. Parole liturgiche e dell’offertorio, sentite in convento, che “ruba” e ripete di continuo pur non conoscendone il significato. Parole che re-interpreta, ammaliata dalla loro austerità e musicalità. Questo suo amore, però, viene considerato anormale. Per questo motivo, e per altre circostanze a esso legate, viene messa a giudizio dal Santo Uffizio. Francisca è la protagonista di “Tu non dici parole” (Perrone, 2008), romanzo d’esordio della siracusana Simona Lo Iacono, magistrato e dirigente del Tribunale di Avola. Una storia tragica, dolente; ispirata da personaggi realmente esistiti e caratterizzata da visionarietà artistica e grandissima teatralità; “messa in scena” con un riuscito impasto linguistico imperlato di espressioni in latino, in volgare e in dialetto siciliano.

“Tu non dici parole”. Un titolo molto evocativo. Da dove nasce?
– Da una poesia di Pavese, tratta da “La terra e la morte”. Non dire parole è più di un silenzio. È una privazione. Quando mancano le parole è perché la vita non si manifesta. Perché la bellezza cessa di stupire. Una fine. Chi scrive, invece, compie un atto vitale, scaglia continuamente parole contro la morte.
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Dalle terre del nord. Alla ricerca dell’anima artica

Massimo Maggiari, Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica, Cda & Vivalda Editori, 2008, pag. 132, Euro 13,00.

di Alberto Pezzini

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Belin che bello ragazzi !
Che libro per volare su di un disco di Enya ed in mezzo alla neve. Senza ciaspole ma con le ali di un gabbiano. Non me ne vorrà Maggiari per l’incipit. Si tratta però di un libro che salpa nell’anima come per caso. Uno di quei volumi che ti arrivano – anche se li hai richiesti per una curiosità fisiologica – e che poi ti metti a leggere alla sera, quando sei stanco. A volte i libri si valutano anche così. A seconda del momento o dell’occasione. A seconda della temperie spirituale in cui uno si trova buttato. E’ un volume new age. E’ una definizione stupida e riduttiva. E’ un volume all’antica, capace di seguire l’arco di un fiume interiore durato una vita.
Maggiari è genovese di nascita ma vive ormai da tempo nella Carolina del Sud, a Charleston, dove insegna lingua e letteratura italiana al College di Charleston. E’ un uomo dall’aspetto poderoso, sa di vichingo e guerriero che ha faticato. Nella fotografia che lo incornicia nel risguardo di copertina sembra guardare verso un mare lontano, con un tamburo sotto il braccio. I libri si valutano anche per le orecchiette che uno ci fa. Altri hanno l’abitudine di sottolineare i passi più significativi con un frego sottile della matita. Altri usano il libro in modo fisico segnalandosi le pagine più intense con delle piccole, minuscole orecchiette laterali. Continua a leggere

NEL CUORE CHE TI CERCA di Paolo Di Stefano

Storia di un sequestro. Storia di un dolore che non si placa, di una ferita che non si rimargina.
La protagonista si chiama Rita: una bambina che viene rapita da un maniaco e tenuta segregata per ben otto anni in condizioni spesso disumane.
L’altro protagonista si chiama Toni Scaglione. È un uomo obeso che fa il giornalista in un giornale scandalistico. Ed è anche il padre della piccola Rita.
Scaglione va alla ricerca della figlia. Non si rassegna al tempo che passa senza esiti, non si piega alla disperazione dei fallimenti; né alle beffe delle illusioni.
Infine la figlia viene ritrovata.
Ma è ancora Rita, la giovane sopravvissuta al pluriennale rapimento?
Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008, pag. 296, euro 19) è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano a cui è stato recentemente tributato il Premio Selezione Campiello: una storia struggente e coinvolgente; caratterizzata dalla presenza di più voci che si avvicendano alle due principali. Continua a leggere

Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia

di Alfio Squillaci

Roberto Bizzocchi, Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia, Laterza, Bari, 2008

L’Età dei Lumi coincise in Italia con la diffusione della singolare pratica sociale presso la classe aristocratica dei cosiddetti “cicisbei”. Cicisbeo è un termine attestato in Italia fin dalla fine del ‘600 col quale si designa quel Cavalier servente pronto ad accompagnare in tutte le attività pubbliche la dama sposata con il consenso pacifico del di lei marito, e con la quale egli si intrattiene in fitti bisbigli, da dove forse trae origine onomatopeicamente il termine stesso. Dall’immagine posta in copertina del libro (un dipinto di Giandomenico Tiepolo) si evince icasticamente la consuetudine pubblicamente accettata di questo singolare ménage à trois, abbastanza bizzarro per i nostri costumi di oggi.
A dire il vero questo costume sociale fu indicato da osservatori arcigni, quali Sismonde de Sismondi, come il punto più basso del rammollimento di una nazione intera. Nel volume XVI della sua monumentale Histoire des Républiques italiennes Sismondi (con il quale polemizzò, com’è noto, il Manzoni delle Osservazioni sulla morale cattolica), indicò proprio nel cicisbeismo il punto di approdo di quel grande arco di civiltà italiana iniziatosi con i Comuni. Continua a leggere

Tortuga

di Alberto Pezzini

Valerio Evangelisti ,Tortuga, Mondatori Strade Blu, 2008, pag. 330 – Euro 16,50
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Finalmente c’è ogni tanto da divertirsi. Evangelisti deve molto a Salgari. Con un occhio capace però di solleticare la sessualità. In maniera sottile, quasi perfida. Questo è un romanzo d’appendice allo stato puro. E’ trasgressivo come certi romanzi psicologici ed ha in più la forza oscura ed inconscia del sesso a tenerti avvinto alle pagine. In Noi saremo tutto il sesso era più esplosivo, più manifesto. Non aveva paura alcuna di chiamare le cose con il loro nome. Forse era addirittura troppo accelerato in alcuni punti. Qui il sesso è un’attesa infinita sul mare. Con un exploit finale che non ti saresti aspettato per la crudeltà secca con cui si chiude. Continua a leggere

La via d’uscita

Marc Batard,  La via d’uscita. Confessioni intime di un alpinista estremo, Cda & Vivalda 2007, Euro 17,00. ( trad. di Gabriella Bosco e Paolo Brunati)

di Alberto Pezzini

Può un libro del genere passare praticamente inosservato ? In Italia dove si scrive più di quanto si legge e dove perfino Cristian De Sica scrive un libro godibile e casereccio come Figlio di papà ? E’ strano pensare che un alpinista express come Batard, famoso nel mondo per la velocità con cui inanella le scalate, scriva un libro per dire di essere omosessuale, abbandonare l’alpinismo, e non susciti se non un battito di ciglia ? Mettiamo che per una volta un libro non sia soltanto tale. Continua a leggere

Viola Amarelli – Note su “A ogni cosa il suo nome” di Francesco Tomada

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               Viola Amarelli – Note su A ogni cosa il suo nome di Francesco Tomada

     “Le Voci della Luna” confermano una attenta linea editoriale pubblicando “A ogni cosa il suo nome”, secondo libro di Francesco Tomada, autori tra i più interessanti degli ultimi anni.
     I testi di questa raccolta palesano, con una accresciuta consapevolezza, ragioni e spazi della scrittura di Tomada già presenti nel precedente, felice esordio de “L’infanzia vista da qui”. Continua a leggere

Caro Franco

Caro Franco,
ho finito di leggere Vento forte tra Lacedonia e Candela, partecipe della rabbia e della pietas leopardiana del tuo sguardo e colpito dal quadro socio-politico che ne emerge: assalto devastante al territorio, cemento selvaggio sulle campagne, demolizione del Belpaese, nessuna azione umana che ponga riparo a disastri naturali come quelli del terremoto, incuria quando non colpa e complicità degli amministratori, latitanza dello Stato, menefreghismo della popolazione, emigrazione e abbandono come unica soluzione, desolazione di chi resta. Continua a leggere

“Autoreverse” a Fahrenheit?

Domani 9 gennaio, dalle ore 15, sintonizzatevi su Radio 3 per sentire a Fahrenheit? la presentazione del libro del giorno: Autoreverse del redattore de lapoesiaelospirito Francesco Forlani.

Proponiamo per l’occasione una recensione del libro uscita di recente.

Pavese e l’hotel dei destini incrociati
di Francesco De Core

Piccole storie individuali risucchiate nell’alveo mitico della vicenda dello scrittore

Ventisette agosto 1950. Cesare Pavese chiude il libro della vita in una stanza dell’albergo Roma, la 313, a Torino. Uccidendosi con i barbiturici. Nulla di cruento, tutto studiato. La morte arriva, cercata, voluta: l’ultimo demone si sfilaccia in poche frasi, in versi disperati. Continua a leggere

Diario di un editore inCorreggibile

di Alberto Pezzini

Marco Cassini, Diario di un editore inCorreggibile, Laterza,  2008 – pagg. 116 – Euro 9,50.
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La storia della Minimum Fax. Detta in due parole, o in una espressione sintetica, sembra cosa da poco. Ci sta una vita intera dietro, invece. Un’esistenza di chi studia giurisprudenza e poi pensa di fare qualcosa d’altro. Di concreto, di tattile, da toccare con il cuore soprattutto. Dopo l’officina Einaudi di Pavese, Calvino e Vittorini, ma soprattutto Pavese, in Italia non è stato più registrato dal senso comune una attività editoriale così fresca, indipendente.
Così Marco Cassini ci parla di Minimum Fax. Nasce da un fax, all’inizio. Fu un fax. Anzi una rivista da inviare attraverso il fax. Una pagine secca, una pagina contenuta in un formato A4. Da quell’invio arriva una serie differenziata e volente di richieste. Segno che quella trovata solitaria ha funzionato. Segno che anche nell’editoria c’è bisogno di un fremito nascosto che vibri all’imbrunire. Per attirare e stupire un poco. Per sembrare anche un poco di più diversi dagli altri. Continua a leggere

Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove / Una notte a Bari

Né qui né altrove / Una notte a Bari – Gianrico Carofiglio – Editori Laterza 2008 – pagg. 159 – Troppo pochi euro per tanta storia.

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di Alberto Pezzini

Gianrico Carofiglio sa scrivere. E bene. Diciamo che in Italia è divenuto quello che Scott Turow – con Presunto Innocente – è stato negli Stati Uniti. Un narratore della realtà processuale dentro la realtà vera e propria. I due universi sembrano lontani, quello del processo e quello della realtà. Sono due mondi effettivamente distinti. Ma che poi finiscono per intrecciarsi. Con la teoria del testimone inconsapevole – secondo cui una persona che mente mentre testimonia non lo fa consapevolmente se segue un proprio inconscio sistema visivo interiore capace di deformare la realtà – ha creato la figura del legal thriller italiano. Che non può mai non essere autobiografico, peraltro. Continua a leggere

Quella mucca pazza degli Stati Uniti d’America

«L’improvviso impeto con cui il desiderio di andare a vedere se le iniziali da me incise più di vent’anni prima nello sportello di uno dei gabinetti nel bagno dell’Art Building fossero ancora lì, l’improvviso e inatteso e irresistibile impeto che mi aveva pervaso con tanta urgenza appena sceso dal taxi, davanti al dormitorio, con Lenore, era una cosa agghiacciante».

di Guido Caldiron

Quando la mattina del 14 settembre di quest’anno è arrivata la notizia che David Foster Wallace si era impiccato nella sua casa di Clermont nel sud della California, al dolore si è unita rapidamente la consapevolezza che l’America stava perdendo uno dei suoi maggiori geni letterari. Si è capito subito che se n’era andato uno degli interpreti più lucidi e autentici di quella perpetua ricerca di sé che sembra essere una delle caratteristiche principali della migliore letteratura statunitense. Continua a leggere

Compra e getta il godimento impossibile del consumismo

Se il desiderio di cose sempre nuove si fermasse, il capitalismo morirebbe di sovrapproduzione. E’ solo promettendoci continuamente una felicità che passa per gli oggetti ma non si raggiunge mai, che il sistema sopravvive.
Quindi non solo l’atto del comprare ma quello del disfarci di cumuli di merci caratterizzano la nostra inquietudine.

In libreria “Consumo dunque sono” di Zygmunt Bauman

di Tonino Bucci

Nella sinistra ci sono due anime che da sempre si confrontano. Una è la tendenza al produttivismo, l’idea che quanto più si sviluppano le forze produttive tanto più il futuro dell’umanità tende al meglio. L’altra è la cultura della sobrietà e della critica al consumismo. Lo slogan della decrescita, coniato dall’economista Serge Latouche, ha avuto negli ultimi anni una certa fortuna politica perché è apparsa l’unica alternativa possibile al dramma dell’inquinamento ambientale. Per i sostenitori della decrescita la società sarà costretta in futuro a consumare di meno se non vorrà distruggere le basi materiali e ambientali della propria riproduzione. Continua a leggere

Gilles Leroy, Alabama Song

Gilles Leroy,  Alabama Song, -Baldini Castaldi Dalai editore – 2008 – pagg. 213 – euro 16,50 – Trad. di Margherita Botto – Premio Goncourt 2007.

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di Alberto Pezzini

Il libro che in assoluto ogni scrittore deve leggere e ricordare.

In ogni caso, molto probabilmente dovrà scusarsi. Arriva il giorno, inevitabile, in cui ci si deve scusare di scrivere. Scrivere non è corretto.

Questo è quanto Zelda Fitzgerald rivela ad un giovane studente il quale avrebbe voluto cominciare a scrivere ma aveva delle riserve morali a farlo. Le remore ci sono quando si ha paura di prendere dalle vite altrui per nutrire la scrittura. Quella pulsione oscura, che ti rende prigioniero. Continua a leggere

Stefania Nardini, Gli scheletri di Via Duomo

Stefania nardini, Gli scheletri di Via Duomo, Tullio Pironti Editore – Pagg. 109 – Euro 10,00.

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di Alberto Pezzini

Bruno Morchio ( quello che ha inventato Bacci Pagano) ama sempre dire che ormai in Italia sono più gli scrittori dei lettori. Anzi, quelli che scrivono libri. Ecco perché i veri scrittori, i pennaioli capaci di sorprendere il lettore saturo, sono sempre di meno. Ecco perché una donna impastata di scrittura argentina, anzi di argento vivo, come Stefania Nardini ha scritto un libro semplicemente corale e magico. In una semplicità francescana. Un libretto corto e smilzo come uno scugnizzo. Uno schizzo sincero di Napoli. Quella di una volta. Colorata, piena di grida, inzeppata di odori che trapanano le narici facendole sbavare di desiderio, fetente. Continua a leggere

Italia De profundis, di Giuseppe Genna

 

Recensione di Valter Binaghi

Esistono scrittori, e sono i più, che sono essenzialmente narratori di miti o favole collettive: nella propria personale creazione artistica danno forma alla sensibilità ma anche anticipano le grandi svolte di un epoca e forniscono al loro tempo un linguaggio rinnovato ma condivisibile, quell’illusione collettiva che chiamiamo cultura. Che Genna non sia uno scrittore di questo genere lo ha dimostrato a mio avviso con Hitler, in cui il suo raffinatissimo artigianato non è riuscito ad andare oltre lo stereotipo del XX secolo di Hitler come incarnazione del male: libro che ho definito malignamente l’opera di uno che studia da ministro della cultura. Continua a leggere

Viaggi a due nell’Europa di questi anni, di Marina Tevini Torossi

viaggi

di Enrico Fraulini

Con l’avvento della televisione, che ci fa vedere ogni luogo del mondo dalla poltrona di casa, e la diffusione della rete internet, attraverso la quale possiamo metterci in contatto con gli infiniti siti in cui vengono rovesciate in continuazione tutte le informazioni possibili, quelle utili e quelle inutili, biblioteca incommensurabilmente più grande e più accessibile di quella storica di Alessandria, sorge spontaneo chiedersi il perché del moderno viaggiare. Il viaggio, nei tempi andati, quando si apprezzava ancora la lentezza, rappresentava lo spostamento della propria esistenza in altri luoghi in cui vivere temporaneamente e scoprire un nuovo modo di vivere. Continua a leggere

Silvia Nirigua, La metà di tutto

SILVIA NIRIGUA, La metà di tutto, Padova, Sartorio, 2008, pagg. 112, 10 euro.

Silvia Nirigua (nom de plume) è fra le scrittrici più nascoste d’Italia. Non esistono, che si sappia, sue foto; non si ricorda una presentazione di suo libro e c’è traccia solo di un suo intervento alla famigerata rubrica radiofonica Fahrenheit, un paio d’anni or sono. A gennaio 2007 andò in scena, a Padova, la riduzione teatrale di Un quarto di me, suo primo racconto romanzo, pubblicato con Meridiano Zero nel 2006; e, narrano le cronache, in quell’occasione l’autrice era presente. Facendo le ormai inevitabili ricerche su Internet, si trova una sola intervista, risalente anch’essa a 2 anni fa, centrata per lo più sulla differenza sessuale e risalente in ogni caso a giugno 2003, data dell’uscita di Trema, fanciulla, trema, suo primo lavoro semiclandestino. Se l’extratesto è, a prima vista e come in questo caso, mancante, soccorre il testo, che in questo caso ne è sovrabbondante. Continua a leggere

(s)troncare e sopire:n.1 Roberto Cotroneo Manuale di scrittura creativa, Castelvecchi 2008

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Roberto Cotroneo Manuale di scrittura creativa, Castelvecchi, 2008.

Quanto mi piaceva Roberto Cotroneo as a young man e firmava le sue acide note come Mamurio Lancillotto, menando fendenti dalle colonne del Domenicale del Sole 24 ore con sana ribalderia da bravo manzoniano, omaggiando così la ghignante ferocia di quel ‘600 da cui aveva ripescato il colto pseudonimo. Troppo spesso, però, come ben sapeva Pitigrilli, l’incendiario si metamorfosa in pompiere e quel Mr.Hyde trinariciuto che imperversava sul Domenicale della Confindustria ha preferito ricomporsi nella tranquillizzante fisionomia di un posato, flemmatico Dr. Jekill. L’eclisse del critico è coincisa così con la nascita dello scrittore e la pubblicazione dell’ inevitabile opera prima: Se una mattina d’estate un bambino (1994). Continua a leggere