Archivi categoria: Recensioni

La notte del Cervino, di Alberto Pezzini

Enrico Camanni, La notte del Cervino , Cda & Vivalda Editori –2003 – pagg. 168 – euro 12,00

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Si torna indietro nel tempo della memoria. E del cuore. E’ un libro dolcissimo e di strazio interiore questo che è ambientato in una notturna Ivrea, freddolosa come certi amori che svaporano nell’autunno. Non è solo libro di montagna. E’ un libro di dolori, un cancro che divora un padre serio, una madre che si dispera, ed una figlia che impara il giornalismo e la montagna attraverso un amore che ha il dono di poter restare. E’ un libro pieno di cose domestiche, questo. Sa di buono anche se ha dentro un grandissimo e lacerante dolore. Come un grido nella notte. Camanni dice che un grande dolore ha bisogno di respirare. Lo sanno i familiari di chi si è beccato un cancro. Come un proiettile che arriva all’improvviso. O un cane, una brutta bestia che latra e non guarda nessuno negli occhi perché è sporca da morire dentro di sé. Continua a leggere

Il tempo materiale, di Giorgio Vasta

Giorgio Vasta, Il tempo materiale
pp. 320, Minimum Fax, euro 13

È una Palermo deforme e allucinata lo scenario in cui si incrociano le lucide inquietudini dei tre ragazzini – Nimbo, Raggio e Volo – che guadano con tormentata disinvoltura il cupo horribilis millenovecentosettantotto italiano, riesumato per l’occasione dal primo benvenutissimo libro solista di Giorgio Vasta. Una Palermo (dis)animata da esseri inetti e arresi, da gatti storpi, cani randagi bruciati vivi, piccioni sbranati in mezzo alle strade, un mondo marginale che assiste inerme alle circonvoluzioni della Storia attraverso tubi catodici in bianco e nero senza rendersi conto di niente, senza porsi interrogativi, limitando il proprio raggio d’azione al ruolo di spettatore immobile e indifeso. Continua a leggere

Alberto Paleari – Ci sfiorava il soffio delle valanghe

Alberto Paleari, Ci sfiorava il soffio delle valanghe, Cda & Vivalda Editori 2003 – pagg. 165 – Euro 10,50.

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di Alberto Pezzini

Penso sempre di più che i libri non abbiano scadenza. Non vanno mai a male. Stanno lì alcuni anni, accoccolati sotto la tua coscienza vigile, e poi te li ritrovi addosso per qualche strana malia. E’ come se una voce sotterranea, silenziosa come un fiume carsico, ti mangi piano piano all’orecchio e ti sussurri di riprendere in mano quel certo volume. Continua a leggere

Una strana riflessione su Ferito a morte, di Raffaele La Capria

Palazzo Donn'Anna - foto E. Tarantino, 2005Per quale ragione, sottilmente autolesionista, uno dovrebbe prendersi la briga di mettere in discussione un monumento della letteratura come Ferito a morte, di Raffaele La Capria? L’enorme fortuna critica di cui ha goduto fino ad oggi (ricordo solamente il recente saggio di Leonardo Colombati pubblicato su Nuovi Argomenti lo scorso anno), come una agguerrita guardia presidenziale se ne sta lì in difesa della sua solidissima reputazione.
Perché dunque intaccare, timidamente, una tale consolidata unanimità?
Per una ragione molto semplice: la lettura di Ferito a morte (FAM) mi ha suscitato qualche domanda. E parecchi dubbi sia sul contenuto che sulla forma.

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Raul Montanari, La prima notte

Raul Montanari, La prima nottepp.280, Baldini Castoldi Dalai, euro 16,80

di Ade Zeno

Sheherazad fascinosa e bambina destinata a lasciare il segno e a imprimersi nella nostra memoria con la forza di una piccola travolgente icona, la giovane donna che ci racconta la sua adorabile e oscura storia ha un nome dolce, armonioso, sensuale come la voce che immaginiamo di sentire durante tutto il lungo, abissale percorso narrativo disegnato con la solita perfetta sapienza dalla mano sicura che ha ormai reso celebre la scrittura di Raul Montanari. Continua a leggere

Arnon Grunberg, Il rifugiato

Arnon Grunberg, Il rifugiatopp.360, Instar, euro 18

traduzione di Claudia Di Palermo

di Ade Zeno

Non si tratta di ipertrofiche e degeneranti disillusioni nei confronti del mondo, né di un’incondizionata resa agli assurdi conformismi che governano i rapporti tra gli esseri umani; non è questo, non soltanto questo: per riuscire a codificare i movimenti e le speculazioni di un personaggio straordinariamente complesso come Christian Beck, protagonista del sesto grandissimo romanzo firmato Arnon Grunberg, dobbiamo prima di tutto renderci conto che il suo apparente auto-abbandono è appunto solo apparenza, una maschera sottile ma coriacea in grado di nascondere agli occhi dell’universo (e forse anche dello stesso Beck) una devozione totale a principî di fede assoluta. Continua a leggere

Alessandro De Roma, La fine dei giorni

Alessandro De Roma, La fine dei giorni, pp. 290, Il Maestrale, euro 15.

di Ade Zeno

Scenario fosco, inquieto, ai limiti dell’apocalisse, la paranoia scalpitante di una città sprofondata nel baratro, uomini mutati in automi truci e inconsapevoli, case vuote, cantine trasformate in catacombe, strade deserte su cui sferragliano tram impazziti e corpi esanimi. E’ questo il futuro che Alessandro De Roma consegna a un mondo non lontano dal nostro, anzi vicinissimo, praticamente a due passi, un futuro che non chiede aiuto a soluzioni fantascientifiche o a immaginari astrusi e decide invece di affidare la paura proprio alla sua spiazzante riconoscibilità. Continua a leggere

LA MOSSA DEL MATTO AFFOGATO di Roberto Alajmo

Per chi conosce bene il gioco degli scacchi la mossa del matto affogato non è una novità. Si tratta di uno scacco matto speciale, il più umiliante: il re, bloccato dai propri stessi pezzi non può più muoversi.
“…Attraverso una serie di sacrifici, l’avversario ti ha chiuso in gabbia. Uno dopo l’altro sono i tuoi stessi pezzi ad averti circondato e messo in un angolo da cui non puoi più scappare. Nel giro di poche mosse sei passato dall’illusione di poter vincere sfruttando i suicidi in serie dell’avversario, alla frustrazione di doverti suicidare tu, senza possibilità di scelta, e di fronte alla minaccia di un unico cavallo superstite. Per quanto l’avversario sia ormai dissanguato, l’ultima mossa servirà solo a stringerti il cappio attorno al collo…”
Il brano tra virgolette è estrapolato dal nuovo romanzo di Roberto Alajmo: “La mossa del matto affogato” (Mondadori, 2008, pagg. 241, euro 17).
Un romanzo come una partita a scacchi, dove il titolo di ciascun capitolo è il codice di una mossa (dalla prima fino allo scacco finale). Un romanzo di ventisei capitoli, una partita in ventisei mosse. Continua a leggere

Era mio padre – recensione specchio

di Maddalena Mapelli

L’occhio del treno è una foto scattata da un treno in corsa, e vedo il volto di Franz riflesso sul finestrino.
E’ un autoritratto: l’autore della foto è Franz Krauspenhaar che impugna la sua Pentax Optio M40. Credo sia una foto recente.

Questa foto è la mia immagine del libro Era mio padre.

E’ un’immagine che mi piace condividere su Ibridamenti come proposta di recensione specchio. (*) Continua a leggere

“La verità del dubbio” di Mariella Cerutti Marocco

di Ottavio Rossani

Mariella Cerutti Marocco approda, con La verità del dubbio (Oscar Mondadori, 2008, pagg. 66, Euro 12), sua seconda raccolta dopo Nuvole di nulla, a una sicura padronanza degli strumenti stilistici e a una consistenza di temi che le permette di alleggerire l’inquietudine dei dubbi esistenziali e l’angoscia delle visioni del nulla dietro la verità degli oggetti. “il mio cuore vuoto/ la mia testa vuota./ Solo gli oggetti vivono/ in questa stanza, intorno a me”. Il libro è corredato da un’introduzione di Giuseppe Conte (parla di “immagini limpide, con una sintassi chiara, con una dizione semplice, quotidiana”) e da una postfazione di Maurizio Cucchi (sottolinea che l’autrice “cerca di muoversi nel profondo o di cercare nel passato” con una “sua limpida vena lirica, che percorre… l’intera raccolta” ma anche con “una concretezza, potremmo dire fisica e quotidiana”). Continua a leggere

Maurizio Cucchi – Jeanne d’Arc: “Una luminosa demenza verticale”

 

di Fabrizio Fantoni
Roma, 14 ottobre 2008

Era il 1431 quando Jeanne d’Arc rigettata dalla Chiesa, recisa dal Suo Corpo Spirituale come membro marcio, venne abbandonata al braccio secolare. “E subito senza altra forma o parvenza di giudizio, la mandarono al rogo, dicendo al boia : Fai il tuo lavoro. Così fu condotta, legata, mentre continuava ad innalzare a Dio e ai santi lodi e devote invocazioni fino all’ultimo respiro; morendo, gridò ad alta voce: ‘Gesù!’” In questo modo, secondo la testimonianza resa da Jeanne Massieu negli atti del processo di riabilitazione di Giovanna d’Arco, la giovane moriva all’età di diciannove anni. Una morte eroica, esemplare, che avrebbe costituito una costante fonte di ispirazione per la letteratura europea. Molti autori, rappresentarono – da Friedrich Schiller con la Pulzella d’Orléans, messa in scena per la prima volta nel 1802, fino a Bertolt Brecht con il Processo di Giovanna d’Arco a Rouen nel 1431 e a Gorge Bernard Shaw con Santa Giovanna – nel corso dei secoli, il processo e la morte di Giovanna d’Arco. Continua a leggere

Muriel Barbery, Estasi culinarie

Muriel Barbery, Estasi culinarie, edizioni e/o 2008 pagg. 145 – euro 15,00

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di Alberto Pezzini

Le parole. Che siano benedette. A volte sono proprio dei maghi. Capaci di vestire le cose con abiti da sera, o comunque di far parlare le persone e le emozioni dove c’è anche l’ombra.Ho sentito una grande scrittrice dire che le parole l’hanno aiutata a catturarla, quell’ombra. Quello che c’è di indicibile forse si può imprigionare soltanto in una grande musica, però. Perché anche le parole a volte incontrano un limite, una barriera pietrosa oltre la quale non riescono ad andare. Continua a leggere

Quando un libro ha ottime recensioni

Si inaugura oggi la Buchmesse di Francoforte, la Fiera editoriale più importante nel vecchio continente. Eventi come questo, oltre alla solita gara per dichiarare il maggior numero di visitatori, il maggior numero di editori, scrittori, ospiti di prestigio (fino a gente che con i libri c’azzecca poco), sono teatro di ferocissime trattative tra editori e agenti degli scrittori per i diritti di pubblicazione. In questo campo, quanto mai minato, può essere interessante ricostruire un piccolo dizionario dei modi di dire, tratto da I mestieri del libro, a cura di Oliviero Ponte di Pino (TEA, 2008). Che poi, a ben vedere, sono i luoghi comuni che tutti, prima o poi, usano.
Così capita che ci sia un inglese da fiera (idf), una traduzione letterale (tl), e il vero significato (vs). Continua a leggere

LO SCHIAFFO di Luigi Carletti

Fare i conti con se stessi, a cinquant’anni, può anche voler dire essere costretti a misurare le proprie capacità riproduttive infilando in un piccolo contenitore di plastica il proprio seme quasi stagionato e attendere il responso delle analisi cliniche. È quello che capita a Eddy Della Nave, protagonista de “Lo schiaffo” (Badini Castoldi Dalai, 2008, euro 16,80), nuovo romanzo di Luigi Carletti. La compagna di Eddy, Teresa, più giovane di lui di vent’anni, attivista in un’associazione umanitaria, vuole un figlio a tutti costi, e lo vuole subito, dato che l’orologio biologico comincia a ticchettare in maniera assordante. Non le importa che il proprio uomo, regista appena assurto ai fasti della fama nazionale grazie al successo del film “La scelta di Alfio”, abbia ben altro per la testa, come, per esempio, la fortissima possibilità che il film medesimo venga selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar. E allora Eddy ci prova. Ci prova già nelle prime realistiche ed esilaranti pagine del romanzo a racchiudere la propria essenza in un minuscolo rettangolino trasparente, pur essendo preso da altro. Certo, Alfio, il protagonista del suo film, avrebbe reagito in ben altro modo; perché è uno di quelli che spiattella la verità in faccia… costi quel che costi. Scelta controcorrente, quella di Alfio; la scelta che, forse, ciascuno di noi, in cuor suo, vorrebbe compiere. Glielo dice anche uno dei tre Massafra – fratelli libici e impresari cinematografici – (cfr. pag. 224).
“Quando lei ha inventato “La scelta di Alfio”, non ci ha forse spinto a riflettere? Una storia semplice e geniale, ma soprattutto coraggiosa. Così lei ha proposto una similitudine su uno dei dilemmi vecchi quanto l’uomo: il confronto senza veli con la verità. La più innocente delle rivoluzioni. Ma quanto ci costa dire la verità? Che cosa siamo disposti a perdere? Io credo che sia una domanda che chiunque, almeno una volta nella vita, è stato costretto a rivolgersi.” Continua a leggere

Lettere a nessuno, di Antonio Moresco

di Ade Zeno

Sono trascorsi dodici anni da quando uscì la prima edizione di Lettere a nessuno“, libro unico e paradossale che già ai tempi provocò reazioni contrastanti. In alcuni casi perfino violente, confermando per la terza volta consecutiva (dopo i racconti di “Clandestinità” e lo splendido romanzo breve “La cipolla”) la natura anomala e combattiva di uno scrittore che ancora oggi fa discutere.

Accende dibattiti, si presenta al cospetto del mondo letterario come una forza governata dall’inarrestabile desiderio di creare lacerazioni, diluvi, soprattutto di porre e porsi interrogativi scomodi. Confuse fra riflessioni, appunti disordinati, schemi per ipotetiche narrazioni, le lettere mai inviate (o meglio: inviate a interlocutori spettrali, ciechi e muti) si fermavano allora al 1991 – dunque a due anni dall’esordio di Clandestinità – chiudendosi con l’immagine rubata a un sogno in cui Moresco immaginava una futuribile pagina di diario, datata 31 dicembre 1999, su cui profeticamente scrivere: «Sono stanco, ora vado a dormire. Mi sveglierò in un altro millennio». Continua a leggere

L’ultimo giorno felice, di Tullio Avoledo

“Facendosi la barba, quel mattino, Francesco Salvador si era tagliato due volte. Non gli capitava spesso. Quel giorno era più nervoso del solito. Anche se ancora non lo sapeva, quello sarebbe stato l’ultimo giorno felice della sua vita”. Al sesto romanzo in 5 anni, Tullio Avoledo è arrivato a un grado altissimo di concentrazione di senso e significato nelle parole. Capace di storie le più fantasiose e fantastiche, fin dall’esordio dell’Elenco telefonico di Atlantide (Sironi, 2003), il giurista Avoledo è in realtà il narratore fornito della logica più acuminata e sarcastica che si legga oggi in Italia. Niente, nei suoi romanzi e neppure in questo L’ultimo giorno felice (Ambiente, pagg. 234, 10 euro) sfugge a un rigore che con troppa facilità si attribuirebbe al mestiere di giurista – e difatti il risvolto di copertina fa cenno ai suoi due mestieri precedenti: copywriter e giornalista. Continua a leggere

Adesso viene la notte, di Ferruccio Parazzoli

“Certo, i politici, come no? Eccoli anche loro con le loro maschere ciniche attraversare la scena, ma anche loro, confusi e immeschiniti sotto il maleficio di Satana. Ecco l’onesto Zaccagnini, ecco l’inarrivabile Andreotti andare a trovare di nascosto, nella notte, il Papa che veglia in angoscia e cercare di spiegare i motivi per cui sono costretti a non venire a patti con le Brigate rosse, ad abbandonare il Giusto al suo tragico destino. Ma le loro parole passano dal cinismo alla confusione perché è Satana, nell’imitazione buffonesca di Dio, a creare la confusione delle lingue: così Zaccagnini finirà per esprimersi con le fanatiche espressioni di un mistico del Seicento e Andreotti con quelle del Manifesto del Partito Comunista. Continua a leggere

Cagnanza e padronanza

Quel che accomuna i racconti di Fiore in questa sua seconda raccolta è l’atmosfera. Un’atmosfera da cemento incandescente nelle periferie romane le domeniche d’agosto. Da scantinato, da muro scorticato, muffa e puzza di formaggio, luce obliqua che intrappola le cose. Quel che li accomuna sono i personaggi, quasi sempre una coppia – uomini, donne, fratelli, amici – dove l’equilibrio è una corda tesa pronta a sfilacciarsi, a strapparsi, a strozzare. La loro evoluzione, e la narrazione stessa, è in questa linea retta fra due elementi, in questa impossibile chiusura. A volte entra in gioco un terzo, o un quarto, come nel bel Forme di vita su un pianeta, ma fa in fretta a svaporare e lasciare la fessura insuturabile. Continua a leggere

La storia siamo noi, un’occasione mancata.

di Linnio Accorroni

Sfida interessante alla base di questa miscellanea di Neri Pozza: alcune fra le migliori menti della nostra generazione di giovani autori alle prese con la narrazione di una delle sequenze storiche più controverse e dibattute della storia italiana (dal 1848 fino ai giorni nostri). Legittimo sperare quindi in una narrazione polifonica e d’impatto, capace di rimuovere la persistente grana d’opacità che fatalmente sembra addensarsi sul racconto della storia patria, sia passata che contemporanea. Continua a leggere

Il sacerdote e il kamikaze, di Daniela Rossi

Daniela Rossi, Il sacerdote e il kamikaze, Salerno Editrice 2008 – Pagg. 119 – Euro 12,00.

Recensione di Alberto Pezzini

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Chissà perché i romanzi di Daniela Rossi sono come un pugno nello stomaco.

Fanno male, e la testa sembra girare un poco. C’è una vita brutta dentro queste pagine. C’è la vita quando si toglie la maschera e comprendi subito che tutto – ma proprio tutto – è stata una vana agitazione.

Un romanzo nuovo, minimale, ma intensissimo per la ricchezza di personaggi che corrono ad una velocità cinematografica. Non esiste un protagonista. Esiste una carne cruda che è la persona, una massa di sentimenti terribili e pulsanti, un’anima che si contorce nella sua miseria. Continua a leggere