Fare i conti con se stessi, a cinquant’anni, può anche voler dire essere costretti a misurare le proprie capacità riproduttive infilando in un piccolo contenitore di plastica il proprio seme quasi stagionato e attendere il responso delle analisi cliniche. È quello che capita a Eddy Della Nave, protagonista de “Lo schiaffo” (Badini Castoldi Dalai, 2008, euro 16,80), nuovo romanzo di Luigi Carletti. La compagna di Eddy, Teresa, più giovane di lui di vent’anni, attivista in un’associazione umanitaria, vuole un figlio a tutti costi, e lo vuole subito, dato che l’orologio biologico comincia a ticchettare in maniera assordante. Non le importa che il proprio uomo, regista appena assurto ai fasti della fama nazionale grazie al successo del film “La scelta di Alfio”, abbia ben altro per la testa, come, per esempio, la fortissima possibilità che il film medesimo venga selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar. E allora Eddy ci prova. Ci prova già nelle prime realistiche ed esilaranti pagine del romanzo a racchiudere la propria essenza in un minuscolo rettangolino trasparente, pur essendo preso da altro. Certo, Alfio, il protagonista del suo film, avrebbe reagito in ben altro modo; perché è uno di quelli che spiattella la verità in faccia… costi quel che costi. Scelta controcorrente, quella di Alfio; la scelta che, forse, ciascuno di noi, in cuor suo, vorrebbe compiere. Glielo dice anche uno dei tre Massafra – fratelli libici e impresari cinematografici – (cfr. pag. 224).
“Quando lei ha inventato “La scelta di Alfio”, non ci ha forse spinto a riflettere? Una storia semplice e geniale, ma soprattutto coraggiosa. Così lei ha proposto una similitudine su uno dei dilemmi vecchi quanto l’uomo: il confronto senza veli con la verità. La più innocente delle rivoluzioni. Ma quanto ci costa dire la verità? Che cosa siamo disposti a perdere? Io credo che sia una domanda che chiunque, almeno una volta nella vita, è stato costretto a rivolgersi.” Continua a leggere→