Archivi categoria: Recensioni

Anna Lauwaert, La via del drago

La via del drago – Anna Lauwaert – Cda & Vivalda Editori 2008 – Pagg. 354 – euro20,00.

Recensione di Alberto Pezzini

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Un storia umana, profondamente degli uomini. Anzi, di un uomo e di una donna. Soltanto. Perché soli.

Soli quando nasciamo, soli quando dobbiamo affrontare e risolvere le difficoltà della vita, soli quando soffriamo, soli quando capiamo quanto soffriamo, soli infine quando moriamo. Anche se circondati da tante persone. La montagna insegna a prendere coscienza della propria solitudine…La montagna è un grande implacabile maestro. La montagna, l’oceano, il deserto… Continua a leggere

Mare Verticale, di Cecilia Carreri

Mare Verticale – Cecilia Carreri – Mursia 2006 – pagg. 141 – Euro15,00.

Recensione di Alberto Pezzini

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Non è che mi sono fissato. Ma se leggete L’oceano di Mare Verticale vi conviene fare un passo prima – in libreria – e comprarvi Mare Verticale. Ossia il giro d’Italia a bordo di un Mumm 36, una barca da regata, anzi da corsa, senza fermarsi. Facendo una puntata a Corfù ed in Croazia. Anche questo è un libro per sognatori costruttivi, cioè per gente che dei propri sogni sa veramente cosa fare. Continua a leggere

fluSSidiverSi – Poesia e poeti di Alpe Adria – Caorle, 19-21.09.2008

di Roberto Nassi

Per tre giorni la poesia è scesa in piazza, anzi in campo, a Caorle. Campo Negroni infatti è la piazzetta che da venerdì 19 a domenica 21 settembre ha ospitato decine di poeti italiani austriaci croati sloveni e ungheresi riempendosi di gente di ritmi e di luce.

Voluta dalla Regione Veneto e dalla Comunità di AlpeAdria la manifestazione battezzata “FluSSidiverSi” è stata baciata da un clima mite e limpido e ha avuto ospiti importanti a partire da Andrea Zanzotto, padrino della neonata e vero princeps inter pares: un suo haiku è stato scolpito sul lungomare della cittadina adriatica e svelato nella cerimonia finale di domenica.

Maturità dei venti che
spargono ovunque mille
e mille semi di fantasia
sanguinea conoscenza

In precedenza, l’abbrivio era stato dato venerdì mattina da un simposio sul tema “La poesia oggi nelle regioni di AlpeAdria” e dal vernissage della bella mostra di libri d’artista di poesia di Valeria Bertesina.

Ma di certo “FluSSidiverSi è stato soprattutto una magnifica occasione di incontro tra i poeti e tra i poeti e il pubblico. La mattina e il pomeriggio, nello spazio caldo e vivace come un interno di Campo Negroni, i poeti si sono avvicendati in gruppetti di 5 o 6 in una serie di reading apprezzatissimi dal pubblico via via più numeroso e attento, intervallati da pregevolissime esecuzioni musicali di volta in volta per flauto e arpa, pianoforte, clavicembalo a cura della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro.

Non è cosa consueta vedere e sentire insieme tanti poeti e di generazioni differenti (dai 34 agli ottantasette anni!). Voci note e celebrate e giovani dallo stile personale e deciso, dagli idiomi differenti e sempre avidi di senso. Citarli tutti sarebbe lungo ma un paio per area geografica e linguistica a simboleggiare questa mezzaluna di terra tra Alpi e Adriatico, dalla Lombardia alla contea di Vas in Ungheria, vale la pena ricordarli, mischiando vecchi e giovani come erano mischiati nel campo e nelle calli e nei ristoranti di Caorle: Tomaso Kemeny e Fabrizio Bernini allora, e si parte dalla Lombardia (con Kemeny che ha radici all’altro capo, in Ungheria), Fernando Bandini e Giovanni Turra, siamo in Veneto, Luciano Morandini e Alberto Princis (Friuli Venezia Giulia), Iztok Osojnik e Gasper Malej varcato già il confine sloveno; Gerhard Altmann e Hans Raimund ci riportano a nord, in Austria, in terra d’Istria e di Croazia Giacomo Scotti e Nikola Kralijc; tende un ponte tra Italia e Bosnia la voce profuga di Bozidar Stanisic e Miklos Molnar chiude l’ideale viaggio in Ungheria.

Sono stati in tanti, poeti e comuni spettatori, ad andarsene soddisfatti di quanto sentito: un vero e proprio fermentante spaccato della poesia contemporanea, interessante per il critico che intenda valutarne percorsi osmosi e prospettive ma soprattutto per gli amanti del bello della riflessione della poesia.

Non sono mancati durante i tre giorni spazi dedicati ai piccoli e tenaci editori di poesia e discussioni sulle possibilità di far entrare la poesia contemporanea nelle scuole e incentivare la traduzione dei poeti; così come momenti specifici per i bambini e i ragazzi (laboratori multimediali, cantastorie, letture poetiche e illustrazioni per i più piccoli), mentre le sere si facevano vibranti dei versi di Rebora e Zanzotto scanditi magistralmente da Patrizia Valduga o si avvolgevano intorno al dramma umano di Sylvia Plath interpretata dalla slovena Sonja Polanc nello spettacolo “Inseguimento”.

“FluSSidiverSi” è stata una nascita, e come tale ha sgambettato bene. Gli auguriamo di crescere in quel palpabile entusiasmo settembrino e lunga vita.

(locandina e annunci dal sito della Regione Veneto)

Silvana Ghiazza e Marisa Napoli, Le figure retoriche

Silvana Ghiazza e Marisa Napoli, Le figure retoriche. Parola e immagine, Zanichelli, Bologna, 2007

di Pietro Pancamo

Malalingua, certo. Ma non già nel senso, seppur nefando, di megera pettegola pronta ad esibirsi in calunnie sistematiche e torrenziali. Bensì in quello (molto più drammatico, se vogliamo) di idioma ormai corrotto, debosciato e marcio che – smarrita la retta via per colpa di giornalisti ignoranti o intellettuali fasulli – cerca, dannoso e nocivo, di svilire senz’appello (sia di smantellare vigliaccamente) la buona grammatica di un tempo (e la ricchezza lessicale di una volta). Continua a leggere

Gli stranieri

di Mauro Baldrati

Leggendo Lo Straniero di Camus riflettevo su questo aspetto della condizione umana, il senso di estraneità che separa l’uomo dal mondo. Si può essere stranieri in terra straniera, ma anche nella propria terra, nella propria casa. Recentemente ho letto due libri che esprimono in chiave moderna questa tematica, e hanno molti punti in comune, pur con stili di scrittura diversi.

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Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda

A volte i blog sono un mezzo per mettere in contatto persone accomunate dalle stesse passioni.
È quello che è accaduto a me, quando ho ricevuto una mail dalle Edizioni Saecula (una giovanissima casa editrice di cui vi invito a visitare il sito) che, avendo notato la mia passione per l’Irlanda e l’indirizzo dei miei studi, mi proponevano la lettura di un libro pubblicato da poco: Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda. L’autore è Andrea Lessona, giornalista e scrittore innamorato dell’Isola di Smeraldo e profondo conoscitore della sua storia e delle sue leggende.
«Non si sa se Maeve, il cui nome viene pronunciato anche Medb che significa “inebriata”, fossse una donna mortale innalzata al ruolo di dea oppure una dea fattasi mortale. Gli antichi irlandesi pensavano comunque che avesse poteri particolari: poteva correre più veloce di un cavallo e la sua presenza alla testa dei battaglioni li rendeva invincibili. I soldati nemici cadevano ai suoi piedi, bramando una notte con lei».
Lessona ha descritto in Yeats Country il suo viaggio alla scoperta della contea di Sligo – dove per l’appunto nacque il grande poeta William Butler Yeats – che quasi più nessuno chiama con il suo nome ma con l’espressione che meglio la identifica: la terra di Yeats, per l’appunto.
Metà di questo libro è composto da fotografie assolutamente mozzafiato: per chi, come me, è andato innumerevoli volte in Irlanda, Yeats Country ha rappresentato una sorta di ritorno a casa. Per chi non ci è mai andato sarà un viaggio indimenticabile. Continua a leggere

L’adultera – Recensione di Marino Magliani

L’ADULTERA. ( Longanesi, collana Biblioteca dei narratori. ) di GIUSEPPE CONTE

Perché l’episodio dell’adultera, inizialmente, non era stato incluso nel Vangelo di Giovanni?
Forse a questo si puó rispondere che ai suoi inizi il potere eclesiastico non avrebbe potuto tollerare
l’adulterio.
Ma anche altrove, in questo racconto evangelico, si possono trovare significati importanti.
Ad esempio Scribi e Farisei non chiedono al Maestro di dire la sua per essere a loro volta consigliati
sul come comportarsi con la peccatrice, ma per indurlo a sbagliare. Già che se deciderà per il perdono trasgredirà egli stesso la legge di Mosé. Mentre se sarà d’accordo nel condannare l’adultera, verrà meno la sua dottrina votata alla misericordia. Il Maestro si mette si mette a fare dei segni sulla terra. Continua a leggere

Raul Montanari – La prima notte

di Guido Michelone

Durante una lunga interminabile nottata, una giovane bellissima donna, Irene, racconta al suo nuovo amante (la cui identità resta sconosciuta fin quasi all’epilogo) la propria sfortunata esistenza, concentrandosi, dopo l’orrendo delitto in cui le viene casualmente sterminata la famiglia, sugli ultimi anni e sui due grandi amori della sua vita, a cui si aggiunge nel finale un misterioso ricattatore. Remo, Gavril e Flavio sono gli uomini attorno a cui ruotano le oscure vicende di Irene e del romanzo costruito unicamente come un dialogo, un botta e risposta tra le domande di lui e le risposte dettagliatissime di Irene. I dialoghi sono incessanti, appena rallentati dai complimenti reciproci poi tradotti in appassionati giochi erotici. Continua a leggere

La metropoli (per principianti) di Gianni Biondillo

di Guido Michelone

Architettura, rito di passaggio

La prima cosa che mi viene in mente leggendo per la prima volta un intero libro di Biondillo (ma non il primo testo in assoluto: già conoscevo il racconto per l’antologia mia e di Edoardo Acotto dal titolo Narradiohead) è che si tratta di una scrittore che sa scrivere o, in altre parole, che scrive bene, ma dove l’espressione ‘bene’ non è la bella (o brutta) calligrafia dei maestrini elementari che ancora si ripercuote nelle parole e nei fatti di tanti letterati mainstream. E l’elemento (creativo) che più mi sorprendente è che questa bellezza o bravura di scrittura io l’abbia potuta cogliere in un libro ibrido, che non è narrativa, ma neanche saggistica né giornalismo e, ancora, neppure tutte e tre le cose insieme, come mi vien voglia di pensare. Continua a leggere

Don Centofanti, diario tra letteratura ed emarginazione

di Alessandro Zaccuri

Di solito sono gli altri, i non consacrati, a tenere il diario dei
preti: l’indimenticabile Bernanos, il dimenticato Lisi, il sempre
riscoperto Bruce Marshall. Questa volta, però, Fabrizio Centofanti –
sacerdote della diocesi di Roma – ha deciso di provvedere
direttamente. La sua Guida pratica all’eternità, che di fatto
costituisce un esordio narrativo, è un journal
come se ne possono scrivere oggi: frammentario, allusivo, alla
continua ricerca di un punto di equilibrio e consistenza che, prima
ancora di essere enunciato con chiarezza, viene percepito dal lettore
quale dimensione interiore, sguardo, attesa. Continua a leggere

GLI IMITATORI di Marco Bellotto

Marco Bellotto è nato a Padova nel 1965. Ha giocato a rugby ed é stato avvocato penalista per sette anni.
Con Il diritto di non rispondere (Sironi) è stato finalista al Premio Calvino 2002 (opere prime inedite di narrativa).
Propongo, di seguito, la recensione del nuovo libro Gli imitatori (Marsilio) firmata da Leandro Piantini.
Massimo Maugeri

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Marco Bellotto, Gli imitatori, Venezia, Marsilio, 2008, pp. 215, euro 16.

di Leandro Piantini

A mio parere il romanzo di Marco Bellotto, GLI IMITATORI, è un libro singolare, che merita la massima attenzione, anche e forse soprattutto per motivi extra letterari. L’autore, un avvocato padovano alla seconda prova narrativa, ha costruito una trama suggestiva in cui il destino di un uomo di umili origini contadine, lo scrittore Livio Mantarro, si intreccia con personaggi ed eventi della storia politica e culturale del nostro paese, tra il dopoguerra e gli anni Settanta, che videro l’egemonia del Pci tra gli uomini di cultura e la nascita del mito gramsciano dell’intellettuale organico, che lavora per la rivoluzione. Continua a leggere

Connettivismo 1: intervista a Giovanni De Matteo su “Sezione ?²”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Giovanni De Matteo è l’autore del romanzo connettivista “Sezione ?²”, Premio Urania 2006, che, dopo l’edizione cartacea Mondadori, sta per essere nuovamente pubblicato sul sito www.fantascienza.com (lo troverete lì intorno alla metà di settembre). Oggi vi propongo un’intervista all’autore, che è anche intervenuto alla manifestazione letteraria fiorentina LA PENNA DEL MAGNIFICO, per l’appuntamento del 14 giugno, dedicato a “Letteratura e Internet”. Continua a leggere

Silvia Monti, così uguale, Lampi di Stampa

LO STESSO CHE CANTARE

di Nadia Agustoni

Silvia Monti, così uguale, Lampi di Stampa

Nella postfazione al libro di poesie di Silvia Monti “così uguale” (2008), Mary B. Tolusso sottolinea che l’autrice non ignora i richiami alla cultura pop musicale, ma sa andare oltre. Queste poesie hanno una traccia come di canzone, un ritmo che scivola via senza pesare nonostante l’interrogarsi e l’interrogare che contengono. Continua a leggere

«Duma Key», ovvero la riflessione di Stephen King su di sé in quanto artista

di: Guido Tedoldi

Recensione di «Duma Key», romanzo di Stephen King, 2008, Sperling & Kupfer, pp. 741, € 19,90

In «Duma Key» ci sono alcune persone che muoiono in circostanze tragiche, provocate perlopiù da un potere sovrannaturale che cerca di tornare nel nostro mondo dopo essere stato confinato in una cisterna d’acqua dolce (alla quale è allergico) e tenuto a bada con bracciali d’argento.
Poi c’è un pittore che di mestiere ha fatto per decenni il costruttore edile, fino a che un tragico incidente con una gru lo ha privato del braccio destro. Mentre lavorava nell’edilizia quel pittore non sapeva di essere un pittore – al massimo produceva scarabocchi inoffensivi nel corso delle telefonate pallose. Peraltro i suoi quadri migliori li dipinge quasi in trance utilizzando proprio il braccio amputato (ne è sicuro, anche se razionalmente non sa bene come potrebbe succedere).
E poi c’è un’isola, Duma Key appunto, che si trova davanti alla Florida e da cui si gode una vista spettacolosa del Golfo del Messico. La parte nord dell’isola è l’unica abitata, perché quella sud è infestata da una giungla tossica in cui le donne non possono entrare senza dare di stomaco, e in cui si aggirano entità inquietanti come famiglie di rane giganti e nani da giardino.

Grazie a tutta questa esplosione di creatività, «Duma Key» è il romanzo in cui Stephen King riflette su di sé in quanto artista. Non scrittore o pittore o regista cinematografico: artista. La condizione esistenziale di chi è capace di raccontare. Continua a leggere

“Undici” di Savina Dolores MASSA


Il libro apre con la notizia di cronaca riportata il 4 giugno 2006 sul quotidiano La Repubblica, a firma di Giovanni Maria Bellu: “ Barca di clandestini africani arriva ai Caraibi dopo 4 mesi nell’Atlantico. – Una barca di sei metri, bianca, senza nome e senza bandiera. E’ un pescatore ad avvistarla alle cinque del mattino del 29 aprile a 76 miglia di Ragged Point, la punta più orientale delle isole Barbados. Dondola tra le onde, nessuno la governa, anche se a bordo s’intravedono degli uomini. Sono sdraiati sul ponte, immobili. Il pescatore chiama la Guardia Costiera. Alle sei della sera, la piccola barca bianca, trainata da una motovedetta, entra nel porto di Bridgetown. A bordo ci sono i corpi quasi mummificati di undici uomini neri.” Continua a leggere

L’INDECENZA di Elvira Seminara. Incontro con l’autrice

Ci sono romanzi che, girata l’ultima pagina, riescono a folgorare il lettore e a lasciarlo avvinghiato alla storia e ai personaggi anche dopo la conclusione della lettura. Il romanzo d’esordio di Elvira Seminara, docente di Storia e tecnica del giornalismo nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, nonché redattrice del quotidiano “La Sicilia”, è uno di questi. Un romanzo pregevole, che ben figurerebbe tra quelli finalisti nei principali premi letterari nazionali. Il titolo è “L’indecenza”, edito da Mondadori (pag. 181, € 17).
Una coppia siciliana che abita in una bellissima villa, circondata da un rigoglioso giardino, è in crisi per via di un trauma difficile da superare: un aborto spontaneo. Lei, la moglie, che è la voce narrante, è in preda a una serpeggiante forma di esaurimento nervoso. Ma l’arrivo in famiglia di una nuova colf, la bella e giovane ucraina Ludmila, pare disegnare nuovi equilibri all’interno del ristretto nucleo familiare. Ma è solo apparenza. La storia, bellissima e terribile, si dipana sul gioco di sottili meccanismi psicologici, in un’ambientazione perfettamente elaborata dalla scrittura avvolgente e ipnotica della Seminara. Un racconto quasi circolare che trae origine da una vita mai nata e si conclude con una vita che muore, tenendo il lettore incollato al testo dalla prima all’ultima pagina.

Elvira Seminara, chi è Ludmila?
Ludmila, forse, é l’Altro da noi. Il perturbante. La seduzione e la paura. Ma è anche lo straniero che accogliamo in casa bisognosi e diffidenti, cui deleghiamo l’enorme responsabilità dei nostri affetti, la cura dei bimbi e degli anziani. Continua a leggere

Era mio padre, di Franz Krauspenhaar

di Guido Michelone

Fra diario, autobiografia, rievocazione storica

Il rapporto padre/figlio è fra i temi più frequenti, contorti, discussi, controversi, nella storia del pensiero e della letteratura: aggiungere qualcosa di nuovo, dopo Sigmund Freud e dopo il Thomas Mann di Tonio Kröger sembra una missione impossibile, invece un altro tedesco, sia pur di lingua italiana, ci è riuscito: Franz Krauspenhaar. Continua a leggere

“Stanze del viaggiatore virale” di Giovanni TURRA ZAN


III
nessuno sa del treno che arriva, né del suo vento
il ritardo. salire fa stipare i pesanti corpi, le pupille
che più male vedono ora le rotte. Si ride ed è un peso
che genera fumi per i chilometri di noia. ginocchia
con ginocchia: menischi che s’arrendono al gioco
e fasciati si toccano. le mudra delle mani a ripetere
che vietati sono i ventri
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Artisti che parlano tra di loro, finalmente

di: Guido Tedoldi

Appunti sulla mostra «Il rimedio perfetto», 35 artisti scelti da Marco Tagliafierro, alla galleria Riccardo Crespi di via Mellerio a Milano.

La vernice di questa mostra si è tenuta il 25 giugno, e l’ultimo giorno di apertura è stato il 26 luglio prima della chiusura estiva della galleria – per cui l’insieme delle opere dei 35 artisti non sarà più visibile. Perdipiù il modo in cui le opere erano disposte all’interno dello spazio della mostra non era indifferente, come dice il curatore dell’operazione, Marco Tagliafierro: «Sì, dipende assolutamente dall’opportunità congiunturale originata dalla mostra in questione. Abbiamo ordinato gli artisti selezionati in una lista e abbiamo chiesto al primo di confrontarsi con lo spazio nudo, al secondo artista con il lavoro del primo, al terzo di confrontarsi con il secondo e così via in un continuo aggiornamento del senso».
Perché allora parlare di un avvenimento del genere?
Perché, mi pare, da qui prenderà il via un discorso. Non un movimento o un’avanguardia, come nel secolo scorso sembrava imprescindibile per ogni nuovo gruppo di artisti che si affacciava sulla scena, bensì un’affermazione di esistenza. Una poetica per cui è semplicemente venuto il tempo di mostrarsi, e non ha più voglia di chiedere il permesso a nessuno. Continua a leggere