Magnifica giornata, non c’è che dire. Limpida, serena, cristallina come solo certe giornate d’inverno sanno essere, ma anche pervasa da un tepore amichevole e incoraggiante. Le condizioni atmosferiche influenzano da sempre l’umore dei tetti e la qualità delle loro speculazioni. Non v’è chi non sappia, per esempio, che un temporale rende un tetto felice fino all’euforia, mentre gli ardori canicolari lo sprofondano in stati malinconici prossimi alla depressione. Le giornate come questa stimolano la nostra indole meditativa.
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Lettera a mio padre
di Pasquale Giannino

Cassina de’ Pecchi, 9 giugno 2007
Padre, oggi è il tuo ultimo giorno di scuola e io vorrei dirti tante cose. Da piccolo mi vergognavo di te, mi chiedevo perché non fossi come i genitori degli altri bambini che se ne andavano a passeggiare in piazza coi loro amici, e parlavano di politica e si infervoravano da rischiare un infarto e poi tutto si accomodava con una briscola e una birra gelata.
Provocazione in forma d’apologo 22
Da molti anni Erre riceve ogni settimana la visita di un uccellino malato; malato, evidentemente, di una di quelle malattie che come si dice allungano la vita.
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Provocazione in forma d’apologo 21
Daria e Mario sono una coppia più che benestante ed alquanto bizzarra. Questa volta hanno lasciato il loro lussuoso attico e senza dir nulla a nessuno sono partiti per un paese del Terzo Mondo: due settimane di autentica, selvaggia full immersion.
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DE AMORE. Parte II – di Massimo Sannelli
DE AMORE

Parte II
1
Gesù è nato. Ti sei chiesto se ti impediscono di essere felice. Intanto la gioia è diventata grande, in un certo senso. Pensa: alla cooperazione di queste prove, che sono contemporanee, e tutto lo è; allora hai sentito che la voce si dilatava, e una cosa ancora più grande: non hai bisogno né di frenesia né di disperazione: sono troppo visibili, deformano troppo i tratti; quindi non sei più disperato, e lo eri; tu non vivi più per te, da anni. L’hai mai fatto? A te basterà il calore compatto, come una carne su un’altra. E non finirai di adorarlo. Dunque ami e sei amato, come mai prima. Continua a leggere
Il figlio, il Signore
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Caro Valter, nella lettera-recensione che hai avuto la bontà di inviarmi a proposito del mio romanzo Il signor figlio ci sono due righe, una in fila all’altra, per me particolarmente importanti. Sono nella parte finale, quando mi chiedi che cosa sia (anzi, che cos’è) il Male. Forse rinnegare il padre, suggerisci e argomenti tu, evocando a questo proposito «la maledizione di Edipo». Alla quale però, subito dopo, contrapponi «la benedizione del figliol prodigo». Ecco, per me scrivere Il signor figlio ha significato anzitutto affrontare l’alternativa tra queste due figure di figlio o, meglio, tra queste opposte visioni del padre: il re da uccidere e spodestare nel mito greco, l’uomo che attende e abbraccia nella parabola evangelica.
Non sto scrivendo un libro su Kafka
Wolfgang Hildesheimer
Non sto scrivendo un libro su Kafka
I maligni sostengono – e li vedo sorridere maliziosamente – che io stia scrivendo un libro su Kafka. Questa accusa non è corretta, la contesto. Perché io sto scrivendo un libro su Golch. Ammetto che tanto tempo fa, nutrivo – come tutti gli intellettuali sensibili – il desiderio di scrivere un libro su Kafka. Questa fase bisogna attraversarla e non c’e alcun motivo per vergognarsi di questa follia giovanile. Ciò che allora mi fece prendere le distanze non fu un improvviso disinteresse, ma il fatto che tutti i miei conoscenti fossero gia impegnati a scrivere un libro su Kafka (non tutti lo stesso, ognuno il proprio naturalmente).
DE AMORE. Parte I – di Massimo Sannelli
DE AMORE

Parte I
1
CRISTO è coinvolto nelle cose del mondo. L’italiano di scuola è piegato verso questo e questo: una cosa e un’altra. Questa lingua è una corazza musicale. Non senza fatica, prima; anzi, crollando; dopo, con nessuna fatica, come in un volo ben fatto. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 20
Da ragazzo amava i grandi affreschi, le grandi epopee, le grandi sinfonie. Poi col tempo i sensi gli si acuirono e il suo cuore divenne meno sentimentale e più intelligente. Imparò ad apprezzare il dettaglio più minuscolo, il fruscio che rasenta il silenzio, il bianco che contiene ogni colore.
A Siddrata
di Pasquale Giannino

Camminavo per le vie deserte. Riconobbi gli odori e i sapori, quella gioia indescrivibile che sentivo da bambino ma anche le paure, e quel senso di ingenua timidezza che a volte rimpiango.
Buon compleanno vecchio Bob
di Loris Pattuelli
(Oggi Bob Dylan compie 66 anni. E’ nato, infatti, il 24 maggio 1941 a Duluth, nel Minnesota. Un’età veneranda per un menestrello. Eppure il vecchio Bob è passato indenne attraverso oltre quarant’anni di musica, di avventure, di concerti, di sfide. Non del tutto indenne a dire il vero, infatti, causa un grave incidente in moto nel 1968 che gli provocò una lesione all’osso del collo, è stato fermo per tre anni, confinato nella sua proprietà di Woodstoock, assediato continuamente da ammiratori, vagabondi, mitomani. Bob Dylan ha riconfigurato di continuo i propri pezzi, rendendoli talvolta quasi irriconoscibili. Alcuni sono passati alla storia, anche per alcune mitiche covers: Mr Tambourine Man dei Byrds (1965), This whell’s on fire di Julie Driscoll (1968), molte canzoni rifatte da Joan Baez, poi due leggendarie Like a Rolling Stone, All along the watchtower di Jimi Hendrix, e Knockin’ on heaven’s door dei Guns n’ Roses. Di seguito pubblichiamo il contributo di un dylaniano di lungo corso MB.)
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PROPRIETA’ DEL DOLORE – di Valter Binaghi

Quando si corica e spegne le luci, il dolore al fianco non è più semplice zavorra che appesantisce il cammino ma un morso, un appetito monotono e imperturbabile, come se tutte le innumerevoli richieste che l’universo fa a un organismo vivente confluissero in una sola e spaventosa, verme onnipotente, ventosa dall’unico labbro circolare che assorbe sangue, vita e pensieri lasciando di lui una mummia vizza, ostinatamente cosciente.
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La prima parola
Come probabilmente tutti i qui presenti ho trascorso gran parte della mia vita leggendo. Nel corso di lunghi anni si è così formato un mio – a me – tanto prezioso universo privato di affinità ed avversioni. Una specie di piramide e l’ombra della piramide.
Provocazione in forma d’apologo 19
Hai ricevuto in eredità una cassetta con la consegna di non aprirla mai. Dentro di essa, ti è stato detto, è racchiuso il segreto della vita, l’oggetto che al solo sguardo ne dischiude le porte.
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Cristina Annino: un’eternità di scrittura
Qualche tempo fa ho messo in rete alcune poesie di Cristina Annino, una poetessa singolare e straordinaria rimasta misteriosamente “nascosta” nel panorama delle patrie lettere da troppi anni. In seguito in alcune mail le ho chiesto del soggetto maschile nei suoi testi e soprattutto della sua vicenda editoriale. La sua risposta è talmente cristallina e forte già di per sé che non ha bisogno di filtri ulteriori.
L’io maschile potrebbe forse spiegarlo uno psicanalista. Io so soltanto di averlo usato naturalmente fin dall’infanzia. Tutto qui.
Per quanto riguarda il silenzio, diciamo, che mi circonda, è imputabile a fatti di due misure. Una mi riguarda come scelta, una no. Quando uscii con Einaudi nel 1984, Fortini si impuntava (così mi scriveva personalmente) affinché uscissi da sola: Walter Siti, curatore dell’antologia, preferiva farmi prima conoscere da un pubblico di lettori più vasto e poi pubblicare una raccolta poetica interamente mia. Decisione disastrosa perché Einaudi si sfasciò, Siti uscì dalla redazione,ecc,ecc. Continua a leggere
IL ’68, MALATTIA INFANTILE DELLO SPIRITO

Se mi guardo indietro, tra le cose belle e brutte di quegli anni, e mi chiedo cosa mi abbia veramente fatto male (nel senso di allontanarmi dalla pienezza della vita e della realtà, dal vero incontro con la persona umana), credo che sia proprio il carattere inconsapevolmente gnostico che l’ideologia della contestazione giovanile aveva in sè.
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Attorno ad un pamphlet anticlericale
«Personalmente, da professore di greco e latino, provavo una certa simpatia per il retaggio cattolico, che mi pareva abbastanza vicino all’ideale umanistico. Amo i monasteri, adoro l’arte italiana moderna, piena di Madonne. Ma non sopporto più le odiose ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana. Soprattutto non riesco a capire come mai queste continue provocazioni siano tollerate dalla popolazione…» (Luigi-Alberto Sanchi)
*
Caro Luigi,
qualunque discorso sopra la Chiesa cattolica, sebbene di stampo squisitamente laico, non potrà mai essere un discorso esclusivamente politico: in gioco vi sono fattori di maggiore rilievo come la cultura e la natura antropologica della nazione italiana e della futura confederazione europea. Leggo con interesse il tuo forte pamphlet, “Italia senza papa”, ben scritto e “necessario” come ogni posizione netta e socraticamente violenta. Ancor più necessario, mi azzardo a pensare, per la cultura cattolica stessa, che non per le schiere radicali cui idealmente ti rivolgi. Continua a leggere
Bukowski, secondo me.
… Siamo andati a visitare la cattedrale, mi ha abbastanza impressionato, era una costruzione architettonica fantastica, siamo entrati e stava piovendo un po’ (fuori), e dentro puzzava un po’ di piscia, e l’interno era più stupefacente dell’esterno, saliva e saliva e mi ha fatto quasi desiderare di potere accettare il Dio dei cristiani invece dei miei 17 minuscoli dèi protettori perché un grande Dio mi avrebbe aiutato a superare un mucchio di porcherie e di terrore e di dolore e di orrore, Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 18
Sotto lo sguardo compiaciuto del gallerista, l’artista e il salumiere collocano su un cavalletto al centro della sala una grossa mortadella.
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Domande in paese

Era pensabile sul luogo un’influenza,
quasi ereticale, di agostiniani, di
residue presenze basiliane,
forti di architetture policrome?
L’acqua della fontana era sufficiente
alle tessiture, ai setifici
di cui scrive l’erudito insano?
L’anacoreta eletto a nuovo patrono
forse rappresentava l’affermazione
chisciottesca del regno del feudo,
l’annichilirsi delle ultime libertà civiche?
O, forse, dalla sua presenza, in alto,
si disponeva la fierezza di un nuovo ceto
di eroi discreti, una massoneria
dello spirito e della rendita agraria?
Al padre ed al bastione, piazza
antemarina, il maggio gaudioso
della smemoratezza che ci peggiora.
