Dedicato a Marina Pizzi

La rivelazione ti ha abbacinato ma senza stupirti. Lo sapevi da sempre.
La prova inconfutabile è questo conoscere che è un ricordare. Ora sei un Altro, e non puoi tornare indietro: l’antica dimora d’insipente innocenza ti è preclusa.
Puoi vivere con pazienza i tuoi giorni nel mondo, in attesa che si consumi lentamente la tua ultima spoglia, oppure bruciare le tappe e diventare Perfetto.
Allora ti ritrarrai lentamente dalla tua carne, come uno straniero dalla folla, e osserverai il tuo commercio col mondo da lontano. Tratterrai i tuoi sensi, negherai loro ogni appagamento finchè saranno esausti come un focolare all’alba. Sarai più forte della fame, della sete e del sonno, e l’abbraccio di un altro corpo ti sembrerà quello di un cadavere.
Illuminato dalla Vera Gnosi, risalirai per ogni vertebra l’intera colonna dell’Essere, pesce e farfalla, angelo e troia, fino al trono dell’Arconte. Getterai ai suoi piedi come un manto stracciato la vuota spoglia di ciò che fosti, e ingaggerai con lui l’ultima battaglia, che ti restituisca al pensoso regno dei figli della Luce, o almeno un colpo preciso e finale al baricentro dei tuoi pensieri: che la stralunata favola abbia fine, che l’oblio t’inghiottisca per sempre, consumato nell’immensa pira della feroce vena creativa di un’annoiato satrapo semita.