Archivi categoria: Scritture

LA PERDITA DEL MONDO E DELLE COSE di Ivan illich

Lettera a Helmut Becker, 19 Novembre 1992.

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In passato l’uomo abbandonava il mondo al momento della morte. Fino ad allora egli era vissuto nel mondo. Noi due apparteniamo entrambi alla generazione di quelli che sono “venuti al mondo”, e che oggi sono minacciati da una morte senza fondo. Diversamente da ogni altra generazione noi abbiamo vissuto la rottura con il mondo.
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80anni fa in Romania… com’è ancora presente un certo passato, non trovate?

La Legione Arcangelo Michele – verso la Guardia di Ferro

… di fronte a tale situazione decisi di non stare né con l’uno né con l’altro gruppo, di non rassegnarmi, ma di iniziare l’organizzazione della gioventù sotto la mia responsabilità, secondo il mio sentimento e il mio criterio, e di continuare la lotta, non di capitolare.

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Tralicci, di Francesca E. Magni

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Giganti spaziali ferrificati nell’atto del pescare, nell’attimo prima di gettare le reti, eccoli lì, a futura memoria.
I gonnelloni da soldato orientale, ormai solo a maglie, a formare una piramide vuota, le braccia aperte a tirare le fila, il cappello elmato e imponente, ma anch’esso solo scheletro d’acciaio pieno d’aria. Continua a leggere

“Poetiche della precarietà”.In uscita il nuovo numero di Re:.

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E’ finalmente uscito, per la casa editrice ZONA, il terzo numero di Re: (viste sulla letteratura e le arti) dal titolo “Poetiche della precarietà”, un numero che affronta da più punti di vista il tema tanto dibattuto della precarietà, dalla forma-saggio sul precariato sociale e lavorativo ai testi di stile “precario” proposti da una nuova ondata che nasce dal web e dalla performatività delle arti. Continua a leggere

Religione del buco – di Valter Binaghi

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Il tossico che si è venduto tutto per la roba (prima i dischi d’epoca, i libri, i vestiti, l’orologio, la catenina della prima comunione, perfino i mobili, e poi i gioielli della madre che l’ha buttato fuori, adesso dorme in una casa occupata su un materasso bisunto, dall’altra parte della parete una coppia di disperati come lui, loro almeno stanno insieme ma non scopano mai, li sentirebbe) il tossico è la sceneggiatura parodiata da un demone della parabola del Vangelo – ricordate? quella del mercante che trovata la perla preziosa vende tutto ciò che ha per averla – l’eroina è il paradiso zippato in 2 cc della società dei consumi e il tossico col suo appetito insaziabile è il cattivo infinito di Hegel, lo sberleffo alla ragioneria dei piaceri di Epicuro e la dimostrazione lampante dell’esistenza di Dio.
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Poetas. Racconto a puntate di un viaggio poetico – III

di Alessandro Seri

La Sala Grande Dos Actos me la ricordo di un rosso mattone ampia più d’una navata e decorata da terrazzini rivolti verso l’interno, e mentre ci si siede un po’ alla volta i cinque poeti si avvicinano al gran tavolo e alle sedie loro destinate come se fossero indifferenti all’accadere ma siamo coscienti tutti che c’è clima elettrico e pulsante ed i miei occhi carezzano i passi di Cristina che portano zig zag verso la sua lettura.

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Post-Crack, di Franz Krauspenhaar

                                                         
One.

Nella notte, si scarica la tensione… Ma no, non è mica vero. Son fili tesi e impalpabili, come quelli del vecchio, perso, desueto, anacronistico, morto, taciuto e ormai zitto da tempo telefono satellitare, fili invisibili, fili persi nell’etere… Da qualche parte, nel cielo, avvistamenti di Unidentified Flying Objects. Continua a leggere

POETAS. Racconto a puntate di un viaggio poetico – II

di Alessandro Seri

Svegliarsi in un letto largo quanto la mia stanza da bambino, in una stanza grande quanto il mio appartamento attuale e per di più a Coimbra in Portogallo mette addosso una strana inquietudine da scherzo del destino. Ancora sul letto della sera prima ci sta la sacca con tutto il materiale che il Centro di Studi Anglo-Americani della Facoltà di Lettere dell’Università di Coimbra ci ha fornito: pagine di spiegazioni varie su dove mangiare e come muoversi, il programma di tutta la manifestazione, la cartina della città, un’antologia con i testi di tutti e quaranta i poeti, un piattino di ceramica decorato a mano e una bambolina tipica del luogo che somiglia tanto a un pupazzo voodoo. Continua a leggere

L’incanto di pagina 49 (di Luca Tassinari)

lincanto.jpgNon potrebbe la vita essere tutta un sogno? In termini più precisi: c’è un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà, il fantasma dall’oggetto reale? [A.Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, pag. 49]

Ordunque lei mi chiede, egregio professor Schopenhauer, se non sia possibile che la vita tutta sia sogno. Se cioè l’uomo sia in grado di distinguere ciò che egli rappresenta alla propria coscienza in istato di veglia da ciò che gli appare quasi fantasmaticamente durante il riposo notturno. La domanda non è banale e richiede una risposta articolata e fondata su documenti di sicuro prestigio e autorità.

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POETAS. Racconto a puntate di un viaggio poetico – I

di Alessandro Seri

Coimbra è città poco prima del finis terrae ed ha conformità adatta per diventare storia, tanto che è stata già per cento e passa anni capitale del Portogallo e di storia addosso ne porta tanta. Su questa collina di edifici bianchi posati a scendere fino alle rive del Mondego sono arrivati, come in una specie di adunanza, quaranta poeti da tutto il mondo.

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La locanda (di Luca Tassinari)

locanda.jpgMi trovo in una locanda buia e fumosa. Che sia una locanda, a dire il vero, è solo una mia supposizione. Cosa sia veramente questo luogo, se di luogo si tratta, non saprei dirlo con esattezza. Più che fumosa, poi, dovrei dirla nebbiosa o indistinta o vaga: attorno a me vedo soltanto i contorni sfumati di oggetti presumibili, ma di esistenza assai incerta. Vedo tracce labili di tavoli potenziali; odo frammenti di suoni che alludono a voci; fiuto uste deboli e confuse di qualcosa che assomiglia al vino, o forse all’idea del vino, o a un suo lontano ricordo. Quanto all’oscurità, sarebbe più corretto definirla penombra, o meglio ancora citazione di una penombra traslucida, lattiginosa, opalescente.

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