Angeli e case

Non so come sia andata, forse così, comincia circa tre anni fa, che giravo per i blog e curiosavo, guardavo e rileggevo.
Vado una volta, poi un’altra, tutti i giorni, poi mi dico:
Ma guarda questa qui delle brioches che tipo!! Cioè già mette come insegna del suo blog:
Manginobrioches
che è una cosa storica, curiosa e stuzzicosa, il detto di Maria Antonietta, e poi leggi, e usi la vista anche, perché tutte le volte trovi dipinti interessanti in testa ai suoi testi.
Uno si innamora, insomma:
perché io mi sono innamorato, di quel blog, e per esprimere, significare, dar materia al mio sentimento, mi sono messo ad illustrare i suoi racconti.
Io facevo un acquerello, un inchiostro, e lo mettevo nei commenti. Continua a leggere→

Scampato pericolo

di Loris Pattuelli
dylan_rid.jpg

Anche quest’anno niente Nobel a Bob Dylan. La cosa, lo confesso, non mi dispiace proprio. Direi, anzi, che fa ben sperare, e questo per due buoni motivi. Primo: il menestrello di Duluth non ha bisogno di riconoscimenti. Secondo: i clamori del Nobel potrebbero soltanto incrinare quell’idillio che si è venuto a creare tra lui e il variegatissimo pubblico dei suoi concerti. Merito dei tempi, ma merito anche di No direction home di Martin Scorsese e di Io non sono qui di Todd Haynes. E poi merito sopratutto di quel Never Ending tour che è riuscito a trasformare la rockstar più noiosa di questo mondo nell’artista più anticonformista del nuovo millennio.
Continua a leggere→

Cavour

Ho letto una biografia di Cavour e sono perplesso come davanti a un incrocio senza indicazioni. Permettetemi di prenderla un po’ larga.
Molti danno la colpa all’idealismo e a Benedetto Croce (ma, anche senza idealismo, la storia ha una naturale tendenza a farsi interpretare in modo finalistico), fatto sta che la storia la studiamo a scuola, su libri che nel programma di un anno devono ricapitolare secoli e secoli, e in questi libri i protagonisti finiscono per essere dipinti come interpreti della Provvidenza: portatori di una linea politica, di una visione del mondo. Come se Napoleone fosse nato imperatore. Come se Federico il Grande fosse nato illuminista. Poi, tanti anni dopo aver finito la scuola, ti capita in mano una biografia seria. E all’improvviso salta fuori che il panorama è tutto diverso. Continua a leggere→

Area protetta

di Paola Villa
mancinelli.jpg
Almeno 180 grammi, il peso di un vinile puro: la dimensione di una musica scandita da tempi precisi e da gesti misurati che restituivano, insieme all’ansia dell’attesa, il senso e il valore dell’ascolto.
Una musica che , putroppo, nel corso degli anni, è andata progressivamente deteriorandosi perdendo fisicità e spazio: sia nel senso di ingombro (dalle vecchie copertine-opere d’arte, ai piccoli pieghevoli nei Cd per arrivare infine all’astratta codificazione numerica dell’mp3), sia (e soprattutto) in termini di peso specifico, sviluppando, infine, una sorta di anoressia musicale cui gran parte delle radio non ha tardato a conformarsi; i brani devono essere di pochi minuti, i “classiconi” vengono tagliati e i solo strumentali banditi o relegati a piccole emittenti di nicchia in orari impossibili.

(Continua a leggere su WhipArt)

Lo Spirito e la poesia

“Dove lo Spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco. Dove ha inizio l’infanzia del popolo, io amo”. (René Char)
La poesia davvero odierna, che esprime cioè l’adesso fatale che viviamo, sgorga lì dove lo Spirito ha smesso di distruggere, perché in un certo senso tutto è già stato distrutto. Dove il silenzio si è fatto molto più abissale della caduta dei nostri ultimi detriti mentali. Dove io non ho proprio più parole, neppure di disperazione.
Lì qualcosa come un inverosimile sollievo sembra scendere su di noi, e rispondere. Continua a leggere→

HITLER, ODIFREDDI E IL CAN CHE DORME di Valter Binaghi

Recensione a HITLER E I TEDESCHI, di Eric Voegelin (Edizioni Medusa 2005)

hitler e i tedeschi

Il dogma della cristianità si logora di fronte ai progressi della scienza … Tutto ciò che rimane è dimostrare che nella natura non esistono frontiere tra organico e inorganico. Quando la comprensione dell’universo si sarà diffusa, quando la maggior parte degli uomini saprà che le stelle non sono fonti di luce, ma mondi, forse mondi abitati come il nostro, allora la dottrina cristiana sarà relegata al rango di assurdità … L’uomo che vive in comunione con la natura si ritrova necessariamente in opposizione a tutte le Chiese, ed ecco perché queste sono votate al fallimento, perché la scienza è destinata a vincere.

Vi chiederete, cosa c’entra qui Odifreddi? Perchè è chiaro che questa citazione non può che appartenere a uno di quegli scienziati d’assalto o divulgatori di scienza, che armati dei loro concetti da laboratorio si adoperano per liberare le masse da ogni residuo di superstizione come l’ammirazione reverenziale al mistero della creazione o l’esitazione a mettere in agenda la palingenesi tecnologica dell’universo, tipi come Dawkins o Odifreddi insomma, con quei loro libri acuminati e ultimativi. Ma vi sbagliate.
Le perle di saggezza qui sopra appartengono all’imbianchino più celebre del XX secolo, vale a dire Adolf Hitler, però Odifreddi c’entra comunque, a suo modo, perchè l’uno e l’altro raggiungono un’autorevolezza nei confronti delle masse che presuppone il verificarsi dell’identica condizione, vale a dire l’avvento della stupidità al potere.
Continua a leggere→

La Guggenheim secondo Krauspenhaar

di Guido Michelone

Lo scrittore in vista alla mostra vercellese

Mi ero riproposto di non scrivere nulla sull’Arca nell’ex chiesa di
San Marco a Vercelli e nemmeno sulla bella mostra ‘Peggy Guggenheim e
l’immaginario surreale’ che la suddetta Arca ospita sino a marzo, per
due valide ragioni; prima ragione: io personalmente ne stavo già
parlando da mesi (metaforicamente da anni, se si considera il fatto
che, con un gruppo di intellettuali, andavo suggerendo l’utilizzo per
eventi culturali dei grandi spazi vuoti nelle piccole città italiane); Continua a leggere→

La pittura di RINALDO TURATI

La pittura di RINALDO TURATI, tra classicismo e modernità

lavori_in_corso_91.jpg

La mia prima impressione di fronte alla pittura di Rinaldo Turati è stata quella di “una fotografia dell’astratto”: una macchina fotografica puntata, da una distanza indefinita, verso un campo di terra. Non una rappresentazione della terra, ma la sostanza della terra. Il colore, nelle opere dove prevalgono i marroni, le terre bruciate, ricorda una lastra impressa. Quasi per contatto. Continua a leggere→

“La fede e la paura” di Salvatore MANNUZZU

georges-de-la-tour-giobbe-deriso-dalla-moglie.jpg

La fede e la paura. Lei scrive che “l’antitesi della fede è la paura, più ancora del dubbio”.

Il dubbio è nella natura delle cose di cui stiamo parlando. Io però gli sono particolarmente affezionato: oltre la sua misura logica. Quando scrivo mi viene di partire dall’oscurità, da ciò che so. Forse una storia si può raccontare in due modi: partendo da ciò che si sa o partendo da ciò che non si sa. Io parto sempre da ciò che non so. Non tanto per mia scelta, quanto proprio per come sono diventato. E’ difficile non essere se stessi; guai se si cerca di imbrogliare le carte. Non dico che ci si deve accettare, ma insomma… almeno ci si deve adoperare, per quello che si è e non per quello che non si è. Continua a leggere→

La doccia del sabato sera

di Emanuele Kraushaar

doccia.jpg

La mia vita non è un granché. Anzi diciamola tutta: ho un lavoro da schifo, non sono innamorato, non ho amici e ho perso quasi tutti i capelli. La cosa che più mi piace della settimana è la doccia del sabato sera. Perché sto quasi un’ora sotto l’acqua e sogno di essere il mio vicino di casa. Quello ha una ragazza molto carina e il sabato vanno sempre a cena fuori o al cinema o a teatro oppure semplicemente se ne stanno a casa a fare l’amore.
Non provo invidia. Mi piace pensare di essere lui: tutto qui.
Continua a leggere→

Attenzione! Uscita operai

antologia210.jpg
Autisti, spazzini, parrucchieri, modelle: esce Attenzione! uscita operai, antologia di racconti con CD allegato dedicata al mondo del lavoro, pubblicata dall’editore multimediale No Reply; ogni racconto è ispirato a una canzone, ogni canzone a un mestiere. Uno scenario ironico e paradossale sulla vita dei lavoratori di oggi. Il CD con le canzoni è curato dalla Banda Putiferio con ospiti di riguardo: Steve Piccolo, uno dei fondatori dei Lounge Lizard, I Mercanti di Liquore, Yo Yo Mundi, Antonio Rezza. Tra gli autori sono presenti quattro redattori de La Poesia e Lo Spirito: Franz Krauspenhaar, Marino Magliani, Valter Binaghi, Mauro Baldrati. Gli altri sono: Andrea Bajani, Elisabetta Di Dio Russo, Irene Facci, Giorgio Falco, Stefano Giaccone, Stefano Guglielmin, Gianluca Mercadante, Luca Ricci, Marco Rossari, Marco Valsecchi. L’opera sarà presentata Lunedì 26 novembre alle ore 19.30 al Circolo Arci Artemisia, Via Cicco Simonetta 16, Milano, con party, aperitivo, reading e concerto.

UN BACIO LUNGO UN GIORNO di Valter Binaghi

bacio

l terzo mistero doloroso nella storia dell’artista da cucciolo è un ragazzo impacciato e brufoloso, sui sedici anni, che sul pullmann in gita scolastica siede accanto alla bella di III A. Non è la più appariscente, la terza di seno che impressiona i coetanei, quella che ha già imparato un trucco da vamp e il valore aggiunto della fica; è la brunetta dai capelli corti, più bambina, ma con lo sguardo accondiscendente di chi conosce già la fine dei film. Per tutto il viaggio di andata lui è in contemplazione, certamente noiosissimo.
Nei tre giorni a Firenze la guarda da lontano, durante le visite ai musei e la colazione sulle panchine, è sempre con altre due, inseparabili.
E poi, parlarle? A lei, la dea inarrivabile?
Continua a leggere→

Rameria. di Andrea B. Nardi

Non avevo più molta scelta quando sono venuto a stare quassù, dove si cammina sul bordo, e, pure se c’è questo continuo rumore arrossato che potrebbe frullare i pensieri, non abbiamo certo motivo di preoccuparcene. Si ha parecchio da fare, sempre che uno voglia, con tutto il sali e scendi dal fondo del burrone fin sulla cima, e poi lo schianto dell’acqua che tampona di vetro le orecchie. Continua a leggere→

Lettere di vita ordinaria

flaneurinnen_mammen_jeanne.jpg

di Marieluise Fleißer

Carissimo Max!
Prima o poi te lo dovevo dire. Non ti ho voluto tenere nascosto nulla, quando ci siamo conosciuti. Tu sapevi che avevo avuto tanti altri uomini, ma la cosa, oggi, non mi importa molto, Max. Solo non avrei dovuto dirtelo così. Allora forse tu ti saresti comportato con me in tutt’altro modo.
Invece ho esagerato, quando ero seduta accanto a te in quel locale, perché ero così triste che non riuscivo a non farmi del male. Continua a leggere→

M/Merisi: un’imperfezione sorprendente

Imperfetto.jpgSentire il freddo gelido di una frase insinuarsi sottopelle, penetrare nelle ossa. Guardarsi intorno e ritrovarsi nei boschi che punteggiano il passo della Cisa. Avvicinarsi alla finestra che si affaccia sul litorale di Sarzana, vedere il mare in lontananza e averne paura.
«[…] lo sguardo sul mare lucido e verdastro che nonostante la bella giornata sbava ancora, minaccioso, martoriando il litorale, un’onda dietro l’altra.
Merisi ha paura del mare, una sacra paura che va al di là del rispetto naturale che dice di avere. E ogni volta che si ferma a osservarlo, che sia calma piatta oppure tormenta, lo immagina che si ritira, che indietreggia su se stesso gonfiandosi nel cielo, che si arriccia in un’unica enorme verticale oscurando il sole, e l’onda gigantesca e inarrestabile che scende e travolge ogni cosa sulla terra ferma
».
Non si fatica a provare sul proprio corpo le sensazioni suscitate dalle descrizioni di un paesaggio che diventa sorprendentemente co-protagonista e familiare.
Di Merisi non si conosce il nome. È un uomo stanco, lacerato, diviso in due. Un uomo al limite, come la terra di confine che fa da sfondo alla sua storia: la Lunigiana. Un uomo che deve scegliere tra il nulla, la fine, il vuoto e un nuovo amore. Forse spera che la vita scelga per lui. O forse si lascia scegliere.
Continua a leggere→

Tra sindrome yè yè e tribù dei cesolingui (1)

yellow-books.jpg Della presentazione dei libri in generale e dell’incontro Il giallo, il nero e tutti gli altri colori della scrittura a Scrittorincittà, Cuneo.

Mi è capitato di assistere a incontri con scrittori, presentazioni di libri ed eventi più o meno promozionali dove l’autore è sottoposto a una delle esperienze più crudeli: la rappresentazione di sé tramite il proprio libro. Ogni volta ho pensato che non vorrei essere al posto del poveretto, stretto tra la necessità di sottostare ai meccanismi della mise en place della propria opera e la voglia di liberarsi il più velocemente possibile dalle grinfie dell’uditorio.
Intervistando Fabio Geda, per Bottega di lettura, ho posto la fatidica domanda:
E’ più difficile scrivere un libro o parlare di fronte a un pubblico di quel libro?
Continua a leggere→