
http://www.stradanove.net/news/testi/libri-06b/lapic1111061.html
Come potere trattenerti,
come la linea dei salici in estate
che ondeggia ma sta ferma
e vaga,
assume il senso ed il colore (lieve)
di un grigio rosa che trapela
ansima svela nel cadere – verso terra
la sua natura ancella e in più ritrosa,
dolceamara. Continua a leggere
…
Röslein, Röslein, Röslein rot,
Röslein auf der Heiden
(Goethe)
Piccola rosa rossa, piccola rosa
non di bosco o giardino ma di serra,
non avevi profumo, e il tuo colore
era così pomposamente rosso…
Suzanne (in Songs of Leonard Cohen, 1967)
Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover
Continua a leggere
La quercia caduta
Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo: era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidïetti della primavera.
Dice la gente: Or vedo: era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.
(Primi poemetti)
Formazione della band: ruggerosolmi, Laura, Fabrizio, Carla, cf05103025, Pamela Canali, Stefano, f.s.
di Alessandro Scansani (direttore editoriale della Diabasis)

Non ci eravamo tanto amati. Nonostante gli amici comuni, nonostante le comuni radici (la montagna e la “bassa” reggiana, il Concilio).
Su Ernesto Ragazzoni, nato nel 1870 e morto nel 1920, alcuni titoli emblematici di alcune sue poesie
– Le nostalgie del becco a gas
– Le malinconie e il lamento del povero bigliardo che non vuole essere più verde
– Piccola consolazione offerta alle uova mortificate perché calano di prezzo
– Poesia della rottura di scatole
Forse occorre pensare al contesto, a quegli anni: solo un temerario poteva scrivere
Io non vi parlerò di cose strane
Dirò cose comuni e naturali,
Parlerò solo un poco di puttane
E d’altre cose simili morali:
Parlerò del davanti e del didietro
– Lettor se non ti piace, torna indietro Continua a leggere
De l’esclavage
Puisqu’aucun homme n’a une autorité naturelle sur son semblable, et puisque la force ne produit aucun droit, restent donc les conventions pour base de toute autorité légitime parmi les hommes. Continua a leggere
Take This Waltz (Leonard Cohen, I’m Your Man, 1988).
Traduzione inglese di Pequeño Vals Vienés di Federico García Lorca.
Now in Vienna there’s ten pretty women
There’s a shoulder where death comes to cry.
There’s a lobby with nine hundred windows.
There’s a tree where the doves go to die.
There’s a piece that was torn from the morning,
and it hangs in the Gallery of Frost –
Ay, ay, ay, ay
Take this waltz, take this waltz,
take this waltz with the clamp on its jaws. Continua a leggere
chiavistello e scure sono gli orecchini
del balbettio al potere. l’amore vitreo
del girino non fa ranocchio
né la raucedine del condannato
nasce imparata. il bilico che abbracci
cigola dondola in una donna
dal nome naturale. eppure nessuno
è felice tra l’addobbo e lo sgobbo
per l’addobbo. la luna sulla biga
della scienza non bara neanche più
di amarti.
(Agosto 2007)
La splendida mannaia ruvida
calata sui miei pascoli, sui miei passi
campo dopo campo, sul pozzo,
il luminoso pendolo errante
che manda tutto in metamorfosi:
a volte li intuisco e non mi va di restare
li prendo come bagliori in un castello in rovina
come semplici umori, il sangue il flegma e le due bili;
io che ho visto tutti i film di Bergman
li scarto al modo di fotogrammi inutili.
Ma proprio allora mi sorridono le attrici nordiche,
un giro di purosangue attorno a una fonte,
sento violini usignoli e pressione bassa
e dunque cedo e cado come a dire Entrate:
a quel punto la Morte batte i tacchi e se ne va.
Il compito di uno scrittore per ragazzi (1)

Da Il fantomatico piacere della lettura
(Dialogo tra un Appassionato di libri e un Giovane Alitterato (© Edizioni Libri Molto Speciali]
di Lucio Angelini
tratto da: http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13603592
“Il compito di uno scrittore per ragazzi è molto delicato. Per quanto dichiari di rifuggire da ogni intento edificatorio e di volersi limitare a regalare emozioni e divertimento, non sfugge al fatto di rendere certi personaggi (e i loro comportamenti) più simpatici e degni di imitazione di certi altri, orientando in tal modo l’identificazione del giovane lettore.”
“Identificazione?” Continua a leggere
Nel 1882 Tolstoj è ormai lo scrittore più famoso della Russia, ma né la fama né il benessere possono colmare il suo senso di vuoto; comincia a trascurare la letteratura e a dedicarsi sempre più alla ricerca della verità del vivere umano e, infine, religiosa; una ricerca che l’avrebbe tormentato per il resto della vita. Il rifiuto dell’ordine sociale, della Chiesa ufficiale, della morale corrente assume in Tolstoj una forza irrefrenabile che ha come conseguenza la pubblicazione di vari scritti come Confessione (1882).
estratto dal capitolo 2 di Confessione (memorandum per aspiranti scrittori )
Favoloso / lei è stupenda / un po’ lento nella parte centrale, vediamo se riparte / le luci sono eccezionali / già visto a Londra, con maestranze migliori, siamo i soliti provinciali / quella davanti a me si è addormentata / magnetico, parla ed è puro magnetismo / sarà giovane ma promette tantissimo, con la sua regia è convincente, nonostante tanta televisione / è vero che se le passa tutte? / so io cosa gli passerei / banale, enfatico, ridondante / hai notato quella citazione pop? / saluta, da brava, saluta che poi lo andiamo a trovare / io sono stufo, è lungo / dove hai la macchina? / caffè, grazie.
Un piattino.
Un sottotazzina in carta traforata.
Un’occhiata alla mano appoggiata sul bancone (mancino).
Un cucchiaino alla sua sinistra.
L’asola della tazzina alla sua sinistra.
L’avvicinamento dell’alzata con gli zuccheri.
Avanti il prossimo.
Crééé-créck! L’ultimo cicalino.
Quello che doveva essere il prossimo cliente fa perno su un tacco, volge le spalle alla mancata consumazione e si rifugia, con gli altri ritardatari, dietro pesanti tende di velluto color porpora. Il foier si svuota. Continua a leggere
Guy de Maupassant
Quel che serve a un romanzo nuoce a un pezzo di cronaca
da “Il Manifesto”, 28 agosto 2007, p.12.
La grande querelle che oppone i romanzieri ai cronisti sembra lontana dal concludersi. I cronisti rimproverano ai romanzieri di scrivere cronache mediocri, e i romanzieri accusano i cronisti di concepire dei cattivi romanzi. Hanno qualche ragione sia gli uni sia gli altri. Certo, sarebbe sorprendente sentire dei pianisti che rimproverano ai flautisti di avere le dita deboli e dei flautisti prendersela con i pianisti perché hanno il fiato troppo corto. Sono musicisti sia gli uni sia gli altri, sebbene suonino strumenti diversi.
dei bambini all’asilo i grembiulini
profumano di latte di gote
di versamenti di unguenti
di terra strapazzata ai pazzi giuochi
di fionde svelte lo scontro col cielo.
al camposanto le tombe delle gioventù
mansarde in miniatura per la sberla
ha simulacro di scampo di crono
combinato con un accatto ancora
d’àncora trinciata per sasso lapide.
(Agosto 2007)
Se manca, e manca certo, qualcosa manca
l’esito indifferente dell’azione
lanciato per estetica di ribellione,
che manca un po’ di ribellione
urtando il rullare d’un tappeto
che marcia indietro e ci fa marmo.
Al più la spinta manca
alla follia del dopo curva
sotto le vesti al centro
mentre si fa distanza e vicinanza
piazza di chiesa nuova lontananza