Archivio mensile:Giugno 2007

Gentilissimo Vittorio Sgarbi – su Nazione Indiana

Cari amici, vi prego di dare una lettura a questo post di Gianni Biondillo su Nazione Indiana. Riguarda “Biblioteca in giardino”, una manifestazione di incontri letterari nelle biblioteche milanesi organizzate molto ma molto bene da Leonardo Pelo – editore di No Reply, qui tra i link- da alcuni anni. Una delle poche manifestazioni veramente utili nel panorama desolante di questo Paese Senza. Il pezzo di Gianni è un invito all’assessore alla cultura della mia città, Vittorio Sgarbi, a prendere coscienza della gravità della cosa. Ma leggendo il pezzo e i numerosi commenti vi renderete davvero conto della portata del problema. Se volete commentare, siete i benvenuti. E grazie. FK

Salvatore Ritrovato

Via dall’infanzia

«Réponds “absent” toi-même, sinon tu risques de ne pas être compris.» (René Char, Feuillets d’Hypnos, 151)

I

A Enrico

Non amo le città, i quartieri futuri
illuminati dai lampioni.
Meglio una luce di traverso
appesa sullo scoglio,
meglio il trabucco che lievita sul mare
acceso dal tramonto
la bora che lo scuote.

Meglio la via che si arrampica
nella foresta tra carrubi e pini
ai faggi depressi dove sparisce il sole
invisibile scroscia tra le foglie
le radure di more nere come la terra
sotto le pietre.

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“Una vita da mediano” – di Marina Pizzi

76.
“Una vita da mediano”
piccoli capolavori di altra letteratura alfa
quella delle scarpe che ti fanno male
anche se di marca
il pilastro indispensabile
mai riconosciuto da nessuno
o, almeno, solo dal poeta di turno
sapiente a rendere giustizia
senza giustiziare proprio nessuno!
77.
(da Rughe d’inserviente, 2007-)

VISIONE

VISIONE

Sono entrato in una classe per una supplenza.
  Improvvisamente mi ha investito una specie di fastidio. Vedevo, come nei cimiteri, delle piccole tombe bianche che emanavano l’odore di una rosa che sta marcendo; caramelle, gomma da masticare ormai amara. Piccoli banchi, disposti con un ordine studiato, millimetrico, con la stessa puntigliosità di un falegname che deve misurare i suoi mobili. E anche i bambini erano ben disposti, allineati, la schiena dritta, gli occhi un po’ assenti ma tranquilli. Anestetizzati.

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Plastic Poetry Party

Cari Amici,

Finalmente dopo tanta fatica siamo riusciti a pubblicare l’antologia di

poesia

Plastic Poetry Party che racchiude una multitudine sfaccettata di poeti

giovani

e sconosciuti e non, ed altri più famosi nel campo della musica come Elisa,

Omar Pedrini, Neffa, Claudio Rochi, Andy dei BlueVertigo e Carlotta ed

altri

ancora !!!!

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La sindrome di imitazione

di Mauro Baldrati
La sindrome di imitazione – una sorta di coazione a imitare comportamenti, gesti, pose di personaggi di forte impatto mediatico – è un meccanismo psicologico che ha origini antiche. Si narra che Luigi XIV, il Re Sole, tormentato da una ragade anale un giorno ruppe gli indugi e decise di farsi operare. Non fu certo una passeggiata, visto che non esisteva l’anestesia. La notizia immediatamente si propagò a corte e molti nobili, i reclusi nell’immenso pollaio di Versailles dove il re-geniaccio li spennava vivi facendo loro pagare somme esorbitanti per avere un posticino nel suo entourage, si sottoposero volontariamente all’operazione, anche se i loro ani aristocratici erano perfettamente sani. Si imitava il re, colui che stava al vertice della piramide mediatica dei suoi tempi, l’avatar circondato da pettegolezzi, invidie, desiderio e fantasia morbosa.
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LPELS in the world (Diano Marina)

E’ giusto testimoniare, a mio avviso, la presenza di LPELS, questo nostro meraviglioso litblog arrivato al sesto mese di vita, nel mondo. Ed eccovi dunque immortalati due baldi componenti della squadra dei narratori: a sinistra Marino Magliani, e al centro il Vostro Affezionatissimo (a destra l’ottimo Andrea Nardi, autore di Ecce Deus). I tre sono qui ripresi in un momento topico della stupenda e oserei dire anche divertente presentazione di Ecce Deus e dell’ultimo romanzo di Marino, Il collezionista di tempo (Sironi Editore) tenuta nella ridente Diano Marina il 25 di maggio. Per gli storici del costume: alla fine della presentazione, esattamente tre secondi dopo il mio “grazie e arrivederci”, ha cominciato a piovere che Dio la mandava. La foto è dell’ottimo Achille Maccapani. FK

INTORNO A DUE RECENTI PAMPHLET

bertante  arpaia

“Contro il ‘68” (Agenzia X) di Alessandro Bertante e “Per una sinistra reazionaria” (Guanda) di Bruno Arpaia. Due libri da leggere, ma assolutamente insieme.
Il primo parla del chi, il secondo del come. Chi ha agitato l’Italia rivendicando la scalata al cielo, e con il suo delirio narcisistico ha fatto terra bruciata della politica dopo di sè. Come ce lo spiega Arpaia, cioè con che tipo di legittimazione culturale: ammantandosi di un progressismo che in realtà è totale resa all’appello tecnocratico di un sistema, di cui il rivoluzionario di un tempo è oggi divenuto l’officiante.
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Liberare la poesia (seconda parte)

Riporto dall’inserto culturale “Domenica” de “Il sole 24 ore” (3 giugno 2007) la discussione successiva all’articolo di Alfonso Berardinelli Togliamo la poesia dal ghetto, pubblicato in precedenza nel nostro sito. Ringrazio Elena F. Ricciardi per aver copiato sia questo testo sia l’altro.

Caro Alfonso Belardinelli,
ho letto con entusiasmo il suo “Togliamo la poesia dal ghetto”. Colgo un solo “neo” nel testo, che può ridurre la comprensione delle questioni segnalate. Voglio schematizzare qualche esempio delle cause di disaffezione del pubblico e della “chiusura” dell’editoria maggiore.
1- Nella più favorita (da pole position) delle antologie di fine-secolo scorso, il “Meridiano” Mondadori Poeti del secondo novecento-1945/1995, uno dei due curatori ha antologizzato se stesso, inaugurando o rinvigorendo il malcostume del poeta-critico in plateale conflitto di interessi; ha poi incluso un autore di romanzi della medesima editrice ed altre sillogi mediocri; ha escluso dal volume Giacomo Noventa ( che pubblicò e fu conosciuto solo nel 1960).
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Speranza o certezza?

Il 7.6.1843 morì a Tubinga Friedrich Hölderlin dopo aver condotto gli ultimi 30 anni della sua vita sotto tutela. Hölderlin era folle come si diceva allora, schizofrenico come si direbbe oggi. Per la letteratura tedesca rappresenta il prototipo del genio fuori da ogni schema, contrapposto a quello contenuto di Goethe.
Goethe sapeva fare – e vivere, Hölderlin no. Goethe è diventato il simbolo della cultura tedesca, Hölderlin è rimasto al margine .
La storia della letteratura insegna che solo in rari casi i poeti riescono a superare i confini nazionali; di conseguenza il dialogo interculturale in questo campo spesso rimane molto superficiale: manca semplicemente un canone di conoscenze letterarie comuni: il tuo Leopardi è il mio Hölderlin – e siccome uno non conosce l’altro
(se non per aver sentito parlare…) il confronto muore prima ancora di nascere.
Il fattore più importante in questo dilemma è sicuramente la traduzione.

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La soglia

Dopo sei mesi di naufragio fai ritorno
alla porta di casa (welcome).
La croce appesa al collo
come dono non colto
o ricordo di un tradimento.

Mi cercasti madre più di una volta
ma i miei entusiasmi sopiti dal giorno
non poterono seguirti altrove
dove volevi.

Resta questa stanza
disseminata dalle scorie
di una fallita redenzione.
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Osip (a cura di Elio Grasso)

Osip

Di questo corpo che m’è dato, che ne farò?
Che ne farò di questo dono unico e intimo?

Ditemi chi debbo ringraziare? A chi
esser grato della tacita gioia di respirare ed esistere?

Sono un giardiniere e anche un fiore,
in questo mondo-prigione non son solo,

sui vetri dell’eternità
già si è posato il mio caldo respiro.

Suggello di me,
sarà come un ricamo inconosciuto.

Trascorra il sedimento dell’istante –
il caro segno non si cancellerà.

(1909)

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Guasti

Di Luca Fumagalli

Fuori, oltre il finestrino appannato, ricomincia a piovere. La vecchia con la faccia da corvo, appollaiata sullo strapuntino, sgrana imperterrita un rosario di legno.

(In treno / Sono in treno / Dove cazzo vuoi che sia a quest’ora)

Ogni dieci Ave Marie bacia un santino appiccicato sul quaderno ingiallito che tiene aperto sulle ginocchia.(Ancora con questa storia / Ma la vuoi smettere una volta per tutte?)

Il bergamasco col cranio rasato, che sale a Cusano, dice la sua ad alta voce. Come tutte le mattine. Ha il tono fastidioso e pedante di chi crede di sapere sempre tutto. Sono saltate le linee. Mi sembra evidente.

(NO / La risposta è NO! / Quante volte te lo devo dire?)

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