Archivio mensile:Giugno 2007

Fiera di Pozzolo

1a FIERA INTERNAZIONALE DELL’EDITORIA DI POESIA
CASTELLO DI POZZOLO FORMIGARO (AL) 23 GIUGNO 2007
www.laclessidraweb.com

ESPOSITORI

EDITORI

Aletti
Amos Edizioni
Blu di Prussica
Book Editore
Campanotto Editore
Edizioni Joker
Ennepilibri
Fara Editore
Galata
Genesi
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InEdition
La vita felice
Lietocolle
Lo SpettAttore
Moretti & Vitali
Neosedizioni
Panda edizioni
Passigli Editori
Raffaelli Editore
Scrittura Creativa
Soc. Ed. Fiorentina
Tracce Edizioni
Vicolo del Pavone
viennepierre

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Un nuovo limbo?

Sono passati quasi dieci anni dalla pubblicazione dell’Opera comune (Atelier, 1998): operazione antologica che ha avuto il merito, più organizzativo che teorico, di imporre all’attenzione della critica letteraria la questione della “nuova poesia italiana”. L’operazione non può dirsi che riuscita e una produzione poetica qualitativamente notevole ma relegata al mondo della piccolissima editoria e della distribuzione amatoriale oggi non solo ha raggiunto, in taluni fortunosi casi, la grande editoria (Andrea Temporelli per Einaudi, Flavio Santi per Rizzoli, Mario Desiati per Mondadori, l’antologia “Nuovissima poesia italiana” sempre per Mondadori; “Parola plurale” per Sossella) ma ha in ogni caso rinnovato tout court l’idea di una produzione poetica nazionale vivace e vegeta ed ha investito la piccola editoria di un compito essenziale, quello della promozione della qualità poetica, affinandone il senso critico e dilatandone gli orizzonti.

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Sull’avventura dei baldusiani (di Massimo Rizzante)

baldus.jpgda Baldus, (1990.96), rivista di letteratura, selezione antologica e raccolta integrale, a cura di Lello Voce e Massimo Rizzante, introduzione di Massimo Rizzante, con un intervento di Adriano Padua, CD-ROM allegato.

Marginali incompatibili moderni

Adesso che sono qui, dieci anni dopo, in questo lugubre inverno padano, fitto di nebbie e privo di sole, a sfogliare i dieci numeri bianchi e neri, punteggiati a volte di rosso, verde e blu, di Baldus (1990 – 1996), l’ultima rivista letteraria italiana del XX secolo, sono preso da nostalgia. Continua a leggere

Presentazione nuovo libro Franco Buffoni

Libreria del Castello

Castello Sforzesco (Cortile delle Armi), Piazza Castello – 20121 Milano

Tel/Fax 02-878696 E.Mail: [email protected] www.libreriadelcastello.com

Mercoledì 20 giugno alle ore 17.30 presentazione del nuovo libro di Franco Buffoni “Più luce, padre” (Luca Sossella Editore)

Incontro con l’Autore del recente
Più luce, padre.
Dialogo su Dio, la guerra, l’omosessualità
romanzo storico-autobiografico che,
attraversando il Novecento,
si propone nel nuovo secolo come
manifesto intellettuale del poeta,
proposta di valori e verità.

Presenta Stefano Raimondi.

Ingresso libero

Monica Borettini su “Album feriale” di Maria Pia Quintavalla

Album feriale: OVVERO: dalla radice all’acqua e dall’acqua al cielo passando per il cuore.

Sofocle diceva che esiste una parola, una sola, capace di liberarci da tutto il peso ed il dolore della vita: questa parola come molti di voi sanno o immaginano è “amore”. Con Album feriale, Maria Pia Quintavalla, parte dal nucleo marmoreo di una sofferenza intima, localizzata nelle proprie radici, e analizza con lucidità, gli orizzonti degli insegnamenti ricevuti, gli atavici conflitti tra figli e genitori, e il desiderio di riaffermarsi quale entità femminile finalmente libera e nudata da inutili sovrastrutture e ci offre un saggio che incarna “l’amore” tramite un canto poetico e non privo di una certa accattivante e fascinosa melodia. Continua a leggere

Il tetto (di Luca Tassinari)

tetto.jpgMagnifica giornata, non c’è che dire. Limpida, serena, cristallina come solo certe giornate d’inverno sanno essere, ma anche pervasa da un tepore amichevole e incoraggiante. Le condizioni atmosferiche influenzano da sempre l’umore dei tetti e la qualità delle loro speculazioni. Non v’è chi non sappia, per esempio, che un temporale rende un tetto felice fino all’euforia, mentre gli ardori canicolari lo sprofondano in stati malinconici prossimi alla depressione. Le giornate come questa stimolano la nostra indole meditativa.

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Hydropathes, convivio d’impeccabili.

L’11 ottobre 1878 un nuovo caffè letterario apre le sue porte a Parigi nel Quartiere Latino: Les HydropathesEppure la sua inaugurazione passa completamente inosservata. L’Exposition Universelle ha aperto i battenti in maggio. E ha molte piú chan­ces di un nuovo caffè letterario simile a tanti altri dell’epoca. Ma Emile Goudeau era una personalità singolare: “aveva inventato il modernismo e coltivava il parisianismo, che è un’invenzione della provincia, un modo esagerato di essere parigino” (Murice Donnay). Ben presto non si parlò d’altro che di questo Cercle des Hydropathes che accoglieva figure partico­larmente significative della letteratura del momento. Con Hydropathes, Emile Goudeau, principale animatore di questo Circolo, designa un gruppo di artisti quali Charles Cros e Paul Verlaine per non citarne che due.

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Lettera a mio padre

di Pasquale Giannino

Cassina de’ Pecchi, 9 giugno 2007

Padre, oggi è il tuo ultimo giorno di scuola e io vorrei dirti tante cose. Da piccolo mi vergognavo di te, mi chiedevo perché non fossi come i genitori degli altri bambini che se ne andavano a passeggiare in piazza coi loro amici, e parlavano di politica e si infervoravano da rischiare un infarto e poi tutto si accomodava con una briscola e una birra gelata.

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Innesti tra Nicola Ponzio e Paolo Fichera

Ogni parola aggiunta è una sottrazione.
Gli innesti in sequenza di due poesie originarie per generare un’unica poesia. Gli innesti delle due poesie originarie sono innestati tra di loro realizzando una nuova poesia che è nuovamente innestata per generare la poesia definitiva. Gli autori lavorano in sequenza. Uno sulla poesia dell’altro: dalla poesia originaria dell’uno l’innesto dell’altro. Ottenuti i due innesti un autore li innesta uno con l’altro. Tale poesia viene infine innestata dall’altro autore arrivando così alla poesia ultima.

**
Nominata la vita si rinsaldano.
Alberi allora nel reattore,
frammenti
prolifici, – polvere, notte
diffondere, lemmi

granitici al chiarore del diorama.

INNESTO:

Nominata con nome la vita
si rinsaldano in anni
Alberi franti nel reattore,
il suono è un calco
frammenti
prolifici, e polvere
a diffondere notte

e lemmi

granitici al chiarore
graffi
nel fondo del diorama.

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Tana per la Bambina con i Capelli a Ombrellone

Un romanzo militante e coraggioso: in periodi come questi dovrebbe essere un dovere osservare e raccontare quello che succede sulla terra che calpestiamo quotidianamente. Monica Viola ci prova.

Tana per la Bambina con i Capelli a Ombrellone è un esordio consapevole; una storia ben scritta, pensata.

Siamo a Roma, negli anni settanta. Con uno stile asciutto e pure molto denso Monica Viola racconta l’educazione sentimentale di una bambina che, ultima di una numerosissima famiglia, cresce in un’epoca tormentata, tentando di farsi spazio in una casa ed in una società sempre troppo affollate per accorgersi di lei.

Il lettore segue la storia di questa bambina, ma non si perde mai in lei. Spesso ci si riconosce o riconosce quello che sta leggendo come qualcosa che ha vissuto lui stesso o di cui ha sentito raccontare.
Perchè lo scopo del romanzo è raccontare la storia d’Italia in quegli anni.
Il libro è accompagnato da un sito www.monicaviola.it ed è anche scaricabile dal link www.vibrisselibri.net.

Bellissima la copertina.

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone!
Monica Viola
Vibrisselibri Edizioni, 2007

Criptorecensione di “Il Codice da Vinci”, di Ron Howard

Ecco una “criptorecensione” – non c’è bisogno di spiegare di cosa si tratta, basta leggerla- dell’ultimo film di Ron Howard, ex Ritchie di Happy Days, il kolossal tratto dal romanzo di… vabbè, inutile dirlo.

Il roman di Dn Brwn ha rappresentat caso lett, già dal success di vendit, Hollwod fa film grand spolver. Rn Hoad e Bn Grzr, con lor cas di produz (la Imgin Enterent).

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Paul Celan

Paul Celan

Schreib dich nicht
zwischen die Welten,
komm auf gegen
der Bedeutungen Vielfalt,
vertrau der Tränenspur
und lerne leben.

Non scriviti
tra i mondi,
alzati contro
la varietà dei significati,
fidati delle orme di lacrime
e impara a vivere.

Danilo Dolci (1924-1997)

Annunciano di avere ammazzato
milletrecentoventisette persone,
si vantano di averne rovinate
di schianto altre diecimila,
si gloriano di aver distrutto
dighe, industrie
“anche per elevare il morale del popolo”,
di aver sconvolto undici strade:

anacronistici mostri
lo sterminio lo chiamano vittoria.
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da “Pause” (1992)

LEVE, CARRUCOLE

Leve, carrucole comprende
nella sua allarmata biografia.
Accende fiori, li espone
al sant’iddio delle casualità,
alla causa santissima e fortuita.
Nella sua debolezza,
domina i gatti e sfiora morbidezza.
Così è, se gli pare – e tutto accetta.

VALENZE ULTIME

“Già le valenze ultime, le estreme”,
accenna a questa carne, all’aria,
alle ragioni perfette e corporali.
Non gli si può ribattere altrimenti;
è vero, sicché fango sugli occhi,
sulle visioni presto a rischiarare.
Mentalmente uccidere i fuochi.

Elogio del dialogo

La democrazia è discussione, ragionare insieme. E’, per ricorrere a un’espressione socratica, filologia non misologia. Chi, come coloro che si ritengono superiori agli altri, odia i discorsi e il confronto delle idee alla persuasione preferisce la sopraffazione…

… maestro insuperabile dell’arte del dialogo, cioè della filologia, è certamente Socrate, a cui si deve la denuncia di due opposti pericoli. Vi sono – dice – “persone affatto incolte”, che “amano spuntarla a ogni costo”, anche a costo di persistere nell’errore e di trascinare altri con sé. Continua a leggere

CHI ALTRO DETESTIAMO. GLI USA, PER ESEMPIO

LETTERA DEL MULLAH OMAR
di Marco Travaglio

usa

Chi scrive è il mullah Omar.
Ho 44 anni, 4 mogli, vari figli, sono di Kandahar, dunque non sono arabo: sono afghano. Nella mia vita ho fatto un po’ di tutto: il combattente, il politico, la guida spirituale, di nuovo il combattente. Ho conosciuto i più grandi eserciti del mondo: a 20 anni combattevo l’Armata rossa (ci ho rimesso letteralmente un occhio della testa), ora combatto gli Stati Uniti, gli inglesi e i loro alleati della Nato. Solo che, quando combattevo i sovietici, a voi occidentali piacevo tanto: le armi ce le passavate voi. Ora, comprensibilmente, non vi piaccio più. Eppure sono rimasto lo stesso.
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