Nel 2006 e nel 2007 rispettivamente sono usciti, per i tipi della casa editrice Mobydick di Faenza, due libri dedicati alla poesia gallese contemporanea: I canali di Marte di Patrick McGuinness (un mio articolo al riguardo è comparso il 27 giugno 2006 in vibrisse, bollettino), e un’antologia intitolata Impronte, con prefazione dello stesso McGuinness. La curatrice di entrambi, Giorgia Sensi, ha al suo attivo anche La moglie del mondo di Carol Ann Duffy, Men-Uomini, Ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, tradotti con Andrea Sirotti; e L’adozione, di Jackie Kay, tutti e tre pubblicati da Le Lettere. Tre piccoli capolavori passati praticamente inosservati.
Ne I canali di Marte è già contenuto il concetto chiave della poesia di McGuinness: il lontano, l’altro da sé o meglio: l’altrove. Affermare che McGuinness sia gallese, o comunque che si identifichi con una sola cultura, è quantomeno azzardato. Figlio di padre irlandese e di madre belga, è cresciuto in Venezuela e lo spagnolo è stato la sua prima lingua. Successivamente ha imparato il francese e, solo a sei anni, l’inglese. La sua compagna è gallese di madrelingua gallese (è importante sottolinearlo: “naturalmente” – e perdonate l’ironia non troppo velata che trapela da questo avverbio – esistono molti gallesi di madrelingua inglese). Ora vive in Galles. Ha riflettuto a lungo sulla sua identità e sulla sua appartenenza a una nazione in particolare – il Belgio -, concludendo che essere belga significa «che non t’importa davvero se lo sei o no». Nella poesia Belgitudine il concetto di “altrove” è ben chiaro: Continua a leggere→