Dentro ci sono sei racconti, storie di donne eccentriche e forti, a volte dure, disperate e poi struggenti. Traccia delle linee, Rossella Milone, con questo suo nuovo libro, Il silenzio del lottatore (Minimum fax, pp. 226, euro, 14), dei graffi che tentano, sempre più dappresso, di tracciare il profilo di tante donne difficili, dalla sfacciata brillantezza intellettuale, indefinibile eppure concretissima. Continua a leggere
Archivio mensile:Ottobre 2015
I risvolti profetici di un libro
(Sarban, Il richiamo del corno, traduzione di Roberto Colajanni, Adelphi, pagine 191,18 euro)
John William Wall, conosciuto come scrittore con lo pseudonimo di Sarban, è stato un diplomatico inglese. Ha pubblicato in vita due raccolte di racconti e un romanzo.
Adelphi riscopre e manda in libreria Il richiamo del corno, un romanzo ucronico e distopico diventato un libro di culto per tutti gli appassionati del genere. Il libro fu pubblicato nel 1952 e alla sua uscita fece subito discutere.
2. La profezia

Poter celebrare nuovamente in orari decenti mi fece un effetto singolare. Da tempo ero stato relegato in messe ad ore antelucane e ritrovarmi con la gente che tanto aveva atteso per sentire una parola nuova, era una gioia che ripagava di molte umiliazioni. Comprendevo, nello stesso tempo, che il Signore prevedeva da sempre tutto questo, perché crescessi in umiltà e rinunciassi a quella idolatria che era stata la fonte di mali innumerevoli. Mi avevano riaccolto con calore, chiedendo quale fosse la ragione di una così lunga assenza: rimanevo nel vago, accennavo ai disegni divini, sempre misteriosi, sempre al di là della nostra comprensione contingente. Pensavo, a dire il vero, anche all’aria soddisfatta del gruppo dirigente, che aveva riacquistato le leve del potere. Ma Dio dimostrava che il Vangelo è un’altra cosa, che un luogo così santo non poteva rimanere ostaggio di dinamiche non chiare. Non provavo alcun risentimento, né desiderio di vendetta. Mi era più che sufficiente il senso di gratitudine profonda che mi faceva guardare al futuro con fiducia sconfinata. Ecco, si poteva ripartire: il luogo era pronto a rivelarsi come centro di potente irradiazione dello Spirito Santo: la profezia che mi portavo dentro stava, finalmente, per attuarsi.
SLAM ITALIA: le prossime gare poetiche in Italia!
Il calendario vi propone alcune gare del campionato italiano poetry slam 2015 / 2016 fino a novembre di quest’anno. Molte altre competizioni sono previste in tutta Italia per mettere la poesia in gioco e vivere assieme questa emozionante esperienza che unisce poeti e pubblico. Seguiteci alla nostra pagina FB SLAM ITALIA
> TORINO – 16 Ottobre 2015, ore 21. Murazzi Poetry Slam. Magazzino sul Po. Murazzi del Po 14 (lato sinistro guardando la Gran Madre). MCs Max Ponte e Bruno Rullo Continua a leggere
Da dove nasce un buon pugile.
Amato da scrittori di grande fama quali ad esempio Ernest Hemingway ed Elmore Leonard, W.C. Heinz è in Italia ancora relativamente poco conosciuto.
Eppure fu Hemingway stesso, all’indomani dell’uscita del primo romanzo di Heinz, Il Professionista, che non esitò a definire questa storia l’unico bel romanzo sulla boxe che avesse mai letto e il suo autore uno dei più bravi e promettenti dell’epoca.
Heinz e Hemingway in realtà si erano già conosciuti anni prima dell’uscita de Il Professionista, in Germania, durante il secondo conflitto mondiale, quando Heinz lavorava come inviato di guerra del New York Sun ed Hemingway del Collier’s.
Heinz però impiegò molto tempo prima di riuscire a pubblicare il suo primo romanzo (Il Professionista è del 1958) e la sua fama restò per lunghi anni legata più alla sua attività di giornalista sportivo (insieme a Tom Wolfe, Jimmy Breslin e Gay Talese gettò le basi di quel “New Journalism” destinato a cambiare la nostra maniera di leggere i quotidiani e di Continua a leggere
Una favola buona per dormire

C’era una volta un uomo chiamato a governare una grande città, di grandi tradizioni. Cominciò a spulciare tra gli affari che giravano intorno alla sede di governo: trovò di tutto, dai semplici intrallazzi alla mafia organizzata. Decise di fare pulizia, non guardando in faccia a nessuno, aprendo armadi pieni di scheletri e vario putridume. Favorì un processo contro tutti i marioli che affollavano il Palazzo.
Per due scontrini fu costretto a dimettersi, e nella grande città, di grandi tradizioni, tutto riprese come prima.
Le voci del Pretorio. Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano. La nona lettera.
Giovanni,
Non riesco a perdonarmi di non essere andato al suo appuntamento. Dovevo andarci, Giovanni. Forse oggi sarebbe ancora viva. Questa idea mi tormenta. Cerco di non pensarci. E’ inutile. Ho il terrore poi che colleghino la mia presenza a Caserta con la sua morte. E’ inevitabile. Voi giornalisti fate il vostro lavoro. E questa storia, queste coincidenze, questo gioco è per voi una tentazione irresistibile. Approfittane, Giovanni, ascoltami. Lasciami perdere e approfittane.
La mia segretaria non ti ha mai telefonato, Giovanni. Hai ragione tu. Qualcun altro si è insinuato nella nostra storia, forse addirittura ha preso in mano i fili di questa trama sempre più opaca, in cui la menzogna rischia di sopraffarci. Anche tra noi il mare della verità si ritrae e ci lascia scoperti, nudi relitti delle nostre paure e delle nostre piccole e grandi bugie.
E’ diventato difficile muoversi su questa scacchiera.
Possibile che non siamo riusciti a parlarci? Malgrado queste nostre lettere, queste parole; malgrado i telefonini. Dobbiamo guardarci negli occhi. Riusciremmo forse a trovare una ragione in quello che ci sta accadendo, un qualche senso dentro questo caos, una qualche consolazione dentro questo dolore.
Sono tornato a Potenza sconfitto.
Sai cosa ho fatto appena giunto in Procura? Ho occupato la stanza che al mio arrivo avrebbero dovuto assegnarmi. Ho preso i miei libri, i codici, i fascicoli, alcuni oggetti personali d’arredamento e mi sono trasferito. Nessuno mi ha detto niente: è sembrato a tutti naturale, com’era stato naturale che quella stanza fosse rimasta vuota fino a quel momento.
Cerco di non pensare a quello che è accaduto. In ufficio mi sono rigettato a capofitto nella mia inchiesta. Anche questo è sbagliato ma è l’unico modo per uscire fuori da questa storia. Vorrei che i nostri dolori fossero dovuti unicamente a problemi di funzionamento. Tutto avrebbe una soluzione, un motivo mediocre ma tangibile e immediato di appagamento.
Ti ricordi quando facevamo politica all’Università. Un giorno andai ad un convegno per la nascita di non ricordo più quale coordinamento. C’era la televisione. Si dissero tante di quelle cazzate – alla fine non nacque, infatti, alcun coordinamento – che la mia attenzione si fissava continuamente sul cameraman: a cosa pensa mentre ci riprende? Ascolterà queste parole? Quali idee avrà? Che opinione si sarà fatto? Credo che quella serata ebbe un senso esclusivamente per quel cameraman, per il suo lavoro, si parlasse di politica o di vacche. Io invece tornai a casa con i pugni vuoti.
Giovanni, vorrei essere come quel cameraman.
Ah! Non ti ho ancora detto a chi era appartenuta la stanza che mi sono preso: a Di Giacomo, il magistrato dello scandalo del Palazzaccio, il magistrato più famoso d’Italia. Dietro la scrivania campeggiava un manifesto de The Untouchables di Brian De Palma. Io ho coperto il vuoto su quella parete con il Ponte nella pioggia di Van Gogh: fa meno effetto ma mi dà tranquillità.
Ti assicuro che scoprirò chi non ha voluto che noi due ci incontrassimo a Caserta. Anche se questo gioco spetta solo a noi. Siamo noi i burattinai ciechi delle nostre trame, credimi. La morte di Emilia non ci appartiene. E se tu hai mentito, sarà questa la consolazione al rimorso di non averti cercato le volte che sono tornato a Milano.
Scòstati dal sole, di Rosa Salvia

Dalla raccolta inedita di racconti Le conseguenze dell’amore
“Tutto è dentro di me, in attesa che io lo capisca”. Delara talvolta si adagiava in soffitta su un vecchio materasso, là dove il suo rigurgito di molle e d’imbottitura lo permettevano. Inseguiva pensieri, ‘visioni’. Poi poggiava il cavalletto e le tele di fronte alla finestra per avere la luce del sole riflessa sui colori e iniziava a dipingere quel che la sua mente creava. Continua a leggere
Fare spazio a un mondo diverso: i giocattoli di Cesare Zavattini
di Giacomo Verri
“Ho torto forse a ripetere che il mondo sarebbe bello se tutti fossimo malati?”, leggo a un certo punto tra alcune brevi prose di Cesare Zavattini che le edizioni Hacca hanno rimesso in volume con il titolo I giocattoli (pp. 59, euro12): si tratta di una plaquette di una sessantina di pagine, aperta e chiusa da dotti saggi di Valentina Fortichiari e Gualtiero De Santi; i testi di Za risalgono tutti al lustro 1934-1939, e tutti apparvero in origine su «L’illustrazione del medico» e furono ripresi nel 1976 da Einaudi, nel volume di poco successo Al macero: Scritti 1927-1940. Il peso di queste prose è quello lieve della malinconia appena velata da un palpito ironico; un peso specifico, direi, che in questo delicato volume, dalle pagine ben spaziate, trova l’esatto veicolo per poter essere apprezzato al meglio. Continua a leggere
Vivalascuola. Cosa sbagliano gli insegnanti?

Un milione di lavoratori della scuola, 8 milioni di studenti. Con i partner e le famiglie, fanno 26 milioni di persone. E’ la platea che gli insegnanti possono raggiungere quotidianamente e che li fa essere il più potente dei media. Eppure una campagna diffamatoria che indica gli insegnanti come fannulloni, inculcatori, dispensatori di un sapere inutile, che ha come capifila gli stessi uomini dei governi di turno, da decenni non accenna a diminuire e sembra fare breccia nell’opinione pubblica. E’ la rivincita degli ignoranti? O è tutta colpa della cattiva coscienza di pennivendoli? Dei media asserviti al potere? Dei governi neoliberisti che si sono succeduti? D’accordo, ci sarà tutto questo, ma cosa sbagliano gli insegnanti? Cattiva comunicazione? Questioni di linguaggio? Chiusura corporativa? E’ ora di porsi il problema, soprattutto nel momento in cui la scuola si prepara a impegni come la racconta di firme per un referendum sulla “Buona Scuola” di Renzi e alla presentazione di una nuova Legge di Iniziativa Popolare sulla scuola. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Mauro Boarelli, Giovanna Lo Presti e Bruno Moretto. Continua a leggere
Vuoi ballare?
– La nonna Mina è la persona più importante della mia famiglia.
Terminava così il tema di Chiara. Martina aveva chiesto ai suoi alunni di terza elementare di raccontare la loro famiglia. Velocemente, vi scarabocchiò sopra a matita qualche parola di commento. Era l’ultimo. Chiuse il quaderno, lo impilò sugli altri e si tolse gli occhiali. Continua a leggere
Il poeta Vittorio Gassman

Quindici anni fa l’addio del grande attore
di Augusto Benemeglio
1. La morte non si lasciò incantare
Poco prima di morire , Vittorio Gassman , diede l’ennesimo addio al teatro, sperando di esorcizzare la morte , ma la morte , con cui aveva a lungo lottato – e vinto – nelle vesti di Brancaleone ( forse il suo capolavoro) e in altre mille “finzioni”, stavolta non si lasciò incantare. Continua a leggere
Cinque poesie di Daniele Mencarelli

Cinque poesie di Daniele Mencarelli, da Storia d’amore, collana gialla Pordenonelegge-Lietocolle
Undici ottobre novantadue
sedici gli anni appena scoppiati
mille i cazzotti mille i baci
strappati dalle labbra di un paese
sgranato passo dopo passo,
senza mai soddisfarla veramente
questa fame infelice
questo desiderio cane di carne e vita
di voglie ubriache sempre in festa.
Non arriverà il sonno ma una perdita di sensi
un corpo sfinito che s’arrende
a qualcosa dentro di feroce. Continua a leggere
Luce nera, la nuova raccolta poetica di Nicola Vacca
Se disabitiamo le parole/ non avremo mai una casa./ Se non diamo un’anima ai piedi/ non saremo mai una strada. La nuova raccolta poetica di Nicola Vacca spinge all’angolo la realtà oggettiva e la storia umana. Stringe la vita che stiamo vivendo dentro il cono d’ombra del disincanto più lacerante. La sua poesia spreme all’estremo la nostra attuale condizione. Eppure – malgrado gli espliciti riferimenti e rimandi letterari – il succo che assaporiamo è amaro ma non nichilista. E adesso siamo sotto l’anticielo/la luce nera che sparge la sua cenere./ Il caos vuole il dubbio/ ma poi semina disordine/ nelle anime violate/ dalla colpa, dal torto e dallo sbaglio. Nichilista è solo l’assunto di partenza.
SUL TAMBURO n.7: Maria Attanasio, “Il condominio di Via della Notte”
Maria Attanasio, Il condominio di Via della Notte, Palermo, Sellerio, 2013
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Questo quinto testo narrativo di Maria Attanasio nasce da una provocazione editoriale di Antonio Sellerio che le aveva chiesto di scrivere un racconto per un libro collettivo che si incentrava sullo “straniero”. Dapprima tentata di rifiutare, la scrittrice caltagironese ha poi avuto un’intuizione che si è tradotta in un romanzo che appartiene di diritto alla tradizione distopica del Novecento, apparentandosi a opere come 1984 di Orwell o a Brave New World di Aldous Huxley:
«All’improvviso, qualche giorno dopo, l’illuminazione. A soccorrermi creativamente fu la narrazione delle vicissitudini condominiali dei miei amici Maurizio e Luciano: a partire da sette foglie secche cadute dal verdeggiante terrazzino milanese della casa, dove avevano appena traslocato, nel sottostante balcone; con la sequela di accanite rimostranze della vicina, e l’allerta per i nuovi venuti del condominio tutto. La letteratura è esplorazione del nome, scrive Roland Barthes in Critica e verità, essendoci dentro i pochi suoni di un nome tutto un mondo da esplorare e tradurre in testo»1.
Dal Colosseo alla Reggia di Venaria

Un’assemblea di lavoratori del Colosseo (di tre ore e programmata da tempo) è diventata uno scandalo nazionale perché avrebbe deluso i turisti. Dei ricchi in maschera che mandano via tre ore prima i visitatori dalla Reggia di Venaria, al quinto posto tra i monumenti più visitati d’Italia, hanno invece il placet degli amministratori. Così vanno le cose in Italia! No ai diritti dei lavoratori, sì alle feste dei ricchi in maschera! Giovanna Lo Presti e Cosimo Scarinzi invitano tutti a partecipare alla festa. Sabato 3 ottobre alle 15.30 alla Reggia di Venaria!
Dal Colosseo alla Reggia di Venaria
di Giovanna Lo Presti
Sabato prossimo 3 ottobre, a partire dalle ore 16 (invece che alle ore 19, come di consueto), la Reggia di Venaria sarà chiusa per dar modo di svolgere la cosiddetta “Nuit Royale“, versione più lussuosa (credo) di quella stupidaggine per nullafacenti mentali che è la “Cena in bianco“. Continua a leggere
Io sono gatto, di Jackie Morris

C’è un libro per l’infanzia appena uscito in Italia (l’originale inglese è però del 2012) che mi sento di consigliare non solo ai bambini ma anche ai loro genitori e a un po’ tutti gli adulti, per il messaggio di amore per la natura, che esso, indirettamente, lancia e comunica soprattutto attraverso le immagini: Continua a leggere








