Archivio mensile:Maggio 2026

La dottrina sociale della Chiesa e l’enciclica “Magnifica humanitas”

 

di Fabiano D’Arrigo

La lettera enciclica “Magnifica humanitas” non è soltanto un documento che parla di intelligenza artificiale (IA), ma uno scritto ampio, 245 paragrafi, che affronta le tematiche della dottrina sociale della Chiesa e le “res novae” dell’attuale società postmoderna.
Leone XIV “con animo di pastore e di padre”, ma anche (lo spero) di fratello in umanità, si rivolge “a tutti i fedeli cattolici, a tutti i cristiani, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà” per invitarli a riflettere sullo sviluppo futuro dell’umanità e sulla custodia della persona umana nel tempo delle tecnologie e dell’IA. Continua a leggere

Germania anno 2026

di Stefanie Golisch

Ragione di Stato

Sotto la voce Relazione con Israele, sulla pagina web del governo tedesco, si legge la seguente precisazione: La Germania difende l’esistenza e la sicurezza di Israele. Questo è il fondamento delle relazioni tedesco-israeliane e, come tale, espressione della responsabilità storica del nostro paese: “Questo vale oggi, vale domani e vale per sempre”, afferma il cancelliere Friedrich Merz.
Per lo stato tedesco, la solidarietà incondizionata con Israele equivale a una ragione di Stato, una dottrina che funge da guida morale e che non può, per alcun motivo, essere messa in discussione.
Il termine risale a Machiavelli che lo definisce come un principio assoluto che lo stato si dà e da cui dipende la sua legittimità. Se viene infranto, perde la sua raison d’être. Continua a leggere

La prima volta

 

di Fabrizio Centofanti

La prima volta. A tavola da solo, e così a celebrare. Però lo vedo ancora, sulla sedia a rotelle, vedo le sue dita battere sul notes, come se il pensiero richiedesse un gesto per sentirsi vero. Lui era così: intero. Ora che non c’è, non resta niente, solo ombre che si muovono su un palcoscenico sbiadito. Ma io non mollo: lo chiamo, gli parlo, vedo il suo sguardo dolce che indica la strada. Non so perché l’ho incontrato. Non fossi andato a cercarlo, esasperato da un suo collega insopportabile, la mia vita sarebbe evaporata, scivolata nel nulla. Tutto dipende dal momento irripetibile in cui decidi di andare da lui, o da lei. Credo nel destino. Il destino è un atto cui devi dare un contributo, due piedi che si muovono precisamente in quella direzione. Il resto viene da sé. Ti rubano tutto, ma il destino ti ha toccato, con la sua ala leggera. Voli. Anche se mangi, se celebri da solo, il destino brinda con te, prega con le tue parole. Ripenso a quel momento: e se avessi avuto un contrattempo? Se qualcuno mi avesse dissuaso? Se il primo approccio fosse fallito? Il destino è destino. Andiamo, Mario, ti faccio strada io, dico alla gente di spostarsi.

[da Pret(re) à porter]

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Un’aria non ancora arrugginita

 

di Franz Krauspenhaar

Più vivo all’estero e più mi sento italiano. Ho un cognome tedesco che qui in Portogallo pronunciano peggio che in Italia.

Parliamoci chiaro: qui sto bene, sto più tranquillo, finalmente provo, nel corpo e nell’umore, il vero sole, e un’aria non ancora arrugginita; per il resto l’autogiudizio è sospeso.

Ma manca l’integrazione.

In Germania lavoravo in un magazzino e poi in un ufficio tutta la settimana, la sera stavo con la simpatica coppia “Schleswig Holstein” che mi teneva a pensione, avevo 19 anni, così tanto giovane che assorbivo tutto quel che mi passava davanti come una carta moschicida umana, soprattutto la lingua. Continua a leggere

Carlo Betocchi

a cura di Giorgio Stella

da Ultimissime

[Fraterno tetto…]

Fraterno tetto; cruda città; clamore
e strazio quotidiano; o schiaffeggiante
vita, vita e tormento alla mia anziana
età: guardatemi! sono il più caduco,
tra voi; un rudere pieno di colpe sono…
ma un segno che qualcosa non tramonta
col mio tramonto: resiste la mia pazienza,
è come un orizzonte inconsumabile,
come un curvo pianeta è la mia anima.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Lo scandalo

(Anselm Kiefer)

«Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.» [1Pt 2,4-9] Continua a leggere

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L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Si diffonde sempre più largamente, anche presso i parlanti/scriventi cólti e coltissimi, il verbo beneficiare nella doppia accezione di ‘trarre’ e ‘dar beneficio’.
Sennonché, almeno fino a questo momento, beneficiare significa ‘trarre beneficio’, mentre beneficare vale ‘far del bene’.

Georg Trakl

 

a cura di Giorgio Stella

Tristezza umana

L’orologio che prima del sole le cinque batte –
uomini solitari che un oscuro orrore afferra.
Nel giardino serale sussurrano spogli alberi;
il volto del morto si muove alla finestra.

Forse quest’ora si è fermata.
Dinnanzi a occhi foschi notturne immagini illudono
nel ritmo di navi, che sul fiume dondolano;
sul molo un corteo di suore passa al vento.

Sembra sentire i pipistrelli stridere,
nel giardino commettere una bara.
Ossa rilucono tra cadenti mura
e nerastro oscilla là dinnanzi un pazzo.

Un raggio azzurro raggela in nuvole autunnali.
Gli amanti si allacciano nel sonno,
appoggiati ad angelici stellari vanni.
Del nobile le pallide tempie alloro adorna.