Archivi autore: fabrizio centofanti

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A poco a poco

Bisogna pregare per le anime, avere il desiderio di salvezza di Gesù. Contemplando il Suo volto, attingiamo sempre più precisamente al modello a cui ispirarci, perché siamo Sua immagine. Lui si svela a poco a poco, per non turbarci con qualcosa che può anche apparirci irraggiungibile.

Avorio di sposa, di Giorgio Stella

Dedicata alla delega defunta

Missione compiuta

All’alveare

Nelle nespole

Cadute sull’ala

Dell’argilla canta

Diamanti siamesi

Nell’ottica di una formula

Prima di questi sieri?

Eri di spalle sopra

La sedia a dondolo

Tra il miracolo e il ricordo

Addio ai fari

Nel coccio di seta

[Perché] la betoniera

Impasta celebre

L’essere o non sia

La fibra di gettone

A sonagli dei parchi

Per gioco

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La scia

Seguendo Gesù si trova il filo d’oro, la scia luminosa che unisce terra e cielo e che sempre cerchiamo, nel profondo. Finché non l’abbiamo intercettata ci sentiamo insoddisfatti, irrealizzati. Ma Gesù cammina sempre, e noi sempre possiamo seguirlo.

Unione

Gesù non si allontana da noi un solo istante. Neanche le cose più umili ne distolgono l’attenzione. Anzi, preferisce la piccolezza, è attratto da ciò che scartiamo e denigriamo. Vuole essere amato come il più caro degli amici, soffre per la nostra tiepidezza, ci esorta all’unione.

Gian Piero Stefanoni, Il tuo sacerdote

a tutti i consacrati- uomini e donne- a me cari

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– Nessuno verrà a separare i vivi dai morti                                                                            se questo regno non avrà fine.

Cristina Alziati

IL TUO SACERDOTE

a Don Antonio

Sostieni il tuo sacerdote,

non è facile stare alla presenza

nella custodia del senso.

La parola nella sua lingua rischia la regola

che un abile buffone restituisce

nella forma separata dall’uomo.

Resta col tuo sacerdote,

sii sacerdote nel ministero anche della sua luce.

Passa da una solitudine accesa

la trasmissione che viene dalla notte,

il gemere di Dio alla sua nuova nascita.

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Nonostante

A Gesù fa piacere che ci avviciniamo a Lui nella folla, perché la folla lo ritiene sempre morto. Così dice a Gabrielle, nella metropolitana di Parigi. È nella folla che dobbiamo seminare, come sui sassi, sulla strada, tra i rovi. Qualcosa spunterà, dallo sperare contro ogni speranza, dal crederci, nonostante tutto.

Difficile

Gesù legge nel cuore, vede le intenzioni. Per questo la priorità è il porgere, l’offrire, lasciando che prenda di noi ogni cosa e la trasformi, per i Suoi meriti la renda bella. È difficile? Anche se lo fosse, varrebbe la pena.

Straordinaria

Quello che Mi si dona fa parte di Me, in cui niente muore, dice il Cristo alla Bossis. E la invita a donarsi, perché quello che ciascuno può fare è irripetibile. Come fare a meno di questa testimonianza straordinaria?

Desiderio

Quale gioia, per Me, se tutti i vostri istanti fossero istanti d’amore, dice il Cristo alla Bossis. La esorta a trovare le parole per contagiare la passione, e a chiederle a Lui, se mai non le trovasse. Le ricorda che ha voluto essere con noi ogni momento, mangiato e bevuto nell’eucaristia, per esprimere, al di là di ogni dubbio, il Suo desiderio.

Il banchetto

Gesù dice a Gabrielle di approfittare dei Suoi meriti. Fa l’esempio di un uomo che si è speso tanto per imbandire una tavola ricchissima, ma quando invita alla condivisione nessuno risponde, e molti si allontanano con gesti di disprezzo. Perché perdere una ricchezza così grande? Partecipiamo e invitiamo il più possibile: più condividiamo, più raccoglieremo.

Antonio Bux, La diga ombra

di Rosa Salvia

                                                                La diga ombra

                                      (nottetempo, Milano 2020)

Si entra in questo libro di Antonio Bux con il tremore e timore di chi vìola una sacra privatezza ben sapendo, però, che la porta è lasciata aperta dall’autore perché il fervore dell’ambiguità agisce nel dominio di chi accetta di essere poeta. Si ha l’impressione per ognuna di queste poesie, nate da una forte passione, da un incontro determinante e necessario, di assistere alla registrazione, dal vivo della sua introspezione, di possibilità del pensiero che mobilitano continuamente la lingua in una caccia al sensibile.

Su questa strada si intrecciano cortocircuiti mentali e figurali ognuno dei quali forma il caso di un incontro: Giorni d’acqua, simili a dèi…; il tramonto del sole che non è mai; accecarsi bui / per le strade interrotte dove dio / padre è una pietra, freccia grezza / sulla strada, e noi la meta.

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