Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

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Lirico terapia. L’infinito. 2

Interminati spazi, sovrumani silenzi, profondissima quiete. In questi tre aggettivi si coglie il superamento dell’individuo, dell’io. La persona è se stessa quando trova, in sé, qualcosa che la supera. Solo trascendendosi scopre il senso della vita. È il bivio fondamentale, la scelta tra l’egoismo e l’amore. L’egoismo è il ripiegamento sul proprio interesse, che spegne lo spirito; l’amore è la porta aperta su uno scenario infinito, che ci sorprende sempre. È qui la radice della meraviglia, da sempre considerata il presupposto della vera conoscenza. 

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Lirico terapia. Giacomo Leopardi, L’infinito. 1

 

Sono note, ormai, le potenzialità terapeutiche della poesia: esistono, al riguardo, pubblicazioni, laboratori, figure professionali. Questa rubrica intende promuovere un tipo di esperienza similare: trovare, nella poesia, spunti efficaci per lo scioglimento di nodi che rischiano di appesantire o inquinare i nostri stati d’animo. Non si avanzano pretese di scientificità, ma semplicemente di efficacia. Si tratta della verità indimostrabile di valori accreditati dall’esistenza di chi li sperimenta con successo.

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Perdono

Dio è sempre nuovo. Il perdono, Sua prerogativa, ci rinnova ogni volta, come una fioritura in primavera. Bisogna credere, per sperimentarlo. I Padri dicevano che la fede comincia quando ci sentiamo veramente perdonati. Prima sono premesse.

Giorgio Stella, PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]

PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]*

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Giorgio stella [Roma oggi] [20 ottobre 2020]

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                                                                                          Alla memoria di nessun figlio

Potrebbe succedere qualcosa oppure potrebbe non succedere niente,

forse è il vento* sul cero votivo a dividere nel ‘nulla il tutto di n e s [s] u n o ’,

questo verso che mi porto appresso nella paura del rimorso della clausura –

[…] […]

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Un tipo d’uomo

Un amico giornalista

L’impressione che ormai ho maturato nell’ambito giornalistico (e non solo) – di fronte a una statistica impressionante di casi a cui ho assistito e che mi sono testimoniati – è che si stia procedendo a far fuori proprio un tipo umano. Un tipo d’uomo cioè che ha delle idee, che risponde a un codice interiore, a principi non negoziabili, per il quale l’onore, la dignità, la parola data, la lealtà non sono parole ma valori irrinunciabili.

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Una nuova rivoluzione sociale

di Giampaolo Centofanti

La società della ragione astratta tende a svuotare le persone e a irreggimentarle nei ruoli di un apparato che può venire facilmente telecomandato da pochi veri potenti. Questi infatti si servono di gente che ha bisogno di lavorare o ha smania di denaro e di successo per manipolare attraverso i media, la cultura, il popolo. Nella scuola possono esservi molti insegnanti che vorrebbero aiutare davvero i giovani a sviluppare una ricerca personale autentica ma un falso neutralismo voluto dell’istituzione incatena la loro opera.

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Bambini

Bambini 7 novembre 

Gesù invita Gabrielle a percepire come gli alberi secchi dell’inverno aspettino il fiorire della primavera. Così l’anima aspetta la grazia, si abbandona al flusso dello Spirito, richiamato dal fluire potente della Loira. Bisogna abbandonarsi così, come bambini: perché sempre siamo bambini.

Intervista a Maria Luisa Vezzali

Maria Luisa, vorrei iniziare da un aspetto che credo importante nella tua vita: il tuo essere “ponte”. Lo sei soprattutto come insegnante e come traduttrice. Si tratta in entrambi i casi di un servizio che comporta la capacità di mettersi a disposizione degli altri. Cosa transita su questo ponte a scorrimento bidirezionale?

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Così grandi

Gesù invita Gabrielle ad affidarsi a Maria, la Madre dolorosa e immacolata, perché molti problemi sorgono a causa dell’orgoglio, e nessuno meglio di Lei può insegnarle la via dell’umiltà. Le chiede di ammettere che, con un Padre, una Madre e un Fratello così, può sentirsi supportata nel cammino terreno. Deve solo curare di non perdere il contatto con doni così grandi.

Davvero

Gesù raccomanda a Gabrielle di sentirlo vicino, di chiedere ai santi l’aiuto per essere certa della Sua presenza, sempre disponibile e amorevole; di vivere come in paradiso, pregustando la felicità dell’unione; di passare dai sensi esterni ai sensi interni: di cominciare a essere, davvero.

Stefania Onidi, Archivio del bianco

Stefania Onidi – Archivio del bianco (Terra d’ulivi Edizioni, 2020)

di Fabrizio Bregoli

“Si viene al mondo senza intenzione”: si apre con questa affermazione perentoria la raccolta di Stefania Onidi, rimarcata dopo con una citazione da Mark Strand: “Not the life you wanted. / Not the life you had.” L’autrice ci pone immediatamente di fronte a una parola poetica lapidaria che tutto cerca tranne di essere equivoca; una parola allusiva ma al tempo stesso circostanziata, mai imprecisa o vaga. La scelta formale di Stefania Onidi punta soprattutto su componimenti brevi o brevissimi, in cui avviene un processo molto spinto di sottrazione semantica e di concentrazione verbale, con un verso libero spesso molto breve ma intercalato da misure più ampie con funzione esplicativa o per mettere a fuoco dettagli: tuttavia non c’è nessun intendimento ermetico né orfico, piuttosto una forma di reticenza che solo a sprazzi sente il bisogno di palesarsi, più spesso propende per eloquenti omissioni.

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Il grande passo

Gesù dice a Gabrielle di sforzarsi di pensare la Sua presenza reale. Nei tabernacoli custodisce una quantità immensa di doni, ma nessuno glieli chiede. Prima o poi lasceremo tutto per attaccarci solo a Dio: questo è il segreto. Ogni giorno ci addestriamo al grande passo.

Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio, di Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini

di Luciana Argentino

Ci sono due cuori pulsanti, due anime vive e profonde nel libro di poesie “Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio” (Fara Editore, 2020) scritto da Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini, ma quello che si dispiega sotto i nostri occhi sfogliandone e leggendone le pagine non è solo un dialogo a due, è un dialogo con l’universo intero e il suo mistero, la sua bellezza e le sue ombre oscure. E’ un dialogo con l’umanità tutta la cui bellezza e la cui ombra  ritroviamo anche in noi stessi e sono espressione vibrante di quell’inquietudine buona che spinge i poeti a scrivere.

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