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Da che parte

La gioia è nell’unità, dice Gesù a Gabrielle. Le raccomanda, per questo, di sentirsi partecipe della vita dei santi, di tutti coloro che hanno scelto l’amore. Due sono le vie: quella santa dell’amore e quella diabolica dell’odio. Non si può rimanere sulla soglia, bisogna decidere da che parte stare. Non c’è che l’amore, in cielo, e Gesù lo ha portato sulla terra.

Al centro

Tieniti al centro di te come il sole allo zenith, e le tue giornate saranno divine, dice il Cristo alla Bossis. È tutto in questa decisione: non lasciarsi sedurre dalla periferia, dalle paure, dai vizi capitali. Vivere ogni cosa con Gesù, che, chiamato, viene, desiderato, appare.

La poesia della settimana. Umberto Saba

Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa

prendo un’oscura via di città vecchia.

Giallo in qualche pozzanghera si specchia

qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va

dall’osteria alla casa o al lupanare,

dove son merci ed uomini il detrito

di un gran porto di mare,

io ritrovo, passando, l’infinito

nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio

che bestemmia, la femmina che bega,

il dragone che siede alla bottega

del friggitore,

la tumultuante giovane impazzita

d’amore,

sono tutte creature della vita

e del dolore;

s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia

il mio pensiero farsi

più puro dove più turpe è la via.

da Poesia italiana del Novecento, volume secondo, Torino, Einaudi 1971, p. 791s.

Più di Dio?

Certa teologia afferma che Dio non interviene nella storia: ne fa il punto forte dell’evoluzione di un pensiero adulto, scientifico, realista. Il Cristo invita la Bossis ad accorgersi di tutte le volte che si prende cura di lei nella concretezza della vita. Mai pensare che la cosiddetta scienza ne sappia più di Dio.

Il Padre

Bisogna pensare all’amore delicatissimo che il Padre ha per tutti e per ciascuno, ringraziarlo per ciò che sentiamo come bello, che solo noi avvertiamo con quelle sfumature. Stupirci, aggiunge il Cristo alla Bossis, che da sempre ci abbia pensato, col Suo amore singolare e molteplice, immutabile e creativo.

Ho ricevuto

Ci vuole poco per non servire se stessi e corrispondere ai desideri di Gesù: basta un sorriso, senza chiudersi nella torre d’avorio; vedere Lui negli altri e agire in modo congruo a questa convinzione. Anche se rispondessero male, cosa importa? – dice il Cristo alla Bossis: sono Io che ho ricevuto.

La parte giusta

Gesù vuole sentirsi a casa, nella nostra anima: il più amato, il più desiderato. Tanti, invece, non lo pensano mai, come non ci fosse. Lui li guarda con tristezza, come nell’orto del Getsemani. Dobbiamo parlare al posto loro, confidare per loro, perché accada che, per miracolo, si rivolgano dalla parte giusta.

Lui sa

Gesù vuole un’amicizia unica, esclusiva. Desidera che restiamo con Lui anche in mezzo alla gente, come se solo così ci sentissimo a casa. Restiamo nel Suo ricordo ogni momento e tutto sarà come deve, come Lui sa.

Mamre: nel segno dell’ospitalità, di Raffaela Fazio

[Affresco nell’Abbazia di Pomposa]

(Genesi 18,1-15)

L’accoglienza è vita. Non occorrono tempi solenni o momenti straordinari: il luogo in cui avviene è il quotidiano. E l’atteggiamento che la prepara è una quieta vigilanza.

Abramo non si trova né all’interno, né all’esterno della sua casa. Siede sulla soglia, che simboleggia il luogo per eccellenza dell’incontro. Egli è vigile ma anche sereno. È in armonia con ciò che lo circonda. Essendo l’ora più calda, riposa: concilia il suo ritmo a quello della natura.

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Miracoli

Dio agisce nella storia, nonostante il parere contrario di certa teologia. Lo dice chiaramente il Cristo alla Bossis, rammentandole una serie di fatti in cui è intervenuto in suo favore. Agisce, ma non forza: ha bisogno del nostro assenso. Solo quando è certo di averlo, opera miracoli.

Attenzione

Gesù vuole essere ricordato, lungo il giorno: Lui è tutto, il resto è nulla. Raccomanda a Gabrielle di appassionarsi, perché è l’amore che unisce, e non la forza. Si paragona a un uomo che cammina in una città straniera, dove nessuno lo riconosce, nessuno lo saluta. Si potrebbe cominciare da qui: salutarlo con amore, farlo entrare con delicatezza nello spazio della propria attenzione.

Questo amore

Il Cristo dice alla Bossis di offrire al Padre il Suo sacrificio sulla croce, perché il Padre contempla tutti i tempi nello stesso momento. Cosa non darà vedendo il Figlio morire? Come non risponderà prontamente, Lui che è amore inaudito? Questo amore è adesso, conclude Gesù, lasciandoci un tesoro a cui attingere ogni giorno.

Vivremo

Scegliamo sempre uno dei due frutti: l’amore o l’odio, la ferita o il balsamo, Dio o il demonio. Facciamo attenzione ad allungare la mano verso l’albero giusto. Dio è solo amore, rispettoso, benevolo, magnanimo. Scegliamo Lui e vivremo.

I due poli

Dobbiamo allargare l’anima, dice il Cristo alla Bossis. Confidare in Lui ma anche saper attendere, sentirsi avvolti nella tenerezza ma anche avventurarsi con coraggio nei tempi lunghi dell’attesa. La Sua vita non è fluita tra i due poli della confidenza e del coraggio, della certezza e dell’attesa?

La luna, il jazz, la poesia

di Guido Michelone

Moon Jazz 

La Luna è sicuramente uno dei temi preferiti della poesia ma anche del jazz, anche solo per essere nominata nei testi delle canzoni divenute standard o interpretate da solisti e big band soprattutto della swing era (e poi ancora dal bebop al cool e tutt’oggi in tanto mainstream). Ma la ‘cosa Luna’ resta anche un profondo riferimento all’intero universo culturale fin dalla remota antichità. Queste brevi riflessioni cercano di ritrovare alcuni legami fra Luna e jazz nel solco di un atteggiamento di poesia che la musica stessa conserva spesso volentieri.

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