
Il vero problema del credo cristiano, oggi, è il politicamente corretto. Gesù parlava secondo verità, e non guardava in faccia a nessuno. Oggi si guarda prima la faccia del destinatario e ci si regola di conseguenza, togliendo o aggiungendo a seconda della convenienza o del quieto vivere. In questo stile non c’è nulla del Vangelo, della parresia del cristianesimo, del compromettersi fino all’effusione del sangue. Se Gesù avesse voluto andar d’accordo con tutti, avrebbe fatto una brillante carriera. Non è stato così: si è inimicato i potenti, per sostenere i deboli, è stato giustiziato, per avere predicato un Dio che è amore integrale e non un idolo a compartimenti stagni, a sezioni intercambiabili. Il credente politicamente corretto si illude due volte: primo, di essere un discepolo di Cristo; secondo, di raggiungere qualche esito valido, con la sua edulcorazione del messaggio. In realtà riceve solo la paga di un intimo disprezzo, il sorriso ironico di chi conserva la propria identità e non la svende per nessun motivo.
Archivi autore: fabrizio centofanti
L’angelo
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Pape satàn, pape satàn Aleppo.
Perché le tue ragioni non ci stanno
nella mente di un altro. Le occasioni
di fare e poi disfare questa vita,
di partorire e uccidere non hanno
fine. Non c’è speranza per chi ammette
la mattanza dei piccoli, chi appresta
il cappio per la vita che si affaccia,
che ti guarda negli occhi come un angelo
caduto dal suo volo troppo breve.
Vent’anni dopo, una “Anteprima mondiale” di Aldo Nove
Nel 1996, Woobinda, un libricino scritto dal poeta ventinovenne Antonello Satta Centanin, con il buffo pseudonimo di Aldo Nove – a quanto pare è ricavato da “Aldo dice 26×1“, frase in codice del comunista Pietro Secchia per dare il via alla Liberazione del 25 Aprile – viene pubblicato, con successo di pubblico e critica, dal giovane Alberto Castelvecchi, linguista ed editore romano, che in quegli anni vuole colmare un vuoto obiettivo nella bibliografia nazionale sui fenomeni pop di strettissima attualità. Continua a leggere
La Madonna coperta

Al meeting ciellino di Rimini hanno coperto la Madonna: avrebbe potuto offendere le altre religioni. Un gesto simile offende, in realtà, la sola intelligenza. Per l’Islam, Maria è la Madre del Profeta di Nazaret, dunque non c’è nulla da nascondere. Ma anche fosse una provocazione, sarebbe un buon motivo per toglierla di mezzo? Temo che la Vergine sia invece sparita dal cuore di qualcuno. Il simbolo fecondo di una maternità che salva è troppo stridente in tempi di aridità spirituale, di cedimento al politically correct. La verità di una fede che valorizza il corpo, restituendolo alla purezza di una comunicazione reale, stona col dilagare della virtualità, in cui si è perso il senso di una vicinanza vitale e calorosa. Coprire la Madonna significa nascondere la vita, privarsi della via d’uscita a una violenza senza freni. Coprire Maria vuol dire esporre in bella mostra i nervi scoperti di una civiltà al tramonto.
Lettera tardiva a Mia Martini
Potessi aspetterei duemila o più di tremila anni pur di poterti cercare. Per poterti chiedere come sei poi riuscita a levarti di dosso la polvere dell’ostilità umana.
Per chiederti come adesso vedi gli asini e gli sciocchi: proprio quelli che hanno pianto quando sei partita, quelli che ti hanno creduta Donna illegittima; proprio quelli che ti hanno riempita di amaro le narici e le vene; quelli che ti hanno portato in dono le coppe colme di acido zecchino.
Per chiederti se il vento dall’universo abbia saputo rendere più dolce il tuo morire.
[continua a leggere]
Il football secondo Marc Augé
Si tratta di un ‘vecchio’ articolo per la rivista “Le debat“, apparso nel 1982 e ora riesumato come libriccino (davvero minuscolo, 36 pagine di testo in corpo 13), apparso per gli Europei di calcio, ma da leggersi anche ora, vista l’attualità che il gioco del pallone riveste in Italia 365 giorni su 365. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 17
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a cura di Luigi Maria Corsanico
FEDERICO È VIVO!
A ottant’anni dall’uccisione di Federico García Lorca,
fucilato all’alba del 19 agosto 1936.
«Federico García Lorca fu una creatura straordinaria. Creatura questa volta significa più che uomo. Federico infatti ci metteva in contatto con la creazione, con questo tutto primordiale dove risiedono le fertili forze. Quell’uomo era prima di tutto sorgente, freschissimo zampillo di sorgente, trasparenza originaria alle radici dell’universo». Continua a leggere
I gatti di Bukowski
Linda Lee Bukowski vedova del bizzarro scrittore americano (1920-1994), l’anno scorso dà alle stampe un nuovo libro postumo del marito, On Cats, che raccoglie poesie e frammenti sull’animale da loro più amato, al punto da arrivare a possederne nove esemplari nella piccola villetta californiana. Continua a leggere
56. Servirò

Don Mario era entrato. E quando entrava lui, la scena cambiava, il vento della fede riportava vita, riaccendeva i colori, ridava respiro alla speranza. Il suo dono, a ben vedere, era sempre lo stesso: un’esistenza aperta, disponibile a Dio. Anche questa volta ci lasciava in dote un’intenzione profonda, in antitesi all’azione demoniaca, ribelle, maledetta: il terribile non serviam, il no di satana al Progetto di Dio, l’odio per l’opera da compiere, allora come ora. In fondo, lo spirito impuro comunica sempre quel rifiuto, la sfida titanica al disegno di bene del Signore. La situazione storica in corso rifletteva questo sentimento, la trasgressione come principio generale, l’ignoranza del limite, l’anarchia dei valori, ridotti a gusto personale. La Chiesa rischiava, a volte, di accrescere la confusione, cancellando i pochi punti fermi di un’etica allo sbando. Tutto questo discendeva dalla presa di posizione del Nemico, formulata nella notte dei tempi: non serviam, non servirò, non voglio piegarmi al volere del Creatore. Ma ecco che don Mario ci veniva in soccorso, a bordo della sedia sferragliante, comunicava il suo intenso desiderio di obbedire al piano divino-umano del Figlio Crocifisso e Risorto. Così sentimmo, nel profondo del cuore, la stessa ispirazione; le stesse parole salivano alle labbra col medesimo slancio: voglio servire te, Signore. I residui di negatività si bruciavano in questo voto di ubbidienza, l’energia buona del cosmo rifluiva nei polmoni e dava ossigeno al nostro ideale appena nato. Servirò, servirò Te solo, Signore, perché la tua bellezza salvi il mondo.
La ‘poesia’ della scienza. Riflessioni su tre libri bio-divulgativi
Da ‘vecchio’ umanista quale mi reputo, per le mie brevi vacanze marittime, ho voluto leggermi, oltre romanzi, poesie e graphic novel, anche tre testi scientifici o per meglio dire tre libri che hanno a che fare con la scienza (in particolare la biologia): i primi due sono recenti e divulgativi, il terzo è un classico di tutti i tempi in una nuova bella riedizione bilingue. Continua a leggere
Quando cadono le stelle di Gian Paolo Serino
“(…) un grande show di uomini e donne che hanno vissuto, creduto, sbagliato, pianto, sofferto, hanno abusato di se stessi o della loro fama, hanno mentito, hanno amato e sono stati amati tanto quanto hanno odiato, hanno perso e hanno vinto, ma non sono mai morti”. Con queste parole si conclude il nuovo libro di Gian Paolo Serino, che sembra di proposito riassumere quanto scritto in ogni pagina antecedente: un libro anomalo, ma proprio per questo genialmente originale, fin dalla scelta del genere letterario a metà strada fra saggio, romanzo, raccolta di racconti con un filo conduttore. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 16
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[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=iqjA4uFDDtM&feature=youtu.be]
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Federico García Lorca
Tutte le poesie e tutto il teatro
A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli
Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte
Newton Compton editori Continua a leggere
Il professore brasiliano. Riflessione sul nuovo romanzo di Cristovão Tezza
Se per meglio comprendere il contesto socioculturale in cui avvengono le attuali Olimpiadi – Rio de Janeiro 2016 – si volesse leggere un libro emblematico, la scelta potrebbe tranquillamente riguardare La caduta delle consonanti intervocaliche, di recente proposto da Fazi Editore. L’originale data 2013 ed è opera di Cristovão Tezza, forse il massimo romanziere brasiliano vivente, mentre il titolo originale O professor – letteralmente il professore – riflette meglio l’argomento del libro, oltre a essere in patria una trovata di marketing decisamente popolare rispetto all’elitaria soluzione italiana; di certo puntare su un accostamento di parole ignote ai più – quanti sanno cosa siano le consonanti intervocaliche? – significa respingere un pubblico di massa, puntando invece su un lettore minoritario, colto, erudito, magari abituato ai romanzi dove la forma (ricerca, sperimentazione, lavorio attorno a linguaggio, prosa, sintassi) risulta parte integrante del tessuto narrativo. Continua a leggere
55. Don Mario

Fare il punto: era per noi un’esigenza prioritaria e propedeutica rispetto a ogni altra scelta. Lo scenario si andava chiarendo sempre più: confusione e ignoranza la facevano ormai da padrone, mentre un panico inconscio s’insinuava nel cuore della gente. Le notizie di basi terroristiche in Italia si moltiplicavano, e non era più logico pensare che tanto avrebbero colpito qualcun altro: volenti o nolenti, si era costretti a vederci nella stessa barca. Teoricamente, ciò avrebbe dovuto favorire la solidarietà e la condivisione; praticamente, accentuava ancor più il ripiegamento su se stessi, il proprio clan, l’interesse personale. Forse proprio tale ostinazione rendeva necessario lo sconvolgimento degli schemi, il rimescolamento di tutti gli elementi della società. Si capiva, anche, come solo da questa prova estrema potesse sorgere un modo nuovo di giudicare la realtà, emancipato dagli oggetti, dagli status symbol, dai trucchi vecchi e nuovi per uscire vincitori nella competizione globale, che l’Occidente aveva assunto come criterio guida. Eravamo coscienti della missione assegnataci in questa giungla inestricabile di pseudo valori: mostrare le chiavi per aprire la porta della vita, tornando a concepire qualcosa di umano e di divino: le virtù teologali di fede, speranza e carità, l’insegnamento inossidabile del nostro don Mario che ci assisteva dall’alto giorno dopo giorno, al punto che sembrava di avvertire ancora lo scricchiolio della sua sedia, il segnale acustico con cui ogni volta ripartiva nelle scorribande dell’ultima dozzina d’anni della sua incredibile esistenza.
Circo(lo vizioso)
Il Premio Cerreto al nostro Giuseppe Panella

PRATO. La città che premia se stessa attraverso le sue eccellenze artistiche, pratesi di nascita o per aver scelto Prato come luogo di vita e di lavoro contribuendo ad accrescerne il valore. E’ questo, in sintesi, il significato del premio “Cerreto” giunto all’ottava edizione e che giovedì 4 agosto è stato consegnato al professor Giuseppe Panella, docente di Estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
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La libera e valente fanciullezza delle Donne. Su “Eterne adolescenti”, di Susanna Schimperna

Resoconto breve su Eterne Adolescenti di Susanna Schimperna, presentato all’Isola Tiberina di Roma
di Michele Caccamo
Era come fossimo seduti attorno ai fuochi, e il Tevere avesse una strana costa: questa sera nostalgica.
Era come se il tempo non potesse dare alcuna sentenza inequivocabile, ma che anzi tutto fosse ancora possibile: si stava testimoniando la conoscenza e l’amore, la luce quella vera dell’evoluzione. Le voci avvicinavano gli argini del fiume, e noi si aspettava il diritto vivo della parola.
Susanna stava per farci entrare nel regno dei regni, nell’anima delle Donne. Con Eterne adolescenti ha preparato le stanze per le gemme preziose o le rose sfiorenti; la speranza per quei cuori bianchi e feriti, sanguinati e assorbiti dall’inquietudine. Ha aperto ai nostri occhi i sogni votivi di ognuna di loro: le piccole storie di scienza umana: che a raccontarle viene meno la paura, viene meno la delusione. Continua a leggere
Da una festa popolare, Libera Candida.
E ci sono poi finto in un campo aperto dell’Abruzzo, nell’erba indebolita dal sole. E con gli alberi di fronte senza vento come fossero legati per le ali. Intorno le altre cose sembravano lasciate all’abbandono del silenzio.
Le luci sul palco erano degli occhi splendenti, come le stelle ancora più in alto. E mi attraversavano, davvero come tagli di gioia. Continua a leggere
Il Tempietto, la musica e Santa Maria in Portico in Campitelli

Protetta dall’immagine di Maria Porto Della Sicurezza Dei Romani nel Chiostro di S. Maria in Portico in Campitelli a Roma, nel mese di luglio, si è svolta un’ originale kermesse, unica nel suo genere, ideata da Angelo Filippo Iannoni Sebastianini e da Anita Tiziana Laura Napolitano. Poeti, scrittori, musicisti, compositori, attori hanno vita ad un piacevole incontro tra parola e musica. Continua a leggere










