[youtube=https://youtu.be/JEPixs_jDD4]
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[youtube=https://youtu.be/5r1Cp5IwAdA]
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Federico García Lorca
Libro de poemas
Poesie
1918/1920
************************************** Continua a leggere
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Federico García Lorca
Libro de poemas
Poesie
1918/1920
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Chi è Fedele Conte Mamai? Perché è ritornato a Maierlengo, immaginario paese nel delta del Po, dopo quarant’anni di assenza? Cosa ci fa con una valigia contenente baccalà e babà, bresaola e bottarga, insieme a pochissima biancheria? La valigia viene subito notata da qualcuno che avvisa i carabinieri, viene allora fermato e sottoposto ad un interrogatorio perché sospettato di terrorismo. Continua a leggere

Qual era il criterio che avrebbe favorito il passaggio alla fase del rinnovamento? La verità. Chi aveva intenzione di “passare all’altra riva”, come dice il Vangelo, avrebbe dovuto impegnarsi soprattutto in questo senso. Il mondo era in preda alla menzogna: dei politici, dei pubblicitari, della gente comune, che respirava ogni giorno un’atmosfera avvelenata. Non era, la nostra, la civiltà dell’immagine? Non doveva mostrare una faccia e poi, in privato, condurre una vita parallela? Il male contava su questo: nessuno era più in grado di distinguere il vero dal falso; la rete s’ingolfava di notizie senz’alcun fondamento, paradossali e esasperate, per attirare l’attenzione dei lettori e incassare proventi con le reclames che ingombravano lo schermo. Il risultato era che più nessuno credeva a nessuno, o, se vogliamo, che tutti credevano a tutto, salvo alla verità di Cristo e del Vangelo. Mandavo articoli a siti importanti: quelli rifiutati riguardavano sempre lo scenario inquietante che si andava profilando, ma che nessuno poteva evocare, per non turbare il patto implicito del politically correct. Da quest’orecchio non sentiva nessuno, come se oscurare le parole potesse cancellare anche i fatti che si preannunciavano da tempo, e che ormai non potevano più definirsi “profezie”: tutto era chiaro, per chi non fosse accecato da ideologie o paure.

Il primo prete sgozzato provocò un sussulto, ma la falange del politicamente corretto non cambio la propria posizione. Evidentemente non bastava. Ormai era chiaro, a chi aveva gli occhi in fronte, che l’attacco era stato avviato e altre vittime sarebbero arrivate ad avvalorare un’ipotesi scontata. Che l’intreccio – diciamo pure l’intrigo – fosse più complesso di motivazioni semplicemente religiose era noto dall’inizio: le lobby finanziarie volevano accelerare gli incassi assicurati dall’industria della guerra; le grandi potenze si contendevano le risorse naturali a colpi di rivoluzioni e controrivoluzioni, finché la situazione non sarebbe sfuggita di mano ai sedicenti padroni del mondo. Le conseguenze, questa volta, sarebbero state molto più drammatiche, perché spalmate sull’orizzonte di una globalizzazione che non avrebbe risparmiato niente e nessuno. I primi a essere travolti dal disastro sarebbero stati coloro che lo avevano innescato: il male gli si sarebbe rivoltato contro come un cane rabbioso, impaziente di mordere e uccidere. Ancora una volta sorgeva spontanea una domanda: come salvarsi dalla catastrofe imminente? L’unica risposta sensata era il cambiamento sociale e personale, la conversione al bene e ai valori, il riconoscimento di una verità al di là delle scelte di comodo e di tutte le forme più o meno mascherate di egoismo. Era giunto il momento di gettare la maschera: lasciando emergere il non senso, qualcuno si sarebbe ricreduto, orientandosi a una storia rinnovata, all’alba imprevista e imprevedibile di un mondo nuovo.
Già quando si arriva si cerca di mettere i piedi sull’onda, per poi improvvisare un’andatura possente: come non fossero nulla le spine nostalgiche della memoria.
Già quando si arriva sembra che ogni palazzo sia una rosa, ogni piazza un largo di luce. E i navigli un accesso immediato verso il mare.
Ma già quando si arriva le pupille oscurano il bianco sfavillante delle zagare, per poi dare il passo al grigio di un’aria morta: a volte sembra anche a delle lune nere.
E in mezzo a tanti cuori guasti non si trova nessuno che voglia la libertà di essere infiacchito: come fosse sacra l’accelerazione. Nessuno che, in questo infinito campo di deportati, voglia scattare in piedi. Continua a leggere

Sì, la gente cominciava a interrogarsi. Anche perché nessuno poteva sentirsi più al sicuro: in qualsiasi posto si trovasse – al bar o al ristorante, al teatro o allo stadio -, era difficile scacciare il pensiero delle stragi perpetrate all’improvviso, come richiami a una realtà diversa e opposta a quella quotidiana. Anche tra le grandi firme del nostro giornalismo, c’era chi coglieva i segnali di eventi inquietanti che premevano alle porte. Ogni giorno si apriva la schermata dei notiziari online per capire se ci fosse stato un altro attacco, o se avessero pensato a qualche nuovo sistema di difesa. In realtà, l’unico argine efficace era guardarsi dentro, distogliere lo sguardo dai lustrini ingannevoli, dalle luci psichedeliche di una civiltà al tramonto. Solo una presa di coscienza collettiva avrebbe potuto fermare l’onda del caos, l’incalzare di una violenza cieca e sorda. Ma chi aveva intenzione di cambiare? I governi continuavano a operare con la miopia di sempre, i privati cittadini a ripetere il tran tran di tutti i giorni, nel rifiuto di vie nuove, di visioni inedite dell’uomo e della vita. Queste toccavano a noi, profeti solitari, pecore nere nell’immenso gregge che seguiva chi gridava più forte. Chi erano i pastori? Quali le guide che indicavano la strada senza conoscerla? Sul Titanic dell’Europa si seguitava a ballare e banchettare; il gossip continuava a fare affari, la pubblicità a smerciare prodotti taroccati. Nessuno osava più contrapporsi a una folla compatta e conformista. Voce di uno che grida nel deserto: solo il Vangelo continuava a lanciare il suo messaggio, sentinella inascoltata sulle mura del mondo.
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[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=qkTFl0JdMao&feature=youtu.be]
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Federico García Lorca
Romancero gitano
1924/1927 Continua a leggere

‘Jazz forever. La straordinaria storia del Jazz dalle origini ai nostri giorni’, ‘Blasco Story. Tutto quello che c’è da sapere su Vasco Rossi’, ‘Bob Dylan. Tu sei quel che sogni’ e ‘Canzone dopo canzone. Fabrizio De André una discografia commentata’: a inizio 2016, la neonata editrice Melville vara una collana dal titolo Altra Musica a cura di Guido Michelone che, per conto del direttore editoriale Gianluca Barbera, cerca di trovare nuovi libri che stimolino interessanti riflessioni sul mondo delle sette note, oltre a cimentarsi, come di consueto, nella scrittura di saggi e biografie dal taglio pedagogico e divulgativo. La Poesia e lo Spirito registra e propone un dialogo fra i due, direttore e curatore/scrittore, che raccontano e spiegano le caratteristiche di una collana che può già vantare a luglio quattro titoli in catalogo, cui se ne aggiungeranno altri tre entro dicembre. Continua a leggere
Un nuovo libro di Franco Giubilei intitolato Vita da Paz. Storia e storie di Andrea Pazienza, edito da Odoya, con premessa di Sergio Rossi e introduzione di Luca Raffaelli, torna a occuparsi di un artista ‘sui generis’ nato il 23 maggio di sessant’anni fa a San Benedetto del Tronto: Andrea, figlio di Enrico Pazienza, insegnante di educazione artistica, e di Giuliana Di Cretico, casalinga. Continua a leggere

Tutto sembrava condurci in una terra ignota, dove il Signore era il Signore, e noi creature da iniziare a tutto, anche a ciò che in genere è dato per scontato. Il nostro rapporto procedeva per sussulti: alti e bassi, in sintonia con i sentieri impossibili su cui il Progetto puntava sempre più, come se solo in vicoli ciechi, davanti a porte chiuse potessimo trovare la nostra dimensione. La dinamica risultava comprensibile alla luce di uno scenario in movimento, in cui le forze del bene e del male si affrontavano in una guerra di trincea, costringendo le persone più coscienti a schierarsi da una parte o dall’altra. Intanto si moltiplicavano gli atti di violenza, gli attentati, i colpi di scena perfino sospetti, come il golpe da cui Erdo?an era uscito rafforzato, a capo di una democrazia nominale, svuotata dal di dentro. L’America sembrava indebolirsi, lasciando Israele sempre più sola in un Medio Oriente trasformato in polveriera; la Russia, paradossalmente, pareva ergersi a difesa dei valori cristiani, mentre colossi come l’India e la Cina crescevano fra tensioni di ogni tipo. Il Santuario del Divino Amore era una tessera invisibile in un mosaico mondiale di difficile decifrazione, ma anche lì s’intrecciavano visioni spirituali e materiali, flussi di luce e forze oscure interessate al potere e alla finanza. Tutto sembrava pronto per l’avverarsi delle profezie, lo scioglimento drammatico dei nodi, la morte e risurrezione del mondo, immensa Pasqua di sangue e di vita rinata dai brandelli della storia.
[youtube=https://youtu.be/M0nVRRTywTk]
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[youtube=https://youtu.be/UlBlsRZa8XM]
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Federico García Lorca
POETA EN NUEVA YORK
(1929-1930)
A BEBÉ Y CARLOS MORLA
Los poemas de este libro están escritos en la ciudad de Nueva York el año 1929-1930, en que el poeta vivió como estudiante en Columbia University.
F. G. L. Continua a leggere

Ci colpì molto l’attentato a Nizza, il camion lanciato sulla folla come “leone ruggente che va in giro, cercando chi divorare”, citando dalla Prima Lettera di Pietro. Un’immagine archetipica del male, un punto di tenebra assoluto sullo sfondo di una storia che ormai si dipanava con chiarezza. Di fronte a tale epifania diabolica la gente si sarebbe svegliata? Sarebbe emersa la coscienza del momento, l’esigenza della conversione, del sincero pentimento che, stranamente, neanche la Chiesa indicava come urgente? Speravamo di sì: quei corpi straziati sulla Promenade des Anglais gridavano giustizia, ma anche uno sguardo ulteriore, un intuito profetico della lotta tra il bene e il male, un appello senza ambiguità a cercare in se stessi i segni vitali di una verità sociale, storica e teologica. Leggendo le analisi degli opinionisti, si trovavano i soliti parametri di razionalità astratta che non portavano a nulla: la ragione illuministica tradiva, in questi eventi, la sua incapacità congenita di trovare non solo soluzioni, ma anche chiavi adeguate per una prima comprensione del problema. Le previsioni di cui tanto s’era parlato, fino ad ora, entravano in una fase drammatica di realizzazione, tra lo sgomento della gente e l’impotenza dei capi: l’Europa del benessere, della perdita costante e progressiva dei valori mostrava il suo lato vulnerabile, come fosse impietrita nell’attesa di un responso decisivo.

Ti ripenso da qui, come un naufragio
riemerso da un passato ormai remoto:
non hai occhi né orecchi per capire
che cosa ha funzionato, e cosa no.
Ti perdi dentro il rosa condensato
del fragile orizzonte di Sirolo.
Il male ti ha plasmato, come ruggine
lasciata imputridire. Solo quando
sarà venuto l’Angelo vedremo
il tuo volto brillare, come l’oro.

di Giselda Pontesilli
La poesia “Fare di questo” è, primariamente , demistificatrice, poiché -non a parole- ci fa coscienti di un fatto che sapevamo già: per sentire, per esperienza; ma solo ora, solo così tardi, lo comprendiamo davvero:
non è vero -ci dice, non a parole- non è vero che solo alcuni misteriosi uomini (non io, mai io) compiono omicidi; io = omicida : ecce homo. Continua a leggere

“Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno.
E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.”
(Don DeLillo)
Si aprono le porte dell’ascensore cigolando lievemente.
Esci dall’ascensore e le porte dietro di te si chiudono, replicando il lieve cigolio.
Ti ritrovi in uno slargo deserto, in un angolo c’è una sedia di ferro, smaltata di bianco, e bianche sono le pareti e il soffitto.
Prendi a destra per un piccolo corridoio, attraversi un piccolo slargo a sinistra, uno a destra che poi diventa un lungo corridoio senza finestre.
Non c’è nessuno. Continua a leggere

“il massacro fu così grande che i nostri uomini camminavano nel sangue fino alle caviglie” e così hanno dato a Dio il possesso del crimine.
Le loro bocche, in quegli altri tempi, erano senza luce di speranza, erano piene di odio; per mille diverse ragioni una trappola.
Dopo Gesù Cristo, quello che doveva essere un mondo nuovo è diventato una vampa: l’Umanità ha iniziato ad avere le armature fragili, ha iniziato a essere spiata da un’aria non di pace.
Di quale importanza parliamo, che fossero ebrei o cristiani o islamici, in quegli altri anni venne fatta la fortuna delle religioni. Venne fatta lo separazione dallo Spirito. Continua a leggere
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=W9YIwP04VNM&feature=youtu.be]
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[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=YjwbHGMnBlQ&feature=youtu.be]
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Federico García Lorca
Potessero le mie mani sfogliare
Da
GARCÍA LORCA
Poesie
Libro de poemas – Suites
a cura di Claudio Rendina Continua a leggere