
E ci stanno raccontando che gli assassini sono i macchinisti, i negri del fumo. Coloro che non hanno saputo marcare a stretta misura il binario, e lo hanno lasciato scivolare sotto le ruote e gli stantuffi, nel sentiero che tiene il posto alle ossa degli uomini morti.
E il treno oggi in Puglia si è aperto come un altare, o una rosa schiusa in due.
E ci stanno raccontando quanto influente sia il fato nelle vicende umane e che più neanche Dio ha le spalle giuste per la nostra sorte.
E che i due macchinisti hanno messo avanti le teste, nella forma delle pietre, per avere la potenza nel tempo, per dominare l’attrito del ferro. Continua a leggere
Archivi autore: fabrizio centofanti
49. Alle porte

Il mondo era ormai un concentrato di violenza. I siti di notizie s’ingolfavano di cronache e immagini di assassinii perpetrati per motivi diversi, ma con la stessa ferocia disumana. L’azione del demonio si faceva più chiara: in primo luogo nelle stragi collegate al fondamentalismo religioso, che rivelava sempre più la sua matrice politico-sociale. L’ingiustizia, eretta a sistema, non poteva non essere foriera di danni irreparabili, a meno che, a livello mondiale, non si fosse deciso di invertire la rotta verso l’autodistruzione. Sull’onda di media rapidissimi e invasivi, le distanze abissali tra paesi ricchi e poveri risaltavano in tutta la loro assurdità. Diventava insopportabile il pensiero che pochi egoisti detenessero l’intero potere nelle mani, depredando in modo insaziabile i beni che avrebbero ridato dignità all’altra parte del mondo. Se non si fosse posto rimedio a tutto questo, il mondo si sarebbe avviato a una rovina inevitabile. All’orizzonte potevamo intravedere l’intenzione di Dio: dar vita a una nuova umanità, sensibile al suo orientamento di Padre generoso, attento ai bisogni dei suoi figli. Sempre più le nazioni sarebbero state provocate a far loro lo sguardo di Dio, la compassione per ogni sua creatura.
Anche noi procedevamo nella nostra ricerca guidati dalla grazia, spinti a superarci per attingere al cuore del Progetto, a una luce abbagliante sullo sfondo tenebroso della violenza umana. Gli occhi di Cristo e il ghigno del demonio erano i poli tra cui il mondo pendeva, sul baratro inquietante di un futuro avvertito ormai alle porte.
Premio Strega a “La scuola cattolica”
Ripubblichiamo l’articolo in cui Maurizio Soldini aveva previsto la vittoria di Albinati al Premio Strega 2016, recensendone il libro.
Finalmente ho portato a termine la lettura de La scuola cattolica, che rimetto in coperta e ripongo in libreria tra i vincitori del Premio Strega.
Non perché sia d’accordo, a proposito della vittoria dello Strega, tanto più per il valore del libro, ma perché così pare sia già deciso, del resto come ogni anno a questa parte, in cui avviene che si sappia anzitempo quale libro sia destinato a vincere. Continua a leggere
Guido Michelone intervista Gianluca Barbera

La truffa come una delle belle arti
Gianluca Barbera, cinquantenne reggiano (ma senese d’adozione), dopo Finis Mundi (2015), ha da poco pubblicato il suo secondo romanzo, dal titolo spiazzante: La truffa come una delle belle arti. Continua a leggere
E poi
Il porgitore di stelle, Margherita Guidacci

Poesie tratte da Il buio e lo splendore, di Margherita Guidacci.
Ed. Garzanti Poesia
a cura di Barbara Pesaresi
da Il porgitore di stelle
“Una Lasa etrusca (divinità femminile alata) di nome Vecua, divenuta per amore una donna mortale, ebbe dal Collegio dei Lucumoni l’incarico di delimitare i confini dei terreni dei popoli etruschi, perché non sorgessero discordie; e, successivamente (essendo i Lucumoni rimasti molto soddisfatti dell’operato catastale di Vecua) anche di disegnare una mappa del cielo. A questo scopo fu dato a Vecua un assistente, detto «Mav Luceziniai» (il porgitore di stelle) perché le indicasse ad una ad una le stelle, che Vecua poi incluse in sedici «case del cielo». Dalla storia di Vecua, che mi piace enormemente, ho tratto il titolo di questa parte della mia raccolta.”
(Margherita Guidacci) Continua a leggere
Il Calcio d’autore di Antonio Donadio
Gli Europei di calcio stanno volgendo al termine e l’Italia come sempre è divisa in due, tra chi ama e chi detesta il gioco del pallone: pro o contro senza mezze misure. Per l’evento sportivo e mediatico annunciato da mesi, anche l’editoria si attrezza in tempo per offrire ai lettori romanzi e saggi sul football (o soccer, per dirla all’americana), sia per cercare di attrarre nuovi lettori dalle tifoserie storicamente ritenute incolte o addirittura ignoranti e semianalfabete, sia per mostrare a tutti che sport e cultura non sono due fenomeni contrapposti, ma addirittura riescono a convivere nelle passioni di molti scrittori insospettabili. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 11
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=a9LUIlLy4VA&feature=youtu.be]
da qui
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=X9l2kSd6fwg&feature=youtu.be]
da qui
Federico García Lorca
L’ombra della mia anima
Da:
GARCÍA LORCA
Poesie
Libro de poemas – Suites
a cura di Claudio Rendina Continua a leggere
Non c’è più tempo per le poesie
Lucetta Frisa, Poesie su dipinti

I due ambasciatori* Hans Holbein.
A noi non interessano i progressi della scienza:
ci portano onore e danaro? Altrimenti non servono.
Certi messaggi complessi neppure il re li comprende
li inviano demoni e angeli a sovvertire le imprese.
Oggi fa molto freddo, ci riscalda la pelliccia
adeguata a questa stagione come il nostro atteggiamento
e nulla di obliquo traversa cose e velluti.
Noi diciamo quello che abbiamo da dire,
facciamo quello che ci ordina il re.
Non guardate nient’altro, non c’è nulla da scoprire.
E’ il l553.
Siamo Jean de Dinteville e Georges de Selve –
due ambasciatori.
***
*La figura in basso,obliqua, quasi a livello del pavimento mostra un teschio tridimensionale che,per effetto della deformazione ottica,si può vedere solo se posizionati sul lato destro del dipinto: è l’anamorfosi e il suo messaggio è esplicito.
48. Tre fronti

La tendenza più recente era quella di un progressivo svelamento di coloro che accoglievano il messaggio e quelli che, più o meno apertamente, mettevano paletti, storcevano il naso, facevano distinguo, col risultato di una rarefazione dei rapporti, un venir meno di contatti che finiva col creare un comprensibile imbarazzo. La chiamavamo “solitudine della profezia”, sempre avversata o ostacolata, perché traccia di un mondo ulteriore, non verificabile, semplicemente oggetto di fede.
Leone XIII aveva parlato degli obiettivi della massoneria internazionale: distruggere la Chiesa e imporre norme ispirate dal materialismo. Il mondo si sarebbe dunque diviso tra materialisti e spirituali: ci saremmo riconosciuti a poco a poco, emergendo dalla nebbia delle convenienze, dagli pseudo misticismi o il crasso calcolo dei propri interessi personali.
La Chiesa, intanto, viveva il suo momento più difficile: le posizioni si divaricavano, le opposte fazioni lottavano aspramente, sotto una patina formale di rispetto reciproco. La battaglia infuriava, con accuse reciproche di eresia e fariseismo; i colpi bassi venivano coperti da dichiarazioni ufficiali di obbedienza a superiori verità. A uno sguardo esterno, la realtà ecclesiale appariva tesa e frantumata, sempre in bilico tra minacce scismatiche e sottili imposizioni.
Il terzo fronte era quello dei conflitti politici e sociali. La contrapposizione tra America e Russia diventava più palese, con gli estremisti islamici che tessevano trame sotterranee destinate a esplodere nella conflagrazione di una guerra santa.
Noi scendevamo sempre più in profondo, contemplando ormai il bagliore dell’Archetipo scritto da sempre nella nostra storia.
Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio, di Riccardo Ferrazzi

È una straordinaria carrellata di avventure questo libro di Riccardo Ferrazzi, che descrive miti e leggende come fossero le ultime vicissitudini del vicino di casa. L’intenzione di fondo si palesa già nel titolo: Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio (Fusta Editore, collana Bassa Stagione). Continua a leggere
Beppe Salvia, Il colore del dire. Nota di lettura di Rosa Salvia

Edoardo Albinati, nel tracciare il carattere schivo del poeta potentino Beppe Salvia, lo definisce “uno dei poeti più dotati e amati e non solo della sua generazione”, aggiungendo che “conduceva una vita isolata e precaria, nutrita della sua poesia e poco d’altro” […], così come della sua opera poetica scrive che aveva “una grazia bruciante, quasi offensiva”. (Articolo Vivere da spiantati in un luogo di spettri in “Paese Sera” – 18 aprile 1985) Continua a leggere
Bud
Annamaria Ferramosca per Assunta Finiguerra

PREMIO ISABELLA MORRA 2016–VI edizione dedicata ad Assunta Finiguerra
Giuria:Presidente onorario Guido Oldani – poeta, Presidente di Giuria e fondatrice del Premio
Antonetta Carrabs – poeta e scrittrice, Giuseppe Langella – docente Università Cattolica di Milano e critico, Amedeo Anelli – poeta- critico letterario, Corrado Bagnoli- poeta, Elisabetta Motta – critico letterario,Salvatore Contessini -poeta ,Iride Enza Funari – poeta,Giulia Occorsio – poeta – pittrice
Paolo Pezzaglia – poeta – scrittore,Maria A. Cera Santoro – Presidente Associazione Lucana Magna Grecia,Ettore Radice – Presidente Associazione Mnemosyne – storico, Simona De Simone – docente. Continua a leggere
Sei
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=bctjrnQ53C8&feature=youtu.be]
da qui
Scendere, scendere, non disperare
di andare oltre quel muro. Trattieniti
gli istinti che non sanno, decomponiti
in un precipitato d’attenzione,
disgrègati nel sangue dell’offerta,
che batte contro le pareti come
la chiamata inattesa di un Dio ignoto.
Distogliti dall’ultimo pensiero,
che bussa alla tua porta mascherato
da bene, da equilibrio, da giustizia.
Ricordati di me, che ti ho trovato
morto. Vai e fai lo stesso. Io c’ero.
Brexit
Guido Michelone intervista a Paolo Archetti Maestri (Yo Yo Mundi)

Per Evidenti tracce di felicità, nuovo album di Yo Yo Mundi, gruppo folk-rock di Acqui Terme, ecco un’intervista inedita al leader Paolo Enrico Archetti Maestri, cantante, compositore, chitarrista, che qui racconta alcune vicende di un album molto poetico. Continua a leggere
Due poeti. Pietro Amerio e Rudy Toffanetti
Presso l’editore Aragno (nel cui catalogo figurano tre titoli del nostro indimenticato Roberto Rossi Testa) escono due libri di poesia che, in modi inconsueti, si distaccano dalla produzione corrente. Si tratta di Altre parole di Piero Amerio e Sul confine di Rudy Toffanetti, autori quanto mai diversi tra loro: Amerio è psicologo, professore universitario e saggista, che da sempre coltiva la poesia come otium letterario e cioè come impegno, rigoroso ma libero dai vincoli della vita quotidiana; Toffanetti è un giovane poco più che ventenne, alla sua prima pubblicazione. Continua a leggere






