Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Dodici libri per Festa della Musica

musica
di Guido Michelone

Nel 1982 viene promossa in Francia una Fête de la Musique grazie al Ministero della Cultura, allora condotto da Jack Lang, che invita tutti i musicisti (professionisti e amatori) a suonare il 21 giugno per le strade e sulle piazze di ogni città a celebrare anche il solstizio d’estate e il giorno più lungo dell’anno. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Michelangelo Zizzi

Zizzi
Mi parli brevemente di questo nuovo progetto di Scuola di Poesia?

La Scuola Pound vive da due anni ed è alla sua seconda edizione: Si
tratta di voler fare la migliore Scuola di poesia in Italia, il
corrispettivo della Holden di Baricco, ma persino meglio: perché è
difficile diffondere tecniche di poesia, ma è possibile conoscere da
vicino i Maestri e stare con loro: Ho pensato a questo: di ritrovare i
Maestri \ amici, conoscerli da vicino e perdere ogni provincialismo ed
ogni ‘falsa’ ambizione, riconoscendo i propri valori, le proprie
qualità. Continua a leggere→

47. Apocalypse now

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Più passava il tempo, più capivamo che il Signore manteneva le promesse: già quattro anni prima aveva fatto intravedere il percorso in cui ci avrebbe accompagnato, passo passo. Ci sentivamo liberati dai pesi che avevano da tempo bloccato o deviato le energie, impedendoci di attingere insieme alla sorgente della vita. Passando attraverso rinunce e sofferenze era emersa la vera identità, pronta per i nuovi scenari di cui parlavamo apertamente, quando si presentava l’occasione. La reazione era spesso la stessa: un’alzata di spalle, un sorriso di condiscendenza, un’istintiva rimozione di un’idea considerata scomoda. Eravamo troppo avanti, nella nostra avventura, per lasciarci scoraggiare dai rifiuti; anzi, il confronto col Vangelo ci convinceva interiormente che questo era lo stile del Cristo, il suo pensiero contrario a ogni moda, a ogni legge del branco, aperto coraggiosamente al volere insindacabile di Dio.
Ogni tanto provavamo a immaginare i possibili effetti di una guerra: preso atto del dramma che avrebbe devastato il nostro mondo, emergeva la speranza – la certezza – di un’epoca nuova, che dalle grigie macerie di una civiltà al declino, avrebbe fatto risplendere il Progetto originario, la creazione nella forma concepita dal Padre. La nostra intesa, dopo tanta angoscia, diventava la caparra di un dono che avrebbe rinnovato la faccia della Terra.

Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 9

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da qui

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=ZSIOtR7iVLo&feature=youtu.be]

da qui

FEDERICO GARCÍA LORCA
LAMENTO PER IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS
(1935)

Traduzione di Carlo Bo (1938)

Voce recitante: Luigi Maria Corsanico

Joaquín Rodrigo
Concierto de Aranjuez (Adagio)
Narciso Yepes Continua a leggere→

Uscire da sé come la rosa. Ida Vallerugo

Vallerugo

Poesie tratte da Stanza di confine – Ida Vallerugo

Crocetti Editore

A cura di Barbara Pesaresi

 

da “Viaggio col padre”

 

Rettilineo

 

Dimmi, padre, dove stiamo noi

figli di una madre esiliata smemorata del luogo

in cui nacque e in nessun luogo si ferma

                         su nessun cuscino riposa

                         dove stiamo se non su un rettilineo? Continua a leggere→

Intervista a Stefano Zangrando su “Amateurs”

Amateurs
di Elisabetta Bortolotti

È una delle figure più poliedriche e cosmopolite del panorama letterario transalpino: scrittore, insegnante, studioso e traduttore, Stefano Zangrando, bolzanino d’origine e residente a Rovereto, è un pendolare instancabile fra le culture italiana e tedesca. Forse anche per l’impegno profuso in questa funzione di mediatore, come narratore taceva da qualche anno: risale ormai al 2009 la raccolta di racconti Quando si vive, che uscì per l’editore Keller all’epoca in cui Zangrando era borsista presso l’Accademia delle Arti di Berlino. Continua a leggere→

Vegan. Le città di Dio di Remo Bassini

Bassini
Quando uno scrittore ‘diventa’ vegano…

di Guido Michelone

Un’investigatrice privata, Anna Attrici di mezz’età, intelligente, preparata, curiosa, nevrotica, su precise richieste, torna a occuparsi di un caso dimenticato: la morte improvvisa di Adriano Bronzelli, guaritore di tumori a base di diete, insomma guru e teorico a firma ‘vegan’ che utopizza un’ipotetica città degli orti, in cui le persone vivranno comunitariamente mangiando sani cibi biologici in ambienti naturali incontaminati, ovvero lontani da industrie e inquinamento. Continua a leggere→

Armagheddon

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Il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni (Ap 16, 10-11).

Pre-nota di lettura a “La scuola cattolica”, di Edoardo Albinati

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di Maurizio Soldini

Finalmente ho portato a termine la lettura de La scuola cattolica, che rimetto in coperta e ripongo in libreria tra i vincitori del Premio Strega.
Non perché sia d’accordo, a proposito della vittoria dello Strega, tanto più per il valore del libro, ma perché così pare sia già deciso, del resto come ogni anno a questa parte, in cui avviene che si sappia anzitempo quale libro sia destinato a vincere. Continua a leggere→

46. La normalità

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Sì, facevamo progressi, spinti dalla Grazia. L’ultima, grande (ri)scoperta fu la normalità, ossia il Progetto di Dio avvertito come vita ordinaria, come verità dell’umana condizione. Che c’era di nuovo in questa presa di coscienza? Il fatto che, per il mondo, la normalità è tutt’altra cosa: il fare da sé, l’idea dell’io come arbitro di tutto e centro assoluto della vita. È quella che i Padri della Chiesa definiscono come “filautia”, la prospettiva proposta dal demonio, che fa di tutto per screditare la creazione, incrinare la fiducia in Dio, convincere che l’unico criterio è l’ego con le sue esigenze e i suoi interessi. È quello che il Quarto Vangelo chiama “il mondo”, in cui Dio è un antagonista, una minaccia al proprio universo personale. Il peccato originale è il concetto sintetico con cui la teologia ha individuato il capovolgimento di valori e attribuzioni: non è più Dio a decidere cos’è bene e cos’è male, siamo noi a dettare norme, a formulare leggi sulla vita e sulla morte, a decidere le forme e i modi di ciò che definiamo amore, a scegliere i modelli a cui ispirarci nei pensieri e nei comportamenti. Ed ecco che emerge l’esistenza così come la vediamo nelle strade, nei luoghi di lavoro, nei servizi dei telegiornali: una giungla in cui vince il più forte, un coacervo di sentimenti negativi e di nevrosi, un labirinto di cui nessuno trova più l’uscita. Come porre rimedio a tutto questo? Nella preghiera e nell’ascolto quotidiano era emersa la coscienza chiara dell’unico antidoto possibile: ripristinare il Progetto originario, confessare la fede nell’opera di Dio, così fedelmente assunta da don Mario. Allora saremmo approdati alla normalità, che coincide con la santità donata dalla Pasqua del Cristo. Il santo non è un marziano, ma chi vive la verità ultima sull’uomo e l’universo.

Il discorso amoroso di Roland Barthes

copertina Barthes-discorso-amoroso
di Guido Michelone

Frammenti di un discorso amoroso risulta il libro più venduto – ma forse non più letto vista la complessità dell’approccio – del noto studioso francese, citato persino da Francesco Guccini in una canzone e punto di riferimento essenziale per molte generazioni, soprattutto quelle nate culturalmente dal Sessantotto, che magari vogliano andare oltre la sociologia esclusivamente politica di Herbert Marcuse o Theodor W. Adorno, per un approccio più culturologico e meno settoriale. Continua a leggere→

Lettera aperta al nuovo sindaco di Roma che verrà (e che io non voterò), di Fabrizio Falconi

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Questa lettera è indirizzata al nuovo sindaco di Roma che tra tre settimane sarà insediato a Palazzo Senatorio (il più antico palazzo municipale del mondo).

E’ una lettera da parte di un comune romano – come si diceva una volta di sette generazioni – nato e cresciuto e vissuto in questa città.

L’amore per questa città – l’ho sperimentato io stesso – non deriva da un legame di sangue, né da un generico amor soli, amore del luogo dove si è nati. La vita è troppo piena di esempi di persone che non solo non hanno alcun legame affettivo o non con il luogo nel quale si è nati, ma anzi manifestano una vera e propria insofferenza, rancore o odio, per il suolo che li ha ospitati alla nascita. Continua a leggere→

45. La lama di luce

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Lo sguardo di Cristo: sempre più comprendevamo come fosse quello il polo d’attrazione, la rotta che indicava il cammino. Di fronte ai suoi occhi tutto aveva senso, anche le situazioni più intricate, i problemi più complessi, la giungla in cui spesso arrancavamo. Era come se gettassero luce sulla nebbia che avvolgeva le giornate: l’essere appesi al filo degli eventi, la mancanza di riconoscimenti, la stessa fatica a ritrovarci nell’Archetipo della nostra unione, che ormai intravedevamo. Su questo io ero il più convinto: fin dall’inizio avevo in mano la chiave e non me l’ero lasciata sfuggire, lottando contro l’insorgere di forze contrastanti, che da sempre si opponevano all’attuarsi del Progetto. La battaglia era dunque su due fronti: il contesto del Santuario, in cui la mia presenza si doveva definire, dove davo tanto spesso a vuoto, tra sospetti e indifferenze; e la nostra relazione, vissuta su un crinale di dubbi e di certezze, intrecciati in modo inestricabile. Un pensiero mi era sempre di conforto: la promessa, da parte del Signore, che il Disegno non sarebbe fallito, che l’unione delle nostre esistenze avrebbe dato vita nuova al Santuario e all’opera ideale e materiale di don Mario. Era questo il fine della nostra avventura, la ragione di tanto impegno e tanta sofferenza. Nella notte in cui non si distinguono le forme del lavoro umano e del mondo naturale, eravamo chiamati a indovinare la lama di luce dell’alba della Pasqua.